NAPOLI (ITALPRESS) – L’Unità di crisi della regione Campania rende noto che oggi sono stati registrati due casi positivi di Coronavirus su 1.562 tamponi effettuati. In totale i positivi sono 4.617 su 265.122. Nella giornata non è stato registrato alcun nuovo decesso. Sono 431 i deceduti. Inoltre, una persona è guarita. Il totale dei guariti è di 4.060: di cui 4.054 totalmente guariti e 6 clinicamente guariti.
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In Campania due nuovi casi di Coronavirus e nessun decesso
In Puglia due nuovi casi di Coronavirus e nessun decesso
BARI (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi sono stati registrati 1240 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi due casi: 1 in provincia di Bari e 1 in provincia di Foggia. Non sono stati registrati decessi. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 161.902 test. Sono 3765 i pazienti guariti e 222 i casi attualmente positivi.
Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.527 così divisi: 1.491 nella provincia di Bari; 380 nella Provincia di Bat; 659 nella Provincia di Brindisi (un caso è stato eliminato dal database); 1.168 nella Provincia di Foggia; 520 nella Provincia di Lecce; 280 nella Provincia di Taranto; 29 attribuiti a residenti fuori regione.
I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.
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Università e Covid, rischio crollo immatricolazioni al Sud
ROMA (ITALPRESS) – In seguito ai possibili effetti dell’emergenza sanitaria del Coronavirus potrebbe registrarsi un vistoso calo di immatricolazioni all’Università. L’allarme, secondo la Svimez, potrebbe interessare soprattutto il Mezzogiorno.
Al 2020 si stimano approssimativamente 292.000 maturi al Centro Nord e circa 197.000 al Mezzogiorno. Si è poi provveduto a stimare l’impatto della crisi economica sul tasso di passaggio scuola/università. La precedente crisi ha evidenziato una elevata elasticità di tale tasso all’indebolimento dei redditi delle famiglie soprattutto nel Mezzogiorno. Alla luce di ciò si stima una riduzione del tasso di proseguimento di 3,6 punti nel Mezzogiorno e di 1,5 nel Centro-Nord.
Replicando quindi lo schema che si è manifestato all’indomani della crisi 2008-2009 e nell’ipotesi di un peggioramento dei tassi di passaggio Scuola-Università ai livelli degli anni precedenti, si è stimato che la diminuzione degli immatricolati su scala nazionale ammonti a circa 9.500 studenti di cui circa 6.300 nel Mezzogiorno e 3.200 per il Centro Nord.
Per Svimez sono sei le proposte che potrebbero scongiurare un rischio del crollo degli iscritti: rendere sistematica la proposta strutturale del Ministero dell’Università di estendere la no tax area da 13.000 a 20.000 in tutto il Paese, prevedere innalzamento a 30.000; prevedere, in conseguenza della crisi, una borsa di studio statale che copra l’intera retta 2020 nelle Università pubbliche, vincolata al raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano di studi nel primo anno di corso; considerare l’Università come fondamentale infrastruttura pubblica dello sviluppo destinando risorse specifiche del piano europeo Next Generation per rafforzare il diritto allo studio nelle regioni a più basso livello di reddito; valorizzare le infrastrutture della ricerca, sostenendo le esperienze positive esistenti nel Mezzogiorno attraverso il rafforzamento di 4-5 poli di formazione; garantire un investimento sulle infrastrutture digitali che colmi il divario esistenti tra Atenei del Nord e Atenei del Sud; definire un piano organico di interventi per l’Università che coinvolga anche altri livelli istituzionali. Regioni o altri Ministeri, possono fare la loro parte prevedendo ulteriori misure a sostegno dei giovani. Non solo in termini di tasse universitarie ma anche di servizi agli studenti, trasporti pubblici, diritto allo studio. La Campania, la Sicilia, la Puglia hanno già dato ottimi segnali in questo senso.
