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Nord Ovest

Sanità, raddoppia l’elisoccorso in Liguria: nuova base nel Ponente

GENOVA (ITALPRESS) – Ha preso il via oggi il nuovo servizio di elisoccorso del 118 ligure, operato dalla società AirGreen con base al Riviera Airport di Villanova d’Albenga. Il nuovo mezzo, un H145 (Airbus Elicopter), sarà dedicato esclusivamente ai soccorsi sanitari. Per ciascun intervento, a bordo saliranno 5 persone di equipaggio: un medico, un infermiere, un esperto del Corpo del Soccorso alpino e speleologico oltre a pilota e copilota. Tutte le figure coinvolte sono state adeguatamente formate grazie all’addestramento che, sotto la regia del 118 ligure, si è svolto nelle scorse settimane e ha coinvolto 22 tra medici e infermieri dei 118 della Liguria, 5 esperti del soccorso alpino, di cui 3 istruttori della Scuola tecnici nazionale Cnsas) con lezioni teoriche e prove pratiche. Questa mattina il primo volo di soccorso, per un trasporto sanitario di una paziente dall’ospedale di Bordighera all’Ospedale Policlinico San Martino. Al fianco di Airgreen, con base all’aeroporto di Villanova d’Albenga, continuerà ad operare per l’elisoccorso anche l’elicottero Drago dei Vigili del Fuoco, di base all’aeroporto Colombo di Genova: tutti i giorni nel mese di luglio e nei fine settimana per il resto dell’anno, con il mantenimento del servizio anche per i soccorsi in mare e per i soccorsi neonatali. “Da oggi – ha detto il presidente della Regione Giovanni Toti – i liguri e i turisti potranno contare su due elicotteri in servizio in caso di emergenza, quello dei Vigili del Fuoco con base a Genova e questo di AirGreen con base a Villanova. In un momento in cui viviamo giorni di ordinaria follia sulla rete autostradale, con pesantissimi disagi anche per i trasporti sanitari, poter contare su due elicotteri per i soccorsi con una seconda base operativa nel ponente è indispensabile e strategico. Credo sia un risultato straordinario, oltre che la migliore conclusione possibile di un percorso complesso, che ha visto questa Giunta lavorare per mantenere, unica regione in Italia, anche la collaborazione con i Vigili del Fuoco: nel resto del Paese il servizio, sia i trasporti ordinari che in emergenza, sono affidati completamente ai privati”. La società AirGreen opererà sette giorni su sette con base operativa all’aeroporto di Albenga: h12 per i primi due anni, h24 per i successivi 7 anni, garantendo quindi anche il volo notturno.
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Scuola, in Liguria 5 mln per potenziare asili nido e scuole d’infanzia

GENOVA (ITALPRESS) – La Giunta regionale della Liguria, su proposta degli assessori all’Istruzione Ilaria Cavo, alla Sanità Sonia Viale e all’Urbanistica Marco Scajola, ha approvato oggi in Giunta lo stanziamento di oltre 5 milioni di euro, in riferimento all’annualità 2020, con l’obiettivo di dare una risposta efficace alle famiglie liguri e valorizzare il sistema educativo, potenziando l’offerta dei nidi e delle scuole dell’infanzia.
“Con la delibera di oggi – precisa l’assessore alla Sanità Sonia Viale – destiniamo maggiori fondi al sistema di servizi destinati ai bambini da 0 a 6 anni, in una logica di continuità educativa dal nido alla scuola dell’infanzia, che non ha solo un alto valore formativo, ma anche e soprattutto sociale. Grazie all’impegno di Regione Liguria – aggi Viale – raccogliamo i frutti di un lavoro di pressione sul Governo che ha portato ad ottenere queste risorse con circa 6 mesi di anticipo rispetto allo stanziamento dell’anno precedente: i fondi relativi al 2019, infatti, erano arrivati in Liguria solamente a gennaio di quest’anno. Grazie al passaggio odierno, questi 5 milioni di euro il risultato andranno più rapidamente ai comuni, alle scuole paritarie e ai nidi accreditati. Un risultato importante per le famiglie in un momento in cui è necessario non solo garantire la continuità, ma consolidare e ampliare la rete dei servizi educativi per l’infanzia, potenziare le sezioni primavera e, non ultimo, investire sulla formazione degli operatori, che saranno sempre più preparati in un lavoro prezioso e delicato come quello con i più piccoli”.
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Treni e bus extraurbani, corse a pieno carico in Piemonte

