NAPOLI (ITALPRESS) – Sono 100 i casi positivi di coronavirus registrati in Campania, di cui 5 dalla Sardegna e 16 connessi a rientri, e sono stati eseguiti 5.427 tamponi. E’ quanto risulta dal bollettino dell’Unità di crisi della Regione. I positivi in totale sono 7.868 e complessivamente sono stati eseguiti 454.878 tamponi. Non si registrano decessi, così il numero delle persone decedute resta fermo a 448. Sono due le persone guarite, dato che porta il totale dei guariti a 4.478, di cui 4.473 completamente guariti e 5 clinicamente guariti. A questi si aggiungono 83 positivi (rientri e cittadini non campani) su 2.139 tamponi relativi agli ultimi giorni e che erano in attesa di elaborazione.
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Coronavirus, in Campania 100 nuovi casi e nessun decesso
In Puglia 60 casi positivi al Covid e 1 decesso
BARI (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi sono stati registrati 3.358 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati riscontrati 60 casi positivi: 22 in provincia di Bari, 4 nella provincia BAT, 4 in provincia di Brindisi, 12 in provincia di Foggia, 14 in provincia di Lecce, 4 in provincia di Taranto. E’ stato registrato 1 decesso in provincia di Bari. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 326.680 test; i pazienti guariti sono 4.126 ed i casi attualmente positivi sono 1.167.
Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 5.856, così suddivisi: 2.113 nella Provincia di Bari; 472 nella Provincia di Bat; 714 nella Provincia di Brindisi; 1.426 nella Provincia di Foggia; 700 nella Provincia di Lecce; 382 nella Provincia di Taranto; 48 attribuiti a residenti fuori regione; 1 provincia non nota.
I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.
“Nella giornata odierna il nostro Dipartimento di Prevenzione ha registrato 22 nuovi positivi al Sars-Cov2 – dichiara il Dg della Asl Bari, Antonio Sanguedolce -. Si tratta in particolare di 15 contatti stretti collegati a casi già isolati e sotto sorveglianza, di altri 5 casi emersi in fase di accertamento e tracciamento in strutture sanitarie, 1 positività riscontrata dopo screening ostetrico e 1 a seguito di test sierologico risultato positivo”. “Sono 4 i casi registrati oggi nella provincia Bat – aggiunge il Dg della Asl Bat, Alessandro Delle Donne -. Di questi 2 sono contatti stretti di casi positivi registrati nei giorni scorsi mentre sugli altri 2 sono in corso le indagini epidemiologiche a cura del Dipartimento di Prevenzione”. “Sono quattro i casi registrati in provincia di Brindisi – puntualizza il Dg Asl Brindisi Giuseppe Pasqualone -. Il primo riguarda un cittadino straniero, residente nel nostro territorio e appena rientrato in Puglia. Poi c’è una coppia: entrambi hanno manifestato lievi sintomi. Lui per ragioni di lavoro era stato a contatto con un soggetto positivo fuori regione. L’ultimo caso è quello di una donna che presentava sintomi da alcuni giorni ed è stata sottoposta a tampone su consiglio del medico di famiglia”.
“Sono 14 i casi registrati oggi dalla Asl Lecce – sottolinea il Dg Asl Lecce, Rodolfo Rollo:, di cui 10 contatti stretti di casi già noti, 3 cittadini temporaneamente presenti nella nostra provincia e un residente per cui sono in corso le indagini epidemiologiche”. “In provincia di Foggia, in data odierna, il servizio di Igiene ha registrato 12 nuovi casi positivi – aggiunge il Dg della Asl Foggia, Vito Piazzolla -. Si tratta di 4 persone individuate durante l’attività di screening di pre-ricovero; 5 contatti stretti di casi già noti; 2 persone sintomatiche; 1 cittadino straniero presente sul territorio provinciale. Tutti sono già stati presi in carico dal servizio di Igiene aziendale che ha predisposto le attività di indagine epidemiologica, la sorveglianza sanitaria attiva volontaria e il relativo monitoraggio quotidiano dello stato di salute. E’ di fondamentale importanza che tutta la comunità adotti le norme igienico-sanitarie più idonee per evitare il diffondersi del contagio: utilizzo della mascherina, lavaggio frequente delle mani e distanziamento sociale”. “I 4 casi Covid di Taranto – conclude il Dg della Asl Taranto, Stefano Rossi – sono da attribuire a soggetti i cui congiunti erano risultati già positivi nei giorni scorsi. Tre pazienti, tutti asintomatici, sono seguiti costantemente e con attenzione dal dipartimento di prevenzione attraverso i tecnici e medici, 1 paziente è ricoverato presso il reparto infettivi del Moscati”.
