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TURISMO, COLLABORAZIONE FRA UNIBA E CONFINDUSTRIA

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L’Università degli Studi di Bari e Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani collaboreranno per promuovere lo sviluppo del settore turistico del territorio.

L’impegno è stato assunto nei giorni, scorsi dal magnifico rettore dell’Università di Bari  Antonio Felice Uricchio e dal presidente della Sezione Turismo di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani Massimo Salomone che, a tal fine,  hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa di durata triennale.

In base a tale accordo, l’Università e Confindustria lavoreranno per condurre un’analisi del settore turistico locale al fine di elaborare progetti che possano supportare le politiche di sviluppo e la destagionalizzazione dell’offerta turistica.

Programmeranno, inoltre, percorsi formativi di aggiornamento e riqualificazione per potenziare la professionalità degli operatori del settore e valuteranno la possibilità di progettare nuovi  corsi di laurea che rispondano alle trasformazioni economiche in atto.
Le relazioni internazionali dell’Università e i presidi territoriali esteri di Confindustria saranno, infine, utilizzati con l’obiettivo di orientare flussi di turismo estero in entrata in Puglia.

“Il rapporto delle università con le imprese – osserva il rettore Antonio Uricchio – è determinante per la realizzazione di una delle finalità istituzionali del mondo accademico: creare competenze e conoscenze per la crescita del paese. Intese come questa, quindi, non solo favoriscono l’inserimento nel mondo del lavoro dei nostri laureati ma creano sinergie utilissime sul versante della progettazione  dell’offerta formativa e su quello della ricerca”.
“Siamo nell’era del turismo 4.0. Occorre pertanto implementare strumenti che favoriscano forme di integrazione fra le imprese e l’Università per sviluppare modelli reticolari di offerta ricettiva, cha vadano incontro al rafforzamento organizzativo e culturale del sistema imprenditoriale. –  ha dichiarato Massimo Salomone  –  E’ per noi  motivo di soddisfazione e di orgoglio stringere con l’Università di Bari un accordo che potrà portare benefici a tutta la filiera, che è ampiamente rappresentata nella Sezione turismo di Confindustria Bari Bat.  Valorizzare il nostro patrimonio culturale deve essere una priorità per il nostro Paese e per il nostro territorio. Il fatto di poter unire le nostre forze imprenditoriali con le competenze scientifiche del mondo accademico darà certamente un impulso decisivo al raggiungimento di tale obiettivo poiché è nostro dovere morale prima come genitori e quindi da imprenditori, pensare al futuro dei nostri giovani e fare tutto il possibile affinché abbiano una formazione manageriale completa”.

ROSSO CALABRIA, VIAGGIO NEI VINI DI ECCELLENZA

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Un viaggio alla scoperta del rosso intenso e del fresco bianco dei vini della regione, del loro ambiente, della loro storia e produzione: è la proposta della Calabria ai turisti appassionati del vino. L’offerta enoturistica della regione si sviluppa attraverso la valorizzazione dei vini calabresi direttamente nei luoghi di produzione, in un progetto più ampio che promuove la cultura, l’enogastronomia, i prodotti agroalimentari calabresi.

Si tratta del progetto “Rosso Calabria”, che prende il nome dal rosso del peperoncino, della cipolla di Tropea, della ‘nduja, dei vini, ma anche della passione e della cultura dei calabresi.

“Promuoviamo così l’enogastronomia della Calabria, attirando sempre più turisti” dice all’Italpress il presidente della Regione Mario Oliverio. In particolare, per quanto concerne il turismo del vino, il governatore della Calabria ricorda che è stato “messo in campo un progetto che porterà alla creazione della ‘via delle cantine’ perché il turismo legato alla conoscenza del vino, che è in crescita in Italia e in Europa, possa trovare nella nostra regione una nicchia da valorizzare. La Calabria nel corso di questi anni ha fatto un grande salto di qualità nella produzione di vini di pregio che si sono saputi affermare come eccellenze nel mercato italiano e internazionale, grazie all’intraprendenza di tanti imprenditori che con le loro cantine hanno lavorato per valorizzare la nostra vitivinicoltura. Ed effettivamente – aggiunge Oliverio – c’è stata una crescita perché abbiamo scelto di mettere in rete i produttori anche attraverso il progetto Rosso Calabria. Non è un caso se quest’anno al Vinitaly i nostri vini hanno avuto successo. Pensiamo anche di investire sulla valorizzazione delle cantine per renderle luoghi di assaggio e promozione del vino e dei prodotti agroalimentari ad esso legati”.

