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GENERALI INAUGURA LA NUOVA SEDE A CITYLIFE

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Inaugurata, alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte la Torre Hadid del Gruppo Generali, nel quartiere Citylife di Milano.

Da oggi 385 dipendenti milanesi della banca hanno fatto il loro ingresso nella struttura avveniristica. Dopo 16 anni, Banca Generali lascia quindi la storica sede di Via Ugo Bassi per trasferirsi nel grattacielo progettato dall’archistar Zaha Hadid. 

All’inaugurazione erano presenti i vertici della compagnia, Gabriele Galateri di Genola, presidente di Assicurazioni Generali, e Philippe Donnet CEO del Gruppo Generali, il governatore Attilio Fontana e il sindaco Giuseppe Sala.

“Mi fa piacere essere qui per testimoniare il vivo entusiasmo con cui partecipo all’inaugurazione di questa nuova sede, progettata con accorgimenti che riguardano un progetto di impresa articolato che guarda al futuro, forte di un passato antico, ma anche del vostro presente” ha detto il premier.

“Dietro questo edificio c’è molto studio, c’è attenzione alle condizioni di lavoro, una propensione per l’innovazione e la domotica, attenzione all’ambiente lavorativo. Significa che avete una grande visione del futuro”, ha aggiunto Conte.

La novità riguarda anche tutti i clienti. Apre oggi la nuova filiale al 19° piano, con un concept innovativo e la vista sullo skyline milanese. 

 

AUTONOMIA, FONTANA “SOLLECITIAMO DEFINIZIONE”

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 “Questi principi di richiedere l’autonomia sono assolutamente condivisi dal sistema lombardo, sia sul versante istituzionale che sul versante delle categorie produttive e sociali. Tutto il sistema Lombardia ci sollecita a una rapida definizione della procedura”.

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in audizione presso la
Commissione parlamentare per le Questioni regionali.

“In occasione degli Stati generali dello sviluppo tenutosi in Lombardia e’ stato chiesto alle rappresentanze di sostenere a livello nazionale la maggiore autonomia della Regione. E’ stato
redatto un documento – ha aggiunto – che e’ stato sottoscritto da tutti i rappresentanti e gli stakeholder del Patto per lo sviluppo”.

 “Mi lascia perplesso sentire parlare di un attentato all’unita’ del Paese. Questo mi fa sobbalzare dalla sedia, vuol dire che la Costituzione prevede una disgregazione del Paese. Noi facciamo la nostra richiesta nell’ambito di un percorso legittimo – Mi spiace sentire chi fa queste affermazioni che mi sembrano subdole, non c’e’ nessuna volonta’, nessuna possibilita’ e nessuna intenzione di andare verso una disgregazione del Paese e la cosa e’ ribadita dal rispetto costituzionale”, ha aggiunto.

“Noi abbiamo semplicemente chiesto il trasferimento di competenze con le risorse che oggi lo Stato spende per quelle competenze, quindi costi per la collettività zero. Se oggi lo Stato spende 100 in una certa materia ci trasferira’ 100 e le competenze che svolge. Noi  riteniamo di svolgere quelle competenze meglio dello Stato e a prezzi più contenuti” – ha proseguito – “Non c’e’ nessun problema ne’ preoccupazione, la solidarieta’ rimane. Il nostro fardello della solidarieta’ ce lo teniamo sulle spalle. Noi siamo orgogliosi di aiutare questo Paese e orgogliosi di mantenere questo fardello di solidarieta’”, ha sottolineato.

“Non c’è nessuna arroganza nelle nostre richieste, non siamo arroganti se abbiamo chiesto tante materie, non ho capito perche’ chiedere l’applicazione integrale della Costituzione venga letta come un motivo di arroganza. E’ motivo di orgoglio voler accettare una sfida su una materia che ove applicata puo’ migliorare le condizioni di vita del Paese -prosegue – Il Paese si deve efficientare guardando a modelli migliori – ha sottolineato – non cercando di
rallentare i modelli migliori per farli retrocedere alle situazioni che non funzionano. Questa e’ una opportunita’ che ha tutto il Paese”.