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Coronavirus, in Puglia 55 nuovi casi e due morti
BARI (ITALPRESS) – In Puglia sono stati registrati 3163 test per l’infezione da Covid-19 con 55 casi positivi: 32 in provincia di Bari, cinque in provincia Bat, otto in provincia di Foggia, due in provincia di Lecce, otto in provincia di Taranto.
Lo ha reso noto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento promozione della Salute Vito Montanaro.
Sono stati registrati due decessi: uno in provincia di Bari e uno residente fuori regione. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 323.322 test. 4.112 sono i pazienti guariti. 1.122 sono i casi attualmente positivi.
Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 5.796, così suddivisi: 2.091 nella Provincia di Bari; 468 nella Provincia di Bat; 710 nella Provincia di Brindisi; 1.414 nella Provincia di Foggia; 686 nella Provincia di Lecce; 378 nella Provincia di Taranto; 48 attribuiti a residenti fuori regione; una provincia di residenza non nota.
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De Luca “Non si possono riaprire le scuole il 14 settembre”
NAPOLI (ITALPRESS) – «Ad oggi non penso si possano aprire le scuole in tranquillità il 14 settembre». Così Vincenzo De Luca nel corso del suo intervento settimanale del venerdì pomeriggio. «Stiamo ancora facendo arrivare banchi singoli e materiale igienico sanitario e stiamo preparando i test per gli alunni e per il personale scolastico – spiega il Presidente della Regione Campania -. A inizio della prossima settimana prenderemo la decisione formale sull’inizio dell’anno, valutiamo la possibilità di partire dopo le elezioni regionali».
Un bonus da 3000 euro per dotare le scuole di termoscanner con telecamere. Questa la strategia della Regione Campania per evitare code e assembramenti all’ingresso degli edifici all’orario delle lezioni. «Consideriamo sbagliato l’orientamento del Governo sulla misurazione della temperatura a casa, abbiamo deciso di muoverci in maniera diversa – spiega il Governatore Vincenzo De Luca -. La nostra priorità è la tranquillità delle famiglie che devono poter mandare i figli a scuola in totale sicurezza».
In Campania via libera ai tamponi effettuati da laboratori privati. “Abbiamo fissato il prezzo dei tamponi a 62,80 euro prendendo spunto da quanto fatto in Lombardia in attesa di una regolamentazione nazionale». L’obiettivo è aumentare la quantità giornaliera di test processati e in quest’ottica De Luca si muove su due fronti: da un lato l’autorizzazione ai privati, dall’altro la programmazione di un bando per macchinari in grado di analizzare dai 10mila ai 12mila tamponi ogni 24 ore. «Inoltre abbiamo chiesto anche noi al Ministero della Salute i test rapidi che stanno effettuando a Fiumicino – aggiunge il Governatore della Campania -. Hanno detto che ci invieranno 15mila dispositivi. Ringraziamo ma ne vorremmo almeno il doppio per poterli utilizzare anche per i test sul personale scolastico».
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Ponte Stretto, Catalfamo “Ridurre i tempi o sarà argomento estivo”
CATANZARO (ITALPRESS) – “Per non farsi trascinare da facili entusiasmi si è costretti a chiedersi se ci saranno i tempi perchè l’opera sia inserita nel recovery fund, unico reale strumento attuale di finanziamento. Le attuali modalità di attraversamento discontinue e a bassa velocità costituiscono una divisione fisica ed una barriera ad ogni principio di sviluppo di un’area da sempre economicamente penalizzata, nonostante le evidenti potenzialità”. Lo dichiara l’Assessore alle Infrastrutture della regione Calabria Domenica Catalfamo sulla decisione della Conferenza delle Regioni per l’inserimento del progetto del Ponte sullo Stretto nel Piano straordinario di infrastrutturazione nazionale che verrà esaminato nella fase di conversione del cosiddetto “Decreto Agosto”.