Accogliere i turisti nelle cantine e nelle vigne rappresenta anche un momento di apprendimento, di confronto e di accrescimento per produttori ed operatori. L’idea è creare una rete di eventi e manifestazioni che prevedano degustazioni dei vini e dei piatti tipici del territorio, visite alle aziende di produzione, percorsi nelle cantine, inserendo la passione per il vino nel contesto culturale e naturalistico. I turisti possono così godere di un bicchiere di vino accompagnandolo dai prodotti del territorio e dai panorami mozzafiato della regione, dal mare alla montagna, dai borghi alle città.

Le aziende calabresi nel corso del tempo hanno incrementato la loro attività, attirando l’attenzione di esperti e appassionati e migliorando anche la qualità dei prodotti, apprezzati per le caratteristiche organolettiche ma anche per il forte legame con il territorio d’origine e il conseguente profilo storico-culturale. Vengono così coinvolti quei turisti che vorrebbero trasformare in esperienza la loro passione per i prodotti enogastronomici, apprezzando vino e piatti tipici direttamente nei luoghi di produzione.

I 350 vitigni autoctoni che crescono in Calabria sono conservati con l’impegno di agricoltori, viticoltori e produttori locali, i cui vini, grazie alla loro qualità, hanno ottenuto diversi riconoscimenti e certificazioni. Per questo l’enoturismo è in crescita in tutta la regione: nell’area di Cirò, nel lametino, sul Pollino, nella Locride, sulla Costa Viola, nell’area Grecanica, nella Valle del Crati e nel Savuto.

 

CALABRIA, SULLA COSTA DEGLI DEI CON “TROPEA EXPRESS”

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 Presentato oggi “Tropea Express”, il servizio Trenitalia che consente di raggiungere comodamente in treno ambite località balneari della Costa degli Dei.
Presenti alla conferenza stampa, che si è tenuta nel Centro Cultura di via Francesco Barone a pochi passi dalla stazione ferroviaria, l’Assessore Regionale ai Trasporti, Roberto Musmanno, il Consigliere Regionale Michelangelo Mirabello, il Responsabile Commerciale Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, Viorel Vigna, e il Direttore Regionale Calabria Trenitalia, Domenico Scida.

“Tropea Express” è il brand con il quale saranno identificati, d’ora in poi, i servizi ferroviari estivi che collegano ambite mete turistiche del litorale tirrenico della Calabria.
“Già dall’anno scorso, infatti, in accordo con la Regione Calabria committente del servizio – si legge nella nota – Trenitalia ha incrementato nel periodo estivo le corse sull’itinerario Lamezia Terme Centrale – Rosarno per consentire ai turisti di scegliere gli spostamenti in treno, anziché in auto, per rendere il viaggio meno stressante, meno inquinante e più comodo.
Come è noto, durante la bella stagione i tempi di percorrenza in macchina aumentano a causa del traffico automobilistico dovuto anche all’attraversamento dei centri urbani e alla conformazione delle strade. In treno, invece, oltre a viaggiare sicuri e veloci, si possono comodamente ammirare dal finestrino splendidi panorami, caratterizzati da finissime spiagge bianche che si estendono su coste rocciose e frastagliate”.

Dalle stazioni di Pizzo, Vibo Marina, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, Santa Domenica, Ricadi, Joppolo e Nicotera è poi facile raggiungere vicini stabilimenti balneari e strutture alberghiere per trascorrere vacanze in totale relax.
L’offerta di treni estivi tra Lamezia e Rosarno è costituita da 24 corse nei giorni feriali, da lunedì a sabato, e 12 nelle giornate festive e la domenica, con biglietti a partire da euro 4,20. Inoltre, sono in vendita su tutti canali Trenitalia biglietti per i collegamenti con bus tra Lamezia Terme Centrale e la stazione “virtuale” Lamezia Terme Aeroporto.
Infine, per rendere ancora più appetibile l’offerta, è stato siglato un accordo di co-marketing fra Trenitalia e COGETUR, un consorzio a cui aderiscono strutture ricettive che operano nell’area di Tropea e Capo Vaticano.
La convenzione prevede che le strutture alberghiere associate a COGETUR, ASALT e Federalberghi riconoscano uno sconto pari all’importo dell’acquisto dei biglietti di andata/ritorno per raggiungere la struttura alberghiera ai clienti che dimostrino, con esibizione del biglietto Trenitalia, di aver raggiunto la località con i treni regionali.

