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TOTI “PRONTI AL REFERENDUM SULL’AUTONOMIA”

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“La Regione Liguria è pronta a fare un referendum sull’autonomia se dovesse servire, anche se la proposta e’ passata all’unanimità in Consiglio regionale e non ce ne sarebbe bisogno”. Lo ha detto il governatore Giovanni Toti, che a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio ha aggiunto: “Siccome il percorso e’ avviato e nessun gruppo politico si è opposto, noi andremo avanti così. Se dovesse servire siamo pronti anche a farlo ma se si possono risparmiare i soldi dei cittadini è meglio”.

Il timore di Toti è che il governo non spingerà molto nella direzione dell’autonomia: “mi auguro che questo governo sappia riprendere in mano il dossier ma le condizioni politiche non mi pare siano modificate – ha aggiunto -. Credo che di autonomia se ne sia parlato fin troppo, oggi questo paese ha bisogno di una profonda revisione del suo assetto, non come la finta abolizione delle province”.

 

PONTE GENOVA, TOTI “ENTRO OTTOBRE PRIMO IMPALCATO”

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Entro il primo ottobre il primo pezzo di impalcato del nuovo Ponte per Genova sarà elevato e posto sui piloni. “Il Morandi come promesso è stato totalmente abbattuto, le macerie completamente rimosse e quello nuovo è in piena costruzione. Stiamo lavorando per dare all’Italia, alla Liguria e a Genova, esattamente come promesso, entro il prossimo aprile questo ponte funzionante: già entro Natale l’impalcato sarà ben visibile a tutti, simbolo di speranza e della Genova che riparte”, ha annunciato su facebook il Presidente della Regione Liguria e commissario delegato all’emergenza Giovanni Toti.

“Questa è l’ultima opera che stiamo concludendo di una gigantesca emergenza che abbiamo affrontato: le case agli sfollati, la viabilità alternativa che ha funzionato molto bene – il record ognitempo di traffici che il porto ha segnato quest’estate lo dimostra. Venire in questo cantiere e vedere la capacità, la qualità e la voglia di concludere quest’opera è una cosa che dà lo spirito vero di come Genova ha reagito. C’è chi parla, c’è chi talvolta si inventa le notizie, c’è chi fa polemica, chi pensa alle poltrone e agli accordi, a quante alleanze bisogna fare per sconfiggerci: io non ho paura di tornare a votare in questa Regione, anzi, non vedo l’ora che i liguri possano tornare a votare per dirci se sono soddisfatti o meno di come abbiamo lavorato in questi anni. Se non lo saranno saremo pronti a prenderne atto, ma io credo che l’impegno messo da me, dal Sindaco, da tutti i nostri collaboratori e da chi ha lavorato in questo anno molto difficile, parli da solo. Noi non parliamo di alleanze, accrocchi e poltrone, a noi interessa fare le cose per questa Regione e questo cantiere è la migliore dimostrazione di che cosa si è fatto in pochi mesi da oggi”.

VDA: CASINÒ, SUPERATO VAGLIO ESAME GOVERNO

“La legge regionale 8/2019, recante Disposizioni urgenti per la Casinò de la Vallée S.p.A., approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 3 luglio 2019, non è stata impugnata dal Consiglio dei Ministri che l’ha esaminata, senza formulare rilievi in sede di istruttoria”. Lo rende noto la Presidenza della Regione Valle d’Aosta.

“La legge 8/2019 – spiega la Regione in una nota – dispone la conversione in apporto patrimoniale, mediante la sottoscrizione di uno strumento finanziario partecipativo, dei crediti residui derivanti dai precedenti contratti di mutui. Nella seduta di lunedì 9 settembre, il consiglio di amministrazione di Finaosta S.p.A., proprio in attuazione della legge regionale, ha accettato il mandato conferitogli dalla Regione di sottoscrivere lo strumento finanziario partecipativo emesso dalla Casino de la Vallée S.p.A”.