“L’esistenza di un collegamento stabile porterebbe a un processo di rivitalizzazione dei territori ed all’imprescindibile ammodernamento delle reti infrastrutturali di connessione. L’Area dello Stretto e il Porto di Gioia Tauro, il più grande porto del Mediterraneo, costituiranno un unicum trainante per le due Regioni e per il resto del Paese” continua Catalfamo.
“L’analisi benefici/costi che negli anni scorsi è stata il presupposto per l’avvio dell’iter di appalto e la conseguente aggiudicazione dell’opera, se oggi venisse attualizzata, non potrebbe prescindere dal valutare anche la dirompente evoluzione delle dinamiche socio/economiche nel momento in cui i tre chilometri di distanza non costituiranno più l’insormontabile barriera psicologica ancorchè fisica – prosegue Catalfamo –
Nascerebbe quella che sarebbe di fatto un’unica città metropolitana di oltre un milione di abitanti trasformando radicalmente un contesto territoriale in cui l’attuale reddito medio pro capite è di gran lunga inferiore alla media UE. Due città, entrambi sede di università con importante offerta formativa, nonchè di importanti poli sanitari e attività terziarie e commerciali che si integrano e si completano, avrebbero una distanza che può essere assimilata a quella di uno spostamento caratteristico del trasporto pubblico urbano, inferiore o uguale a 30 minuti”.
“La connessione ferroviaria diretta con la Sicilia consentirebbe agli operatori ferroviari l’effettuazione dei servizi di media e lunga percorrenza che servirebbero una popolazione di circa 7 milioni di abitanti fra Calabria e Sicilia. L’ampliamento del bacino di riferimento costituirebbe il definitivo volano per il rilancio dell’Aeroporto dello Stretto” prosegue.
“Tranne che non vengano individuate altre fonti certe di finanziamento, si auspica che una Commissione così qualificata proceda velocemente anticipando il termine di 60 giorni al fine di consentire che l’opera venga inserita nel Piano di Rilancio che dovrà essere inviato a Bruxelles entro il prossimo 15 ottobre. Necessario quindi che il Governo riduca i termini fissati o che, nelle more dell’acquisizione del rapporto dalla Commissione, inserisca il collegamento stabile come parte essenziale degli interventi infrastrutturali al sud con l’AV sino a Palermo, anche in ottemperanza alle indicazioni europee sulla continuità territoriale per il Corridoio 5 ex 1”.
L’Assessore Catalfamo ritiene che se ciò non troverà concreto riscontro “l’opera per l’attraversamento dello Stretto, rimarrà un argomento di intrattenimento dell’anomala estate 2020, confermando purtroppo che nihil sub sole novum…”.
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Giannola “Il Sud deve essere risarcito”
«Sottratti 60 miliardi l’anno, il Sud deve essere risarcito. Va creato un fondo per il riequilibrio delle risorse rispetto al Nord. Storicamente il Mezzogiorno cavalca meno le riprese. Ma questa volta va detto che non siamo davanti a una caduta congiunturale, ma a una crisi strutturale drammatica, causata dal blocco delle attività economiche. Il Sud ha sempre difficoltà ad agganciare le riprese che sono trainate soprattutto dalle esportazioni». Così Adriano Giannola, presidente Svimez, in una intervista al Messaggero e al Mattino.
Il Presidente della Svimez Giannola si sofferma poi anche sulle potenziali conseguenze che il blocco delle attività economiche che il Mezzogiorno ha subito durante la prima ondata della pandemia, pur essendo rimasto quasi indenne sul piano sanitario. «Il Sud potrebbe recriminare per l’eccessivo danno subito, diciamo così, per l’eccessiva prudenza mostrata dal governo che ha utilizzato questo criterio draconiano. Ci dovrebbe essere un risarcimento. In teoria i vari decreti del governo, fino a questo punto non hanno fatto altro che puntare a risarcimenti e sostegni, ma c’è un però». Risarcire il Sud è un po’ più complicato, perché con il lavoro nero e quello irregolare le persone da risarcire di fatto sono invisibili. È un dato di fatto, strutturale. Come fai a risarcire chi non compare?».
