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Ultraleggero precipitato nel Ragusano, morto pilota Piemontese

RAGUSA (ITALPRESS) – Incidente mortale nel ragusano, dove un aliante è precipitato. Morto il pilota. Si tratta di un cinquantenne piemontese.
Alle 6.22 una squadra operativa del distaccamento di Modica è intervenuta su disposizione della sala operativa di Ragusa, in un’area adiacente la pista di volo dell’Oasi del Re, in prossimità di Marina di Modica, in provincia di Ragusa.
Un aliante a motore, decollato dalla pista di volo dopo una improvvisa virata è precipitato al suolo incendiandosi.
I vigili del fuoco hanno operato lo spegnimento di ciò che restava del velivolo. Nell’incendio il pilota è morto carbonizzato. Sul posto personale del 118 e della polizia di Stato.
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Coronavirus, nel piano della Liguria anche l’infermiere di comunità

ROMA (ITALPRESS) – Potenziare la rete ospedaliera, in particolare i reparti della terapia intensiva, e rafforzare i servizi di assistenza e sorveglianza territoriale. Sono i due cardini del piano “anti Covid-19” per l’autunno presentato dalla Regione Liguria, con l’obiettivo di garantire una pronta risposta delle strutture sanitarie regionali e un’eventuale seconda ondata del Coronavirus. Un piano che sarà sviluppato anche grazie alle assunzioni di personale, 722 in totale, tra cui 232 medici e 236 infermieri. Per quanto riguarda la rete ospedaliera, il piano prevede complessivamente nei vari nosocomi 226 posti di terapia intensiva (237 se si contano anche quelli dei privati accreditati) e 118 di terapia subintensiva, di cui 56 riconvertibili, in caso di necessità, in posti di terapia intensiva. A questi, però, si aggiunge una “dotazione aggiuntiva” di 87 posti letto in terapia intensiva e 88 in subintensiva. Sul versante della medicina territoriale, il piano della Regione Liguria prevede il rafforzamento del sistema di sorveglianza territoriale Sars-Cov-2 e il potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare. In particolare, viene introdotto l’infermiere di famiglia o di comunità, per garantire gli interventi necessari alle persone che si trovano in situazioni cliniche riconducibili al Covis-19, che non necessitano di ricovero ospedaliero, e per soggetti fragili e non autosufficienti o bisognosi di cure palliative e terapia del dolore che necessitano di cure domiciliari e sorveglianza attiva.
Inoltre, saranno potenziate le attività dei Gsta (Gruppi strutturati di continuità assistenziale), la cui attività prevede la gestione a domicilio di pazienti affetti da Covid-19 paucisintomatici, dei pazienti dimessi dai presidi ospedalieri per Covid-19 e l’esecuzione di tamponi a supporto dei servizi di igiene e prevenzione ambientale. Una parte del piano è dedicata alle scuole. Oltre a 77 nuovi operatori, il piano prevede che in ogni Asl sia sviluppata una equipe operativa con il compito di supportare le direzioni scolastiche per la ripresa ordinaria delle attività. L’equipe dovrà effettuare sopralluoghi nelle scuole, monitorare lo stato di salute degli alunni, dei docenti e del personale scolastico attivando le procedure previste in situazioni di rischio in collaborazione con i servizi aziendali competenti. Potenziati anche i sistemi di controllo delle strutture di accoglienza sociosanitaria, come le case per anziani.
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Coronavirus, 40 nuovi casi in Piemonte

TORINO (ITALPRESS) – Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 26.507 (+67 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3293 (+18) Alessandria, 1595 (+1) Asti, 848 (+0) Biella, 2503 (+5) Cuneo, 2379 (+1) Novara, 13.625 (+38) Torino, 1117 (+0) Vercelli, 971 (+2) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 176 (+2) provenienti da altre regioni.
Altri 573 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.
Nessun decesso di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione.
Il totale rimane a 4139 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 681 Alessandria, 256 Asti, 208 Biella, 398 Cuneo, 373 Novara, 1829 Torino, 222 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.
I contagi totali sono 32.084 (+40 rispetto a ieri, di cui 30 asintomatici. Dei 40 casi, 21 screening, 18 contatti di caso, 1 con indagine in corso.
I casi importati sono 24 su 40) i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisisu base provinciale: 4139 Alessandria, 1900 Asti, 1057 Biella, 3015 Cuneo, 2869 Novara, 16.085 Torino, 1439 Vercelli, 1157 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 275 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi.
I restanti 148 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I ricoverati in terapia intensiva sono 3 (come ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 80 ( -1 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 782.
I tamponi diagnostici finora processati sono 535.766, di cui 294.429 risultati negativi.
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Coronavirus, in Valle d’Aosta ampliate attività terme e centri benessere

