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Torna a Bari Enoliexpo, Pentassuglia “Fiducia per i produttori pugliesi”

BARI (ITALPRESS) – E’ stata inaugurata ufficialmente questa mattina a Bari, nel padiglione nuovo della Fiera del Levante, Enoliexpo 2024, la fiera dedicata alle tecnologie, macchinari e servizi per la produzione di olio di oliva e vino, in programma da oggi giovedì 7 fino a sabato 9 marzo 2024. Al taglio del nastro, tra gli altri, erano presenti l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia Donato Pentassuglia, il presidente di Nuova Fiera del Levante Gaetano Frulli e la presidente di Enoliexpo Sonia Villani.
“Questa fiera internazionale – ha affermato Pentassuglia – dà valore alle nostre produzioni. Non potevamo mancare perchè leghiamo il tema dell’innovazione tecnologica e quello di un’importante questione di avanzamento culturale non solo in riferimento ai sistemi di impianto, ma anche alle produzioni sia del vino, sia dell’olio, mettendo in campo una trasversalità che aiuta a utilizzare appieno tutte le risorse che sono disponibili tra OCM Vino, Psr, Csr ecc. e mette il sistema produttivo pugliese nella condizione di guardare al futuro con molto interesse e con molta fiducia”.
L’assessore ha poi affermato di essere in procinto di “mandare il sequenziamento genomico della xylella all’università di Berkeley in California, così che finalmente potremo sapere con certezza da quanto tempo è presente quell’insetto qui. Faremo una serie di esperimenti scientifici che ci daranno contezza di tutto, dopo che la valutazione puntuale che stiamo facendo con i campionamenti nella prima settimana non ha determinato il riconoscimento su altre piante. Siamo impegnati in maniera fiduciosa a non abbassare la guardia, l’unica preoccupazione è quella di monitorare il più possibile non i 50 metri intorno alle piante, come dice il regolamento europeo: stiamo arrivando fino a 800 metri e poi procederemo per centri concentrici, perchè vogliamo sviluppare un’attenzione su tutta la filiera, perchè è quella contigua all’uva da tavola, ai vigneti da vino, ai frutteti”.
“Questa fiera – ha assicurato Frulli – è importantissima perchè ha allargato il bacino d’utenza non solo alle aziende dell’indotto dell’olio e del vino, ma anche a quello della birra artigianale. Stiamo lanciando da qui anche la fiera che faremo sull’olio, a cui abbiamo dedicato uno stand. Il nostro obiettivo è di andare sempre più su fiere specializzate, ma soprattutto riteniamo fondamentale e di qualità l’indotto del turismo economico e di tutto ciò che movimenta le fiere per il nostro territorio, perchè l’industriale che si muove ha un budget di spesa più alto”.
“Enoliexpo – ha ricordato infine Villani – torna a Bari per la terza volta, alla sesta edizione. La fiera ha avuto già l’anno scorso il riconoscimento di fiera internazionale e quest’anno sarà confermato. Le novità sono molte, i settori sono viticoltura e olivicoltura per la parte agricola, poi enologia e industria olearia. Rispetto a quest’ultima, noi siamo la seconda fiera in Europa. Il settore è molto di nicchia, ma molto ben rappresentato qui da noi. Da questa edizione abbiamo deciso di inserire anche le tecnologie per il mondo della birra”.

– xa2/Italpress –

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De Luca “Per i colleghi del Sud contano più le bandiere di partito”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Tanti colleghi delle regioni meridionali hanno un atteggiamento che io ritengo vile. Cioè per loro le bandiere di partito contano di più rispetto agli interessi delle nostre famiglie, dei nostri figli e delle nostre imprese”. Lo dice il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del suo intervento a un convegno dal titolo “L’impatto dell’autonomia differenziata sulla sanità del Mezzogiorno”, organizzato all’ospedale Cardarelli. “E’ difficile trovare il coraggio della libertà, la stragrande maggioranza degli esseri umani non ha la propensione alla libertà” aggiunge De Luca che poi conclude: “Non saremmo arrivati dove siamo oggi se avessimo imparato a combattere tutti, nessuno escluso”.

