NAPOLI (ITALPRESS) – “Penso che questa Regione abbia bisogno di fatti. La differenza tra De Luca e Caldoro è che De Luca è un parolaio e Caldoro è un operaio”. Lo ha detto la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a Napoli per sostenere il candidato di centrodestra alle Regionali, Stefano Caldoro. “De Luca- ha proseguito – va a inaugurare cose che s’è inventato Caldoro e per il resto non sa fare niente, salvo queste belle invettive. Per cui noi ci stiamo concentrando perchè lui dal 20 settembre possa dedicarsi esclusivamente a questa sua attività di personaggio del mondo dello spettacolo perchè come amministratore è un pessimo amministratore” ha continuato.
“La nuova trovata è che De Luca è uno sceriffo, secondo me De Luca è lo sceriffo di Nottingham, nel senso che mi ricorda più il tema del sopruso rispetto al territorio che non il tema che fa rispettare le regole perchè qui le regole non vengono rispettate affatto mi pare di capire” ha aggiunto. Noi con Fratelli d’Italia siamo qui per costruire le cose che si possono fare, con dedizione, disponibilità, e con una squadra che consideriamo all’altezza delle aspettative”.
“Bisogna intervenire e ridurre le tasse per ripartire. Le risorse ci sono. Alle imprese va garantita la liquidità e lo stop alle tasse. Va fatto per chi ha difficoltà, per i commercianti, per le attività turistiche. Tocca al Governo ed anche alla Regione trovare soluzioni rapide ed efficaci per fare fronte alla crisi economica. La mia proposta è di azzerare le imposte regionali per il 2020 e il 2021” ha detto Stefano Caldoro.
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Regionali Campania, Meloni “Caldoro è un operaio”
Regione Campania consegna a Trenitalia il primo treno rock
NAPOLI (ITALPRESS) – La Regione Campania ha consegnato a Trenitalia, nell’impianto di Manutenzione di Napoli Centrale, il primo di 37 nuovi treni Rock, nell’ambito del contratto di servizio a 15 anni, firmato nel 2019.
“Da qui ad un anno – ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca – avremo nel trasporto su ferro il rinnovamento di tutto il parco dei mezzi di trasporto, che avranno un’età media di 7-8 anni rispetto all’età media attuale di 35-40 anni. La Regione ha programmato l’acquisto di quasi 120 treni nuovi e di 1000 nuovi autobus. Per dare un termine di paragone nel periodo che va dal 2000-2015 la Regione non ha acquistato nulla: nè treni, nè bus. Anzi, quando ci siamo insediati cinque anni fa abbiamo dovuto fare i conti con un debito di 150 milioni di euro nei confronti di Trenitalia: avevamo goduto del servizio senza però pagare niente. La consegna stamane di questo nuovo treno Rock rappresenta il primo di un secondo blocco di forniture: 37 nuovi treni Rock e 15 treni nuovi revampizzati. A Trenitalia abbiamo inoltre già consegnato 24 treni Jazz. A questo, aggiungiamo altri 60 treni Eav per la Circumvesuviana, e dei mille pullman acquistati 400 saranno in servizio a settembre, mentre trecento sono stati già consegnati alle varie aziende. Sui grandi servizi di civiltà, e il trasporto pubblico locale è uno di questi, abbiamo fatto degli investimenti enormi e stiamo rinnovando tutto”.
“Entro due anni saremo la regione d’Italia con il parco di mezzi pubblici più moderno”.
Orazio Iacono, ad di Trenitalia, nel ringraziare il presidente De Luca per il rapporto di collaborazione avviato ha detto “che si tratta di treni pensati attorno alle esigenze dei pendolari e costruiti in Italia, anche a Napoli. Sono treni confortevoli, con una linea innovativa e un design made in Italy. C’è più sicurezza a bordo e più videosorveglianza. Una maggiore attenzione all’ambiente perchè sono treni che consumano il 30% di energia in meno, e che hanno un livello di riciclabilità fino al 97%. Con questi treni, oltre che garantire i servizi metropolitani e regionali abbiamo anche la possibilità di poter fare servizi per soddisfare esigenze più prettamente turistiche per raggiungere borghi e località del nostro Paese”. Infine, l’ad di Trenitalia ha aggiunto che in periodo come quello attuale caratterizzato dai rischi della pandemia “la tutela della salute delle persone è in cima alle priorità della nostra azienda”, ricevendo il plauso del presidente De Luca
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Progetti di filiera, in Basilicata finanziati 18 interventi
POTENZA (ITALPRESS) – Grazie allo stanziamento di circa 5 milioni di euro, saranno finanziati ulteriori 18 progetti a valere sulla Sottomisura 4.2 “Investimenti a favore della trasformazione / commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli – Approccio di filiera”, progetti che, al termine della fase istruttoria, erano risultati ammissibili ma non finanziabili ovvero finanziabili solo in parte, in ragione dell’esaurimento del plafond finanziario disponibile.
