MILANO (ITALPRESS) – Si sta tenendo in questo giorni a Milano la BIT, Borsa Italiana del Turismo, la principale fiera nazionale del settore, e una delle più importanti al mondo. Regione Liguria è presente con lo stand dell’Agenzia In Liguria e una trentina di postazioni riservate agli operatori. “Fare turismo vuol dire valorizzare la nostra storia, le nostre eccellenze, e siamo qui alla BIT proprio per questo. Abbiamo bisogno di affrontare i cambiamenti del mercato turistico senza averne paura”, ha commentato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.
“Oggi il turista cerca esperienze sempre più uniche e sofisticate, non basta più fare un’offerta economicamente vantaggiosa, occorre lavorare sulla qualità e investire. La prossima programmazione dei fondi europei deve essere fondamentale, sia per la formazione in campo turistico sia per il rinnovo delle strutture”, ha aggiunto Toti.
“Ma serve anche investire su di noi e le nostre idee: non mettiamo limiti alla nostra creatività, il nostro territorio parte dal santuario dei cetacei in mezzo al mare e arriva sulle montagne del nostro entroterra, in mezzo troviamo borghi bellissimi, spiagge e una ricchezza culturale unica. Chiediamoci: abbiamo valorizzato tutto? Io non credo, tanto è ricco il nostro potenziale. E allora rimbocchiamoci le maniche, sarà una stagione bellissima che vedrà Genova nuovamente attraversabile su un ponte nuovo e bellissimo. L’orizzonte delle nostre possibilità è delimitato solo dall’orizzonte delle nostre idee”, ha detto ancora il Governatore.
“La Liguria torna alla BIT di Milano, quest’anno un’edizione molto partecipata. È stato un 2019 che ci ha riservato molte soddisfazioni, perché esattamente un anno fa le aspettative non erano le migliori, considerando il tragico 2018 che abbiamo avuto”, ha sottolineato l’assessore al Turismo, Gianni Berrino.
“Invece, nel 2019 siamo andati molto bene, con un fine anno che ci fa ben sperare per il 2020: negli ultimi quattro mesi abbiamo avuto un incremento degli arrivi e delle presenze molto importante, che vuol dire che il processo di destagionalizzazione non solo si è avviato, ma sta dando i primi risultati, estremamente positivi. Saremo a Milano il 23 per presentare la nuova stagione estiva 2020, senza però dimenticare che abbiamo davanti una primavera che ci dà buone speranze e un autunno-inverno già programmato da promozionare, che potrà anche quello diventare uno dei punti forti della nostra offerta”, ha concluso l’assessore al Turismo.
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Liguria alla Bit, Toti “Valorizzare le nostre eccellenze”
Banca del Piemonte raddoppia investimento quote Bankitalia
Il Consiglio di Amministrazione di Banca del Piemonte ha deliberato l’acquisizione di altre 200 quote del Capitale di Banca d’Italia con un investimento di 5 milioni di euro; la partecipazione complessiva al capitale della Banca d’Italia passa quindi a 400 quote per un investimento di 10 milioni di euro. L’operazione è stata effettuata oggi; i venditori sono Intesa Sanpaolo per 117 quote, UniCredit per 62 quote, Generali Italia per 21 quote.
“Banca del Piemonte – si legge in una nota – è una delle banche più patrimonializzate in Europa, con un Common Equity Tier 1 consolidato del 15,8%, questa forza patrimoniale consente tra l’altro selettivi investimenti con un orizzonte di medio lungo termine”.
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Vda, bando manifestazioni di interesse agricolo scade il 28
“Scade il 28 febbraio il termine per la presentazione delle domande di aiuto a fondo perduto per la realizzazione di manifestazioni tematiche di interesse agricolo, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera c, della legge regionale 17 del 2016”. Lo rende noto l’Assessorato a Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali della Regione Valle d’Asota.
“Possono presentare domanda gli enti locali, le loro forme associative e i soggetti privati che operano senza fine di lucro, per l’animazione sociale e culturale delle comunità, per valorizzare, promuovere e salvaguardare l’identità e la cultura rurale della comunità valdostana, i prodotti agricoli regionali e i prodotti locali trasformati”, spiegano dalla Regione Valle d’Asota.