– Foto: xc9/Italpress –

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Intesa Regione Puglia-Autorità Portuale per rilancio occupazione

BARI (ITALPRESS) – Questa mattina, a Taranto, nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Sergio Prete hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa volto a definire un quadro di interventi per rilanciare e salvaguardare l’occupazione dell’area portuale di Taranto. Presenti anche Leo Caroli, presidente del Comitato regionale per il Monitoraggio del Sistema Economico e Produttivo e delle Aree di Crisi (Sepac), e Antonella Bisceglia, dirigente della Sezione Aree di Crisi del Dipartimento Sviluppo economico della Regione Puglia.
Il Protocollo – frutto del lavoro congiunto svolto dalle Sezioni Formazione, Lavoro e Aree di Crisi della Regione Puglia in raccordo con il Comitato regionale per il Monitoraggio del Sistema Economico e Produttivo e delle Aree di Crisi (Sepac) – risponde all’esigenza di individuare un percorso di sostegno per i 330 ex lavoratori dell’ex terminalista del Porto di Taranto, la cui indennità di mancato avviamento risulta in scadenza imminente (31-03-2024).
L’accordo, che ha durata di 36 mesi, indica tre aree di intervento prioritarie: la definizione dell’impianto tecnico-giuridico per l’erogazione di un’azione formativa finalizzata alla riqualificazione delle competenze dei lavoratori, la cui prolungata inattività lavorativa ne rende difficile il reinserimento nel mercato del lavoro; l’aggiornamento del Repertorio Regionale delle Figure Professionali della Puglia, coerentemente con il Piano del Fabbisogno Formativo redatto dall’Autority nel 2022; la realizzazione di un Bilancio delle Competenze dei lavoratori.
“La formazione e la riqualificazione professionale dei 330 lavoratori in carico all’agenzia portuale Taranto Port Workers di Taranto – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – rappresentano una necessità e un’urgenza per il loro accompagnamento verso una nuova occupazione, anche in considerazione degli indirizzi di sviluppo della Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio di Taranto. Questi lavoratori devono imparare a svolgere nuove attività e diverse mansioni, non previste dal repertorio regionale delle figure professionali. Per questo, Regione Puglia e Autorità di Sistema Portuale sottoscrivono un Protocollo d’Intesa che li impegna a iniziative innovative e specifiche per politiche attive del lavoro mirate e favorire la proroga delle misure di protezione sociale in scadenza ed accompagnare i lavoratori dell’agenzia verso nuova occupazione”.
“Il lavoro da fare è importante – ha proseguito Emiliano – ed è per questo che ho interessato il Ministro delle Imprese Urso il Ministro del Lavoro Calderone per prorogare di un anno il termine di scadenza dell’agenzia TPW, che in passato ha lavorato bene. Mi auguro che il governo, in una situazione sociale molto difficile come è quella dell’area industriale di Taranto, ci venga incontro e si renda conto dell’importanza di questo gesto di comprensione e di rilancio della professionalità di questi lavoratori, in vista dei numerosi investimenti che ci auguriamo possano al più presto arrivare nell’area portuale e, più in generale, in tutta l’area industriale di Taranto”.
“La sottoscrizione del Protocollo di Intesa con la Regione Puglia – ha dichiarato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Sergio Prete – crea nuovi percorsi virtuosi, volti da un lato al riconoscimento nel repertorio della Regione Puglia delle professioni e qualifiche portuali e, dall’altro, all’impegno al cofinanziamento per interventi formativi indirizzati ad aggiornare e riqualificare le competenze dei lavoratori sospesi a vario titolo dal mondo del lavoro fornendo nuove opportunità di ricollocazione. Per questo, la Regione Puglia e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio rafforzano la collaborazione istituzionale, in particolare a sostegno dei lavoratori del bacino portuale, anche in considerazione dei nuovi investimenti e della implementazione del settore delle energie sostenibili che l’Autorità di Sistema ha individuato nella propria strategia di sviluppo”.
