“Non sono assolutamente contrario all’autonomia dei territori, ma ritengo che essa debba servire a mettere in moto un circuito virtuoso e non essere, invece, un ulteriore elemento di penalizzazione e di aggravamento degli squilibri”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, intervenendo a un convegno sul tema “La storia per il futuro” a Zaccanopoli, in provincia di Vibo Valentia.
“Non è mia intenzione sollevare o soffiare su vecchi e nuovi conflitti tra Nord e Sud del Paese – ha aggiunto Oliverio -. Il Mezzogiorno, messo nelle condizioni di potersi esprimere e di esprimere al massimo le proprie potenzialità potrebbe rappresentare una grande risorsa e un punto di forza per tutto il Paese, ma perché ciò accada occorre mettere in campo, così come ha fatto la Germania per riunificarsi, seri investimenti e attuare un vero e proprio ‘Piano Marshall’ per il Sud per riequilibrare tutto il Paese e far ripartire i motori dell’economia e dello sviluppo. Altro che egoismi e sperequazioni”.
OLIVERIO “SERVE UN PIANO MARSHALL PER IL SUD”
EMERGENZA RIFIUTI IN PUGLIA, PROROGATA ORDINANZA
Fino a fine settembre, parte della Forsu, la frazione organica del rifiuto solido urbano che non trova collocazione in impianti regionali ed extra-regionali, potrà essere conferita presso gli impianti di trattamento meccanico biologico attivi sul territorio regionale. Lo ha stabilito l’ordinanza firmata dal presidente della Giunta pugliese, Michele Emiliano, che di fatto proroga di 60 giorni quella del 23 giugno scorso sulle “misure di sostegno al recupero della frazione organica raccolta in maniera differenziata e prodotta dai Comuni Pugliesi”. L’ordinanza è frutto dell’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi nella sede dell’assessorato alla Qualità dell’ambiente; incontro al quale hanno partecipato l’assessore Gianni Stea, il dirigente della sezione rifiuti e bonifiche della Regione Puglia Gianni Scannicchio, i rappresentanti dell’Ager, l’Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il Servizio di Gestione dei rifiuti, dei dipartimenti di prevenzione Asl di tutte le province pugliesi, e dell’Arpa Puglia, l’Agenzia regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale.
“Da giugno abbiamo fatto significativi passi avanti verso una progressiva stabilizzazione dell’interno sistema di gestione dei rifiuti organici – hanno dichiarato in una nota congiunta il presidente Emiliano e l’assessore Stea – grazie soprattutto alla ripresa dell’esercizio dell’impianto di Deliceto, a servizio del Comuni dei Monti Dauni, e dell’impianto di compostaggio di Taranto, dove sono stati conclusi i lavori di manutenzione straordinaria. Fino a settembre, tuttavia, l’invio della FORSU negli impianti TMB appare ancora la soluzione ambientale più sostenibile, in grado di scongiurare rischi igienico-sanitari dovuti alla mancata raccolta di rifiuti organica nella stagione estiva”. L’ordinanza prevede, inoltre, una serie di prescrizioni per garantire la tracciabilità dei rifiuti e consentire eventuali controlli, oltreché specifiche misure per la corretta gestione degli impianti.
Una specifica indicazione è data ai Comuni del territorio regionale ai quali è richiesto di “non sospendere la raccolta differenziata e attuare ogni utile iniziativa al fine di migliorare la qualità della Forsu raccolta in modo differenziato” e di “garantire inoltre i controlli relativi ai conferimenti all’impianto e all’organizzazione dei flussi al cancello attraverso la Polizia Municipale”.
PUGLIA, NUOVE BIBLIOTECHE A TIGGIANO E CAVALLINO
Due appuntamenti oggi per il progetto “Community Library”, il più grande progetto di infrastrutturazione culturale mai realizzato in Puglia con 123 biblioteche per 120 milioni di euro impegnati nell’ambito del programma Smart In Puglia.