“Le domande devono essere presentate presso gli uffici della Struttura Promozione dell’Assessorato Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali, siti a Saint-Christophe in Rue de La Maladiere 39, utilizzando la modulistica appositamente predisposta e disponibile al link: https://www.regione.vda.it/agricoltura/l_r_17_2016/contributi_i.aspx”, si legge ancora nella nota diffusa oggi.
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Ponte Genova, Toti e la sua giunta “Toscani chieda scusa”
La Regione Liguria insorge contro Oliviero Toscani, reo di aver detto, in radio, “A chi interessa se casca un ponte?”, a proposito del crollo del Morandi. “Nessuno offenda le 43 vittime di Ponte Morandi, nessuno offenda genovesi e liguri, che tanto hanno sofferto. Genova non si tocca, è simbolo di forza, resilienza e rinascita per tutto il Paese”. Così, su facebook, il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.
“Dopo il nostro post di ieri ci sta arrivando solidarietà da ogni parte d’Italia! Grazie a tutti voi. Da nord a sud uniti da un solo sentimento: A NOI INTERESSA! Toscani chieda scusa”, aggiunge Toti. A ruota, anche la Protezione civile e l’assessorato all’Edilizia e all’Urbanistica della Regione prendono le distanze dalle parole pronunciate da Oliviero Toscani. “Si tratta di parole che provocano sdegno soprattutto in chi ha prestato soccorso nelle prime ore dopo la tragedia del ponte che ha procurato 43 vittime”, dice l’assessore regionale alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone.
“Parole inqualificabili e vergognose prima di tutto per i familiari, per Genova, la Liguria e per gli operatori del sistema di protezione civile che hanno prestato soccorso con impegno e fatica non risparmiandosi in una delle più grandi tragedie del Paese. Per questo pretendiamo che tutte le forze politiche prendano le distanze da Toscani”, aggiunge Giampedrone.
“Toscani deve vergognarsi profondamente delle parole pronunciate e deve chiedere scusa perché quanto ha detto è inaccettabile, soprattutto perché provengono da una persona famosa e popolare che ha una responsabilità in più”, dice invece l’assessore all’Edilizia e all’Urbanistica, Marco Scajola.
“Le sue parole – continua l’assessore regionale – offendono la memoria di chi è morto nel crollo ma anche tutte quelle famiglie che hanno perso il proprio alloggio o lo hanno dovuto abbandonare per trovare una nuova sistemazione. Anche se il danno ormai è fatto ci aspettiamo scuse sentite e non di circostanza”.
Nel pomeriggio è arrivata la risposta di Toscani. “Mi dispiace che parole estrapolate e confuse
possano far pensare una follia come quella che a me non interessi nulla del Ponte. Solamente la cattiveria può strumentalizzare una cosa simile. A me, come a tutti, quella tragedia interessa e indigna ma è assurdo che certi giornalisti ne chiedano conto a me”, scrive su facebook Oliviero Toscani.
Pronta la controreplica di Toti: “Quindi siamo tutti delle persone cattive che strumentalizzano? L’Italia intera si è schierata con Genova e con i parenti delle 43 vittime di Ponte Morandi perchè le sue parole le abbiamo sentite tutti! Almeno ‘SCUSA’ poteva dirlo. O sbaglio? Comunque ancora una volta abbiamo dimostrato di essere una grande comunità, che non si fa piegare e insultare da nessuno! Questa è Genova, questa è la Liguria, questa è l’Italia! #ANoInteressa”, scrive su facebook il presidente della Regione Liguria.
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Piemonte, 100 milioni di interessi all’anno per 3 derivati del 2006
E’ un bubbone che risale al 2006, ai tempi della Giunta di centrosinistra guidata da Mercedes Bresso, e che sta per scoppiare. Torino vive all’epoca l’ebrezza post-Olimpica, la crisi dei mutui subprime non è nemmeno all’orizzonte. Anzi, i derivati spopolano in quel periodo tra le amministrazioni pubbliche. Non fa eccezione la regione Piemonte, che sottoscrisse tre contratti per un valore nozionale di 1,8 miliardi, con tanto di diretta per la stampa da un grattacielo della City di Londra, con l’assessore Paolo Peveraro che vergò il contratto che legò la Regione fino al 2036 a Dexia, Merrill Lynch e Intesa Sanpaolo. All’inizio sembrò un affare rispetto ai tassi in vigore all’epoca, tanto che l’assessore arrivò a dire: “L’operazione di rifinanziamento ha prodotto minori esborsi a carico della regione per circa 38,7 milioni di euro nel 2006 e libererà risorse per oltre 195 milioni nel triennio successivo (2007-2009) fornendo un importante contributo al miglioramento dei saldi di bilancio”.