Ai fini del perseguimento delle finalità del Protocollo, Regione Puglia e Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio concordano di istituire un Comitato di Pilotaggio degli interventi che monitorerà periodicamente gli esiti degli interventi realizzati in raccordo con il Comitato Sepac regionale. Nel Comitato di Pilotaggio saranno rappresentate la Regione Puglia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio, ARPAL Puglia, le Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative, Confindustria Puglia, la categoria logistica portuale e il Ministero dell’Università e della Ricerca. Il Comitato sarà inoltre incaricato di stabilire il contenuto dell’Accordo Quadro per le Politiche Attive per il Lavoro nell’area portuale di Taranto, nel quale saranno individuate le modalità attuative di quanto previsto nell’accordo, con modalità e tempistiche certe, in linea con le esigenze del Governo e di AdSP.
“Il Protocollo d’Intesa firmato quest’oggi – ha dichiarato Leo Caroli, presidente del Comitato regionale per il Monitoraggio del Sistema Economico e Produttivo e delle Aree di Crisi (Sepac) – rappresenta davvero un atto straordinario, cioè fuori dalla gestione ordinaria delle politiche attive del lavoro. Introduciamo delle novità sperimentali, da mutuare in altri ambiti, che intercettano le trasformazioni del lavoro e del mercato del lavoro, soprattutto nelle aree portuali. Le 330 persone ancora in attesa di occupazione devono farsi trovare pronte ad affrontare queste trasformazioni. Per questo, la Regione Puglia si impegna sia sul piano dell’organizzazione che su quello del finanziamento delle misure. Lo fa in maniera costante, anche attraverso una Cabina di pilotaggio che, insieme ai sindacati, guiderà queste attività, tra le quali la modifica e l’aggiornamento costante del catalogo regionale delle professionalità. L’Accordo di oggi, inoltre, predispone a un rinnovo dell’agenzia che dovrà essere il contenitore entro cui le politiche attive si dovranno realizzare. L’agenzia è di competenza nazionale e, nel suo ambito, i lavoratori potranno percepire un’indennità e che li accompagnerà durante la fase di formazione e di riqualificazione. Insomma, ci sono tutti i presupposti perchè per i prossimi 12 mesi si possa raggiungere l’obiettivo dell’accompagnamento e della ri-occupazione di questi lavoratori”.
A margine della conferenza, l’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Sebastiano Leo ha dichiarato che “il Protocollo è un ulteriore segnale di attenzione all’area di crisi industriale complessa di Taranto da parte della Regione Puglia. Abbiamo condiviso e fatta nostra la richiesta, riveniente anche dai sindacati, di riqualificazione e di aggiornamento delle professionalità dell’intera platea dei 330 lavoratori dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale, denominata ‘Taranto Port Workers Agency’. Si tratta di 330 lavoratori che percepiscono una specifica indennità che si chiama IMA e che il Governo vuole sospendere a partire dal prossimo 31 marzo. La necessità di un intervento mirato, come già fatto per i lavoratori in cassa integrazione a zero ore dell’area di Taranto, va in questa direzione, quella di sostenere, formare e riqualificare delle persone in condizioni di fragilità occupazionale, a maggior ragione quando il Governo nazionale viene meno ai suoi impegni”.
‘Questa intesa – ha aggiunto l’assessore allo Sviluppo economico Alessandro Delli Noci – rappresenta un esempio virtuoso di una politica che guarda alla salvaguardia dell’occupazione come condizione per lo sviluppo. I piani strategici per lo sviluppo dell’area portuale di Taranto, delineati dall’autorità portuale di sistema del mar Ionio diventano la traiettoria su cui impostare percorsi di formazione e riqualificazione predisponendo misure non di mera assistenza ma di vero rinnovamento della forza lavoro”.

