NAPOLI (ITALPRESS) – “Siamo alla vigilia di un fine settimana nel quale avremo il Carnevale e la festa di San Valentino. In un Paese nel quale i livelli di controllo sono ridotti a zero, è indispensabile che vi siano decisioni efficaci di contenimento degli assembramenti da parte del Ministero della Salute. Dobbiamo sapere che se in questi giorni avremo le strade e le piazze d’Italia nelle condizioni dello scorso fine settimana, dovremo aspettarci nelle settimane successive una vera e propria esplosione di contagi nel nostro Paese. Riteniamo urgenti e indispensabili misure nazionali di prevenzione e contenimento”. Lo afferma in una nota il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.
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Covid, De Luca “Controlli straordinari o riesploderanno i contagi”
Vaccino, in Basilicata sottoscritto accordo con i medici
POTENZA (ITALPRESS) – Con l’avvio della fase 2 della campagna vaccinale anti Covid 19 scendono in campo i medici di medicina generale al fine di assicurare il massimo risultato in termini di copertura e per rispettare il cronoprogramma predisposto dal ministero della Salute.
Per meglio disciplinare il rapporto di collaborazione fra medici e Regione, l’assessore alle Politiche per la Salute, Rocco Leone, ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei medici, Fimmg, Smi, e Intesa Sindacale, hanno sottoscritto oggi, nella sede del Dipartimento, un protocollo d’intesa.
“Una campagna vaccinale – ha detto l’assessore Leone – per essere capillare ed efficace deve necessariamente comprendere la Medicina Generale che, quale parte integrante del Sistema Sanitario Regionale, è chiamata ad affiancare le strutture regionali e aziendali affinchè il piano vaccinale predisposto dalle autorità sanitarie nazionali e regionali venga espletato garantendo il raggiungimento degli obiettivi prefissati, ovvero il raggiungimento, entro il prossimo autunno, di una copertura vaccinale del 60 / 70 percento della popolazione”.
La collaborazione dei medici di medicina generale avverrà su base volontaria. Per tale motivo le aziende sanitarie dovranno acquisire la disponibilità dei medici di medicina generale (Medici di Assistenza Primaria, Medici di Continuità Assistenziale, Medici di Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale) attraverso la compilazione di un questionario. L’Azienda Territoriale competente, in base alla disponibilità espressa dai medici, potrà formalizzare la costituzione di micro-team (insieme al personale dipendente e/o personale dipendente dei MMG) per la vaccinazione di determinati cluster di pazienti e in determinati contesti orogeografici.
Sarà cura dell’Azienda sanitaria predisporre l’elenco dei soggetti da vaccinare, per singolo medico e per punto vaccinale. Il calendario delle vaccinazioni sarà preventivamente concordato con i medici aderenti alla campagna.
I medici di medicina generale aderenti alla campagna vaccinale si potranno rendere disponibili, dietro loro indicazione, a praticare la vaccinazione nelle sedi previste anche nelle giornate prefestive e festive e a praticare la vaccinazione a pazienti di medici non aderenti.
Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti sindacali. Per Vincenzo Filitti, dello Smi, “si tratta di un’assunzione di responsabilità da parte della categoria dei medici per uscire rapidamente da questa fase di emergenza”. Antonio Santangelo, segretario regionale Fmmg: “Abbiamo accolto molto positivamente la proposta della Regione Basilicata perchè crediamo che sia indispensabile uno sforzo collettivo per raggiungere gli obiettivi di copertura vaccinale, a partire dai medici di medicina generale”. Soddisfazione è stata espressa anche da Stefania Lamanna, di Intesa Sindacale.
“Questo accordo – ha detto l’assessore Leone – mette in evidenza l’importanza che ricopre la medicina del territorio in ogni momento e soprattutto nelle fasi di emergenza come quella che stiamo attraversando. Purtroppo nel corso degli anni si è trascurata questa centralità all’interno dei sistemi sanitari regionali. E’ invece nostra ferma intenzione rimettere al centro delle politiche per la salute i medici di medicina generale, indispensabili per assicurare ai cittadini un’assistenza diffusa e di qualità. E questo accordo sottoscritto oggi si muove anche in questa direzione”.