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Politecnico Bari e Snam sperimentano rete a Idrogeno verde
BARI (ITALPRESS) – Il Politecnico di Bari e Snam realizzeranno insieme un innovativo prototipo di rete energetica autonoma, basata sull’utilizzo di idrogeno “green” prodotto da fonti energetiche rinnovabili. Lo prevede un accordo di collaborazione in attività di ricerca e sviluppo sottoscritto dal rettore del Politecnico, Francesco Cupertino e dall’amministratore delegato di Snam, Marco Alverà, con durata fino a dicembre 2022 e prorogabile. L’impianto sarà progettato, realizzato e testato all’interno della “Smart Micro Grid Poliba”, una microrete innovativa già presente nel laboratorio di Sistemi Elettrici per l’Energia nel plesso “Prince” del Politecnico. Il progetto prevede anche la redazione di un business case per valutare le condizioni tecnico-economiche necessarie alla riproduzione del sistema su scala commerciale
“Negli ultimi anni – commenta il rettore Cupertino – il Politecnico ha beneficiato di importanti progetti finanziati da fondi nazionali ed europei per il potenziamento delle attrezzature di laboratorio e ora è il momento giusto per valorizzare quegli investimenti e attrarre partner di ricerca di livello internazionale, come Snam. Di questa collaborazione – aggiunge il rettore – beneficeranno sia i nostri ricercatori, sia i nostri studenti che potranno partecipare ad attività di grande rilevanza scientifica in un settore, quello dell’energia, che sarà strategico nello sviluppo dell’economia dei prossimi anni”.
“Questo accordo con uno dei più importanti politecnici italiani – commenta l’amministratore delegato di Snam Marco Alverà – testimonia il nostro impegno ad accelerare lo sviluppo tecnologico dell’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili come soluzione decisiva ed economicamente sostenibile per la lotta ai cambiamenti climatici. La nuova sperimentazione a Bari, dopo quella avviata sulla rete Snam in provincia di Salerno, dimostra che il Sud Italia, grazie alla sua posizione geografica, alle sue risorse naturali e alle sue competenze, può essere protagonista della crescita dell’idrogeno, con importanti benefici non solo in termini di decarbonizzazione ma anche di sviluppo e occupazione”.
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Dal 22 agosto il Bari Film Festival
BARI (ITALPRESS) – Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia che da oltre un decennio promuove e cofinanzia il Bif&st, ha reso note le date dell’undicesima edizione del Bari International Film Festival che si svolgerà dal 22 al 30 agosto 2020 in aree all’aperto della città, d’intesa con la Fondazione Apulia Film Commission, che organizza l’evento, e con il direttore artistico Felice Laudadio. “Una notizia attesa da moltissimi – ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – dal 22 al 30 agosto torna il Bif&st, la più importante manifestazione cinematografica della Regione Puglia. Non potevamo fare a meno di insistere su questo festival che ha dato tanto lustro al cinema pugliese e che costituisce il grande impegno di Apulia Film Commission. Anche quest’anno, nonostante l’epidemia di Covid e le tante difficoltà, non abbiamo voluto mancare l’appuntamento. Ecco perchè sosterremo la grande opera di Felice Laudadio che consentirà alla Puglia intera e in particolare alla città di Bari, di continuare a sperare nel futuro confermandosi la città del cinema più importante del sud Italia. Saranno predisposte tutte le misure indispensabili per garantire la sicurezza del pubblico, degli artisti, degli operatori. E’ anche per questo che ho chiesto Pier Luigi Lopalco, responsabile del coordinamento epidemiologico della Regione, di sovrintendere all’applicazione delle normative sanitarie per un sereno svolgimento della manifestazione che per ovvie ragioni dovrà svolgersi in arene a cielo aperto”.
“Il Bif&st 2020 – aggiunge Felice Laudadio – sarà un festival radicalmente e razionalmente re-inventato nel rispetto delle sue più che consolidate caratteristiche di festival urbano, svoltosi sempre nel cuore stesso della città di Bari. Da ora si riparte con la preparazione e la nuova selezione per dar vita ad una manifestazione all’altezza delle precedenti, anche se inevitabilmente con un numero di film inferiore potendo proiettare all’aperto solo in ore serali. Ma siamo certi di farcela per non deludere il nostro foltissimo e fedelissimo pubblico”.
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Barbagallo “un patto per rilancio Paese partendo dal Sud”
“Abbiamo chiesto al Governo, in particolare al ministro per il Mezzogiorno, di attivare i 35 miliardi rimasti non spesi dei fondi europei che oggi sono senza cofinanziamento e senza condizionamenti”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, per la sua prima uscita ufficiale dopo il lockdown, a Palermo, dove sono state lanciate le proposte del sindacato per il rilancio del Mezzogiorno. Barbagallo, che a partire dal 4 luglio verrà sostituito da Pierpaolo Bombardieri, ha poi proseguito sottolineando l’importanza del rilancio del Paese, partendo dal Sud: “Per questo vogliamo siglare un patto per il Paese. Bisogna fare infrastrutture, spendere 80 miliardi di infrastrutture che sono finanziate al nord, al centro e al sud”.