“Siamo soddisfatti – commenta il presidente della Regione Antonio Fosson – che la linea che abbiamo deciso di portare avanti per affrontare la delicata situazione della Casa da gioco abbia trovato riscontro positivo anche dall’esame del Governo. L’Amministrazione regionale – continua – ha compiuto una scelta che permetterà di garantire gli interessi dei creditori della società e i posti di lavoro, oltre che, qualora vi siano i presupposti, di rientrare dell’investimento. Il percorso concordatario pertanto prosegue il suo iter grazie al grande senso di responsabilità espresso da questa maggioranza: un atto di fiducia nei confronti di un’azienda che ha dato tanto alla nostra regione e che, una volta conclusa la ristrutturazione, potrà contribuire ancora alla nostra comunità”, conclude.

C1A0 EXPO, TOTI “RILANCIO NEL SEGNO HI-TECH”

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“Ci siamo posti un obiettivo ambizioso, ossia quello di riconvertire e rilanciare l’industria ligure nel segno dell’hi-tech”. Lo ha detto il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti durante la presentazione stamane a Milano, presso la sede di Microsoft, di C1A0 Expo, la rassegna internazionale sull’intelligenza artificiale in programma il 15 e 16 novembre a Genova.
“La tecnologia d’avanguardia deve essere la chiave di volta attorno alla quale costruire il futuro industriale della Regione – aggiunge – La Liguria è oggi la seconda regione italiana per valore aggiunto dell’high tech sul totale della manifattura. Come dimostra anche la sperimentazione avvenuta a Genova per il 5G, si tratta di un territorio sempre più caratterizzato dall’innovazione e dalla tecnologia avanzata”.
“Con questo evento, C1A0 Expo, finanziato con fondi europei Por Fesr e con il contributo di diversi partner – aggiunge- si stanno creando i presupposti perché il capoluogo ligure possa essere considerato e riconosciuto come uno dei punti di riferimento dell’intelligenza artificiale, come una capitale della robotica”.

PIEMONTE: PIU’ FONDI UE PER L’AMBIENTE

Si punta anche sui fondi europei per migliorare la qualità dell’Ambiente in Piemonte. Lo ha dichiarato l’assessore Matteo Marnati, che ha illustrato il suo programma in quinta Commissione, presieduta da Angelo Dago. “L’Ue stanzierà ben 5 miliardi di euro per le politiche ambientali, lavoriamo per ottenere interamente la nostra quota e utilizzarla efficacemente sul territorio”, ha chiarito.

Le materie trattate nell’informativa, oltre l’ambiente, sono l’energia, l’innovazione, la ricerca, i rapporti con atenei e centri di ricerca pubblici e privati, i servizi digitali per cittadini e le imprese.

L’assessore ha spiegato che “il modus operandi dell’assessorato sarà improntato all’ascolto del territorio, un approccio dal basso, teso alla costituzione di una road map regionale. Obiettivo principale – ha continuato Marnati – sarà il raggiungimento di una strategia integrata sull’ambiente”.

Al centro delle politiche ambientali troveranno posto la gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata, i cambiamenti climatici, il sempre maggior ricorso all’innovazione e alla ricerca, la definizione di una nuova normativa sulla gestione delle acque.

Prevista anche l’istituzione di un tavolo permanente regionale di esperti che si occuperà di tematiche ambientali.

Fondamentale il perseguimento della lotta all’amianto e nell’affrontare il capitolo legato al blocco del traffico per alcuni capoluoghi di provincia.

Nel corso dell’illustrazione sono intervenuti i commissari Marco Grimaldi (Lev), Giorgio Bertola (M5s) e Domenico Ravetti (Pd) che hanno condiviso nella sostanza il programma illustrato dall’assessore.