Il presidente Emiliano e l’assessore alla Cultura Loredana Capone hanno inaugurato oggi la “Spaghetti (W)easten”, biblioteca di comunità a Tiggiano (Le) e il potenziamento delle strutture della biblioteca comunale “G.Rizzo” con servizi di bookcrossing e storytelling a Cavallino (Le)
A Tiggiano il contributo della Regione è stato di 545mila euro, a Cavallino di 450mila euro.
A Tiggiano i lavori sono iniziati lo scorso 1 novembre e sono finiti lo scorso 31 maggio.
A Cavallino i lavori sono iniziati il 10 settembre dello scorso anno e sono finiti lo scorso 30 giugno.
“Segno che – ha detto l’assessore Capone – i Comuni sono molto interessati alla misura e riescono molto spesso a realizzare i progetti bene e in fretta. Queste biblioteche che stiamo inaugurando in tutta la Puglia sono tutto il contrario di luoghi polverosi e chiusi, ma diventano luoghi strategici per l’innovazione culturale, lo studio e lo scambio di esperienze. Non abbiamo voluto progettare luoghi da tenere sbarrati, ma creare nuovi punti di aggregazione diversi da realtà a realtà: con il recupero di antichi palazzi o con l’apertura di spazi nelle periferie. Ogni progetto ha una storia a sé, grazie all’impegno dei comuni e delle istituzioni come scuole e università, che hanno scelto la strada di investire in strutture per i giovani e per chi ha bisogno di luoghi di aggregazione culturale”.
Per il presidente Emiliano “stiamo investendo in cultura, stiamo investendo in trasporti con il potenziamento delle Sud Est qui in Salento, stiamo potenziando l’accoglienza turistica. Stiamo insomma investendo in civiltà, offrendo ai nostri visitatori Comuni ricchi di spazi e opere fruibili dai propri cittadini. Paesi e città con biblioteche aperte e frequentate sono biglietti da visita per chi viene da lontano e il miglior antidoto allo spopolamento e a chi vorrebbe che ci si rintanasse in casa per poter meglio controllare il territorio”
A Tiggiano il progetto ha voluto “svelare” lo spazio architettonico della biblioteca attraverso la realizzazione di un layout legato alle funzioni di attività strettamente connesse alla biblioteca e coerenti con le tematiche delle realtà e delle associazioni che gravitano intorno alla biblioteca e presenti nel palazzo Serafini Sauli.
Nel palazzo si utilizzano ora i due vani (voltati a botte) collegati alla biblioteca al piano terra. Sono state create diverse attività legate a specifiche funzioni. con l’offerta di nuovi prodotti e servizi di fruizione culturale pubblica.
(ITALPRESS) – (SEGUE).
Il servizio di Information Management è il cuore operativo del progetto per la gestione e l’incremento del patrimonio culturale bibliotecario e della sua messa in relazione con l’utenza.
Verrà garantita l’apertura e la fruizione assistita degli spazi per 6 giorni a settimana, dando priorità ai servizi e ai laboratori offerti a bambini e persone svantaggiate.
Attenzione peculiare sarà rivolta alle famiglie con bambini, con un potenziamento specifico dei servizi offerti. Inoltre la biblioteca diverrà anche luogo per lo studio, per il coworking, per piccole conferenze, oltre che infopoint turistico e centro di raccolta per il bookcrossing
A Cavallino invece è stata potenziata la Biblioteca del Comune “G. Rizzo”, con servizi di bookcrossing e storytelling
Si è voluto promuovere, attraverso la partecipazione attiva della comunità, una crescita culturale attenta e consapevole, garantendo l’accesso pubblico al materiale bibliografico, valorizzando la cultura locale e potenziando le strutture e gli strumenti che accrescono e diffondono la cultura.
Il bisogno principale era quello di avere uno spazio ampio e regolarmente allestito per promuovere un progetto di promozione culturale del territorio che parta dalla diffusione letteraria e arrivi a rafforzare l’offerta educativa per tutta la comunità.