– Foto: ufficio stampa Regione Puglia –

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Capone “Investimenti nel Mezzogiorno sono un’opportunità fondamentale”

NAPOLI (ITALPRESS) – Si è tenuta a Napoli la terza tappa del tour itinerante per l’Italia promosso dall’UGL con lo slogan “Lavoro è PartecipAzione”, a bordo di un autobus, per promuovere la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese. Il tour che sta attraversando venti regioni si propone di affrontare il tema della partecipazione declinandolo concretamente nelle singole realtà aziendali, per arrivare alla realizzazione compiuta dell’articolo 46 della Costituzione Italiana.
Al centro dell’evento, i temi locali e regionali che riguardano l’occupazione, l’economia e il lavoro. La sicurezza sul lavoro, i bassi salari e la maggiore produttività sono questioni cruciali che richiedono l’attiva partecipazione dei lavoratori.
“I dati emersi dal Rapporto regionale della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro sono incoraggianti. Nel terzo trimestre 2023 il numero degli occupati in Campania ha raggiunto quota 1 milione e 700 mila, mentre il tasso di occupazione è arrivato al 45%. Restano alcune note dolenti: l’occupazione femminile è ancora lontana dal recupero dei livelli pre-Covid e si registra un significativo aumento dei contratti a termine. Al contempo, pesa il divario economico tra il Mezzogiorno e il resto del Paese”, ha dichiarato Paolo Capone, segretario generale dell’UGL, a margine dell’evento.
“Gli investimenti nel Mezzogiorno non sono solo una questione di giustizia sociale, ma rappresentano anche un’opportunità economica fondamentale per salvaguardare la crescita e la coesione nazionale – ha aggiunto -. In tale prospettiva guardiamo con particolare favore allo schema di incentivi al settore automotive previsto dal Governo, a cui ha fatto seguito la decisione annunciata da Stellantis di aumentare da subito il 20% della produzione della Panda, prorogandola sino al 2027 presso lo stabilimento di Pomigliano d’Arco”.
“La proposta sulla partecipazione che l’UGL ha presentato in Commissione Finanze alla Camera sottoforma di ‘articolatò – ha proseguito Capone – va nella direzione di rafforzare il coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte strategiche aziendali. L’obiettivo è quello di definire un nuovo paradigma di relazioni industriali in cui i profitti siano diretti a remunerare non solo il capitale ma anche il lavoro”.
– foto ufficio stampa Ugl –
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Guerra tra bande a Napoli, due minorenni arrestati per tentato omicidio

NAPOLI (ITALPRESS) – Gli agenti della Polizia di Stato di Napoli, su delega del Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare che ha disposto la misura carceraria in un Istituto nei confronti di un diciassettenne e di un sedicenne per il reato di tentato omicidio aggravato. Il provvedimento arriva al termine di indagini condotte dalla Squadra Mobile in relazione al ferimento a colpi d’arma da fuoco di un sedicenne, avvenuto la sera del 27 dicembre 2023 a Napoli in piazza Carlo III, zona Vicaria.
In quell’occasione il ragazzino giunse all’Ospedale dei Pellegrini ferito al braccio destro da un proiettile a pallini esploso da un fucile da caccia. Rimase ricoverato per diverso tempo presso il reparto di chirurgia e sottoposto a un delicato intervento per l’asportazione di tutti i frammenti balistici.
Dagli accertamenti effettuati è emerso che il ferimento sarebbe da ricondurre ad una conflittualità tra gruppi di giovani appartenenti a quartieri differenti: nello specifico si sarebbero contrapposti dei ragazzi della zona del Borgo Sant’Antonio Abate, di cui la vittima fa parte, contro quelli del Rione Reggia, collocato nei pressi di via Stadera, nel quartiere Poggioreale, al confine tra i comuni di Napoli e Casoria.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
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Basilicata prima per uso terminali Ion nel servizio di emergenza 118

