Home Mezzogiorno Pagina 75

Mezzogiorno

Al via a Napoli il congresso mondiale di citopatologia molecolare

NAPOLI (ITALPRESS) – Doing more with less. Si può riassumere in questa espressione il valore e il carattere innovativo della citopatologia molecolare. Ottenere maggiori risultati in termini di prevenzione e cura riducendo i tempi, gli sprechi in termini economici, con una minore invasività e una migliore accuratezza nella diagnosi.
I progressi fatti negli ultimi anni e le nuove frontiere di questa disciplina sono al centro della 12esima edizione del congresso internazionale di Citopatologia molecolare, che si è aperto oggi a Napoli, presso il centro congressi dell’Università Federico II. Una due giorni che vede in Campania i massimi rappresentanti in questo campo, sotto la direzione di Giancarlo Troncone, ordinario di Anatomia patologica e direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Università Federico II di Napoli, e co-diretto da Maria D. Lozano dell’Università di Pamplona e da Sinchita Roy-Chowdhuri dell’Università MD Anderson del Texas.
Tra i focus della prima giornata del simposio, organizzato da Concerto Srl, c’è la biopsia liquida, uno degli ultimi traguardi della citopatologia molecolare. A differenza di quella tradizionale, che si esegue asportando un frammento o un intero tessuto che potrebbe essere interessato da una patologia tumorale, con un elevato livello di invasività, la biopsia liquida viene eseguita sul sangue, di solito attraverso un comune prelievo. L’obiettivo di questa indagine è analizzare il Dna tumorale circolante o le cellule tumorali circolanti nel sangue, ossia quelle cellule neoplastiche che si separano dalla sede primaria del cancro e finiscono per distribuirsi nel sangue. I vantaggi della biopsia liquida sono molteplici. Innanzitutto una maggiore accuratezza, che consente di diagnosticare neoplasie in uno stadio precocissimo; ma anche una bassissima invasività e un risparmio per i costi del Servizio sanitario nazionale.
La biopsia tradizionale richiede infatti l’ospedalizzazione, ma il vero risparmio sta nel fatto che grazie alla biopsia liquida si riduce sensibilmente la platea di pazienti che richiedono un trattamento farmacologico, con i relativi effetti collaterali: si eliminano quindi i trattamenti a pioggia e si interviene in maniera altamente specifica.
“La 12esima edizione del congresso internazionale di Molecular Cytopathology – spiega Troncone – si concentra su quello di cui abbiamo bisogno: una citopatologia moderna. Un obiettivo che passa attraverso due tematiche principali, che saranno al centro del meeting: il sequenziamento di nuova generazione, uno strumento molto potente, ma anche la biopsia liquida, che è il nostro futuro per seguire i pazienti e far sì che i loro trattamenti siano mirati e personalizzati. Oggi la citologia non si basa più soltanto sull’osservazione microscopica dei vetrini, degli aghi aspirati e dei pap test, ma si dedica a fornire informazioni predittive che sono fondamentali per la terapia personalizzata del cancro”.

– foto: Xc9/Italpress

(ITALPRESS).