Oggi la musica però è un’altra, a 13 anni di distanza infatti questi tre prestiti sono costati alla Regione 96.903.388,38 euro. Quest’anno si salirà a 101.405.470,86 euro, nel 2021 si arriverà a 103.459.676,61 euro e via così per altri 15 anni. L’incubo si concluderà il 27 novembre 2036. Il tasso oscilla, da contratto, tra un minimo (detto floor) del 3,75% e un massimo del 6% (detto Cap). Tassi lontani da quelli che anche un privato oggi può ottenere per un mutuo, oggi si viaggia attorno al 2% anche con il tasso fisso, ma chi sottoscrive un mutuo mette a garanzia la casa stessa, la Regione non può farlo. Ecco perché come garanzia ogni sei mesi la regione versa alla banca anche una quota capitale, come avviene per i mutui, che negli anni si sta trasformando in un accantonamento che nel 2036 arriverà a 1,8 miliardi, che saranno restituiti al Piemonte. Nonostante quindi il capitale “prestato” si riduca ogni giorno, e l’inflazione a zero, le rate dei derivati invece crescono del 3-4% annuo come abbiamo visto.
Quella dei derivati, è solo una piccola parte dei debiti finanziari della regione. Ci sono infatti altri 24 prestiti accesi con Cassa Depositi e Prestiti, Dexia, Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena. Complessivamente si tratta di 3,1 miliardi, che nel 2018 valevano in tutto circa 140 milioni di rate annuali, scesi a 117 milioni nel 2019 grazie a una rinegoziazione dei tassi, che però quest’anno risaliranno a 167.224.915,86 euro. Nel 2021 saliranno poi stabilmente attorno a quota 220 milioni euro, cui vanno sommati i derivati per un totale di 327.250.535,44 euro. A tutto questo va aggiunta la quota di 218 milioni collegati all’utilizzo del Decreto Legge 35 del 2013 che ha consentito alle Regioni di chiedere allo Stato l’anticipo di risorse e liquidità, che per il Piemonte ha voluto dire ricevere in anticipo 4,2 miliardi. Il totale di quest’anno arriva così a 500 milioni che diventeranno 557 milioni nel 2021 per gli aumenti dei tassi dei 24 prestiti e dei 3 derivati. In tutto quindi 113 milioni in più di quanto pagato nel 2019, quando il pareggio dei costi della Sanità, che rappresenta oltre l’80% del budget regionale, è stato ottenuto “raschiando il fondo”, ha spiegato il presidente della Regione, Alberto Cirio. A parziale ripiano, gli 80 milioni in più destinati al Piemonte dal Fondo Sanitario Nazionale, utili per non aumentare i ticket sanitari, ma non per ripianare i debiti.
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Valle d’Aosta, la Regione incontra i forestali
L’Assessore all’Ambiente, risorse naturali e corpo forestale Albert Chatrian – insieme al Coordinatore del Dipartimento, al Comandante del Corpo Forestale della Valle d’Aosta, ai Dirigenti delle strutture Sistemazioni montane e Flora e Fauna – ha incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria del settore idraulico-forestale per l’illustrazione del Piano Lavori 2020. “La manutenzione del nostro territorio ha un’importanza fondamentale – ha spiegato l’Assessore Chatrian – e continua a essere una priorità per noi, così come il fatto di garantire posti di lavoro dignitosi a tante famiglie valdostane. Siamo molto soddisfatti perché, nonostante le difficoltà alle quali abbiamo dovuto far fronte durante l’ultimo periodo, siamo in anticipo sui tempi rispetto al passato e per questo ringrazio tutte le strutture dell’Assessorato coinvolte e i loro dirigenti. Giovedì 6 febbraio il Piano verrà sottoposto all’esame della terza Commissione consiliare, che dovrà esprimere il suo parere, per poi essere approvato dal Governo regionale entro la metà del mese di febbraio. Tra l’ultima settimana di febbraio e inizio marzo saranno quindi programmate le visite mediche in modo da poter aprire i cantieri alla fine del mese di marzo”.