 

 

PAGAMENTI IMPRESE, 3 PROVINCE LOMBARDE IN TESTA

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Tre province lombarde in vetta e tre siciliane in coda nella graduatoria nazionale per la puntualità nei pagamenti delle imprese stilata da Cribis, società del gruppo CRIF specializzata nella business information. Lo studio sui pagamenti aggiornato al primo trimestre di quest’anno colloca Brescia in testa, seguita da Bergamo e Sondrio mentre nelle ultime tre posizioni mette Caltanissetta, Enna e Palermo.
Sette delle 12 province lombarde, sono nella top ten della puntualità dei pagamenti realizzata da Cribis: Lecco è quarta, Mantova è sesta, Como settima e Cremona al nono posto. Al quinto posto si inserisce la provincia di Trento, all’ottavo Biella e al decimo Treviso.
Tra le 10 province dove le imprese non riescono a rispettare i tempi di pagamento, le ultime sei posizioni sono occupate da realtà siciliane: dopo Caltanissetta, Enna e Palermo troviamo nell’ordine Trapani, Messina e Siracusa. Tra le meno virtuose al settimo posto c’è anche Caserta, all’ottavo Reggio Calabria e al decimo Ogliastra.

Lo studio sui pagamenti di Cribis conferma come la Lombardia sia la regione con la percentuale più alta di aziende che effettuano i pagamenti nei tempi previsti (45,6%). Appena alla spalle si posiziona l’Emilia-Romagna, dove il 44,9% delle imprese presenti sul territorio adempie ai propri obblighi economici entro la data di scadenza.
Terza e quarta posizione per Veneto (43,6%) e Trentino-Alto Adige (43,1%), seguite dal Friuli-Venezia Giulia (41,7%). Vicine alle percentuali delle regioni del nord le Marche, che guadagnano la sesta posizione della graduatoria, con il 41,2% di aziende puntuali.
Più bassa la percentuale al sud, con la Sicilia che occupa l’ultima posizione del ranking regionale, con una quota pari al 17,1%, preceduta da Sardegna (20,3%) e Puglia (24,1%).
L’analisi di CRIBIS evidenzia che oltre un terzo (35,3%) delle imprese del nostro Paese effettua i suoi pagamenti nei termini previsti, una percentuale in diminuzione rispetto a quella registrata nello stesso periodo del 2018 (37,2%). Oltre la metà delle aziende (53,4%) adempie i propri obblighi di pagamento con un ritardo massimo di 30 giorni, mentre l’11,3% supera il mese di ritardo.

“L’Italia rimane un Paese dove si paga mediamente a 89 giorni, con picchi di quasi 120 giorni per sanità e costruzioni. Già di per sé questo è un dato problematico per le imprese italiane, se poi si aggiunge che nel primo trimestre 2019 – spiega Marco Preti, Amministratore Delegato CRIBIS -rispetto all’analogo periodo 2018, le aziende che pagano con ritardi gravi sono aumentati del 6%, appare chiaro che la gestione del credito è sicuramente complessa per le aziende italiane. I settori con la minore incidenza di imprese con ritardi oltre i 30 giorni sono stati il manifatturiero (7,9%), quello finanziario (8,7%) e quello minerario (8,8%). La situazione è più critica nel commercio al dettaglio con incidenza di imprese con ritardi gravi del 17%. Di fronte a un simile scenario generale che vede aumentare i gravi ritardi nei pagamenti, è necessario che le aziende selezionino con sempre maggiore cura e prudenza i loro interlocutori, dotandosi di strumenti di monitoraggio e analisi dell’affidabilità economico-commerciale di partner e fornitori”.

LEGNO, IN LOMBARDIA GRANDI POTENZIALITÀ MA SI RICORRE A IMPORT

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Il bosco in Lombardia sta prendendo gradualmente il posto di pascoli e coltivazioni, come risultato dell’abbandono delle aree rurali, particolarmente di quelle più disagiate. L’abbandono gestionale si riflette sull’utilizzo del prodotto legnoso che nel 2017 è stato pari al 18% della biomassa forestale prodotta nell’anno, mentre in Europa si preleva, in media, il 60% e in Paesi come l’Austria si supera il 90%. Dei circa 585.000 mc richiesti al taglio, il 72% viene destinato alla produzione di energia attraverso impianti tradizionali e centrali a biomasse; solo il 27% anche a causa della qualità, viene utilizzato come legname da opera e per altri usi commerciali. Considerato che l’industria lombarda del legno è tra le prime in europa, nonostante la potenziale disponibilità, la produzione quantitativa e qualitativa di legno immessa sul mercato è insufficiente e occorre dipendere da altri paesi.