Le filiere regionali attivate con il PSR Basilicata 2014-2020, va ricordato, hanno consentito di attivare 463 proposte progettuali di investimento nei comparti principali, zootecnia da latte, zootecnia da carne, cerealicoltura, olivicoltura, ortofrutta, viticoltura, altre filiere minori. Nel solo segmento della trasformazione e commercializzazione, attività sostenuta attraverso la misura 4.2, sono stati finanziati inizialmente 51 progetti, per un totale di 27 milioni di euro di contributo, in grado di attivare circa 54 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 18 interventi.
“Con questo provvedimento di Giunta – ha dichiarato l’assessore alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli – si procede al finanziamento di tutti i progetti riconosciuti ammissibili, rafforzando ulteriormente la competitività e la sostenibilità delle filiere dei prodotti agroalimentari lucani, attraverso il sostegno alle attività di trasformazione e commercializzazione, quelle che, generalmente, contribuiscono maggiormente a generare il valore aggiunto dei prodotti agricoli. Da rimarcare l’importanza dell’organizzazione per filiere produttive, dimostratasi efficace anche in condizioni critiche, quali quelle causate dalla pandemia Covid, in cui è stato dimostrato che l’aggregazione di filiera è un fattore fondamentale per concorrere sui mercati. Siamo fortemente convinti che rafforzando la filiera, tutte le componenti ne trarranno profitto, irrobustendo una intera struttura produttiva, la sua capacità di fare investimenti, accedere alla ricerca, acquisire innovazione di prodotto e di processo, accedere ai mercati valorizzando appieno la qualità dei prodotti”.
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Sgominata una rete di pedofili, foto vendute on line
ROMA (ITALPRESS) – Sgominata dalla Polizia Postale una rete di pedofili italiani che su una nota piattaforma di messaggistica scambiavano materiale pedopornografico.
Le immagini venivano realizzate anche da adolescenti e vendute online con un “listino prezzi” per ogni prestazione richiesta.
Oltre 100 investigatori del Centro Nazionale di protezione dei minori del Servizio Polizia Postale di Roma e della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bari e Foggia, hanno eseguito perquisizioni personali, informatiche e sequestri in 12 regioni e 17 province volte al contrasto della pedopornografia online, con il coordinamento delle Procure della Repubblica presso il Tribunale e per i Minorenni di Bari.
L´indagine, scaturita da una segnalazione di due genitori insospettiti dall´intenso utilizzo di alcuni social network della figlia adolescente, ha portato all´emersione di un vero e proprio sistema consolidato di vendita online di immagini e video pedopornografici e pornografici autoprodotti da adolescenti e maggiorenni ed inviati in cambio di pagamenti su conti online.
Gli accordi avvenivano attraverso chat private sulla scorta di un “listino prezzi” pubblicato online che prevedeva oltre che l´invio di immagini e video già prodotti, anche sex chat e video chat dal vivo.
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Focolaio in Basilicata, 36 migranti positivi al coronavirus
POTENZA (ITALPRESS) – Sono in tutto 36 i migranti risultati positivi al Covid 19: 26 a Potenza e 10 nella provincia di Matera. Lo comunica la Task force regionale della Basilicata.
Per quanto riguarda la città capoluogo, gli esami hanno riguardato un gruppo di 50 persone, tutte di sesso maschile, proveniente dal Bangladesh e arrivato in pullman a Potenza nella notte del 15 luglio. I migranti erano sbarcati a Lampedusa l’11 luglio dalla Libia e subito dopo trasferiti ad Agrigento, da dove sono partiti per il capoluogo lucano.
Appena arrivati, sono stati accolti in un due diverse strutture e, come assicurato dagli enti che hanno la responsabilità della gestione, sono stati messi in quarantena e poi presi in carico dall’US Covid di Potenza, che ha eseguito i tamponi.
Su un gruppo di dieci migranti, ospitati in una prima struttura, i tamponi sono stati effettuati il 17 luglio e processati il 18. Sono risultati tre positivi. Sono stati sottoposti a tampone anche i 5 operatori, risultati negativi. Sull’altro gruppo di 40 migranti, ospitati in una seconda struttura, i tamponi sono stati eseguiti il 20 luglio. 23 ospiti sono risultati positivi al Coronavirus. Il tampone è stato esteso agli 11 operatori, risultati tutti negativi.
I tre tamponi risultati positivi il 18 e processati dal Crob di Rionero sono stati confermati con gli esami di secondo livello presso il laboratorio di riferimento regionale dell’Ospedale San Carlo di Potenza.