NEL 2020 APRE SEDE CDP A TORINO

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Cassa Depositi e Prestiti e Comune di Torino hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che punta a porre le basi per un collaborazione più intensa sul fronte del supporto finanziario per gli investimenti, l’anticipo di liquidità e la gestione attiva del portafoglio debiti di Palazzo di Città, oltre al sostegno di piani di riqualificazione di 9 opere cittadine. Il focus è anche quello al sostegno delle imprese nell’innovazione, nel supporto alla crescita e nell’accesso al credito. Infine sarà aperta anche una sede operativa della Cassa in città, come già capitato a Bologna e Verona. “Prevediamo di aprirla entro 6-9 mesi, stiamo valutando un paio di alternative” ha spiegato l’a.d. Fabrizio Palermo.
Negli ultimi 3 anni, Cdp ha già finanziato con 135 milioni di euro il piano di ammodernamento delle reti e degli impianti idrici della Società Metropolitana Acque Torino (Smat) e attraverso la partecipata Open Fiber ha preso parte al cablaggio a banda ultra-larga di 500.000 unità immobiliari in città, con un investimento di 170 milioni di euro. Uno dei nuovi focus riguarda il patrimonio immobiliare, dove con il Fondo Investimenti per l’Abitare, il Gruppo Cdp ha investito un totale di 200 milioni di euro per la realizzazione di circa 1.200 alloggi sociali e circa 1.300 posti letto in residenze temporanee e universitarie, insieme alla Compagnia di San Paolo e alla Fondazione Crt. Tra le aree da valorizzare anche l’Ex Villaggio Olimpico (Ex MOI) con le arcate, l’EX Caserma La Marmora, l’area “Falchera” e il Palazzo del Lavoro. La sindaca Appendino, ha posto l’attenzione anche sul ruolo possibile della Cdp nella realizzazione della seconda linea della Metropolitana, “a fine anno ci sarà una finestra per un finanziamento, valuteremo quale ruolo potrà avere la Cdp”.
Guardando al mondo dell’impresa, Cdp si impegna a fornire supporto finanziario e assicurativo alle imprese dell’area di Torino e del suo territorio per i loro fabbisogni di ricerca, sviluppo, innovazione, crescita e internazionalizzazione, tramite il Fondo per l’innovazione che ha già stanziato 1 miliardo per 500 imprese, così come Officina Italia, che ha supportato la crescita di 1200 imprese con 100 milioni. Un impegno che si aggiungerà ai circa 4 miliardi di euro fra finanziamenti e garanzie che il Gruppo CDP ha mobilitato a supporto diretto delle imprese della regione Piemonte negli ultimi tre anni. Protocolli analoghi erano stati firmati a supporto delle città di Genova, Napoli e Venezia nei mesi scorsi.  

LIGURIA: AUMENTANO STARTUP A GENOVA

Genova ingrana la marcia dell’innovazione. Lo certificano i numeri: negli ultimi 5 anni, le startup innovative iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Genova sono più che quadruplicate, passando dalle 36 del 2014 alle 165 del 2019, con un aumento del 358%. E la crescita del capoluogo traina la Liguria, che a sua volta passa da 46 a 196 iscritte con una crescita del 326%. Genova e la Liguria hanno una marcia in più rispetto al Nordovest, che cresce sì ma del 299%, e dell’Italia, che cresce del 262%. Lo comunica, in una nota, la Regione Liguria.

“Si tratta di numeri particolarmente lusinghieri – commenta il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – che testimoniano come la Liguria sia la locomotiva del Nord Ovest nel settore della tecnologia, una terra fertile per le start up e le imprese ad altissima specializzazione, anche grazie al lavoro svolto per creare agli Erzelli un polo tecnologico all’avanguardia, con la presenza di Liguria Digitale e del Center for human technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Oggi la Liguria è la seconda regione italiana per valore aggiunto dell’high tech sul totale della manifattura, la terza regione per specializzazione nei settori di alta tecnologia e per numero di laureati in Italia”.

“I dati della Camera di commercio – continua – confermano che la scelta di lungo periodo che abbiamo preso per il rilancio della Liguria, basata su turismo, logistica e high-tech, rappresenta una strada percorribile, che sta dando frutti concreti che si riflettono sulla vita e sull’economia della regione. Non si tratta di aridi numeri ma di lavoro, opportunità e crescita concreta per chi vive o ha deciso di aprire una attività qui”.

“La sensazione – commenta il presidente della Camera di Commercio di Genova Luigi Attanasio – è che le politiche messe in atto sul territorio negli ultimi anni abbiano generato un circolo virtuoso a Genova e in Liguria, anche grazie al terreno fertile esistente grazie alla presenza di settori di punta della nostra Università,  dell’Istituto Italiano di Tecnologia e del Cnr”. Sono diversi i requisiti per qualificare una start up come innovativa: sede principale in Italia o in uno Stato UE con sede produttiva o filiale in Italia, costituita da non più di 60 mesi, ultimo bilancio non superiore a 5 milioni di euro, non distribuire utili, non nascere da fusione/scissione o cessione di ramo di azienda. Inoltre le start up devono avere almeno una di queste caratteristiche: spese in ricerca e sviluppo maggiori o uguali al 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione, almeno i due terzi dei dipendenti o collaboratori con laurea magistrale oppure un terzo di dottorati, dottorandi o laureati con almeno tre anni di attività di ricerca certificata o almeno un brevetto o privativa industriale.