Si è così potenziata la già attiva Biblioteca comunale attraverso l’attivazione di servizi di bookcrossing e storytelling per ampliare l’offerta e far sì che diventi un polo di accesso all’informazione per un utilizzo di promozione sociale della cultura.
Saranno installati inoltre tre box per la lettura e per la consultazione con avamposti e scaffalatura posta all’interno del chiosco.
La biblioteca è priva di barriere architettoniche e si sviluppa in un unico piano terreno ben illuminato.
A fronte degli spazi originari che occupavano una superficie di circa 450 mq, si aggiungono altri 220 mq.
La nuova organizzazione dei locali permetterà di rafforzare la sua offerta educativa e di animare la zona centrale del paese.
SUD A RISCHIO RECESSIONE
La ripresa che rallenta, l’eventualità di una recessione e l’emorragia migratoria. Il quadro del Mezzogiorno che emerge dalle anticipazioni del rapporto Svimez, l’associazione per lo sviluppo delle industrie del Mezzogiorno, è poco confortante per i cittadini del Sud Italia. Si accentua la distanza con il resto del Paese e con gli altri paesi dell’Unione europea, con un deficit di quasi 3 milioni di posti di lavoro che servirebbero per colmare il gap occupazionale col centro-nord. Gli investimenti tengono (+3,1%), ma bisogna tener conto di una forte disomogeneità anche fra le realtà territoriali del sud. Nel 2018, infatti, crescono a ritmi più alti i Pil di Sardegna (+1,2%), Abruzzo (+1,7%) e Puglia (+1,3%). Molise e Basilicata registrano entrambe un +1,0%, mentre la Sicilia si pone in una fase di crescita intermedia con un trend positivo dello 0,5%. È invece crescita zero per la Campania, mentre la Calabria è l’unica regione d’Italia a registrare un -0,3%.
In questo contesto, sul cui sfondo appare una recessione (-0,3%) nel 2019, la Svimez, tramite il suo presidente Adriano Giannola, giudica come “surreale” il dibattito sull’autonomia differenziata richiesta da regioni come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. “Bisogna ragionare in modo cooperativo, altrimenti in futuro affronteremo problemi gravi. L’austerità l’ha pagata il sud, con il crollo del proprio reddito, e il nord ha pagato la frenata del sud. Il problema è unico. Serve una politica sensata con un ruolo più chiaro dell’Italia nella dimensione mediterranea”, suggerisce Giannola nel corso della presentazione della Biblioteca Svimez. “Si sta consolidando sempre più il ‘doppio divario’: dell’Italia rispetto all’Unione Europea e del sud rispetto al centro-nord”, osserva l’associazione. Nel 2018, il sud ha fatto registrare una crescita del Pil del +0,6%, rispetto al +1% del 2017. Il dato più preoccupante è il ristagno dei consumi nell’area (+0,2, contro il +0,7 del resto del Paese).
Mentre il centro-nord ha ormai recuperato e superato i livelli pre crisi, nel decennio 2008-2018 la contrazione dei consumi meridionali risulta pari al -9%. Le politiche di sviluppo, però, non possono prescindere da un investimento sul capitale umano, che, stando alle stime, si allontana sempre più dalla dimensione meridionale.
In 15 anni (2002-2017), gli emigrati dal Mezzogiorno sono stati oltre 2 milioni nel periodo compreso tra il 2002 e il 2017, di cui 132.187 nel solo 2017. Di queste ultime 66.557 sono giovani (50,4%, di cui il 33,0% laureati). Sono più i meridionali che emigrano dal sud che gli stranieri immigrati regolari che scelgono di risiedere nelle regioni meridionali. In base alle elaborazioni Svimez, infatti, i cittadini stranieri nel Mezzogiorno sono stati 75.305 nel 2017. Invece, nello stesso periodo, i cittadini italiani emigrati dal sud per il centro-nord sono stati 132.187.