POTENZA (ITALPRESS) – “Nella gestione delle emergenze sanitarie e territoriali è fondamentale garantire le comunicazioni fra le unità mobili che intervengono sul territorio ed il centro di coordinamento degli interventi per assicurare la continuità di comunicazione e la copertura territoriale, anche in quelle zone in cui manca qualsiasi sistema di comunicazione. Tra queste c’è sicuramente la Basilicata che, come rilevano gli ultimi rapporti sul divario digitale, si colloca fra quei territori in cui la copertura territoriale dei sistemi di comunicazione mobili è ridotta. Per questo è stato opportuno operare in tal senso”.
Lo ha dichiarato l’Assessore alla Salute e Politiche della Persona, Francesco Fanelli, illustrando “Rete Radio Unitaria Regionale”; progetto da 12.000.000,00 di euro cofinanziato dal POR FESR Basilicata 2014-2020 e dal FSC Basilicata 2014-2020.
“Il sistema regionale del 118 aveva in dotazione una rete Radio analogica privata per le comunicazioni voce fra i mezzi di soccorso mobili, i punti territoriali di soccorso e la centrale operativa- ha spiegato l’assessore Fanelli- La precedente rete radio aveva una copertura territoriale di circa il 50%, che scende a circa il 20% nelle aree interne montane, insufficiente a garantire la gestione degli interventi e di conseguenza, la comunicazione tra centrale ed il sistema di gestione delle emergenze sanitarie non garantiva una gestione ottimale degli interventi sul territorio.
Con la DGR 1707/2012 è stato approvato lo schema di convenzione fra Regione Basilicata, Dipartimento della Protezione Civile e Ministero dello Sviluppo Economico per la concessione, a titolo gratuito, di frequenze radio da utilizzarsi nell’infrastruttura di comunicazione digitale unica della Protezione Civile e del sistema di gestione delle Emergenze Sanitarie ma solo grazie all’attuale amministrazione regionale sono state assegnate alla Regione Basilicata, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, le frequenze per le Reti di Protezione Civile: MATERA Istituzionale e Volontariato – POTENZA Istituzionale e Volontariato – Reti 118 – Provincia di MATERA Provincia di POTENZA e Rete Regionale -Dorsale.118″.
“Il progetto – ha aggiunto Fanelli – in linea con le finalità del POR FESR 2014/2020, garantisce l’ammodernamento e potenziamento della rete di prima emergenza territoriale in aree non urbane finalizzate alla riorganizzazione e miglioramento del servizio di primo soccorso, assicurando un’infrastruttura di comunicazione digitale unica della Protezione Civile e del sistema di gestione delle Emergenze Sanitarie 118. La rete così integrata copre il 99% del territorio regionale ed il 100% della popolazione. Inoltre, per diffondere un segnale sul territorio in modo che la rete radio sia utilizzabile dai mezzi mobili del 118, si sono realizzati interventi che hanno lo scopo di diffondere il segnale radio in modalità multipunto con interventi che garantiscono il funzionamento dell’infrastruttura anche in mancanza di energia elettrica per almeno 72 ore e attraverso l’utilizzo di terminali evoluti modello “ION”.
Responsabile Unico del Procedimento dell’intera gara è stato
Vincenzo Pernetti mentre i Direttori dell’Esecuzione dei Contratti sono stati Michele Recine e Valter Rassega. Un grande passo avanti per la nostra Regione – ha concluso Fanelli – che diventa, così, la prima ad utilizzare questa nuova famiglia di terminali radio”.