E’ quanto emerge dall’undicesima edizione (dati 2017) del “Rapporto sullo stato delle foreste in Lombardia” presentato oggi da Regione Lombardia e Ersaf nell’ambito del Festival dell’Ambiente e della Sostenibilita’ in corso a Milano nel quartiere Isola, durante il Salone del mobile e del design.

“Questa constatazione, confermata anno dopo anno, – spiega Alessandro Fede Pellone, presidente di Ersaf Lombardia – deve servire da stimolo ai diversi attori della filiera bosco-legno-energia della nostra regione, per promuovere una nuova cultura del bosco, la sua gestione attiva e l’utilizzo corretto del prodotto legnoso con attenzione alle specificità territorio, in coerenza con i principi della Gestione Forestale Sostenibile”.

Brescia è la provincia che possiede sia la maggior quantità di boschi sia la maggior superficie territoriale. Ampie superfici forestali caratterizzano anche le province di Sondrio e Bergamo rispettivamente al secondo e terzo posto per la quantità di boschi e con un indice di boscosità pari al 39% e 41%. Lecco e Como sono le due province con il più elevato tasso di boscosità, pari al 47% sul totale regionale e si collocano al sesto e quarto posto. Segue Varese con il 44% del territorio ricoperto da boschi che in termini di superficie totale raggiunge invece il quinto posto. Brescia, Sondrio e Bergamo, da sole, ospitano quasi i due terzi del bosco regionale. 

Le province con le minori estensioni boschive sono principalmente quelle di pianura: in ordine crescente, Mantova, Lodi, Cremona, Monza-Brianza e la Città metropolitana di Milano.

La Carta forestale, allo stato di copertura attuale, ha classificato l’84% del bosco lombardo in 17 categorie forestali. I popolamenti più rappresentati nella regione sono i Castagneti (11,4%), le Peccete di abete rosso (11,1%).

Il rapporto sulle foreste spiega anche che il volume di legname richiesto è aumentato in otto province (Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Mantova, Pavia, Sondrio e Varese), e diminuito nelle restanti tre (Cremona, Lodi, Monza Brianza) e nella Città Metropolitana di Milano. In Lombardia sono 978 le imprese che si occupano del settore forestale.

Nel 2017 si sono registrati 220 incendi boschivi che hanno percorso complessivamente la superficie di 4.292 ettari, di cui 2.288 boscati (53,3%). Il numero dei roghi è superiore alla media dell’ultimo decennio (pari a 166 incendi/anno). 

“Anche quest’ultimo è un segnale per invitare le istituzione a fare di piu’ per un miglior governo del bosco ed un recupero della aree agricole oggi conquistate dai boschi”, sottolinea Ersaf Lombardia.

MARKETING TERRITORIALE, 6 MLN PER COMPETITIVITÀ

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Uno stanziamento complessivo di sei milioni di euro a sostegno dello sviluppo e della realizzazione
dei migliori progetti di marketing territoriale volti a incrementare l’attrattivita’ e la competitivita’ della
destinazione Lombardia. E’ l’obiettivo della misura ‘Lombardia to Stay’, approvata con una delibera dalla Giunta di Regione Lombardia, su indicazione dell’assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda Lara Magoni.

“Con la misura ‘Lombardia to Stay’ – precisa l’assessore – abbiamo voluto mantenere aperta la possibilita’ per tutti, soggetti pubblici e privati, di presentare progetti senza stabilire a priori un ambito di intervento. Desideriamo lasciare la liberta’ di esprimere nel modo piu’ ampio la ‘creativita’ lombarda’. Il mio interesse e’ che i territori possano sviluppare i progetti piu’ innovativi
finalizzati a intercettare flussi turistici, valorizzare gli investimenti produttivi e finanziari, attrarre risorse umane”.

Tra le misure finanziabili dalla delibera vi sono: interventi strutturali di riqualificazione, ammodernamento, ampliamento di strutture finalizzare all’incremento dell’attrattivita’ turistica
della realta’ territoriale coinvolta; interventi per l’innalzamento della qualita’ della vita anche attraverso il miglioramento della qualita’ dei servizi; interventi per migliorare la dotazione delle infrastrutture per l’accessibilita’, i collegamenti, la mobilita’;  il recupero e la riqualificazione
di aree dismesse o sottoutilizzate attraverso la creazione – e successiva valorizzazione – di strutture o centri polifunzionali. I progetti prevedono un investimento regionale di sei milioni
nel triennio 2019-2020-2021.