Napoli, frode nel commercio di carburanti. Sequestrati oltre 7,5 milioni

NAPOLI (ITALPRESS) – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, emesso dal G.I.P. di Napoli, per beni fino alla concorrenza del valore di oltre 7,5 milioni di euro.
L’esecuzione è stata operata dai finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Napoli nelle province di Napoli, Roma, Catania e Siracusa.
Il sequestro è stato disposto nei confronti di una società di capitali maltese e del relativo amministratore, coinvolta in una rilevante frode nella commercializzazione di carburanti. Le somme sottoposte a vincolo rappresentano il frutto dell’evasione delle imposte sui redditi e dell’IVA dovute dalla società, fittiziamente residente all’estero. Le attività hanno permesso di sottoporre a sequestro un immobile sito a Siracusa (SR) del valore stimato di 70.000 euro, 3 autovetture di lusso (1 Volkswagen e 2 Porsche), partecipazioni sociali del valore di 51.000 euro e disponibilità finanziarie per 60.000 euro, per un valore complessivo di circa 260.000 euro.
I beni sequestrati vanno ad aggiungersi agli oltre 6.5 milioni di eurogià sequestrati all’esito di precedenti indagini, risalenti al 2019, che avevano permesso di scoprire la movimentazione di oltre 27 milioni di litri di gasolio in completo regime di contrabbando, movimentato in soli tre mesi di attività criminale, con la conseguente evasione di 48 milioni di euro di IVA e di 17 milioni di euro di accise. Il meccanismo fraudolento ricostruito – anche mediante intercettazioni telefoniche – consisteva nell’importazione via mare dalla Spagna, da parte di una società di capitali maltese, con centri decisionali a Napoli e Catania, del prodotto energetico, che veniva stoccato, in sospensione delle imposte, in un deposito fiscale sito nel porto di Napoli.
Il gasolio veniva quindi caricato su autobotti e trasportato presso depositi commerciali e da questi ultimi rivenduto ai distributori di carburante situati nell’hinterland napoletano, che provvedevano alla commercializzazione in evasione delle accise e dell’IVA, praticando un prezzo alla pompa nettamente inferiore rispetto ai valori di mercato.
Il carburante veniva infatti ceduto solo cartolarmente a società “cartiere”, prive di qualunque struttura organizzativa, che acquistavano il prodotto anche in esenzione di I.V.A., mediante la presentazione di false dichiarazioni d’intento.
All’esito di perquisizioni e sequestri nelle regioni Campania, Lazio, Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna venivano denunciate 25 persone fisiche e 23 persone giuridiche per contrabbando di prodotti petroliferi e reati fiscali (sottrazione al pagamento dell’accisa, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed omesse dichiarazioni fiscali).

foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

(ITALPRESS).

“L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano” Patrimonio Unesco compie 6 anni