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Puglia, Anci e Regione insieme per lo sviluppo del welfare
BARI (ITALPRESS) – “Una forte intesa e un rinnovato spirito di collaborazione tra istituzioni, perchè il sistema di welfare regionale possa affrontare unitamente la sfida della costruzione di una rete più ampia e solida di servizi sociali e sociosanitari, a garanzia dei diritti dei cittadini”. E’ con questa dichiarazione congiunta che si è conclusa la riunione di lavoro tra l’assessora al Welfare della Regione Puglia, Rosa Barone, e il delegato Welfare di Anci Puglia Pasquale Chieco.
Ricca l’agenda dei temi affrontati: la nuova programmazione sociale regionale che si svilupperà dalle prossime settimane, con l’indicazione dei temi e degli obiettivi principali, il potenziamento dei servizi in favore delle famiglie e dei minori, le risorse aggiuntive da destinare ai buoni servizio, la valorizzazione delle migliori esperienze territoriali di contrasto alle povertà, consolidando e potenziando i servizi sociali ed educativi connessi al reddito di cittadinanza.
Su quest’ultimo punto l’assessora Barone ha comunicato la disponibilità di ben 46 milioni di euro destinati alla Puglia a valere sul Fondo Povertà, che saranno trasferiti agli Ambiti territoriali e ai Comuni per potenziare i servizi territoriali.
“Ho raccolto una grande disponibilità alla collaborazione e la conferma di un’attenzione particolare all’ascolto dei Comuni, frontiera territoriale del sistema regionale di welfare – ha detto Chieco – ANCI Puglia non farà mancare il proprio contributo di idee ed esperienze, collaborando assiduamente con l’Assessorato regionale al Welfare, anche nell’ambito del programma di assistenza tecnica agli Ambiti territoriali che si sta avviando in queste settimane”.
“Ritengo molto importante l’incontro di questa mattina con l’Anci Puglia – ha sottolineato Barone – con cui abbiamo affrontato diverse questioni e approfondito aspetti importanti per il welfare dei Comuni. Il nuovo piano regionale delle politiche sociali deve prevedere una minore frammentazione per le procedure e venire incontro alle amministrazioni locali. Siamo al lavoro per una riforma delle politiche sociali, per cui sto programmando una serie di incontri con gli assessori comunali al Welfare, in modo da recepire le loro istanze e cercare insieme di risolvere le criticità. L’interlocuzione con l’Anci Puglia sarà costante perchè riteniamo che la sinergia tra Regione e Comuni sia fondamentale per incidere sulle politiche sociali e migliorare la qualità della vita dei cittadini”.
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Nel 2019 quasi 30 mila abitanti in meno in Campania
NAPOLI (ITALPRESS) – Quasi 30 mila abitanti in meno per la Campania al 31 dicembre 2019 rispetto all’anno precedente: questo è il dato che emerge dal Censimento permanente della popolazione regionale fatto dall’Istat. La realizzazione della rilevazione arriva al termine di un radicale cambiamento strategico da parte dell’Istituto nazionale di statistica che ha abbandonato le analisi a cadenza decennale su tutti gli individui e tutte le famiglie, caratteristiche degli accampionamenti fino al 2011. Il nuovo censimento, basato sulla combinazione di rilevazioni campionarie e dati di fonte amministrativa, sarà realizzato ogni anno e inserito all’interno del Sistema Integrato dei Registri statistici gestito proprio dall’Istat. Operare un monitoraggio su un più breve periodo è dunque la scelta operata dall’Istituto che nel biennio 2018-2019 ha condotto le sue indagini anche sul territorio campano riscontrando la riduzione di 28148 abitanti da un anno all’altro e di 54667 rispetto alla rilevazione del 2011.
Nello specifico sono le province di Benevento ed Avellino a far registrare i maggiori cali di residenti, mentre quella di Caserta è l’unica dove non si riscontra il gap e quella di Napoli si conferma la provincia più popolata con oltre il 50% degli abitanti della regione. Il capoluogo partenopeo è naturalmente anche il comune più affollato con 949 mila cittadini, in fondo a questa speciale classifica c’è invece Valle dell’Angelo nel salernitano con appena 224 residenti. Da segnalare inoltre l’aumento della popolazione straniera, in crescita in tutte le province ma soprattutto a Napoli e Benevento, del 7% in media ogni anno nel periodo 2011-2019. Più del 47% delle persone che arrivano dall’estero sono provenienti da paesi dell’Europa (i più numerosi sono gli ucraini al 16,1%) e il 23,7% è originario dell’Africa. Asia e America rappresentano rispettivamente il 24,6% e il 4,4% del totale. Ma nei dati forniti da Istat sono tanti gli spunti interessanti che si possono ricavare.