 

DAL 3 AL 9 MAGGIO TORNA MILANO FOOD CITY

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Con il tema leonardesco “genio e creatività” e con un focus dedicato a uno stile di vita sano, ma anche alla sostenibilità ambientale ed economica, torna dal 3 al 9 maggio Milano Food City, l’appuntamento dedicato al cibo e alla cultura alimentare in parallelo alla fiera Tutto Food. “Un palinsesto di attività legate ai temi dell’alimentazione in città, che coinvolge diversi spazi senza dimenticare l’aspetto solidale”, ha spiegato l’assessore a Politiche del Lavoro, Attività Produttive, Commercio e Risorse Umane, Cristina Tajani, nella conferenza stampa di presentazione.Numerosi i partner coinvolti, dal Comune di Milano, alla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Coldiretti Lombardia, Confcommercio, Fiera Milano, Fondazione Feltrinelli e Fondazione Umberto Veronesi, Assolombarda. Una collaborazione che animerà per una settimana la città con talk, percorsi, eventi, incontri, arte, degustazioni ed esperienze cultural-gastronomiche, in una grande festa del cibo e della cultura alimentare. Oltre 100 gli chef che si daranno appuntamento per celebrare il loro ruolo di ambasciatori del made in Italy. L’inaugurazione, venerdì 3 maggio al Refettorio Ambrosiano, vedrà la presenza dell’Arcivescovo di Milano, Mario Delpini e del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

“È interessante come una manifestazione fieristica possa essere la scintilla per far nascere le week, come da tempo accade a Milano”, ha sottolineato Fabrizio Curci, amministratore delegato di Fiera Milano. “Quando si collabora con le istituzioni i risultati sono straordinari, come si è appena visto con la Design week. Il percorso sul food è simile e ci permette di allargare l’evento su un territorio che è immediatamente ricettivo. Un modello affermato a Milano, un esempio unico di connessione della città agli eventi fieristici”. “Con Food City possiamo coinvolgere l’utenza straniera anche al di fuori della Fiera. Ci aiuta a portare fuori dai padiglioni ciò che vi accade, un aspetto importante visto che si tratta di un evento è business-to-business”, ha aggiunto Curci. “Confcommercio dà il suo contributo con idea di un ‘Fuori salone del cibo’. Iniziamo il 3 maggio a Palazzo Bovara con la colazione ‘stellata’ insieme alla Fondazione Veronesi”, ha spiegato Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano. “Quest’anno ci concentriamo sulla colazione: da un’indagine su un campione di 900 consumatori, è emerso che fanno colazione fuori in media due volte al mese. Per questo avremo un menù dedicato in bar e pasticcerie”.

L’attenzione al benessere e a uno stile di vita sano è stata sottolineata da Roberta Guaineri, assessore del Comune di Milano a Turismo, Sport e Qualità della vita: “Abbiamo in programma molte iniziative per diffondere un corretto stile di vita, legate alla pratica sportiva, con attività e dibattiti per sottolineare il legame tra corretta alimentazione e stile di vita. Da punto di vista ludico, ci saranno eventi che metteranno in gioco bambini e famiglie”. Come Expo per lo sport che dal 2 al 5 maggio, all’Arena civica, metterà a disposizione un parco giochi dello sport. O ancora, il 4 maggio, la “Milano sport night” la notte bianca dello sport, con impianti e palestre aperti. Nel palinsesto si inseriscono anche Assolombarda, con un evento dedicato alla formazione in collaborazione con l’Istituto Alberghiero “Carlo Porta” di Milano, e Seeds&Chips – The Global Food Innovation Summit, l’evento punto di riferimento a livello internazionale nel campo dell’innovazione nella filiera agroalimentare, ideato da Marco Gualtieri, dal 6 al 9 maggio, a Fiera Milano Rho.

“NOTRE DAME UNO SPETTACOLO IMPRESSIONANTE”

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“È una ferita comune per tutta l’Europa. Sto pensando a come esprimere la solidarietà alla Chiesa francese e alla città di Parigi. Un simbolo che brucia è un lutto per tutti: questo rogo ha colpito un simbolo religioso, della storia, il luogo di convergenza di una civiltà”. Così l’arcivscovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, sull’incendio che ieri ha devastato la cattedrale di Notre Dame a Parigi, parlando a margine della cerimonia di commemorazione dei cittadini milanesi caduti per la liberta’, al Campo della Gloria del Cimitero Maggiore di Milano. 

“Non solo i cattolici piangono – ha detto Monsignor Delpini -, è uno spettacolo impressionante, perché è un luogo in cui la civiltà di cui facciamo parte è rappresentata”. 