– Foto: ufficio stampa Regione Basilicata –

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Castellammare, presentato l’ampliamento del museo di Stabia

ROMA (ITALPRESS) – Il Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” riapre al pubblico il 6 marzo nel suo rinnovato allestimento, con un percorso ampliato, depositi visitabili e scuola di formazione e digitalizzazione. All’inaugurazione del nuovo percorso museale assieme al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, sono intervenuti il Direttore Generale dei Musei, Massimo Osanna, il Prefetto Capo della Commissione Straordinaria di Castellammare di Stabia, Raffaele Cannizzaro, il Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, la Direttrice del Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”, Maria Rispoli, Carlo Rescigno dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
Nell’occasione è stato anche presentato dal Comandante del NCTP, Cap. Massimiliano Croce il recupero di circa 125 reperti archeologici di produzione campana, frutto di una complessa attività ispettiva condotta dal Nucleo TPC di Napoli, con la collaborazione dell’Arma Territoriale di Torre Annunziata e in sinergia con il Parco archeologico di Pompei – Area Tutela, nei confronti di un collezionista privato della provincia di Salerno. I reperti saranno tutelati e valorizzati nel contesto del rinnovato Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”.
Si duplicano le sale e si arricchisce la collezione di opere provenienti dalle ville del territorio stabiese. 507 i reperti ora esposti, tra dipinti murali, arredi marmorei, suppellettili in ceramica e bronzo. Il percorso si integra con tecnologie e apparati multimediali didattici che implementano l’accessibilità fisica e culturale delle opere e dei contenuti. Valorizzati anche i depositi del complesso, secondo un nuovo concept finalizzato a renderli non più solo luoghi di conservazione ma anche di fruizione e ricerca, aperti al pubblico.
Il Museo è ospitato dal 2020 negli spazi della Reggia di Quisisana – edificio che vanta una storia di oltre sette secoli, poi valorizzato in epoca borbonica – come spazio dedicato all’esposizione di numerosi e prestigiosi reperti del territorio stabiano, insieme a preziose testimonianze della vita quotidiana, in particolare quella che si svolgeva nelle ville romane d’otium (lussuose residenze finalizzate al riposo, del corpo e dello spirito, dalle attività e dagli affari) e nelle ville rustiche (simili nella concezione alle moderne fattorie), site in posizione panoramica con “vista” sul Golfo di Napoli.
L’operazione di valorizzazione del complesso del Quisisana, in concessione d’uso dal Comune di Castellammare, fu curata e promossa dal Parco Archeologico di Pompei diretto all’epoca dall’attuale Direttore Generale dei Musei, Massimo Osanna, consentendo di restituire al patrimonio italiano il più antico sito reale borbonico, oggi sede di un prestigioso Museo e centro di cultura.
“La riapertura al pubblico del Museo Archeologico di Stabia, con il suo nuovo allestimento, le sue collezioni arricchite dai reperti provenienti dalle ville stabiesi e la riunione temporanea con quelli conservati al MANN, le sue sale rinnovate, il centro di formazione avanzato, è una notizia bellissima per la cultura. Questo è un sito unico che, grazie al lavoro di tutti, torna a splendere e ad offrire ai cittadini e agli appassionati un’offerta incredibile di testimonianze storiche di grandissimo rilievo. Un tassello fondamentale dell’operazione strategica