NAPOLI (ITALPRESS) – A sei anni dall’iscrizione dell’elemento “L’arte del Pizzaiuolo Napoletano” nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità – UNESCO, sono aumentate a livello esponenziale le richieste, da ogni parte del mondo, di veri pizzaiuoli di scuola napoletana. Un segnale che gratifica quanti si sono impegnati per far iscrivere e, successivamente, valorizzare l’elemento ma che impone anche attente riflessioni e l’adozione di misure per la salvaguardia della sua integrità affinchè venga tramandato un sapere tradizionale e culturale vivente e autentico. Una best practice quella del “pizzaiuolo napoletano” che si inserisce in un quadro più ampio, quello della “cultura del cibo” legata alla tradizione della cucina italiana che da sempre rende il nostro Paese crocevia di un Grand Tour enogastronomico unico.
Spirito di festa ma anche di collaborazione è quanto è emerso a Napoli il 7 dicembre, in occasione dell’evento “Dall’Arte del Pizzaiuolo Napoletano alla Cucina Italiana: Patrimonio culturale e Made in Italy certificato contro Agropirateria, Italian sounding e Fake food” promosso da Fondazione UniVerde, Coldiretti Campania e Associazione Pizzaiuoli Napoletani, in collaborazione con gli event partners: ITA0039 – 100% Italian Taste Certification by Asacert – Assessment & Certification, La Fiammante, Mulino Caputo, Bernardo – Legnami Certificati; e ospitato al Villaggio Coldiretti. Realtà che hanno sostenuto la campagna #PizzaUnesco e nuovi compagni di viaggio che intendono supportare la candidatura de “La Cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale” a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità e difendere lo straordinario patrimonio agroalimentare italiano. Tra i media partner l’agenzia di stampa Italpress.
“Il sesto anniversario è occasione per valutare i risultati di grande rilancio dell’arte del pizzaiuolo di tradizione e scuola napoletana e ca va sans dire della pizza napoletana, ottenuti dopo la vittoriosa campagna internazionale #PizzaUnesco – spiega Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde -, ma anche per rafforzare la tutela di questo patrimonio culturale e rilanciare il nostro sostegno alla candidatura della cucina italiana nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Non dimentichiamo, inoltre, che il riconoscimento Unesco dell’arte del pizzaiuolo napoletano è stato di grande aiuto anche per l’agroalimentare italiano nella campagna contro l’agropirateria e il fake food che ho lanciato da ministro dell’Agricoltura perchè il sapere tradizionale del pizzaiuolo è sì immateriale ma il suo eccellente prodotto, la pizza, si fa con i nostri prodotti agroalimentari e una pratica culturale così fortemente identitaria senza qualità e autenticità dei prodotti rischia di essere deteriorata o addirittura di scomparire. Anche per questi motivi sostengo convintamente la candidatura della cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale perchè certo consentirà di tutelare l’agroalimentare made in Italy e tantissime tradizioni e ricette, tra le più amiche della natura e della salute, che si collegano alla Dieta mediterranea. Auspico che tutti coloro che ci hanno aiutato nella vittoriosa campagna #PizzaUnesco, che a tutt’oggi è rimasta la più popolare della storia dell’Unesco, facciano altrettantò.
Per Ettore Bellelli, Presidente di Coldiretti Campania, “l’arte del Pizzaiuolo, fatta di rito e gestualità oltre che del savoir faire partenopeo, parla al mondo del grande patrimonio agroalimentare campano che ruota proprio intorno a questo disco di pasta. Parla dei nostri pomodori, dell’olio, della mozzarella di bufala campana DOP, del fiordilatte. Il sigillo UNESCO per questo patrimonio immateriale rappresenta perciò un grande elemento di fortificazione della nostra identità culturale. Siamo lieti che il sesto anniversario del riconoscimento dell’arte del Pizzaiuolo si festeggi al villaggio Coldiretti perchè va nella stessa direzione che perseguiamo da sempre con il nostro impegno: la tutela della biodiversità e del Made in Naples che è poi, di fatto, il Made in Campania”.
Sergio Miccù, Presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, ha sottolineato: “Siamo giunti al sesto anniversario del riconoscimento dell’arte del pizzaiuolo napoletano quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità – Unesco, un riconoscimento che ha dato grandissima visibilità alla figura professionale del pizzaiuolo, sempre più attento alla selezione di prodotti di qualità per offrire ai consumatori un prodotto d’eccellenza. Oltre alla continua divulgazione e internazionalizzazione dell’arte, stiamo ora puntando sulla formazione della nuova generazione. Riteniamo che la formazione debba iniziare già negli istituti di scuola alberghiera, con il rilascio di un diploma professionale di pizzaiuolo da parte del Ministero dell’Istruzione. Solo attraverso questo approccio possiamo garantire una maggiore tutela per la nostra arte”.
“A sei anni dall’iscrizione nella prestigiosa Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, si sono moltiplicate le iniziative e l’attenzione per l’arte del pizzaiuolo napoletano – ha detto Nicola Caputo, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania -, un segnale importante per il made in Naples e il made in Italy che occorre continuare a tutelare e valorizzare nel miglior modo possibile, innanzitutto valorizzando gli ingredienti della pizza, dal pomodoro all’olio e la mozzarella. Quella del pizzaiolo napoletano è un’arte autentica che si basa su una competenza che permette di sfruttare appieno la qualità dei prodotti agroalimentari dei territori campani. Si tratta di un patrimonio capace di attivare una rinascita sociale ma anche economica dei territori e delle produzioni di qualità”.