TORINO (ITALPRESS) – Via libera da domani in Piemonte alla ripresa del trasporto a pieno carico, limitatamente ai posti a sedere, nelle linee extraurbane di treni, autobus (di linea e turistici), sui taxi e nel trasporto con conducente, come definito dall’ordinanza firmata la scorsa settimana dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. La Giunta regionale ha approvato questa mattina le linee guida per realizzare il servizio. La situazione epidemiologica è infatti risultata compatibile con il superamento dell’obbligo del distanziamento fisico a bordo nel rispetto delle indicazioni del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità e delle misure ritenute necessarie dalla Regione Piemonte. Le linee guida in vigore da domani riguardano passeggeri, personale e mezzi di trasporto.
Innanzitutto, relativamente alle misure igienico-comportamentali deve essere garantita un’adeguata informazione al personale addetto e deve essere prevista una comunicazione all’utenza facilmente accessibile, comprensibile, chiara ed efficace. Si richiama il divieto di usare il trasporto pubblico in presenza di segni o sintomi di infezioni respiratorie acute, come febbre, tosse, difficoltà respiratorie. La seduta deve essere utilizzata dal solo passeggero, senza occupare con materiale o altro le sedute laterali e frontali. Al momento non è consentito ai passeggeri di viaggiare in piedi.
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Ponte Genova, Consulta “Legittimo escludere Aspi”

La Corte costituzionale “ha ritenuto non fondate le questioni relative all’esclusione legislativa di Aspi dalla procedura negoziata volta alla scelta delle imprese alle quali affidare le opere di demolizione e di ricostruzione del ponte di Genova. La decisione del Legislatore di non affidare ad Autostrade la ricostruzione del Ponte è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso”. E’ quanto comunica l’ufficio stampa della Consulta in attesa delle motivazioni della sentenza, dopo che il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli aveva annunciato che sarà Autostrade a gestire il nuovo ponte. Autostrade per l’Italia (Aspi), scrive in una nota, che “nel corso di questi due anni, ha supportato in ogni modo la realizzazione del nuovo viadotto sul Polcevera facendosi carico della totalità delle spese di demolizione e costruzione”.
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Marco Gay nuovo presidente di Confindustria Piemonte

Il Consiglio di presidenza elettivo di Confindustria Piemonte ha eletto Marco Gay nuovo presidente degli industriali piemontesi per il quadriennio 2020-2024.
Gay, 44 anni, torinese, con oltre 20 anni di esperienza imprenditoriale nel settore digitale e dell’innovazione, ha già una profonda conoscenza degli ambienti associativi: è stato presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte e di Confindustria e ricopre tuttora le cariche di Presidente di Anitec-Assinform (imprese ICT e dell’Elettronica di Consumo) e di Vicepresidente di Confindustria Digitale. Dal 2017 è amministratore delegato di Digital Magics, incubatore di startup.
“So che saranno quattro anni molto impegnativi – afferma – i segni lasciati dalla pandemia sul tessuto economico sono tangibili e purtroppo non ancora tutti evidenti, ma sono convinto che le nostre aziende hanno la volontà e tutte le caratteristiche per vincere la sfida”. Gay succede a Fabio Ravanelli che ha sottolineato: “Senz’altro c’è ancora molto da lavorare sulla capacità del territorio di attrarre investimenti, una sfida fondamentale su cui Confindustria potrà dare un contributo fattivo. A Marco Gay il mio augurio di buon lavoro per il futuro del Piemonte”.
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Commercio, in Liguria stop a nuove aperture della grande distribuzione