Per rispondere alle esigenze del territorio, dei Comuni e dei Consorzi di miglioramento fondiario – ha aggiunto l’Assessore Chatrian – il Piano 2020 prevede l’impiego di maggiori risorse: questo si traduce in un numero più alto di lavoratori, di squadre e di interventi. Saranno circa 400 gli interventi che verranno realizzati nel corso del 2020 suddivisi tra sentierazione, sistemazioni montane, forestazione e manutenzione aree verdi, aree attrezzate ed aree naturali protette. Per la stagione 2020 saranno impegnati oltre 400 operai a tempo determinato per un totale di 130 giornate lavorative, 66 operai a tempo indeterminato e 39 impiegati forestali assunti con contratto degli addetti ai lavori idraulico-forestali. Il finanziamento previsto ammonta a circa 12 milioni di euro per la realizzazione del Piano degli interventi approvato, comprendenti le retribuzioni degli Operai a tempo determinato e indeterminato, degli impiegati forestali, gli oneri accessori, i corsi di formazione e le trasferte, nonché per i materiali di consumo, le attrezzature, la manutenzione e l’acquisto dei mezzi ed altro ancora.
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Virus Cina, Appendino “Non cadere in tranello paura”
“Ognuno di noi deve adottare comportamenti a tutela degli altri, questo vale per la comunità cinese ma per tutti perché facciamo parte della stessa città. Ci sono indicazioni chiare del ministero della Salute. Invitiamo tutti i torinesi a informarsi e a seguirle ma non cadiamo nel tranello della paura che crea solo muri di diffidenza e psicosi di cui non abbiamo bisogno”. Così Chiara Appendino, al termine di un pranzo in un ristorante cinese. Il sindaco di Torino ha incontrato i vertici della comunità cinese, che conta 8000 persone in città, 11.000 in provincia e 22.000 in tutto il Piemonte. L’effetto paura dovuto al coronavirus ha colpito soprattutto i 400 ristoranti cittadini.
“Con questa iniziativa abbiamo voluto dare un segnale di vicinanza alla Cina e al difficile momento che sta vivendo, ma soprattutto alla nostra comunità cinese che vive a Torino – aggiunge il Sindaco – è comprensibile che l’irrazionalità e la paura possono portare a certi comportamenti ma non è il caso di avere paura di chi vive nella nostra città, perché questo può portare ad azioni di razzismo”, che però fino a ora Torino non si sono registrati.
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Liguria, entro settembre 299 cantieri per difesa suolo
Sono 299 gli interventi in difesa del suolo, per un totale di 142 milioni di euro, finanziati in Liguria grazie al riparto della seconda tranche dei fondi della protezione civile nazionale per il maltempo nell’autunno 2018. Le risorse sono destinate a 127 Comuni, alle tre Province e alla Città metropolitana di Genova e sono state distribuite sulla base delle priorità indicate dagli Enti locali. Il piano verrà inviato a Roma per il via libera definitivo.
“Avevamo detto che entro gennaio avremmo diviso i fondi per tutti i Comuni e così è stato. Gli interventi sono stati scelti dagli stessi Comuni”, ha commentato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che oggi ha firmato il decreto di approvazione del piano di riparto. “Parliamo di 142 milioni di euro che non sono più per recuperare i danni passati ma di interventi strutturali di difesa del suolo e messa in sicurezza del nostro territorio, ai quali si aggiungono 4 milioni di interventi regionali per il cosiddetto piano strade dell’entroterra”, ha aggiunto il Governatore ligure.
“Entro settembre questi fondi devono essere cantierati, quindi sono risultati che i cittadini vedranno in brevissimo tempo”, ha spiegato Toti. L’ordinanza della Protezione civile nazionale ha suddiviso le risorse assegnate alla Liguria per l’emergenza post mareggiata su tre annualità: nel 2019 sono stati ristorati tutti i danni da somme urgenze e gli interventi strutturali agli enti locali, che hanno avviato i lavori nei tempi previsti entro il 30 settembre scorso. A questo si è aggiunto il risarcimento a privati e attività produttive aventi diritto. L’ultima parte di fondi sarà pari ad altri 100 milioni di euro, previsti per il 2021. “È segno che i provvedimenti legislativi quando ben costruiti hanno effetti importanti sul territorio, sulla sicurezza della vita dei cittadini e sul rammendo delle nostre infrastrutture, che è tanto prezioso e quanto in ritardo”, ha concluso Toti.
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