Giuseppe Ambrosio, Direttore Generale e Presidente GdL Unesco presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha ricordato che “l’arte del pizzaiuolo napoletano rappresenta l’essenza stessa del Patrimonio Immateriale come declinata dalla Convenzione Unesco. In essa convivono tradizione, storicità, arte della manualità. Un patrimonio da preservare e diffondere, come la bontà della pizza, sempre più nel mondo intero”.
Secondo Rosanna Romano, Direttore Generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania, “l’importante anniversario dell’iscrizione de L’arte del Pizzaiuolo Napoletano nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità – UNESCO è stato celebrato anche in occasione della Prima Rassegna del Patrimonio Immateriale della Campania, evento promosso di recente dalla Regione Campania in collaborazione con Scabec – Società Campana Beni Culturali. L’iniziativa, promossa per divulgare attraverso stand espositivi, dibattiti, incontri e performance il patrimonio culturale immateriale campano con le sue pratiche tradizionali connesse a saperi, celebrazioni, espressioni e cultura agro-alimentare, ha ospitato anche laboratori e degustazioni gratuite organizzate dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e dall’Associazione Verace Pizza Napoletana, a conferma dell’importanza strategica che quest’arte riveste all’interno del patrimonio culturale campanò.
La sicurezza alimentare è una priorità assoluta da garantire al consumatore. La necessità di assicurare prodotti sani e di alta qualità si collega al dovere di utilizzare materiale legnoso certificato nei procedimenti di cottura in forno di pietanze come, appunto, la pizza. Su questo tema è intervenuto il generale Ciro Lungo, Comandante Regione Carabinieri Forestali Campania, sottolineando che il “combustibile legnoso utilizzato per la cottura del cibo deve essere rigorosamente di provenienza legale e di origine naturale, ottenuto dalla lavorazione esclusivamente meccanica e senza subire alcun tipo di trattamenti chimici. Un approccio, conforme alla normativa vigente, a garanzia delle foreste e dei consumatori”.
Antonio Pace, Presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, ha aggiunto: “All’alba del VI Anniversario del riconoscimento a Patrimonio Culturale Immateriale e soprattutto dei 40 anni del I° disciplinare sulla vera pizza napoletana, redatto nel 1984 dall’AVPN, primo esempio di tutela integrata del mestiere e del prodotto tradizionale, siamo lieti di aver visto affermarsi negli anni una tendenza che coinvolgendo operatori, associazioni e istituzioni, si è trasformata in Comunità. Una Comunità basata su di una regola condivisa, principio fondante per qualsiasi tutela e che potrebbe essere da esempio anche per la Cucina italiana”.
“Oggi non celebriamo solo l’arte e la cultura che la pizza esprime, stiamo preservando un’icona indiscussa della cucina italiana amata in tutto il mondo – ha detto Fabrizio Capaccioli (Amministratore Delegato di Asacert -. In un’epoca in cui la sicurezza alimentare è cruciale, ITA0039 by Asacert, si impegna a garantire che la pizza italiana, almeno quella presentata come originale, sia al riparo da contraffazioni. Asacert promuove una certificazione che è a garanzia di produzioni alimentari salubri perchè 100% italiane, ritenendo che la cooperazione tra tutti gli attori sia essenziale per preservarne l’autenticità anche all’estero dove operiamo con il Protocollo ITA0039. Assicuriamo insieme a partners come Coldiretti, Euro-Toques e tanti altri, che pizzerie e ristoranti italiani siano ambasciatori certificati della qualità italiana, contrastando fenomeni come l’agropirateria e l’Italian sounding”.
Era il 23 marzo 2023 quando il Ministero della Cultura e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste hanno annunciato la candidatura de “La Cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale” nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità – UNESCO. A farsi fin da subito promotrice della candidatura è stata la rivista La Cucina Italiana, dal 1929 il mensile di cucina più autorevole e di lunga tradizione in Italia e nel mondo.
Maddalena Fossati Dondero, Direttore ‘La Cucina Italianà e promotrice della candidatura Unesco ‘La Cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturalè, ha ribadito che “dopo il riconoscimento dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano sarebbe bello veder dichiarata la Cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, in quanto valore massimo dell’identità del nostro Paese”.
Secondo Vincenzo Santo, Presidente CNA Campania Nord, “l’Italian sounding è il nemico più grande della nostra enogastronomia. Il richiamo a prodotti campani e più in generale italiani sui mercati esteri è ricorrente con vere e proprie ‘trappole commercialì costruite ad arte per attirare l’utente-acquirente. La mozzarella è probabilmente quello che vanta il maggior numero di contraffazioni all’estero, fenomeno che è incrementato in maniera esponenziale anche con l’esplosione degli e-commerce. Prodotti marchiati come mozzarella di bufala campana dop negli ultimi anni sono stati sequestrati in Indonesia, in Cina e in Giappone. Accanto all’azione di controllo, ne va fatta una di ‘legittimazionè delle nostre eccellenze. In questo quadro è preoccupante l’atteggiamento unilaterale di diverse istituzioni nei confronti degli allevatori bufalini impegnati da mesi in una battaglia a difesa del comparto. Come Cna Campania Nord abbiamo assunto una posizione chiara a loro sostegno: non è abbattendo in maniera indistinta i capi bufalini che si risolve il problema dell’eradicazione della brucellosi. Per poter ingaggiare una vera e propria lotta alla pirateria alimentare è necessario innanzitutto dare forza alle nostre eccellenze, evitando disastri come quello attuale con gli allevatori”.
Hanno inoltre partecipato all’evento i rappresentanti delle realtà partners: Francesco Franzese (CEO La Fiammante), Antimo Caputo (Amministratore delegato di Mulino Caputo), Diego Bernardo (Amministratore di Bernardo legnami certificati).