GENOVA (ITALPRESS) – Nessun nuovo supermercato nè grandi magazzini potranno aprire in Liguria fino alla fine dell’anno. Lo ha deciso la giunta regionale guidata da Giovanni Toti, nel tentativo di dare un sostegno al piccolo commercio che negli ultimi anni è stretto nella morsa di una prfonda crisi. “L’emergenza Covid ha esacerbato la crisi economica del piccolo commercio, settore già in grande sofferenza dopo anni di insediamenti indiscriminati sul nostro territorio – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Commercio Andrea Benveduti – Per allentare un minimo la pressione sulle piccole strutture di vendita, ci apprestiamo ad approvare in consiglio regionale il disegno di legge che sospenderò fino a fine anno l’insediamento di nuovi punti vendita della Gdo, la grande distribuzione organizzata”. Si tratta di un primo passo, “un palliativo”, per usare le parole dell’assessore, condiviso con le associazioni di categoria, “che non può considerarsi come la cura di un malato cronico, che deve sì fare i conti con le più generali trasformazioni strutturali dei canali di vendita, ma che oggi necessita di un intervento di discontinuità”. Regione Liguria istituirà un tavolo di concertazione tra piccola e grande distribuzione che possa avviare un percorso innovativo per ricercare una strategia condivisa sul lungo periodo, “che aiuti tutte le parti coinvolte a gestire le differenti esigenze e avvii un percorso di coesistenza. La Liguria – aggiunge Benveduto – sarà dunque regione pilota nella ricerca di una sinergia tra piccola e grande distribuzione, che definirà, attraverso l’ascolto e il dialogo, nuovi percorsi di sviluppo all’insegna della sostenibilità e dell’integrazione tra canali di vendita”.
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Bper si rafforza nel Nord Ovest, obiettivo diventare terza forza

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Il primo giorno dell’ops di Intesa Sanpaolo su Ubi, è anche il giorno in cui Bper Banca pianta saldamente le sue antenne in Piemonte, con l’obiettivo a portata di mano di diventare il terzo operatore bancario del Nord Ovest, prendendo il posto proprio Ubi.
L’assemblea dei soci svoltasi a Modena ha infatti dato il via libera alla fusione per incorporazione di due storiche casse di risparmio della provincia di Cuneo, quelle di Bra e Saluzzo, di cui Bper Banca già possedeva le quote di controllo. L’operazione apporta direttamente al gruppo guidato da Alessandro Vandelli 26 sportelli dalla cassa braidese e 22 di quella saluzzese, che si aggiungono ai 13 acquistati da Unipol banca e già “ribrandizzati” Bper, per un totale di oltre 70 filiali tra Piemonte e Liguria acquisite dal 2006 in poi. Abbastanza per dare vita a una direzione, che si aggiunge alle dodici che compongono la galassia della ex Banca popolare dell’Emilia-Romagna. Ma non finisce qui, perché, come noto, nel caso in cui l’offerta di scambio lanciata da Carlo Messina su Ubi andasse in porto, a Bper arriverebbero 532 sportelli, ovvero circa un terzo della rete complessiva dell’istituto guidato da Victor Massiah che conta su 1.566 filiali. Una cessione legata alla volontà dell’antitrust di evitare la creazione di posizioni dominanti. In Piemonte Ubi è fortemente radicata, con 145 sportelli.
Si può quindi immaginare che conteggiando anche i 31 sportelli liguri di Ubi, Bper qualora l’ops andasse in porto, si troverebbe a gestire oltre 100 filiali con relativi depositi nel Nordovest, raddoppiando la quota raggiunta fino ad oggi, alle spalle solo di Intesa Sanpaolo e Unicredit. Un cammino di crescita velocissimo, non senza ostacoli, e ulteriori intrecci con la fusione Intesa-Ubi. Difatti, per completare l’incorporazione di CR Bra, serviva il via libera dell’assemblea dei soci, che si è svolta anch’essa oggi. Ebbene, Bper ha ottenuto il risultato che desiderava anche a Bra, forte dell’84% che già deteneva, ma il notaio Alberto Vadalà, partner di ‘Leading Law notai e avvocati’, ha dovuto mettere a verbale l’astensione dell’altro socio, quella Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, che è anche socia di Ubi al 5% e che ha sempre giudicato negativamente l’offerta di Intesa Sanpaolo. Un posizione resa pubblica sin dal lancio dell’Ops per bocca del presidente Giandomenico Genta, che però ha determinato qualche mal pancia nel territorio. Tanto che è stata chiamata Société Generale a fornire la valutazione definitiva sulla congruità dell’offerta di scambio all’ente.
Per Bper è invece stato tutto più semplice, e la fusione della Cr Saluzzo è andata in porto in maniera ancora più agevole, detenendo già il 100%, il via libera dell’assemblea di oggi era quindi solo formale.
E’ la chiusura del cerchio del progetto lanciato, sottovoce, da Alessandro Vandelli.
“Bper Banca conta circa 1000 sportelli in Italia, e controlla come unica banca commerciale il Banco di Sardegna, il cui focus specifico è sulla regione di appartenenza, dove, con circa 330 filiali, è leader di mercato. In Piemonte Cr Bra, Cr Saluzzo e le filiali a marchio Bper acquisite con l’incorporazione di Unipol Banca potranno operare in maniera sinergica e coordinata grazie alla creazione della Direzione regionale Piemonte e Liguria, che avrà sede in Piemonte”. E per rispondere ai nostalgici delle due banche assorbite, ha aggiunto: “Nel nostro Dna di ex Banca popolare il rapporto con i territori, le famiglie e le imprese è da sempre al centro. Ciò accadrà anche in Piemonte, una regione in cui abbiamo creduto e dove intendiamo svolgere e sviluppare ulteriormente questo ruolo al servizio delle comunità”.
Parole che dovrebbero piacere anche ai clienti Ubi, che passando sotto le insegne Bper si troveranno dentro un polo bancario divenuto nevralgico.
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Torino si candida a ospitare Universiade invernale 2025