Barbagallo, ha partecipato agli Stati generali, suggerendo alcune priorità per far ripartire l’Italia: riforma fiscale, regolazione della digitalizzazione, infrastrutture, ambiente e celerità nell’utilizzo delle risorse: “La politica deve fare la sua parte. Bisogna evitare però che i progetti vadano così a rilento – ha affermato il segratario generale Uil, intervenendo a Palermo -. Abbiamo bisogno di delegiferare per ridurre il peso della burocrazia, abbiamo bisogno di una riforma fiscale che faccia pagare a tutti le tasse, permettendo di pagare di meno a lavoratori e imprese, ridare potere di acquisto ad anziani e ai giovani perchè devono esser in condizione di supplire alla richiesta di lavoro e bisogna evitare che i giovani vadano all’estero”.
Dello stesso avviso il segretario generale aggiunto, Pierpaolo Bombardieri: “Il mezzogiorno rimane centrale, non perchè siamo in Sicilia, ma perchè continuiamo a sostenere che se non ripartiamo dal mezzogiorno con un piano di sviluppo adeguato sarà complicato fare ripartire l’Italia – ha spiegato Bombardieri -. Noi chiederemo al governo di riscrivere un’idea di Paese, in modo tale che nei prossimi mesi si possa fare tesoro degli errori che noi abbiamo compiuto, utilizzo il plurale maiestatis ma avremo modo e tempo di ragionare sulle responsabilità, sulla sanità pubblica, sulle politiche industriali, sul rispetto della vita e sul rispetto della sicurezza sul lavoro. Sono tutti temi che fanno parte della nostra agenda, sui quali chiederemo al governo un nuovo impegno”.
In Sicilia la situazione dei contagi è ormai parecchio limitata, ma bisogna fare i conti con i danni economici che ha avuto il lockdown: “Siamo passati da un contesto in cui la comunità europea strangolava le possibilità di crescita con una politica restrittiva a una situazione in cui si possono liberare risorse significative – ha aggiunto il segretario regionale della Uil, Claudio Barone -. Noi siamo, senza se e senza ma, a favore del loro utilizzo. La questione fondamentale è la capacità di spendere questi fondi, bene e senza sprecarle”.
Infine, Barone si è soffermato anche sull’apertura di un tavolo tra governo regionale e nazionale con Anas, Rfi e altri appaltatori: “E’ una cosa in sè positiva anche se è presto per valutarne l’impatto – ha specificato il segretario regionale -. Come Uil abbiamo più volte denunciato le incompiute e insieme ad edili, sindaci e cittadini siamo scesi per le strade a manifestare. Non è più il tempo di alimentare la polemica tra governo, Anas e Ferrovie ma di adottare comportamenti costruttivi. Sosteniamo il disegno di legge, da noi fortemente voluto, sulla riforma del consorzio autostrade e apprezziamo le norme sulla semplificazione per realizzare le opere più velocemente e recentemente approvato dall’Ars. Vogliamo capire meglio cosa significheranno i poteri straordinari dati a Musumeci. Non abbiamo pregiudizi ideologici ma temiamo che il nostro presidente alla fine sia più indirizzato a non fare che non a realizzare. Speriamo di essere smentiti, avevo scritto ieri. Stamattina Musumeci ha confermato quanto prevedevamo, non intende avvalersi di questa norma”, ha concluso Barone.