– Foto ufficio stampa Fondazione UniVerde –

(ITALPRESS).

Emiliano “Con il Reddito di dignità in Puglia suppliamo a funerale Rdc”

BARI (ITALPRESS) – È stato presentato a Bari il nuovo bando per il Reddito di Dignità (ReD) della Regione Puglia, pubblicato lo scorso 5 dicembre e nato dalla collaborazione tra i dipartimenti Welfare e Politiche del Lavoro. La novità è la conciliazione del ReD con il percorso 4 del Programma Garanzia di occupazione e lavoro (GOL), rivolto alla medesima platea di destinatari. In questo senso, è prevista la formazione di équipe congiunte e multiprofessionali, composte sia da referenti degli Ambiti territoriali sociali che dai referenti dei Centri per l’Impiego presenti in ogni distretto, che cooperino nella fase della valutazione dei bisogni sui nuclei familiari ammissibili al ReD, realizzando un continuo scambio informativo, con possibilità per i cittadini che, pur avendo presentato domanda per il contributo economico, fossero risultati eventualmente “ammessi e non finanziabili”, di essere inseriti all’interno del programma GOL.
La gestione della procedura di ammissione al Red è interamente telematica e su Piattaforma Regionale ed è demandata, come in passato, agli Ambiti Territoriali Sociali. Per coprire il più possibile la platea di potenziali destinatari, si procederà con un Avviso “con graduatoria”, che prevede finestre temporali di presentazione delle istanze dei cittadini, programmate nel corso del periodo di vigenza del PR Puglia Fesr Fse+ 2021-2027. Della dotazione complessiva dell’Azione 8.9 del P.R. Puglia 2021-2027, pari a 45 milioni di euro, la prima finestra temporale potrà quindi contare su un ammontare pari a 15 milioni di euro di risorse comunitarie.
I principali requisiti di accesso sono: un ISEE non superiore a 9.360 euro, con limiti massimi più favorevoli per le famiglie numerose fino a 15mila euro; la residenza in Puglia da almeno 12 mesi; il possesso di capacità residue di autonomia sufficienti a svolgere le mansioni e le attività individuate nel Patto di inclusione sociale attiva; l’incompatibilità con altri strumenti di sostegno similari.
Per l’ulteriore attribuzione di punteggio si terrà conto della composizione del nucleo familiare, della presenza di immigrati con meno di cinque anni di residenza, l’essere una giovane coppia o una famiglia numerosa composta da cinque o più componenti o da un genitore con almeno tre figli minori. Avrà punteggio chi ha in famiglia un componente disoccupato con un’età superiore ai cinquant’anni ovvero anche nel caso del nucleo familiare unipersonale. Per difendere alcune categorie particolari, è infine confermato il meccanismo di inserimento d’ufficio da parte degli Ambiti Territoriali Sociali, con riserva di fondi dedicati, con bilancio autonomo, per donne vittime di violenza; persone senza dimora; genitori separati. L’indennità economica di attivazione ha una durata di 12 mesi e un importo massimo di 6.000 euro annui con rate mensili.
Alla conferenza stampa, oltre al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, erano presenti gli assessori al Welfare e al Lavoro Rosa Barone e Sebastiano Leo e le direttrici dei rispettivi dipartimenti Valentina Romano e Silvia Pellegrini.
“Non abbiamo potuto abolire la povertà”, ha affermato Emiliano, “perché la povertà è un dato di fatto che, come la Comunità di Sant’Egidio ha detto qualche giorno fa, coinvolge 5 milioni di italiani. Come fanno gli uomini di buona volontà, stiamo però cercando di portare il nostro contributo e di fare quanto possibile per attutirne il morso: la povertà morde, strappa la carne, uccide i sogni e il talento, uccide le possibilità umane di dare il proprio contributo agli altri. Quando si diventa poveri, si rischia di diventare incapaci di dare il proprio contributo alla povertà. Contrastarla significa quindi fare la ricchezza di tutti, non solo migliorare la condizione individuale del singolo”.