“Oggi, vedere diversi turisti sul treno in un orario mattutino in un giorno infrasettimanale ci dà ragione sugli investimenti che la Regione Calabria sta facendo nel trasporto su ferro e sul miglioramento dei servizi turisti per i viaggiatori – ha dichiarato l’Assessore Musmanno, e ha poi concluso – Stiamo inoltre finanziando il progetto Viaggiare in treno e scoprire la Calabria per arrivare in treno e raggiungere le località turistiche e culturali, quali musei e siti archeologici, con una navetta finanziata dalla Regione Calabria”.
(ITALPRESS).

DE LUCA “AUTONOMIA PER DISTINGUERE CIALTRONI”

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“Autonomia, per me, significa, anche, uno strumento per valutare e distinguere i cialtroni dagli amministratori seri”.

Lo dichiara il governatore campano Vincenzo De Luca, a margine della firma di un protocollo tra gli ospedali Niguarda di Milano e Cardarelli di Napoli, a Palazzo Lombardia, a Milano.

“Poi, arriveremo al punto di sostanza che riguarda il riparto delle risorse: per esempio, riteniamo che il criterio della spesa storica sia non più tollerabile da parte del Mezzogiorno. L’idea che chi è stato nell’inferno, debba continuare a sprofondare ancora di più, è un’idea suicida per l’Italia, non per il Sud”, sostiene De Luca. “Siamo interessati a questa discussione”, sull’autonomia, “sulla base di alcuni principi chiari. Per me l’unità nazionale è un valore sacro e su questo non si discute. A partire da questo tutto può essere valutato, migliorato, in direzione dei territori, dell’autonomia e dell’autogoverno”, spiega. “Tranne alcune funzioni centrali che riguardano la sicurezza e la pubblica istruzione, per il resto, più si decentra, più si responsabilizzano i cittadini e i territori, più si consente ai cittadini di valutare la qualità delle classi dirigenti, meglio è”, conclude.

“BRUMOTTI PER L’ITALIA “FA TAPPA A NAPOLI

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Il progetto “Brumotti per l’Italia”, sostenuto da Intesa Sanpaolo, fa tappa a Napoli. Il campione e inviato di Striscia la notizia è impegnato a raccontare paesaggi, borghi, sapori ma anche storie di grande umanità, in un lungo viaggio a bordo della sua bicicletta, iniziato il 18 giugno e che terminerà il 6 luglio, toccando molti Luoghi del Cuore del FAI, con cui Intesa Sanpaolo collabora dal 2004 in qualità di promotore e partner unico del progetto.

Oggi per Brumotti visita all’ospedale Santobono-Pausilipon di Napoli, tra i piccoli pazienti dell’asilo nido realizzato da Intesa Sanpaolo all’interno del reparto di oncoematologia pediatrica.

Con il Progetto Cultura Intesa Sanpaolo contribuisce alla vita culturale del Paese. In particolare, oltre all’impegno con il FAI, la Banca promuove dal 1989 Restituzioni, il programma che sostiene il restauro del patrimonio pubblico nazionale individuate in collaborazione con gli organismi pubblici di tutela. Proprio a Torino, alla Reggia di Venaria, sono esposte le oltre 200 opere restaurate nel biennio 2016-2017 durante la XVIII edizione di Restituzioni, provenienti da tutta Italia e risalenti dall’antichità ad oggi.
Intesa Sanpaolo ha scelto inoltre di offrire alla pubblica fruizione il proprio patrimonio (oltre 20 mila opere dall’archeologia al contemporaneo) con il polo museale delle Gallerie d’Italia nelle tre sedi di Milano, Napoli e Vicenza. Per il suo impegno a sostegno della cultura e dell’arte, nel 2017 Intesa Sanpaolo è stata insignita del titolo di Mecenate del XXI Secolo nell’ambito dei Corporate Art Awards.