PUGLIA, INTESA CONTRO ABUSIVISMO EDILIZIO
“Mi congratulo per il lavoro che è stato svolto. Questo è un protocollo che mette insieme dati per costruire una programmazione unitaria tra Regione, magistratura e Comuni”. Così Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, commenta la realizzazione del protocollo d’intesa per gli interventi congiunti in materia di prevenzione e contrasto all’abusivismo edilizio, firmato questa mattina a Bari da Emiliano insieme ai rappresentanti di Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bari, Procure di Bari, Foggia e Trani e l’Anci Puglia e all’assessore all’Urbanistica, Alfonso Pisicchio.
“Non è certo una mia ossessione quella della demolizione. – ha detto Emiliano – A partire da Punta Perotti, una demolizione basata su una sentenza legittima, non certo per mia iniziativa. E qui, come in quel caso, stiamo parlando di demolizioni giuste che poi serve legare a una riqualificazione urbanistica del territorio. Immagino, quindi, questo protocollo all’interno della programmazione dei territori, determinando piani che ricostruiscano il tessuto urbano dei Comuni. Così non stiamo solo demolendo ma, in una visione urbanistica più generale, stiamo ricostruendo”. Sono circa 150 gli immobili decretati abusivi dalla Magistratura in seguito a sentenze, secondo i dati della Procura. Per questo il protocollo presentato questa mattina potrà creare una rete che supporti i Comuni, da un punto di vista economico, amministrativo e sotto l’aspetto della condivisione dei dati, nella gestione del territorio. Una stretta collaborazione che il presidente della Regione Puglia inserisce in una programmazione ancora più ampia, legata fortemente alla “Legge sulla Bellezza” che la Regione presenterà a breve e che “consentirà – ha concluso Emiliano – ai cittadini di demolire cosa è brutto e inutile, soprattutto sulle coste, per ricostruirle, eventualmente come premi in volume in luoghi indicati dai piani regolatori. Ringrazio i procuratori della Repubblica del distretto della Corte d’Appello di Bari per aver voluto sottoscrivere con noi questo protocollo che renderà la collaborazione tra Magistrati Comuni e Regione utilissima al fine del ripristino della bellezza”.
MUSUMECI “SERVE PIANO STRAORDINARIO SUD”
“Il Mezzogiorno è assente dal progetto e dall’agenda di questo Governo come lo è stato da quelli precedenti. Non basta avere risorse finanziarie o comunitarie, serve un progetto che determini il raggiungimento di obiettivi. Quale ruolo deve avere la Sicilia e il Mezzogiorno nel contesto internazionale?”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, intervenendo stamane alla trasmissione Omnibus di La7, in cui si è parlato di Sud e autonomia. “Come ci porremo tra dieci o cinque anni di fronte all’Africa rimane ancora un grande punto interrogativo – riflette Musumeci-. L’Africa che cerca l’Europa a Londra, a Parigi, a Berlino, non a Catania o a Palermo o a Messina o a Napoli. Ecco perché è importante chiedere e ottenere un Piano straordinario per il Mezzogiorno d’Italia con alcuni obiettivi precisi, con un cronoprogramma preciso, una regia affidata allo Stato per porre fine alla tentazione verso l’assistenzialismo e clientelismo e operare sanzioni pesanti per quelle amministrazioni che non rispettano il calendario. Il Mezzogiorno ha bisogno di grandi infrastrutture, manca la logistica, manca la proiezione all’esterno, non c’è un modello di sviluppo”.
UN PIANO DI RILANCIO PER L’AEROPORTO DI TARANTO
L’aeroporto “Marcello Arlotta” di Taranto-Grottaglie si appresta a cambiare volto. Il Piano di interventi al 2030, tra i quali rientra il riassetto funzionale dell’aerostazione passeggeri, è stato presentato stamani dal Vice Presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile e dal Direttore Tecnico della società nel corso di un incontro al quale sono intervenuti il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Cosimo Borraccino, il presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti e i sindaci di Taranto, Rinaldo Melucci, Monteiasi, Cosimo Ciura, Carosino, Arcangelo Sapio, Statte, Francesco Andrioli.