“Il ReD – ha proseguito – fu il primo ammortizzatore universale italiano, una misura pugliese. Si chiamava e chiama così perché nessuna prestazione di sostegno arrivava senza chiederne in cambio un’altra, fosse anche di volontariato. Pian piano questo strumento si è evoluto, è passato nel periodo in cui esisteva il reddito di cittadinanza all’assistenza dei caregiver, delle donne che subivano violenza, in molti altri settori. Ora purtroppo, a causa dell’abolizione del RdC, deve riprendere le sue funzioni: da un lato quella di attutire la situazione di deprivazione di chi non può trovare un lavoro (e temo che anche il RdC supersite non riesca a risolvere questo problema); dall’altro, fare politiche attive del lavoro per consentire a chi è disoccupato di trovare un’occupazione. Investiremo in questo 45 milioni di euro. Dico già da adesso che non basteranno, questi 45 milioni partiranno con una tranche da 15”.
“La Regione Puglia – ha sottolineato – è ‘creditrice’ del Governo italiano di 4,6 miliardi che il ministro Fitto ancora non ci assegna e che non possiamo utilizzare, con danni incalcolabili per tutti i settori. Ieri abbiamo peraltro appreso dell’intenzione della cabina di regia del Pnrr di mettere le mani anche sui fondi europei negoziando con l’Ue un indirizzo centralizzato della loro gestione con la scusa del coordinamento della spesa. Serve però sapere che il Reddito di Dignità è sopravvissuto fino a oggi e anche oggi possiamo presentarlo grazie all’autonomia che la Regione ha avuto nel gestire i fondi europei in un dialogo esclusivo con le istituzioni europee, senza l’intermediazione, alle volte ideologica, dei governi nazionali. Questa autonomia delle regioni nei fondi europei è un pilastro fondamentale che purtroppo in queste ore è messo in discussione. Vedremo come evolverà la situazione. Intanto ieri soprattutto Puglia e Campania hanno precisato che non defletteranno sul mantenere l’autonomia delle regioni nella gestione dei fondi europei e del Fondo sociale di Sviluppo e Coesione. Oggi possiamo dire che al funerale del reddito di cittadinanza supplisce la perdurante esistenza del Reddito di Dignità della Regione Puglia”.
“Mentre al Governo nazionale”, ha aggiunto Barone, “in maniera scellerata, tagliano, distruggono e mettono in difficoltà una larga platea di nostri concittadini, la Puglia investe e crede fortemente nel ReD, una misura identitaria dal 2016 di questa Regione, che non soltanto punta su un sostegno economico, ma sicuramente anche su un percorso lavorativo. Infatti solamente in seguito alla firma col Patto di Inclusione o all’inizio del tirocinio il cittadino potrà ottenere i soldi. C’è quindi una forte connessione tra percorso lavorativo e cifra economica rilasciata. La cosa più importante è che è sempre stata una misura complementare rispetto a quella nazionale, andando ad abbracciare tutta quella platea di soggetti che vengono lasciato fuori da esse”.
“C’è – ha concluso Leo – questa particolare novità, quella della sinergia tra inclusione sociale e lavorativa. Per noi è importante non solo sostenere dal punto di vista del reddito le persone più fragili, ma anche accompagnarle al lavoro attraverso il percorso 4 di GOL. La misura è certamente migliorata sotto tutti gli aspetti, è molto dinamica ed efficiente. Darà certamente la possibilità di contrastare la povertà”.