AOSTA (ITALPRESS) – Il Presidente della Regione Valle d’Aosta ha firmato in serata un’ordinanza con la quale sono state ampliate le attività che possono essere svolte presso le strutture termali ed i centri benessere, già oggetto di una precedente ordinanza del 5 giugno scorso.
“Recependo quanto disposto dalle Linee guida di cui all’allegato 9 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 agosto 2020, viene consentito, nello specifico, l’utilizzo della sauna con caldo a secco e temperatura regolata in modo da essere sempre compresa tra 80 e 90°C, con l’osservanza di precise prescrizioni”, si legge nell’ordinanza, secondo cui le disposizioni hanno decorrenza a partire da domani 15 agosto.
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Bimba libanese affetta da leucemia sarà curata in Piemonte

TORINO (ITALPRESS) – La Regione Piemonte ha autorizzato la Divisione di Oncoematologia pediatrica del Regina Margherita di Torino a prendere in carico il caso della bimba libanese di 2 anni affetta da leucemia. Segnalato al presidente della Regione Alberto Cirio, da un consigliere regionale, l’appello lanciato dal dottor Luciano Griso che per la Federazione delle Chiese evangeliche si occupa di corridoi umanitari, ha avuto un immediato riscontro. La bimba sarà curata dalla struttura diretta dalla professoressa Franca Fagioli che metterà a disposizione tutte le professionalità di un reparto considerato un’eccellenza. La speranza, sottolineano il Presidente della Regione e l’assessore alla Sanità, è che le cure per la piccola paziente Libanese possano essere efficaci e risolutive. Non si è perso neppure un minuto, perchè quando si tratta di salvare vite umane, è fondamentale essere tempestivi: la particolare situazione del Libano richiedeva una risposta immediata. Ora, ribadiscono, la parola passa ai medici che hanno il compito delicato di garantire le cure migliori. Il Piemonte, anche in questa circostanza, dimostra di avere grande umanità e si stringe alla piccola e alla sua famiglia.
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Ponte Morandi, Genova ricorda le 43 vittime

GENOVA (ITALPRESS) – “Proveremo a vigilare perchè la nostra disperazione possa essere trasformata in un altro pezzo di rinascita. Non possiamo continuare a farci umiliare”. Le parole di Egle Possetti, portavoce dei familiari delle vittime di ponte Morandi, scandiscono il dolore a due anni dalla tragedia durante la commemorazione all’ombra del nuovo viadotto che oggi riunisce Genova. Dolore che diventa richiesta di “giustizia”, di “accantonare la timidezza e andare avanti a testa alta” per avere “concessioni eque” e “autostrade sicure”.
Genova si è fermata per ricordare i suoi 43 morti. Lo ha fatto inaugurando coi loro parenti la “Radura della Memoria”, uno spazio pubblico a pochi metri dalla pila crollata il 14 agosto 2018 dove il numero degli alberi, tutti di specie differenti, è uguale a quello delle vittime. Presenti il premier Giuseppe Conte, i ministri Paola De Micheli e Alfonso Bonafede oltre al sindaco Marco Bucci e al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.
Alle 11.36, ora esatta del crollo, è stato osservato un minuto di silenzio, rotto solo dalle campane che hanno risuonato in tutte le chiese di Genova, dalle sirene delle navi in porto, udibili anche dal luogo della cerimonia, e da alcuni clacson sul viadotto. Poi una parte dell’orchestra del teatro Carlo Felice ha eseguito alcuni brani per accompagnare il momento di raccoglimento fino al termine.
“Noi continueremo a sostenervi in questa vostra richiesta dell’accertamento della verità processuale e delle responsabilità di questo crollo, il vostro dolore e la vostra ferita sono il nostro dolore e la nostra ferita”, ha affermato Conte rivolgendosi ai familiari delle vittime. “Tutto questo non resterà confinato nel quadro dell’esperienza di vita familiare, vi sosterremo nel vostro sforzo di costruire una memoria collettiva. L’altro impegno – ha aggiunto – è quello di fare sì che le infrastrutture siano più sicure”.
“Per non dimenticare – ha detto il governatore Toti – ci vuole memoria e, perchè sia una memoria condivisa, deve esserci giustizia. E perchè ci sia giustizia ci vuole verità. E noi aspettiamo con fiducia. Ma ancora prima di chi verrà punito vogliamo sapere che cosa è successo”.
“Genova non dimentica – ha rimarcato il sindaco Bucci a margine della cerimonia -. E’ un grande messaggio per dire chiaro e tondo che queste cose non si devono ripetere più e che noi vogliamo che le risorse economiche, umane e la tecnologia vengano messe insieme per far sì che le nostre infrastrutture, che certamente sono le più belle al mondo, siano anche le più sicure”.
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Ponte Genova, Conte “I colpevoli pagheranno”