“C’è un bellissimo progetto – ha detto Emiliano – che oggi Aeroporti di Puglia sta presentando per rendere più attrattiva possibile l’aerostazione di Taranto-Grottaglie. E stiamo attivando tutte le relazioni possibili con le compagnie aeree su questo aeroporto: non è semplice perché le previsioni di traffico da Taranto non sono ancora sufficienti per gestire un aeroporto di questa importanza, rimane quindi fondamentale la necessità di far riprendere il ciclo economico della città. Taranto è la seconda città della Puglia, se questa città riparte avrà anche traffico aereo sufficiente a gestire e a rendere economica la gestione di voli per qualunque destinazione del mondo. Insomma, non si può lavorare su un aeroporto e basta, si deve lavorare sull’intera provincia. E soprattutto bisogna stare uniti, non bisogna litigare, bisogna avere la forza alle volte pensino di ingoiare qualche piccola gaffe da parte dei propri interlocutori, perché Taranto deve fare dell’armonia e della forza interiore l’elemento per spingersi oltre i propri limiti”.
“La città è meravigliosa, i cittadini sono straordinari, hanno accumulato purtroppo quella energia che si chiama rabbia e che io conosco bene perché l’ho vissuta in tante occasioni – ha aggiunto Emiliano -. Qualcuno dice che sono un po’ ossessionato da Taranto e da questa provincia, ebbene, è vero. Mi sono fatto ossessionare da questa grande energia, perché sono certo che quando Taranto sarà al massimo regime, la Puglia avrà raddoppiato la sua performance. Il destino di Taranto è essere al servizio di una Puglia che trainerà tutto il Mezzogiorno. Io a questa cosa credo e il potenziamento dell’aeroporto è in funzione di questa visione”.
“Si è aperta oggi una fase storica per l’aeroporto ‘Marcello Arlotta’ di Grottaglie – spiega l’assessore Borraccino -. Questo sito, già parte integrante del programma internazionale per la produzione in loco delle fusoliere del Boeing 787, possiede anche tutti i requisiti per diventare definitivamente la piattaforma integrata per la sperimentazione degli aeromobili a pilotaggio remoto. Ma il riassetto funzionale dell’aeroporto includerà anche i voli di linea, che andranno ad aggiungersi alle attività dell’industria aeronautica che a sua volta, alla luce del rilancio delle attività portuali di Taranto, assicurate dalla concessione del terminal container alla grande società turca Ylport, potrà contare sulla crescita quali-quantitativa dei servizi di cargo-logistica. È stato osservato che il lancio della Z.E.S. interregionale jonica e l’interesse che già manifestano gruppi imprenditoriali nazionali ed esteri per investire i questi territori non solo nei settori tradizionali dell’industria pesante, della logistica e dell’agricoltura, ma anche del turismo culturale e balneare che interessa interamente la costa jonica pugliese e lucana, inducono a ripensare completamente la funzione dell’aeroporto di Grottaglie. È bene, quindi, che la classe politica colga tempestivamente queste opportunità di crescita e di lavoro e le consegni alle future generazioni”.
“Oggi presentiamo alla comunità pugliese e soprattutto a quella tarantina, un aeroporto più grande, più innovativo, ma al tempo stesso ricco di riferimenti alla tradizione della nostra terra e ancora più rispettoso dell’ambiente – ha detto il vice presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile -. Aeroporti di Puglia ha sempre dedicato grande impegno allo sviluppo complessivo della rete aeroportuale regionale, nella quale Taranto Grottaglie assume un ruolo strategico. L’interesse concreto riscontrato anche per il progetto di riqualificazione dell’aerostazione passeggeri, che rientra in un più ampio programma di opere sulle infrastrutture dello scalo, dimostra come, anche grazie al prezioso e costante supporto della Regione Puglia e dell’Enac, nessun traguardo possa essere precluso e si possano centrare obiettivi che consentano lo sviluppo di una struttura così importante per la nostra comunità e per il nostro Paese. Grazie a gli interventi che ci accingiamo a realizzare l’aeroporto di Taranto Grottaglie vedrà crescere ulteriormente il proprio potere attrattivo che viene da tutti riconosciuto e apprezzato, in Italia e all’estero”.