Uno di questi è quello che riguarda l’età media che in Campania è di 42,5 anni contro i 45,2 della media nazionale. Il confronto con i dati del 2011 evidenzia però un progressivo invecchiamento della popolazione, anche con ritmi superiori alla media nazionale. Il comune più giovane è Orta di Atella (35,3 anni in media) nel casertano, il più anziano è Val Fortore (56,4 anni) nella provincia di Benevento. Per quel che riguarda l’istruzione invece, il trend è positivo perchè rispetto al 2011 è quasi dimezzata la presenza degli analfabeti (dal 2% all’1,1%) e diminuisce anche la quota degli alfabeti privi di titolo di studio (dal 5,8 al 4,5%) mentre aumentano dal 10,3 al 12,6% le persone con un titolo universitario e superiore.
Infine da segnalare la situazione nel mondo del lavoro: il tasso di attività è pari al 47,2%, 5 punti sotto il corrispondente valore dell’Italia. Gli occupati rappresentano il 37,3% della popolazione (dai 15 anni in su) contro il 45,6% della media nazionale e quindi, come facilmente intuibile, la quota disoccupati in Campania (20,9%) e sensibilmente maggiore rispetto al dato italiano (13,1%). Nel mercato del lavoro inoltre si registra un forte squilibrio di genere sul territorio regionale: il tasso di occupazione maschile (48,8%) è di oltre 20 punti superiore rispetto a quello femminile. Dal punto di vista della disoccupazione per gli uomini si tocca quota 18,2% e per le donne si arriva al 25,3%.
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Vaccino, arrivate in Campania 49mila dosi Pfizer
NAPOLI (ITALPRESS) – Con un ritardo di circa 24 ore sulla tabella di marcia è arrivato oggi a Capodichino il carico da 49mila vaccini Pfizer destinati alla Campania. Risolto il problema delle piste ghiacciate che ieri aveva impedito all’aereo, sul quale erano state immagazzinate le dosi, di decollare dall’aeroporto di Lipsia in Germania in direzione Napoli. Lo stock di vaccini adesso sarà smistato nei vari centri di stoccaggio, tutti dotati dei frigoriferi in grado di raggiungere la temperatura di -75 gradi centigradi, requisito indispensabile per la conservazione del farmaco. Continua dunque il piano di somministrazione regionale adesso che siamo giunti da poco nella fase delle inoculazioni agli anziani ultraottantenni. Si attende in giornata anche l’arrivo di una spedizione di vaccini Moderna mentre da domani dovrebbero arrivare le prime dosi di AstraZeneca. Nel frattempo, all’Ospedale Cotugno di Napoli, ci si prepara per la sperimentazione del vaccino italiano ReiThera: i primi test, che saranno eseguiti anche allo Spallanzani di Roma, sono previsti per i primi giorni di marzo.
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Tumori ossei, chiodi “invisibili” innovazione al Policlinico Bari
BARI (ITALPRESS) – Il Policlinico di Bari in prima linea nel trattamento dei tumori ossei. La clinica Ortopedica dell’azienda ospedaliero-universitaria, diretta dal professor Biagio Moretti, è diventata il principale centro di riferimento nel Sud Italia per le patologie oncologiche a carico dell’apparato muscolo scheletrico. Tra le innovazioni introdotte dagli specialisti c’è l’adozione di speciali protesi da resezione oncologica, protesi custom made (fatte su misura anche con stampanti 3D) e chiodi “invisibili” in carbonio per la fissazione delle fratture secondarie dovute alla localizzazione di metastasi, al posto dei tradizionali in titanio, che consentono di seguire l’evoluzione della malattia con tac e risonanze magnetiche senza che si creino interferenze.