CALABRIA, ITINERARI SACRI METE FEDELI

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Il Santuario di San Francesco di Paola, la Certosa di Serra San Bruno, l’Abbazia di San Giovanni in Fiore, il Santuario di Polsi, il Santuario di Santa Maria dell’Isola di Tropea e della Madonna della Quercia di Conflenti: sono alcune delle mete più frequentate da fedeli e pellegrini che si recano in visita in Calabria alla ricerca di itinerari sacri. Il turismo religioso nella regione presenta un’offerta molto articolata, dal momento che spiritualità e fede sono da sempre strettamente legati alla cultura dei calabresi. Il ricco patrimonio artistico, storico e architettonico è composto da chiese, santuari, abbazie, luoghi di culto e monasteri incastonati nell’ambiente naturale. Ai semplici itinerari religiosi, alle feste patronali e ai riti sacri, oggi si affiancano anche i cammini che ricollocano le figure dei santi e dei grandi pensatori della Calabria nei contesti in cui hanno agito, coinvolgendo altri target di turisti. “Sono due i cammini, di San Francesco e del Brigante, tra quelli proposti dalla Regione, ad essere entrati nell’Atlante dei Cammini d’Italia”, dice all’Italpress il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. “È già un grande passo in avanti ma dobbiamo ancora insistere sul turismo religioso perché siamo una regione disseminata di conventi, abbazie, cattedrali ed altri beni storici bellissimi perché inseriti in contesti ambientali dati da foreste, zone interne e parchi.

Sono numerosi i Santi e i  personaggi storici legati a questi luoghi che richiamano visitatori e pellegrini attraverso percorsi sempre più fruibili”.
Il Santuario di San Francesco di Paola, per esempio, è un centro religioso molto importante per i credenti calabresi e non solo, dal momento che accoglie da sempre visitatori da ogni parte. Oggi il viaggio spirituale nella terra del Santo patrono della Calabria si arricchisce con percorsi unici, a stretto contatto con la natura e la storia dei borghi che attraversano. Si tratta del Cammino di San Francesco di Paola che, organizzato dall’associazione “Escursionisti Appennino Paolano” con il patrocinio della Regione Calabria, è entrato nell’Atlante dei Cammini d’Italia del Mibact. Il percorso comprende due itinerari: la via del giovane e la via dell’eremita. La via del giovane, che parte da San Marco Argentano per giungere a Paola, calca il cammino che il Santo intraprese all’età di tredici anni quando, per sciogliere un voto, accettò di trascorrere un anno presso il convento francescano di San Marco Argentano. È un percorso caratterizzato da inquietudine perché, al termine dell’anno con i frati, il giovane decise di tornare a casa, già con una forte vocazione. La via dell’eremita, invece, va da Paola a Paterno Calabro e ripercorre il cammino d’ascesi spirituale, fatto di preghiera, digiuno e penitenza, che Francesco maturo intraprese per fondare la chiesa e l’Ordine dei Minimi.

Lungo i quasi 112 chilometri totali del Cammino c’è l’unico testimone ancora in vita ad aver conosciuto il santo: il faggio, di oltre seicento anni di età, sotto al quale San Francesco amava riposare. Tanti sono gli escursionisti che si fermano ad abbracciarlo, preferibilmente in gruppo perché i suoi sei metri di circonferenza richiedono almeno quattro persone per circondarlo tutto.
A rendere attrattiva l’offerta del turismo religioso calabrese anche i riti dalle tradizioni arcaiche, come processioni, rappresentazioni teatrali e rievocazioni diffuse nelle grandi città e nei piccoli centri. Tra questi, ad esempio, l’Affruntata di Vibo Valentia, di origini medievali; la Giudaica di Laino Borgo (CS), una forma di teatro popolare itinerante del venerdì santo; “A Pigghiata” di Tiriolo (CZ) che ricorda la cattura di Cristo; il rito, a metà tra sacro e profano, dei “vattienti” di Nocera Terinese (CZ) e Verbicaro (CS) e la Varia di Palmi (RC), una delle più seguite feste religiose della Calabria che si celebra in onore della patrona, Maria Santissima della Sacra Lettera. Dal 2013, la Varia di Palmi è riconosciuta quale bene del Patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco.
Questi ed altri riti tipici delle località calabresi richiamano l’attenzione di un pubblico che spesso viene anche coinvolto nelle manifestazioni.

A questi eventi prendono parte gli abitanti del luogo, gli emigrati di ritorno, turisti e visitatori provenienti dalla Calabria e da altre regioni, in un’atmosfera di spiritualità e stupore.