TORINO (ITALPRESS) – Dopo aver rinunciato alla candidatura per le Olimpiadi del 2026, Torino e la sua sindaca Chiara Appendino, provano a conquistare le Universiadi invernali del 2025. Nella città dove le gare tra studenti universitari furono inventate da Primo Nebbiolo, e che qui si svolsero la prima volta in assoluto nel 1959 e poi 1970 nella versione estiva e nel 2007 quella invernale (l’anno dopo delle Olimpiadi), si punta a un progetto ampio che comprenda anche larga parte del Piemonte. Di qui il coinvolgimento dell’Università del Piemonte Orientale, oltre agli atenei cittadini. Il dossier non è ancora completo, e andrà presentato prima al ministro Spadafora, e poi entro dicembre alla Fisu, Federazione Internazionale Sport Universitari. L’assegnazione sarà decisa nel 2021, con tutta probabilità dopo la 30a edizione che si svolgerà a Lucerna dal 21 al 31 gennaio. Nel 2023 toccherà a Lake Placid, e poi spera Torino, che però dovrà vedersela con Stoccolma, la città sconfitta da Milano-Cortina un anno fa per i Giochi olimpici, e che ha ripresentato lo stesso pesante dossier anche per le Universiadi.
Una rimonta difficile, cui però ha promesso di contribuire, se le verrà richiesto, Evelina Christillin, a capo del comitato organizzatore di Torino 2006 e oggi membro del board della Fifa.
“L’obiettivo è portare 3.500 atleti come facemmo nel 2007 – spiega Riccardo D’Elicio, a capo del Cus Torino – l’investimento per l’organizzazione previsto dalla Fisu è di 50-55 milioni di euro”. A livello di impianti, Torino non dovrà fare grandi investimenti, diverso il discorso dell’ospitalità degli atleti. Qui si punta molto sugli atenei, che promettono tramite un ente chiamato Edisu, di realizzare duemila nuovi posti letto. “Non è un costo ma un investimento, perchè poi lì potremo ospitare gli studenti da tutta Europa” ha spiegato Appendino presentando l’evento insieme all’assessore regionale Fabrizio Ricca che annuncia una novità:”La candidatura torinese porta avanti anche la volontà di organizzare nelle settimane successive alle Universiadi la Para Universiade e gli Special Olympics ammortizzando così i costi al meglio”.
Le discipline previste alle Universiadi, non ricalcano quelle dei Giochi con l’obiettivo di ridurre i costi, ecco perchè ad esempio per l’edizione 2021 di Lucerna il programma prevede solo: Biathlon, Curling, Hockey ghiaccio, Figure Skating, Freestyle, Cross-Country, Short Track, Sci Alpino, Snowboard, Ski Orienteering. Assenti quindi bob e slittino, salto con gli sci e pattinaggio velocità, che richiedono impianti ad hoc, che Torino ha nel suo bagaglio e sono disponibili, un’arma in più.
(ITALPRESS).