di valorizzazione di questa area, all’interno del progetto della Grande Pompei, ovvero quell’immenso parco della storia diffuso, entro cui insistono le aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplontis, Boscoreale e tutto il territorio circostante. Il nuovo Museo di Stabia sarà una delle perle di questo progetto che testimonia, ancora una volta, la centralità che la Campania ha per l’archeologia mondiale e la nostra scelta di continuare ad investire su queste meravigliose ricchezze del patrimonio culturale della Nazione. – dichiara il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano – Su Castellammare c’è anche un finanziamento del Ministero pari a 4mln di euro per il restauro e la rifunzionalizzazione del Convento di San Francesco, alle spalle del Museo Diocesano. Il progetto esecutivo è in consegna. Entro l’estate avvieremo i lavori”.
“Oggi si raccolgono i frutti di un progetto ambizioso in cui ho creduto da sempre, impegnandomi in prima linea per la valorizzazione della Reggia di Quisisana, divenuta, dal 2020, il naturale e prestigioso spazio espositivo del patrimonio archeologico dell’antica Stabiae. – dichiara il Direttore generale dei Musei, Massimo Osanna – Visitare il Museo Archeologico di Stabia significa non soltanto comprendere la vita e la cultura del passato, ma anche proiettarsi verso il futuro: qui, infatti, si intende costruire un modello virtuoso di dialogo con il territorio, una buona pratica basata sulla sinergia interistituzionale e sulla ricerca scientifica sperimentale. L’istituto, che riapre al pubblico con un nuovo allestimento arricchito nella compagine di reperti esposti e nella metodologia di comunicazione didattica, è un invito alla scoperta della nostra storia: anche l’accordo di valorizzazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha permesso di proporre ai visitatori un viaggio straordinario tra manufatti appena sottoposti a un’attenta campagna di restauro”.
“Il Museo Archeologico di Stabia è molto più di un museo di opere archeologiche di pregio, per quantità e qualità che evidenziano il valore storico e culturale del territorio stabiano – sottolinea il Direttore Gabriel Zuchtriegel – ma un vero e proprio polo culturale e centro di ricerca di richiamo internazionale, in quanto sede di una scuola di formazione per la valorizzazione dei beni culturali dotata di attrezzature per la digitalizzazione e depositi accessibili per la ricerca e lo studio”.
Oggi il percorso di visita è stato ampliato con l’introduzione di nuovi reperti restaurati mentre quello esistente è stato rivisitato alla luce dell’introduzione delle nuove tecnologie, di apparati multimediali e didattici. Per la prima volta gli allestimenti mettono insieme gli apparati decorativi delle ville marittime rinvenute sulla collina di Varano durante gli scavi di età borbonica e quelli scoperti da Libero D’Orsi a partire dal 1950.
L’allestimento che vede riuniti, dopo oltre 250 anni, i reperti stabiesi conservati al MANN e quelli rinvenuti dal preside, oggi custoditi al Quisisana, è stato possibile grazie all’Accordo siglato con il MANN per la valorizzazione del patrimonio stabiano che consente al museo di avere in prestito per tre anni molti dei reperti rinvenuti a Stabia secondo cicli di rotazione. Pertanto, per la prima volta sarà possibile fruire degli apparti decorativi organizzati per contesti di provenienza.
-foto ufficio stampa Mic-
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Nuovo centro Screening con mammografo digitale 3D nel cuore di Bari