Per quanto riguarda la provincia di Matera, sono stati effettuati tamponi su un gruppo di 12 migranti e di questi 10 sono risultati positivi. I migranti, originari tutti del Bangladesh e arrivati il 15, sono attualmente in isolamento in una struttura dedicata nella città di Irsina. Gli operatori della struttura e gli altri ospiti della stessa saranno sottoposti a tampone nella giornata di domani.
Tutti i soggetti risultati positivi, al momento dell’esecuzione dei tamponi, erano asintomatici.
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Ricerca, accordo Rimed e Università Catania per hub nel Mezzogiorno
CATANIA (ITALPRESS) – Realizzare in Sicilia un hub per la ricerca e la salute di forte impulso socio-economico per tutto il Mezzogiorno: questa la mission di Ri.MED, eccellenza in ambito scientifico, istituita a Palermo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e che attualmente ha all’attivo oltre 25 brevetti e circa cinquanta accordi scientifici. Da oggi, fra questi, nè è attivo uno anche con l’Università di Catania.
Con l’accordo siglato nei locali del Palazzo centrale dal rettore dell’Ateneo catanese, Francesco Priolo, e dal direttore generale della Fondazione, Alessandro Padova, si aprono nuove opportunità di sviluppo e scambio di programmi di ricerca negli ambiti scientifici di interesse comune: Bio-Ingegneria, Virologia, Ricerca di terapie di precisione, Imaging, Neuroscienze e Medicina rigenerativa. Il responsabile scientifico dell’accordo, che avrà durata triennale, è Pierfrancesco Veroux, delegato del rettore alla Sanità e all’Innovazione in ambito medico.
“Accanto all’impegno per la realizzazione del Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica, abbiamo da sempre puntato su programmi di ricerca collaborativi, formazione e divulgazione scientifica – spiega Padova -. L’accordo con l’Università di Catania è una straordinaria occasione per accrescere la competitività della Sicilia in ambito scientifico e creare quindi nuove opportunità per molti giovani siciliani che intendono dedicarsi alla ricerca”.
“Siamo particolarmente felici di dar vita a questa ‘alleanzà con la Fondazione Ri.MED – sottolinea il rettore Priolo -, che ci permetterà di potenziare la ricerca e l’innovazione in campo biomedico e biotecnologico e di valorizzare la massa critica di competenze e risorse del nostro Ateneo. I professori Pierfrancesco Veroux e Corrado Tamburino, nei settori della Chirurgia vascolare e della Cardiologia, saranno i primi a riempire di contenuti operativi l’accordo quadro che offre però opportunità a tutti i ricercatori dell’Università di Catania e rappresenta una scommessa sulle potenzialità delle giovani generazioni”.
L’accordo, finalizzato allo sviluppo di dispositivi biomedicali e soluzioni terapeutiche e diagnostiche, prevede anche la condivisione di dotazioni strutturali e tecnologiche e la collaborazione su attività di business development: dalle strategie brevettuali alle azioni di internazionalizzazione, incluso il coinvolgimento di spin-off dell’Università di Catania, con l’obiettivo di accelerare la fase di sviluppo preclinico, licenziare i prodotti ed attrarre investimenti sull’isola.
Integrare le competenze complementari dei due enti significherà inoltre aumentare le possibilità di accesso al finanziamento delle linee di ricerca congiunte, partecipando ai più importanti bandi nazionali e internazionali, promuovendo la creazione di dottorati e borse di ricerca per permettere ai ricercatori di crescere professionalmente nella loro terra, confrontandosi tuttavia con realtà internazionali.
Alla firma odierna erano presenti il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) Massimo Inguscio; Pierfrancesco Veroux; e Corrado Tamburino, direttore dell’Uoc di Chirurgia Vascolare e Trapianti del Policlinico di Catania.
“Il Cnr è tra i promotori istituzionali della Fondazione Ri.MED – spiega il presidente Inguscio -, ed è perciò ben lieto di presenziare a questo accordo dato che tra i suoi obiettivi c’è quello di tradurre idee e progetti di ricerca in brevetti e dispositivi e terapie utili alla salute dei pazienti”
“Implementazione e salvaguardia della proprietà intellettuale (con la concessione di appositi brevetti), oltre alla creazione dei presupposti per progetti che possano portare alla rapida realizzazione di dispositivi biomedicali – afferma Veroux – sono i principali obiettivi di questo accordo. Si tratta di una opportunità molto importante non solo per i ricercatori dell’Ateneo ma anche per le ricadute che questa collaborazione può avere sul territorio e sul sistema sanitario locale e nazionale. Ri.MED, infatti, rappresenta un centro di assoluta eccellenza impegnato in progetti innovativi e ad elevato contenuto tecnologico”.