– foto: xa2/Italpress –

(ITALPRESS).

Galella “Investimenti per la manutenzione delle strade lucane”

POTENZA (ITALPRESS) – L’assessore alle Politiche Agricole della Regione Basilicata, Alessandro Galella, ha presentato un programma corposo di interventi di manutenzione straordinaria concentrati sul potenziamento e miglioramento delle strade dei comuni delle aree montane, di competenza delle Province. Il programma, approvato dalla giunta regionale, è finanziato con quattro milioni di euro rivenienti dal Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, assegnando 2.929.263 euro agli interventi da attuare nella provincia di Potenza e 681.414 per quelli nella provincia di Matera.
“Si tratta di opere – spiega Galella – che avranno un impatto diretto sulla sicurezza delle strade nei comuni montani. Gli sforzi si concentrano sul rifacimento di tratti del manto stradale, sugli interventi anti-frana nelle aree a rischio e sul rafforzamento delle strade nelle zone più vulnerabili ai dissesti, garantendo non solo la sicurezza degli utenti delle strade, ma anche – aggiunge – le proprietà e l’ambiente circostante. Trattamenti antiscivolo e sistemi avanzati di drenaggio sono parte integrante di questi interventi, importanti per prevenire danni e incidenti”.
Nel dettaglio si interverrà per la messa in sicurezza delle seguenti strade: SP 104 Sapri-Ionio (nel comune di Nemoli), SP146 Marsico Nuovo-Lama-Sellata (Marsico Nuovo e Abriola), SP 4 del Pollino (Rotonda), SP 5 (Potenza, Pignola, Abriola), SP 98 (Atella), SP 7 (previsti due interventi rispettivamente a San Martino d’Agri e a San Chirico Raparo), SP ex SS 94 (Vietri di Potenza), Sp 36 (Castelsaraceno), SP 87 (Avigliano), SP ex SS 103 di Val d’Agri (Guardia Perticara), SP 82 (Episcopia), SP 89 (Roccanova) e SP 27 Lagonegrese (Rivello). Nella provincia di Matera, invece, sono queste le strade interessate: SP 277 e SP 112 (Garaguso), SP 87 e SP 88 (Tursi), SP 7 (San Giorgio Lucano), SP 104 km 148 – Ripristino tratto in frana (Rotondella), SP 17 e SP 39 (Colobraro e Tursi), SP 69 e SP 52 (San Mauro Forte)
“Questi interventi – conclude Galella – testimoniano l’impegno costante della Regione nel garantire la sicurezza degli abitanti e un territorio più sicuro e ben mantenuto per tutti”.

– foto: Ufficio stampa Regione Basilicata –

(ITALPRESS).

Truffa sui bonus edilizi, crediti per 607 mln sequestrati nel Napoletano

NAPOLI (ITALPRESS) – Una truffa sui bonus edilizi è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Napoli, che ha sequestrato crediti per oltre 607 milioni di euro vantati da 105 soggetti tra persone fisiche e giuridiche. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura. Complessivamente, risultano indagate 98 persone che dovranno rispondere di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. In particolare, l’attività, svolta dalle Fiamme gialle del Gruppo di Frattamaggiore, fa seguito agli esiti di analoga indagine delegata che ha già portato, nel corso del 2022, a sequestrare circa 903 milioni di euro, in relazione alla circolazione di crediti fittizi per lavori di ristrutturazione e di efficientamento energetico nonchè a canoni di locazione previsti dal Decreto “rilancio”. Con l’esecuzione dell’odierno provvedimento, sono stati sottoposti a sequestro un totale di 1,5 miliardi di euro di crediti falsi, originati in prevalenza nel biennio 2021/2022. I Bonus fiscali riguardavano lavori edili mai eseguiti concernenti riqualificazione energetica, ristrutturazione e adeguamenti sismici per lo più ottenuti da società che non avevano consistenza aziendale e solidità patrimoniale. In alcuni casi i lavori sarebbero stati eseguiti da gelaterie, profumerie, sale giochi e commercianti ambulante, nonchè da persone fisiche non esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo. Molti dei richiedenti percepivano anche il reddito di cittadinanza. In un caso, un uomo che aveva già comunicato la disponibilità di crediti per un importo superiore al milione di euro, avrebbe addirittura ceduto a terzi parte della provvista fraudolentemente generata mentre si trovava agli arresti domiciliari.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).