E, nell’ottica di crescita costante dell’offerta sanitaria altamente qualificata da mettere a disposizione dei cittadini pugliesi e delle regioni limitrofe, è stata recentemente rinnovata la convenzione con l’Unità operativa complessa di Ortopedia Oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori di Roma, diretta dal dottor Roberto Biagini, punto di riferimento nazionale, mirata alla collaborazione ed alla formazione professionale.
Ogni settimana si svolgono riunioni in video conferenza tra il team degli ortopedici di Bari e quello del Regina Elena di Roma per la discussione e la condivisione dei casi clinici e delle relative indicazioni terapeutiche
“Già da molto tempo ci siamo proposti come centro integrato di riferimento in Puglia per la cura di tali patologie. – racconta il dottor Umberto Orsini, referente della Clinica Ortopedica per il trattamento dei tumori dell’osso e delle parti molli – Da diversi anni, e con un progressivo incremento, vengono eseguiti interventi altamente complessi di asportazione di tumori ossei primitivi e metastatici, seguiti da successive ricostruzioni protesiche (con impianti speciali, talvolta anche costruiti “su misura” con tecnologie avanzate quali le stampanti 3D) che consentono ai pazienti oncologici di migliorare sensibilmente la propria qualità di vita”.
Roberto Biagini, direttore dell’unità operativa complessa di Ortopedia Oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, si è dichiarato entusiasta di questa collaborazione, mettendo a disposizione il proprio know-how nell’esecuzione di alcuni interventi ad alta complessità e nell’attività scientifica e di ricerca. “A Bari ho trovato grande professionalità e soprattutto entusiasmo, umanità e amore che i miei colleghi profondono nel loro lavoro. L’avvio di un centro per la cura dei tumori dell’osso a Bari rappresenta una grande opportunità per il Sud. In Italia i centri che si occupano di tali patologie sono pochi e sostanzialmente localizzati da Roma in su”.
“Grazie al costante impegno della Clinica Ortopedica che si pone come polo di eccellenza regionale in tale campo, si potranno ottenere sicuri riflessi positivi anche sulla fiducia dei pazienti poichè tutto ciò concorrerà a ridurre i cosiddetti ‘viaggi della speranzà, offrendo loro la possibilità di curarsi ‘in casà, evitando i disagi ed i costi di lunghe e perigliose trasferte verso i centri del nord Italia, anche e soprattutto nell’epoca Covid, nella quale spostarsi è diventato problematico e rischioso – commenta il professor Biagio Moretti – Attualmente, presso il Policlinico un affiatato team di ortopedici, oncologici, radiologi, radioterapisti, chirurghi vascolari, chirurghi plastici e anatomopatologi, lavora per garantire ai pazienti un’assistenza integrata”.
Il “team approach”, cioè l’approccio integrato al paziente, è di fondamentale importanza per la diagnosi e la cura corretta dei tumori, primitivi e metastatici, dell’apparato muscolo scheletrico. “I tumori primitivi delle ossa, poichè rari (1/100.000 pazienti per anno) e di difficile trattamento, richiedono un approccio specialistico integrato, basato su figure professionali con formazione specifica – spiega il dottor Umberto Orsini – Un trattamento non corretto determina una elevata percentuale di esiti negativi con peggiore qualità della vita per il paziente. Stesso discorso si applica alle lesioni metastatiche ossee, assai più frequenti; anche una metastasi ossea, trattata in modo non appropriato, compromette l’aspettativa di vita dei pazienti e il suo reinserimento nella vita sociale”.
“Siamo particolarmente orgogliosi e soddisfatti di quanto stiamo costruendo giorno per giorno sul nostro territorio, creando un’opportunità per la comunità pugliese e più in generale del Sud Italia – aggiunge il professore Moretti – Grazie alla lungimiranza della Direzione Generale del Policlinico abbiamo avuto la possibilità di disporre di specialisti di ottimo livello e di moderne attrezzature per curare al meglio, con professionalità ed umanità, questi pazienti così delicati e bisognosi di attenzioni”.
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Puglia, dal 22 febbraio Vaccino anti Covid agli over 80
BARI (ITALPRESS) – L’assessore alla Sanità della regione Puglia Pier Luigi Lopalco comunica che: “Le vaccinazioni anticovid per gli ultra 80enni inizieranno in Puglia a partire dal 22 febbraio. Agli ultra 80enni sarà somministrato vaccino Pfizer o Moderna. Da giovedì 11 febbraio sarà possibile effettuare le prenotazioni in farmacia presentando la tessera sanitaria fisicamente, o su delega, senza prescrizione del medico, tramite il sistema FarmaCup. Sarà possibile prenotarsi anche attraverso il sistema Cup, che è il sistema più capillare di cui disponiamo. Infine sarà possibile prenotarsi anche attraverso il portale PugliaSalute.