INTESA ENAC-TORINO PER SPERIMENTAZIONE DRONI

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La Città di Torino e l’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, in attuazione del Protocollo d’Intesa siglato tra le due amministrazioni, svilupperanno insieme un’attività di collaborazione per la sperimentazione dell’uso dei droni nell’ambito urbano coinvolgendo il mondo accademico, della ricerca e dell’industria. La collaborazione ha lo scopo di promuovere la ricerca e l’innovazione nel campo degli aeromobili a pilotaggio remoto e sviluppare nuovi modelli di servizio smart city, a basso impatto ambientale, per migliorare la qualità di vita dei cittadini attraverso l’utilizzo intelligente delle innovazioni tecnologiche emergenti. Il modello validato attraverso l’attività di regolazione dell’ENAC, potrà essere replicato su altre realtà nazionali. Nell’ambito dell’attività di Torino City Lab (https://www.torinocitylab.com/it/), che vede la città come una piattaforma aperta alla sperimentazione di soluzioni innovative per la creazione di servizi urbani da parte delle aziende e delle start up, si sono individuate come aree di testing dei droni il Parco Dora (DoraLab) e il parco Stura. Grazie alla collaborazione con Tim e con il Politecnico di Torino – Dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale (Dimeas), verranno sperimentate con l’ausilio della connessione 5G applicazioni riconducibili a concetti di smart city che prevedano l’utilizzo di droni.

 

Lo scopo è lo sviluppo di nuove competenze e servizi per migliorare la qualità della vita all’interno delle cittá aumentando il valore economico e sociale del nostro ecosistema. Ma non solo: importante sarà anche la semplificazione delle procedure amministrative e lo sviluppo di un nuovo quadro normativo che supporti l’evoluzione tecnologica e la sicurezza del settore, favorendo il benessere dei cittadini.

“Torino deve continuare a crescere come città laboratorio per lo sviluppo di tecnologie innovative e, a tale scopo, risulta importante l’aver rafforzato la collaborazione con ENAC attraverso la firma di questo protocollo – sottolinea la sindaca Chiara Appendino -. Grazie alla ormai lunga collaborazione con l’Ente nazionale per l’aviazione civile e al forte ecosistema locale costituito da aziende all’avanguardia e da un sistema universitario d’eccellenza, Torino oggi – aggiunge la prima cittadina del capoluogo piemontese – si propone come luogo dotato di spazi idonei e infrastrutture necessarie ad ospitare imprese, startup, centri di ricerca e ogni altra realtà che si ponga l’obiettivo di progettare, sviluppare e testare servizi, modelli, tecnologie, prodotti innovativi e di offrire nuove opportunità”.

 

“L’accordo con il Comune di Torino – ha commentato il Vice Direttore Generale dell’ENAC Alessandro Cardi – rappresenta un’occasione per costruire nuovi modelli cooperativi tra l’Ente e le amministrazioni locali per l’affermazione di attività innovative e di sperimentazione. Tale contesto è essenziale per l’attuazione pratica dei recenti indirizzi emersi in ambito europeo, Commissione e EASA, per lo sviluppo dei servizi di mobilità con droni in ambienti tipo ‘smart city’. Torino sarà dunque un osservatorio privilegiato per valutare gli adeguamenti normativi che rispondano allo sviluppo tecnologico del settore e fornirà un supporto allo sviluppo di servizi innovativi capaci di generare opportunità di lavoro nel settore degli aeromobili a pilotaggio remoto. L’ENAC potrà inoltre, se ne verificherà le condizioni, contribuire al finanziamento di progetti approvati dalla Commissione tecnica di valutazione delle candidature alla sperimentazione nella ‘Drones testing area’ DoraLab, commissione in cui sarà presente un suo rappresentante.