IMPRESE, PRESENTATO A REGGIO “RESTO AL SUD”

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 “Resto al sud è il primo incentivo dal dopoguerra in cui non bisogna essere ricchi per avviare una piccola impresa perché la combinazione degli strumenti, ossia contributo in conto capitale, finanziamento agevolato e garanzia, dà ai giovani il 100% di quello che serve ad avviare un’impresa. È un’innovazione importante che ci aspettiamo che i giovani colgano”.

Così l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, alla presentazione dell’incentivo “Resto al sud”, svoltasi presso il palazzo della Città Metropolitana di Reggio Calabria, alla presenza del sindaco Giuseppe Falcomatà e del presidente del Comitato di Indirizzo RTI, gestore del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, Guglielmo Belardi.
“In quattro mesi – ha continuato Arcuri – ci sono undicimila domande in corso di compilazione, quattromila proposte presentate e, come promesso, noi ci mettiamo 60 giorni a dare una risposta ai giovani. Infatti ci sono già ottocento imprese che sono state avviate o sono sul punto di essere avviate. Siamo molto soddisfatti dei risultati sia per la qualità che per la numerosità delle proposte. Ovviamente l’iniziativa va raccontata – ha detto – e per farlo cerchiamo di avvicinarci il più possibile alle case dei giovani per evitare che debbano muoversi”.

Il finanziamento copre la totalità delle spese ammissibili, di cui una parte è a fondo perduto, mentre il restante 65% dell’investimento è un finanziamento bancario.  “Per quanto riguarda questa percentuale – ha detto Arcuri rispondendo alle domande – dobbiamo stare dentro ai parametri europei. Abbiamo preferito dare ai giovani tutto il finanziamento, piuttosto che costringerli ancora una volta a chiedere ai genitori le risorse per la parte che non veniva finanziata. Il mutuo è rimborsato a partire dal terzo anno e, quanto agli interessi, non costa niente perché li rimborsiamo noi alle banche. Crediamo che la combinazione sia assolutamente virtuosa”. Il programma “Resto al Sud” è rivolto ai giovani fino ai 36 anni di età. “Fino ai trentasei anni perché è un anno in più di trentacinque, che è l’età massima che normalmente si ritiene debbano avere i beneficiari di contributi europei”, ha spiegato Domenico Arcuri. “Siamo riusciti ad aumentare l’età di un ulteriore anno”.

Sulle prospettive future, l’amministratore delegato di Invitalia ha ricordato che “Resto al Sud ha un finanziamento molto importante, ovvero 1.250 milioni di euro”. “Pensiamo – ha detto Arcuri – che, se i numeri sono questi, possa restare in vigore per almeno cinque o sei anni. Il secondo dato interessante – ha evidenziato – è che il bando è rivolto a tutte le regioni del sud. La regione che tradizionalmente ne beneficia di più è la Campania; la Calabria e la Sicilia sono praticamente appaiate quanto a capacità di utilizzarlo. La Calabria di solito è più indietro, ma rispetto al bando ‘Resto al sud’ dà una risposta soddisfacente”.
Sull’assistenza ai giovani, Arcuri ha ricordato: “Abbiamo azzerato l’intermediazione spontanea perché le spese di progettazione e consulenza non sono rimborsabili. I giovani, quindi, non devono pagare i professionisti per i progetti. Abbiamo organizzato una rete di soggetti pubblici o para-pubblici sul territorio e il Comune e la Città Metropolitana di Reggio Calabria sono tra questi. Quando possibile mandiamo i nostri esperti e abbiamo un portale esplicativo per permettere ai giovani di fare da soli”.