Quattro le fasi previste dal Piano di Sviluppo dell’aeroporto, approvato dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che definisce e pianifica tutti gli interventi fino al 2030 in coerenza con: il Piano Nazionale degli Aeroporti, che classifica lo scalo come “Aeroporto di interesse nazionale”; la Disposizione del D.G. di ENAC (n. 20 del 14 luglio 2014), che qualifica l’aeroporto come idoneo a svolgere, oltre alle attività di traffico commerciale passeggeri, anche quelle connesse alla definizione di “piattaforma logistica per le attività di sviluppo, ricerca e sperimentazione di prodotti aeronautici”; il Quadro degli interventi previsti dal Piano Regionale dei Trasporti; l’Atto di indirizzo (n. 250 del 9.5.2018) del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che ha individuato Taranto-Grottaglie quale spazio porto nazionale per le esigenze dei voli commerciali suborbitali.
Anniversari antimafia: Ninni Cassarà e Gaetano Costa lasciati soli di Gianfranco D’Anna “Ninni è stato un poliziotto moderno, probabilmente troppo per quei tempi. Aveva avuto intuizioni che si sono rivelate concrete e che allora non sono state prese nemmeno in considerazione” sottolinea Laura Iacovoni, la moglie del Vice Questore Ninni Cassarà che ha ancora negli occhi le terribili fasi dell’agguato teso sotto casa al marito da un commando di killer d cosa nostra ed alle quali assistì dal balcone . Inutile negarlo. Senza verità e giustizia il dolore dei familiari aumenta di anno in anno, mentre si rincorrono gli anniversari delle uccisioni dei protagonisti della lotta alla mafia. La spoon river delle stragi e degli agguati mafiosi attraversa molti dei viali e delle piazze della Palermo ex roccaforte di cosa nostra che ha avuto a forza e la capacità di prendere coscienza e di trasformarsi nella capitale dell’antimafia. Il sei agosto ricorrono il 39° e il 34° anniversario degli assassini del Procuratore di Palermo Gaetano Costa e del Vice Questore Ninni Cassarà, colpito a morte assieme all’Agente di Polizia Roberto Antiochia. Lasciato solo, tradito o entrambe le cose? “L’averlo l’asciato assolutamente solo dopo tutto quello che era successo è stato comunque un tradimento da parte di uno Stato che avrebbe dovuto proteggerlo – aggiunge la vedova di Ninni Cassarà – “Oggi dopo 34 anni non ho voglia di avventurarmi in teoremi relativi a talpe varie.” Quale l’eredità civile e professionale di Ninni Cassarà? “A Palermo diventa difficile ed è affidato soltanto all’amore ed alla tenacia dei famigliari tenere alta la memoria di chi si è sacrificato per lo Stato. Le commemorazioni sono rituali e soltanto di facciata.” In cosa e in quanto è maggiormente cambiata in questi decenni l’azione di contrasto nei confronti della mafia? “I palermitani sono più consapevoli e più coinvolti rispetto agli anni passati soprattutto perché di lotta alla mafia si è cominciato a parlare nelle scuole e l’azione di contrasto oggi più affinata non è più legata al territorio ed alla economia siciliana.” Il tempo si è fermato nel cortile interno del palazzo di via Croce Rossa, a Palermo dove il 6 agosto del 1985 venne ucciso Ninni Cassarà. Si sente ancora l’eco delle raffiche di mitra esplose da un commando di almeno sette killer mafiosi per massacrare il Vice Questore e l’agente di Antiochia. Investigatore di livello internazionale, colto, ironico, determinato, amico personale e punto di riferimento di Giovanni Falcone e dell’appena costituito pool antimafia dell’ufficio istruzione, Ninni Cassarà venne letteralmente braccato e assassinato da cosa nostra perché aveva capito davvero tutto: dai canali del riciclaggio dei narcodollari alle connessioni mafia-politica-finanza- massoneria, dal