ROMA (ITALPRESS) – “Le parole del Presidente Mattarella sono un continuo stimolo, per noi, utile a garantire che una tragedia del genere non si ripeta più. La partecipazione dello Stato in Autostrade va in questa direzione, perchè contribuirà ad assicurare più controlli e sicurezza sulla nostra rete. Non solo. Permetterà anche più efficienza e tariffe più eque. Le nostre infrastrutture sono un bene pubblico prezioso, non consentiremo più che questo principio venga calpestato”. Lo dice in un’intervista al quotidiano La Stampa il premier Giuseppe Conte, nel secondo anniversario del crollo del Ponte Morandi.
“Continueremo ad essere al fianco delle famiglie delle vittime sino a quando non si concluderanno gli accertamenti penali in corso e non verranno imputate in via definitiva le relative responsabilità”, spiega Conte.
Con Autostrade per l’Italia “rimangono da definire molte questioni di dettaglio – aggiunge -. L’importante è che siano rispettati tutti gli impegni assunti da Aspi e da Atlantia con la lettera del 14 luglio scorso. Il procedimento di contestazione a suo tempo aperto si chiuderà solo quando verranno apposte tutte le firme ai relativi accordi. Al momento, sono due i tavoli tecnici in corso, quello per riscrivere la concessione e quello che riguarda il nuovo assetto della società”. Inoltre “gli accordi che andremo a sottoscrivere non prevedono rinunce a eventuali azioni di responsabilità. Tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini passa inevitabilmente dall’accertamento di responsabilità presenti, passate e future, ove sussistano gravi inadempienze e imperdonabili negligenze”.
“Con il riequilibrio del rapporto tra lo Stato e i concessionari autostradali incrementeremo la manutenzione e la sicurezza – sottolinea il premier -. Sono state delineate linee guida omogenee sulla sicurezza delle gallerie e dei viadotti da applicare su tutta la rete nazionale”.
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Ponte Genova, Mattarella “Ricostruire cultura della sicurezza”

ROMA (ITALPRESS) – “Il quattordici agosto di due anni fa crollava il Ponte Morandi, inaugurato nel lontano 1967 per connettere Genova e una parte importante dell’Italia alle grandi reti viarie europee. Non è possibile dimenticare lo sbigottimento recato dalle prime notizie, le drammatiche conferme, il numero dei morti che cresceva, l’impegno generoso dei soccorritori, il dolore profondo e composto dei familiari delle vittime, la desolazione di chi aveva perso la propria casa, la solidale e dignitosa risposta di Genova, città profondamente ferita, la vicinanza di tutta l’Italia”. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in una lettera al Secolo XIX, nel secondo anniversario del crollo del Ponte Morandi, a Genova.
“Quel tragico evento – spiega Mattarella – è stato vissuto anche come simbolo di contraddizioni presenti del nostro Paese, nel quale modernità, genio e sviluppo convivono con incurie inaccettabili e con antiche negligenze. Il nuovo, bellissimo, Ponte di San Giorgio, disegnato dal genio genovese di Renzo Piano, realizzato in tempi lodevolmente rapidi e inaugurato pochi giorni addietro, ha sanato il vulnus infrastrutturale, dando prova della straordinaria capacità italiana di rialzarsi da traumi e sciagure”.
“Prima della inaugurazione ho incontrato in Prefettura alcuni rappresentanti dei familiari delle vittime – prosegue il presidente -. E’ stato un momento che conserverò nella mia memoria. La loro giusta richiesta di verità e giustizia per i propri cari, inghiottiti dal crollo del ponte, è stata accompagnata dalla forte e sofferta esortazione che vengano in ogni modo evitati in futuro disastri simili con nuovi lutti e nuove vittime”, aggiunge.
“Da questa sollecitazione occorre ripartire, mentre prosegue, con doverosa determinazione, l’azione di accertamento delle cause e delle responsabilità del crollo, per sviluppare e, per qualche aspetto, ricostruire una affidabile cultura della sicurezza, di adeguata manutenzione e del controllo che coinvolga e responsabilizzi imprese, enti pubblici, istituzioni locali e nazionali, università, mondo della ricerca”, sottolinea Mattarella.
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