Ci saranno agende diverse per gli ultra ottantenni che effettueranno il vaccino in ambulatorio (nelle sedi ASL individuate su tutto il territorio regionale) e per chi dovrà farlo a casa. Le agende terranno conto della prima e della seconda somministrazione.
In parallelo, già a partire dalla prossima settimana, e quindi dal 15 febbraio, si inizierà con le prenotazioni per i vaccini Astrazeneca degli operatori scolastici e dei componenti delle forze dell’ordine, intesi come personale in buona salute. Le vaccinazioni di insegnanti e operatori delle forze dell’ordine saranno gestite direttamente dalle rispettive amministrazioni”.
L’assessore Lopalco comunica che la Fase1, quella che ha riguardato gli operatori sanitari, le Rsa, gli odontoiatri e i medici di libera professione, si concluderà la prossima settimana: sono 140mila circa la dosi già somministrate con Pfizer e Moderna, circa 60mila sono i soggetti che hanno già ricevuto la seconda dose. La Fase1 si completerà con la vaccinazione anche dei farmacisti.
“Stiamo procedendo nel rispetto dei tempi – dichiara Lopalco – nel rispetto del programma del piano vaccinale approvato a livello nazionale a fine dicembre. Sarà una sfida difficile, ma contiamo di farcela con l’aiuto di tutto il sistema istituzionale pugliese”.
“Come già fatto durante tutti questi mesi abbiamo accolto con favore la richiesta arrivataci dalla Regione Puglia – commenta Francesco Fullone, presidente di Federfarma Bari e Puglia -. Abbiamo messo a disposizione la rete delle farmacie, capillarmente presenti sul territorio, per una attività fondamentale per gli anziani delle nostre comunità, oltre che primaria nel contrasto della Covid19. Tutti sappiamo che un anziano non ha facilità di accesso ad internet e allo stesso tempo rientra in un target che fa riferimento alle farmacie per necessità. In questo contesto si inserisce la possibilità di agevolare la prenotazione del vaccino per loro nelle nostre strutture. Ci fa piacere – conclude Fullone – che le farmacie continuino ad avere un ruolo centrale nella gestione di questa pandemia, e che ci sia dalla parte della regione un riconoscimento gratificante del lavoro che sino ad oggi abbiamo svolto quotidianamente”.
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Basilicata, nominato collegio consultivo studentato Matera
POTENZA (ITALPRESS) – La Regione Basilicata ha nominato, di concerto con l’impresa interessata, il collegio consultivo tecnico che sbloccherà nello specifico i lavori di recupero e di ristrutturazione edilizia del secondo padiglione dell’ex ospedale di Matera da adibire a residenza per studenti universitari. Ad annunciarlo, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Donatella Merra, che aggiunge: “Si tratta di un organismo super partes previsto dal recente decreto Sblocca Cantieri per le opere pubbliche di importo pari o superiore ai 5 milioni di euro, con lo scopo di portare a rapida soluzione gli appalti che risultano bloccati”.
Il collegio è composto da tre membri (uno individuato dalla Regione in qualità di stazione appaltante, un secondo dall’impresa ed un terzo concordato dalle parti) dotati di esperienza e qualificazione professionale adeguata alla tipologia dell’opera.
“Siamo stati i primi a nominare, in riferimento ad un appalto bloccato come quello per la realizzazione dello Studentato di Matera – sottolinea l’assessore Merra – il collegio consultivo tecnico di esperti, un istituto che consente di superare in maniera agile e veloce le criticità che emergono nel corso dell’esecuzione dei contratti. L’organismo, che deve essere nominato dalle stazioni appaltanti in caso di gare che superino una certa soglia è uno strumento che tutti gli enti dovrebbero adottare, per giungere ad una più agile conclusione delle opere pubbliche e soprattutto in un frangente in cui l’organico tecnico della Regione Basilicata necessita di essere implementato”.
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