Sul come uscirne Giannola è chiaro. «Ci vogliono politiche di sviluppo. Questa piccola ripartenza, la metà rispetto a quella che verrà registrata a Nord, dovrebbe essere un ulteriore elemento per dare retta all’Europa e decidere di aggregare le differenze con un atteggiamento produttivo, con investimenti materiali e immateriali dove il Paese ne ha più bisogno». Il governo promette che dei 209 miliardi del Recovery fund almeno il 34% andrà al Sud. «È un eludere il problema, è la legge che prevede che il 34% delle risorse vadano al Mezzogiorno. Non ci dovrebbe nemmeno essere una dichiarazione di intenti. Vanno aggiunte altre risorse. Il ministro delle autonomie regionali Francesco Boccia in un’audizione in Parlamento ha detto che negli ultimi dieci anni alle aree meno sviluppate del Paese sono state sottratte risorse per circa 60 miliardi l’anno. I conti pubblici territoriali, se osserviamo l’ultimo dato disponibile del 2018, ci dicono che per quell’anno sono i miliardi sono già saliti a 64». Come si fa a risarcire il Mezzogiorno di questa sottrazione? «Di certo non si può chiedere che il risarcimento venga somministrato tutto insieme. Ma vanno recuperati quei criteri per fare in modo che al Sud arrivino i 64 miliardi in più che gli spettano. I criteri sono quelli previsti dalla legge 42 sul federalismo fiscale e mai attuati, che vengano cioè creati due fondi perequativi a favore del Mezzogiorno: uno per le infrastrutture e uno per i diritti di cittadinanza. Altrimenti diventa ipocrita dire che al Sud non si godono gli stessi diritti del Nord».
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Coronavirus, in Campania 193 positivi di cui 65 di rientro
NAPOLI (ITALPRESS) – L’Unità di crisi della regione Campania ha reso noto che i positivi del giorno sono 193 di cui 65 viaggiatori (37 casi dalla Sardegna, 28 da Paesi esteri) su 6.164
tamponi. Il totale dei positivi è 7.478 su 436.399 tamponi. Non si registrano nuovi decessi e quindin il numerto resta fermo a 446. I guaritisono 15 per un totale di 4.452 (di cui 4.447 completamente guariti e 5 clinicamente guariti. Vengono considerati clinicamente guariti i pazienti divenuti asintomatici ma ancora in attesa dei due tamponi consecutivi che ne comprovano la completa guarigione).
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Boccia “Recovery Fund svolta per Mezzogiorno e Paese”
“Dobbiamo invertire la rotta: scuola, sanità, trasporto pubblico locale, assistenza impongono la riduzione delle disuguaglianze e la Puglia da questo punto di vista è un modello da seguire, ma non basta. Il Mezzogiorno ha bisogno di certezze e il Recovery Fund da questo punto di vista, se dirottato alla riduzione delle disuguaglianze per tutto il Mezzogiorno, per tutte le aree interne, può essere la svolta per tutto il Paese”. Lo ha dichiarato il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, parlando con i giornalisti a Bari, a margine degli Stati generali della Cgil Puglia. “Per fare questo – ha proseguito – ci vuole un orizzonte condiviso. Mi auguro che tutte le opposizioni possano condividere questa visione, che è dentro tutto il lavoro che il governo ha fatto. E devo dire anche grazie all’aiuto dei sindacati noi abbiamo arricchito le nostre valutazioni”. E ha concluso: “Questa è una strada senza ritorno, definiamo i livelli essenziali delle prestazioni, finanziamoli con il Recovery Fund e consentiamo alle nostre imprese, che sono state straordinari in questo anno di lockdown, di liberarsi perché hanno bisogno di certezze, del nostro sostegno e soprattutto di poter operare in tempi rapidissimi”.
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