ruolo dei cugini Salvo alle complicità nelle istituzioni, dai traditori ai doppiogiochisti della porta accanto, in Questura. Un contesto analogo, quello dell’isolamento, che ha preceduto e caratterizzato anche l‘assassinio del Procuratore capo di Palermo Gaetano Costa, sorpreso per strada senza scorta da un sicario di cosa nostra il6 agosto del 1980. Ex partigiano ed estraneo agli ambienti palermitani, il Procuratore Costa aveva avviato tutta una serie di inedite e rivoluzionarie indagini su mafia e droga e sui canali del riciclaggio. Tanto a Ninni Cassarà che a Gaetano Costa sono state conferite medaglie d’oro al valore civile. Medaglie purtroppo alla memoria. Alle cerimonie commemorative che si svolgeranno a Piazza Giovanni Paolo II e in via Cavour interverranno fra gli altri il Questore e il Sindaco di Palermo, Renato Cortese e Leoluca Orlando, magistrati ed i vertici regionali e provinciali di Carabinieri e Giardia di Finanza. Per Ninni Cassarà è prevista la scopertura di una nuova lapide al posto di quella posta nel cortile di via Croce Rossa sul luogo dell’agguato.
LEZZI “A BREVE DUE NUOVI CIS PER LA CALABRIA”
“Questo governo sta puntando con decisione sull’utilizzo dei Contratti istituzionali di sviluppo quale strumento che consente di accelerare la realizzazione di progetti strategici, tra loro connessi, per la valorizzazione del Mezzogiorno. Ora è mia intenzione realizzare i Cis anche per la Calabria, una terra bellissima ma che, come ben sappiamo, presenta criticità rilevanti e sconta arretratezze strutturali che affondano nei decenni passati. In particolare, considerata la specifica natura della regione che si estende in lunghezza per circa 300 chilometri, ritengo opportuno istituire due Cis: uno per Cosenza, Crotone e Catanzaro e uno per Reggio Calabria e Vibo Valentia”. Lo scrive il ministro per il Sud Barbara Lezzi in un intervento pubblicato oggi sul Quotidiano del Sud.
“I miei uffici stanno già provvedendo a contattare le istituzioni che siederanno ai tavoli dei due Cis e la mia intenzione è di formalizzarli entrambi andando entro la fine di questo mese in Calabria – prosegue il ministro Lezzi -. Ci tengo a precisare che gli interventi del Contratto non riguarderanno in via esclusiva le cinque città capoluogo: le rispettive province potranno essere coinvolte nella misura in cui le amministrazioni locali avanzeranno proposte e progetti che implementino il Cis e che siano coerenti con il progetto complessivo per quel territorio”.
Lezzi spiega poi che le risorse verranno definite in sede di Cabina di regia del Fondo di sviluppo e coesione, che il ministro presiede. “Altri eventuali finanziamenti potranno eventualmente essere apportati sia da altri enti pubblici, centrali o locali, che da privati” aggiunge. “I Cis hanno poi un altro pregio rilevante: non vengono calati dall’alto dal governo centrale, ma sono il frutto del confronto e degli input che giungono dai territori. Sono infatti le amministrazioni locali a proporre i progetti da inserire nel Cis e che ritengono essere di maggiore rilevanza e utilità per la vita delle loro comunità. È mia ferma intenzione procedere celermente con i Cis: a tale scopo sarà fondamentale ricevere dai territori i loro progetti in tempi rapidi. Il presidente Conte ed io abbiamo compreso fin dall’inizio l’utilità dei Contratti istituzionali di sviluppo, che non si sostituiscono alle politiche complessive che il governo sta mettendo in campo per il Mezzogiorno, ma che rappresentano uno strumento aggiuntivo, rafforzativo, attraverso il quale vogliamo realizzare specifici interventi, che abbiano tra loro un criterio organico, su specifici territori”, chiosa i ministro.