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Campania, a Caivano un nuovo impianto per smaltire Ecoballe
NAPOLI (ITALPRESS) – “Non c’è mai stato finora un piano per rimuovere le 4,5 milioni di ecoballe. Dopo una prima rimozione di 7-8mila tonnellate oggi parte il piano per eliminarne un terzo che verrà rilavorato per la produzione di combustibile secondario solido, mediante lavorazione a freddo, mentre un terzo blocco sarà sottoposto a una nuova tritovagliatura, recuperando altro materiale dal riciclo che poi andrà in discarica. Nel giro di 2-3 anni avremo risolto un problema che è stato unico in Europa, probabilmente al mondo”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della conferenza stampa a Napoli per la presentazione del nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti stoccati in balle all’interno dello STIR di Caivano. L’impianto sarà realizzato dalla multiutility Italiana A2A, che si è aggiudicata la gara per 212 milioni di euro, e che dovrà assicurare anche lo smaltimento dei residui di produzione. L’impianto permetterà di lavorare 2 milioni di tonnellate di ecoballe, ed andrà a regime nel 2021. Lavoreranno due linee di produzione su due turni e permetteranno di produrre combustibile secondario solido idoneo ad essere usato in cementifici o termovalorizzatori a griglia classica.
“Il nostro piano – prosegue De Luca – si basa su buon senso, razionalità, e dopo aver acquisito le risorse finanziarie, 500 milioni dati dal governo Renzi – fondi già impegnati mediante la contrattualizzazione di tutte le ecoballe, di cui circa un terzo già spesi – senza i quali avremmo potuto fare solo poesie”. Per quanto riguarda l’intero ciclo dei rifiuti il governatore ha detto che sui ritardi “abbiamo dovuto fare i conti con una crisi del mercato internazionale che è stata drammatica”, e che “ad oggi è stata completata la bonifica delle discariche per il 99%, tra cui la Resit, e sono state rimosse le ecoballe nei vari siti di stoccaggio provinciale. Tranne l’impianto di compostaggio realizzato 10 anni fa a Salerno, non c’era finora nessun sito di compostaggio. Noi ne realizzeremo 15, il primo a partire sarà quello di Pomigliano d’Arco”. Altro capitolo su cui si basa il piano rifiuti della Campania è la raccolta differenziata al 65%. “Sta andando molto bene – ha detto il presidente della giunta regionale, si registrano solo delle criticità nel capoluogo partenopeo”.
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In Basilicata presentato l’osservatorio sullo smart working
POTENZA (ITALPRESS) – “L’Osservatorio regionale Pipponzi si propone di avviare una progettazione comune e condivisa per lo sviluppo della cultura dell’innovazione dei modelli di lavoro in ottica di Smart Working e lavoro agile, definendo metodologie, a supporto dei decisori pubblici e privati per l’implementazione di misure concrete a favore delle lavoratrici e dei lavoratori e individuazione di adeguate politiche attive per il lavoro e il welfare”. Così la consigliera di parità della regione Basilicata, Ivana Pipponzi, presentando l’osservatorio regionale sullo Smart Working.
“Ciò richiede un’azione sinergica con le istituzioni e le parti sociali, alla luce delle nuove disposizioni normative che investono il mondo del lavoro con particolare riguardo al ‘lavoro agilè, indicato dal Governo come misura ordinaria di lavoro, fortemente raccomandata, stante tra l’altro, la sua originaria mission di efficace misura a sostegno della conciliazione tra i tempi di vita/famiglia e i tempi di lavoro”.
“Prendere in considerazione, allo stato attuale, lo “Smart Working” – ha aggiunto Pipponzi – significa soprattutto considerare la sostenibilità come fondamento dell’organizzazione pubblica e privata, in una parola, quale base nuova dell’organizzazione del lavoro con tutti i concetti di sostenibilità che possono emergere da questo nuovo ‘standard’ e che ricomprende il benessere organizzativo, il ragionevole uso delle risorse ambientali, la sostenibilità finanziaria, l’attenzione al cliente, la promozione dell’innovazione tecnologica per la preservazione dell’ambiente, il rispetto dell’uguaglianza di genere, l’attenzione ai disabili, il rispetto e la considerazione del lavoratore in una nuova chiave di autonomia e responsabilità”.
L’obiettivo è quello di individuare e analizzare le tendenze e le sfide del mercato del lavoro che sta evolvendosi.
L’Osservatorio avrà il compito di produrre e diffondere la conoscenza sulle opportunità e gli impatti che le tecnologie digitali hanno su imprese, pubbliche amministrazioni e cittadine e cittadini, tramite il monitoraggio dei modelli di lavoro innovativi, al fine di migliorare la produttività delle organizzazioni e la qualità di vita del lavoro e di supportare ulteriormente i soggetti a maggiore rischio di marginalizzazione dal mercato del lavoro.
(ITALPRESS).