L’arcivescovo si è poi augurato che “si metta mano alla ricostruzione per recuperare questo luogo di storia e di preghiera, perché penso che ricostruzione voglia dire ricominciare a costruire la civiltà che ha generato Notre Dame” ha detto l’arcivescovo che, sulla possibilità che la Chiesa partecipi alla ricostruzione ha detto che, “come si sa questa chiesa appartiene allo Stato ed è responsabilità del Governo custodire i monumenti, farne manutenzione, in Francia mi pare che sia così”.

A Monsignor Delpini è stato poi chiesto se il Duomo di Milano possa correre gli stessi rischi: “il Duomo è costruito in un’altra maniera: non mi pare che ci siano rischi di questo genere, ma credo che tocchi agli ingegneri e agli addetti alla prevenzione valutare queste cose”, ha risposto l’arcivescovo.

 

DA MAGGIO 2020 NUOVI TRENI AD ALTA CAPACITA’

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Convogli ad alta capacità, costruiti su misura per le esigenze della rete ferroviaria lombarda, che entreranno in servizio a partire da maggio 2020. Sono i nuovi treni realizzati da Hitachi per Fnm e Trenord, nell’ambito di un investimento da 1,6 miliardi di Regione Lombardia per il rinnovo della flotta, di cui è stato svelato il mock up a grandezza naturale, visitabile fino al 3 maggio di fronte alla stazione di Cadorna a Milano. “Questo è il primo treno progettato in modo ‘sartoriale’, con specifiche tecniche che consentono di rispondere alle esigenze del mercato lombardo, caratterizzato da tante stazioni ravvicinate – ha spiegato il presidente di Fnm, Andrea Gibelli -. Abbiamo chiesto al produttore, in base alle indicazioni di Trenord e di Regione Lombardia, di progettare un treno che è di superficie, ma ha le caratteristiche di accelerazione e di frenata della metropolitana. Sarà un treno che consentirà un servizio extraurbano con le prestazioni di una linea metropolitana”.
La promessa è di offrire ai pendolari “comfort, sicurezza e tutte le innovazioni tecnologiche che oggi i treni di ultima generazione mettono a disposizione”. Con attenzione all’aspetto ecologico: “La configurazione dei treni permetterà una riduzione delle emissioni, l’uso dei materiali è in un’ottica di economia circolare; tutto il treno a fine servizio può essere smontato e quasi completamente recuperato”, ha spiegato Gibelli.
I nuovi convogli a due piani, in grado di trasportare fino a mille passeggeri per volta, saranno realizzati nell’ambito di un accordo quadro firmato a settembre 2018 da Fnm e Hitachi Rail. Il piano della Regione prevede l’acquisto di cento treni di questo tipo (su 161 totali). Il primo contratto applicativo porterà 30 convogli a configurazione corta, per un costo di 237,5 milioni di euro. Saranno consegnati a partire da maggio del 2020 nell’arco di circa due anni.
“Questi treni ad alta capacità sono quello di cui la Lombardia ha bisogno, e non vediamo l’ora di poterli usare – ha commentato l’ad di Trenord, Marco Piuri -. Riceveremo in totale 100 treni di questa tipologia. Considerando che la nostra flotta conta 400 convogli, questo ordine riguarda il 25% della flotta”.
Un aggiornamento necessario, ha ricordato Piuri, in una regione che ha una mobilità crescente: +22 per cento di passeggeri negli ultimi cinque anni, fino al dato record di 800mila passeggeri al giorno registrato nel 2018. “È quello che serve in una Regione in cui non esistono più, per chi viaggia in treno, orari di morbida – ha concluso – Abbiamo parlato spesso di vincoli strutturali: questo è il primo strumento per iniziare a superarli”.
“Ci eravamo assunti l’impegno di avere un servizio pubblico degno della nostra regione. Oggi proseguiamo con questo percorso, che ovviamente non può essere di breve periodo, ma la strada è stata intrapresa”, ha evidenziato il presidente della Lombardia, Attilio Fontana.
“Questa nuova dotazione corrisponde alla risposta che abbiamo iniziato a dare. Nuovi treni, nuove reti e nuovi dipendenti. I dipendenti li abbiamo assunti, sulle reti con Rfi c’è l’impegno da settembre di iniziare gli investimenti, i treni li abbiamo comprati. Speriamo – ha concluso Fontana – che vengano consegnati magari anche in anticipo rispetto alle previsioni”.