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Festa tifosi Napoli, De Luca “Salvini cafone politico”
“Un somaro politico che ha ripreso a ragliare”. E’ la replica del governatore della Campania Vincenzo De Luca al segretario della Lega Salvini, ai commenti sul caso dei
tifosi scesi in piazza a festeggiare la vittoria del Napoli in Coppa Italia. Nel corso di una diretta streaming De Luca ha aggiunto: “In tutta Italia e nel mondo sarebbe successa la stessa cosa, ma siccome e’ capitato a Napoli “il cafone – dice De Luca in
riferimento a Salvini – ha ritenuto di fare dei commenti e ha dimostrato di essere davvero tre volte somaro. Primo perchè se uno organizza il 2 giugno una manifestazione a Roma in violazione di tutte le norme di distanziamento, insieme alla vispa Teresa, e poi si permette di dire che il governatore De Luca non è
intervenuto riguardo alla festa dei tifosi del Napoli ha la faccia come il suo fondoschiena, peraltro usuarato. Secondo motivo di ‘ciucciaria’, direbbe De Filippo, è giusto il caso di ricordare a questo somaro geneticamente puro l’obbligo di garantire le norme nazionali sul distanziamento ricade sul Viminale e sul Prefetto, ma questo l’uomo di Neanterthal lo ignora”.
“Abbiamo presentato ieri al governo un piano ospedaliero rimodulato sulla base delle esigenze proposteci. Il nuovo piano ospedaliero campano prevede 837 posti di terapia intensiva, raddoppiamo quasi la capacità, e che nessun imbecille ci venga a dire che poi questi posti letto sono vuoti: la programmazione delle terapie intensive la si fa quando non ci sono i malati” ha continuato De Luca nel suo vieo parlando dellasanità Campana. “Altri 406 posti – prosegue – di semintensiva; avremo reparti ed ospedale dedicati al Covid, in maniera tale che possa partire l’attività ordinaria negli ospedali senza nessun problema. In caso di peggioramento della situazione epidemica ci siamo dotati di 1100 posti da riservare al Covid, cioè quasi il doppio dei posti letto utilizzati nei mesi scorsi, quando c’era il picco di epidemia in Campania. Ci stiamo preparando rispetto all’ipotesi pessimistica che ci viene dai virologi ed epidemiologi”.
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In Calabria dati economia condizionati dal Coronavirus
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Calo del fatturato delle imprese, riduzione degli occupati, difficoltà per il commercio e aumento delle misure di sostegno alle famiglie: il rapporto della Banca d’Italia della Filiale di Catanzaro, presentato oggi, evidenzia che l’economia della Calabria ha risentito pesantemente della crisi legata all’emergenza coronavirus.
La pandemia è arrivata nel momento in cui l’economia calabrese era già in una “fase di sostanziale stagnazione”. Secondo le stime della Banca d’Italia, il blocco obbligatorio della attività in Calabria ha riguardato il 18% del valore aggiunto regionale, contro il 28% registrato in Italia. Gli effetti dell’emergenza si sono poi riflessi su gran parte del settore produttivo attraverso vari canali, tra cui “il calo di fiducia dei consumatori, i vincoli alla mobilità e la difficoltà di rispettare gli standard di sicurezza sul lavoro”. Per quanto riguarda le imprese, dalle indagini si prevede una diminuzione del fatturato molto significativa nel primo semestre, mentre, in questa fase, il settore più colpito è quello dei servizi privati.
“Questa terra è il sud del sud – ha detto il direttore della Filiale di Catanzaro della Banca d’Italia, Sergio Magarelli – e ha già pagato un prezzo altissimo in termini di divario economico-sociale mai colmato e di condizioni di svantaggio per i cittadini. L’emergenza sanitaria – ha spiegato – ha colpito questa regione in una fase di sostanziale stagnazione. Già nel 2019 si era interrotta la ripresa, lasciando il Pil regionale a un livello di gran lunga inferiore rispetto a quello del 2007”. Secondo l’indagine sugli effetti del coronavirus di Banca d’Italia, le imprese hanno segnalato un netto calo del fatturato nel primo semestre dell’anno, stimabile intorno al 40% in media. Il commercio al dettaglio rappresenta circa il 7% del valore aggiunto in regione e ha riscontrato difficoltà soprattutto nella sua componente non alimentare.
In Calabria, in base al rapporto, nel 2019 l’occupazione è rimasta sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente, con un tasso che si attesta al 42%. Si è ampliato il divario di genere con prevalenza dell’occupazione maschile e si è ridotto il numero degli occupati di età compresa tra i 35 e i 54 anni. La quota dei lavoratori autonomi, inoltre, è più alta della media italiana. Nel 2019, secondo il rapporto, il tasso di disoccupazione si è ridotto al 21% (nel 2018 era al 21,6%) ed è diminuita pure la disoccupazione giovanile, anche se rimane comunque superiore rispetto al dato nazionale. La quota dei Neet si è ridotta al 41,1%.
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