Campania prima regione del Sud per Export, +25,7% nei primi 6 mesi del 2023

NAPOLI (ITALPRESS) – La ‘Casa delle impresè on tour a Napoli: 10,3 miliardi di euro di export dalla Regione nel primo semestre di quest’anno
Tra i mercati principali: Svizzera, Stati Uniti e Germania; tra i mercati emergenti: Turchia e Polonia. Fondamentali gli investimenti in innovazione e sostenibilità che fanno da export booster: Sace ha accompagnato in questa direzione già 2500 imprese campane per 1,7 miliardi di euro nell’ultimo anno. E’ quanto emerge dal roadshow organizzato dal Gruppo Sace ‘La Casa delle Impresè per incontrare e ascoltare le PMI italiane.
Napoli, 6 dicembre 2023 – 10,3 miliardi di euro nel primo semestre 2023: La Campania è sul podio dell’export nel Sud d’Italia. Il valore delle esportazioni di beni è in crescita del 25,7% su base tendenziale, con una dinamica ben superiore alla media italiana trainata in particolare dai primi tre settori: agroalimentare, farmaceutica e mezzi di trasporto, che rappresentano il 57% del valore delle esportazioni della Campania. Numeri che esprimono la vivacità del tessuto economico campano e le grandi opportunità di crescita, anche grazie agli investimenti in innovazione e sostenibilità intrapresi dalle aziende del territorio che fanno da export booster: Sace ha accompagnato in questa direzione già 2500 imprese campane per 1,7 miliardi di euro nell’ultimo anno.
E’ quanto emerge dal Report ‘Piccole, medie e più competitive: le PMI italiane alla prova dell’export tra transizione sostenibile e digitalè da cui le prende le mosse il Roadshow ‘La Casa delle Impresè organizzato dal Gruppo Sace dedicato alle PMI italiane.
Lo Studio, realizzato dall’Ufficio Studi di SACE in collaborazione con The European House – Ambrosetti, approfondisce le prospettive di sviluppo delle PMI di fronte alle sfide dei mercati internazionali con un particolare focus sull’export regionale.
Negli ultimi 5 anni il valore delle esportazioni di beni della Campania ha registrato una crescita media annua del 10,8%, maggiore di quella dell’export italiano complessivo (+7,4%). In particolare, nel biennio 2021-2022 la crescita è stata significativa, come anche a livello nazionale, trainata sia dal rimbalzo post-pandemia sia dal forte rialzo della componente dei prezzi. Il valore ha superato così i 17 miliardi di euro (2,7% dell’export italiano complessivo).
Svizzera, Stati Uniti e Germania sono le prime tre destinazioni dei beni della Campania con un peso pari a circa un terzo di quello complessivo della regione e hanno registrato ottime performance. Tra i mercati emergenti avanzano Turchia (+67%) e Polonia (+46%). Ancora relativamente poco presidiati, ma che stanno mostrando grande dinamismo, India (+48%) e Arabia Saudita (+45%).
Il Gruppo Sace – presente sul territorio con un ufficio a Napoli e quattro agenzie dislocate fra Napoli, Salerno e Avellino – accompagna le imprese campane nei loro progetti di crescita in Italia e nel mondo offrendo soluzioni assicurative e finanziarie per investimenti green, liquidità e attività di export, internazionalizzazione e progetti di rilievo strategico.
L’evento ha visto il coinvolgimento di alcune imprese testimonial come Sada, Cilento, Kocca e Air Prom e fa parte di una serie di tappe di un roadshow in cui SACE incontra le PMI italiane e che si inserisce nell’ambito del Piano Industriale Insieme 2025 che si basa su quattro pilastri: la sostenibilità come principio fondante dell’azione, la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e del Gruppo e il supporto alle PMI con un coverage di prossimità, la squadra delle persone di Sace che operano con passione.

– Foto: Xc9/Italpress –

(ITALPRESS).

Scoperto giro di droga e prostituzione, 17 arresti tra il Foggiano e Bergamo

FOGGIA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato, dalle prime luci dell’alba, sta eseguendo una vasta operazione di polizia giudiziaria condotta, con l’impiego di oltre 100 agenti appartenenti alla Squadra mobile della Questura di Foggia, al Commissariato di San Severo, al Reparto Prevenzione Crimine, alle Unità Operative di Primo Intervento, con l’ausilio di unità cinofile ed un elicottero. L’odierna operazione è il frutto di una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura di Foggia, che ha condotto all’emanazione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 indagati, di cui 5 in carcere e 12 agli arresti domiciliari, in ordine ai reati di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il provvedimento è stato emesso dal gip presso il Tribunale di Foggia. Le misure cautelari hanno interessato persone dimoranti nei comuni di San Severo, Torremaggiore e Bergamo, dove alcuni degli indagati si erano nel frattempo trasferiti. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati quantitativi di droga del tipo cocaina, hashish e marijuana.
Al momento i poliziotti sono impegnati nell’attività esecutiva delle misure cautelari e di numerose perquisizioni domiciliari.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).