BARI (ITALPRESS) – Apre un nuovo centro screening mammografico nel cuore di Bari. Si tratta dell’undicesimo presidio dedicato alla prevenzione della rete ASL, ospitato nella sede del distretto unico in via Caduti di via Fani e dotato di un mammografo 3d che potrà soddisfare il bisogno assistenziale delle donne residenti nei quartieri Madonnella, Libertà, Bari vecchia e Murat.
Al taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Regione Michele Emiliano, l’assessore alla Sanità Rocco Palese e il direttore generale della ASL Antonio Sanguedolce, accompagnato dal direttore sanitario Luigi Rossi e il direttore del Dipartimento di prevenzione Fulvio Longo, insieme a cittadini e associazioni di volontariato. Sul posto sono intervenute anche: la coordinatrice del Centro Screening Sara De Nitto e la direttrice del distretto unico Rosella Squicciarini.
“Questo è l’ennesimo nuovissimo mammografo acquistato per effettuare gli screening – ha dichiarato il presidente Emiliano – che solo pochi anni fa erano stati sostanzialmente azzerati e sono stati in buona parte riattivati. Arrivano le lettere a casa nella fascia di età prevista. Prego tutte le donne che ricevono la comunicazione di non perdere l’opportunità. Il sistema degli screening dei cosiddetti big killer, tra cui c’è il tumore alla mammella, è stato ricostruito da zero e sta andando a regime. Ed è uno dei motivi per i quali la sanità pugliese ha guadagnato molte posizioni in Italia nel garantire livelli essenziali di assistenza. Le mie congratulazioni alla Direzione Strategica della ASL di Bari che in pochi anni ha ristrutturato totalmente il sistema. Ringrazio anche tutte le operatrici e gli operatori, comprese le donne che si sottopongono a questo screening perchè danno una mano al sistema sanitario, consentono di intervenire meglio, con minori danni e anche con minori costi”.
La ASL allarga così la rete dei centri dedicati alla prevenzione senologica che ad oggi sono tre nell’area metropolitana compresi Ospedale San Paolo e Di Venere e otto nel resto del territorio provinciale. I centri passano così da 10 a 11 e sono distribuiti tra sei ospedali (Di Venere, San Paolo, Altamura, Corato, Molfetta, Putignano) e cinque poli territoriali (oltre a Bari, il PTA di Conversano e i poliambulatori di Mola, Casamassima e Monopoli).
Per l’assessore Palese, “è sempre importante ciò che riguarda la prevenzione. Ed è estremamente importante in un contesto di screening mammario, dove arrivare con una diagnosi precoce significa aumentare le possibilità di guarigione. Inoltre, gli screening nei presidi territoriali o di prossimità consentono un migliore accesso anche rispetto agli ospedali”.
Le prime mammografie saranno eseguite in via Fani a partire da domani 5 marzo. Al momento sono state già invitate circa 200 donne distribuite nel mese di marzo, in due giornate a settimana.
“Questo centro – ha confermato il direttore generale Antonio Sanguedolce – è da oggi a disposizione di 10mila donne residenti nei quartieri Madonnella, Libertà, Bari Vecchia e Murat, che potranno contare su un centro di riferimento pubblico territoriale, per la prevenzione e la diagnosi del tumore al seno, senza più il disagio di doversi necessariamente spostare fuori dal centro cittadino. Si tratta di un bacino di utenza notevole, circa un terzo delle 27 mila donne in fascia screening residenti nel capoluogo, il che significa che il nuovo ambulatorio avrà un forte impatto sulla erogazione del servizio”.
All’interno del centro screening di via Fani è stato installato un mammografo di nuova generazione, con lo stesso alto livello di performance di quelli presenti negli altri ospedali e ambulatori. Saranno eseguiti anche gli approfondimenti di primo livello- base, quali ecografie, visite senologiche e mammografie 3D. Ad operare ci saranno un medico e un tecnico di radiologia medica dedicato.
Gli ambienti del centro screening al piano -1 del distretto di via Fani sono stati riqualificati e adattati alle esigenze sanitarie dell’utenza, nel rispetto di standard di accoglienza e sicurezza. Il percorso prevede l’accesso da una ampia zona di ingresso, e prosegue in una accogliente sala di attesa, dotata di servizi igienici, adiacente alla stanza che ospita il mammografo e dove saranno, quindi, eseguiti gli esami mammografici. A disposizione del personale c’è anche una seconda stanza in cui saranno effettuati ecografie e rilasciati i referti.
Attualmente sono in servizio in tutta la rete ASL 14 mammografi digitali dotati di tecnologia 3D di ultima generazione acquistati e installati a partire dal 2020, per un investimento complessivo di 2.826.660 euro (comprendente anche i lavori complementari di installazione) interamente finanziato con fondi FESR 2014/2020, grazie al quale è stato completato il rinnovo totale del parco tecnologico della ASL Bari. Inoltre, rimangono comunque a disposizione altri 3 mammografi digitali, per un totale di 17, collocati presso l’ospedale di Altamura, il “Don Tonino Bello” di Molfetta ed il PTA di Gioia del Colle (quest’ultimo utilizzato solo per la senologia clinica).
– foto ufficio stampa Regione Puglia –
(ITALPRESS).