Per il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, “l’incontro è importante per comunicare alla città e ai giovani imprenditori le prospettive di ‘Resto al sud’, una misura che dà l’opportunità a tantissimi giovani tra i 18 e i 35 anni di esprimere la propria inventiva imprenditoriale sul territorio calabrese, grazie al contributo erogato da Invitalia per progetti proposti alle amministrazioni comunali, coprotagoniste in questo percorso. Credo che – ha detto Falcomatà – la città di Reggio sia stata la prima in Italia ad approvare una delibera che mette a disposizione dei giovani imprenditori reggini i terreni del Comune, dell’Arcidiocesi e dell’Università Mediterranea, a seguito di un protocollo d’intesa tra i tre enti. ‘Resto al Sud’ è un’opportunità concreta che i giovani devono cogliere e rispetto alla quale non devono comportarsi in maniera passiva. Servono idee e progetti dei ragazzi. Si tratta – ha aggiunto – di una misura straordinaria per il mezzogiorno che va ad incidere sul tema del lavoro. Attraverso questo finanziamento si creano opportunità occupazionali dando la possibilità a tanti ragazzi calabresi di poter rimanere nella loro terra. Questo ferma il capitale invisibile, ovvero i ragazzi con capacità inespresse costretti ad emigrare, frena la migrazione dei cervelli e consente, grazie a ‘Torno al sud’, il ritorno di tante intelligenze reggine che – ha concluso il primo cittadino di Reggio – sono state costrette a spostarsi altrove”.

BASILICATA, BRAIA “17 I NOSTRI PRODOTTI IGP”

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“La Basilicata ha il diciassettesimo prodotto a marchio. Promozione e valorizzazione dei prodotti tipici del territorio, sempre più apprezzati dai mercati e capacità  di aggregazione dei produttori che auspichiamo possano utilizzare sempre più gli strumenti di protezione e tutela.
Dopo oltre 10 anni di attesa, grazie anche al lavoro degli uffici dipartimentali, l’indicazione geografica protetta (IGP) per la Lucanica di Picerno può essere commercializzata fregiandosi del riconoscimento europeo di qualità  attribuito sia per i luoghi che alle tecniche di produzione, peculiari insieme a caratterizzarne gusto e tradizione.” Lo ha dichiarato l’assessore alle Politiche agricole e forestali Luca Braia in una conferenza stampa tenutasi presso il Dipartimento Agricoltura a Potenza a cui hanno partecipato anche il Presidente del Consorzio Lucanica di Picerno Giovanni Lettieri, il professor Ettore Bove dell’Unibas, l’assessore all’Agricoltura del Comune di Picerno Nicola Figliuolo, i rappresentanti degli imprenditori coinvolti nella produzione del salume e i sindaci dei 14 comuni dell’areale di produzione.
“Con soddisfazione per il grande lavoro che stiamo portando avanti sull’agroalimentare lucano, diventano cosi undici i prodotti di qualità  per il food lucano, a cui si aggiungono i sei marchi del vino, che complessivamente generano oggi 4,5 milioni di euro di valore alla produzione.

Le produzioni IGP e DOP sono fetta consistente del nostro agroalimentare, dal potenziale economico in crescita, e che auspichiamo possano maggiormente avvalersi dell’utilizzo della protezione, potenziando ulteriormente sul territorio, la filiera completa, dalla produzione alla trasformazione e di conseguenza alla vendita nei canali distribuitivi.
La salsiccia o Lucanica di Picerno è un salume dalla storia antica, di cui vi è traccia sin dal primo secolo avanti Cristo negli scritti di Marco Terenzio Varone. Prodotto e produzione fortemente legati alla identità  di un territorio dove sono localizzate diverse aziende zootecniche suinicole e, soprattutto i tre salumifici consorziati. Una produzione di circa 815 mila kg di salsiccia all’anno (di cui 15mila kg di produzione casereccia) che per l’80% viene venduta fuori dai confini regionali, Puglia e Campania in primis.
Un valore economico di circa 7,3 milioni di euro per la produzione di salumi proveniente dall’areale di produzione comprende i 14 comuni di Picerno, Tito, Satriano di Luania, Savoia di Lucania, Vietri di Potenza, Sant’Angelo Le Fratte, Brienza, Balvano, Ruoti, baragiano, Bella, Muro Lucano, Castelgrande, Sasso di Castalda.

Con la pubblicazione su Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea avvenuto nel maggio scorso, il Mipaaf ha autorizzato l’uso del marchio temporaneo, che garantisce, fino alla ufficialità  del riconoscimento prevista per settembre, la protezione della denominazione del prodotto che rispecchia il disciplinare, per la Lucanica di Picerno Igp e i produttori del Consorzio di tutela.
Il 10 e 11 agosto, nell’ambito della Lucanica Festival – Porklandia a Picerno l’enogastronomia, la valorizzazione del territorio e l’IGP della Lucania di Picenro saranno oggetto di un convegno dedicato.”