ROMA (ITALPRESS) – “Per noi la vera ricetta contro la povertà è il lavoro, base su cui abbiamo costruito la riforma del reddito di cittadinanza”. Lo ha detto la ministra del Lavoro, Marina Calderone, ospite di “Agorà estate” su Rai3. “Il reddito, così come era stato strutturato, non ha contribuito a trovare posti di lavoro. L’intervento ha sostenuto la lotta alla povertà ma non ha accompagnato al lavoro. Leggo di 500 mila soggetti che perderanno il reddito: rispetto alla platea di soggetti occupabili, a inizio anno ne avevamo previsti 400 mila mentre con i dati aggiornati adesso i soggetti che usciranno dal circuito del reddito di cittadinanza sono circa 200 mila. I numeri parlano e ci dicono che c’è un mercato del lavoro che sta dando risposte in termini di assunzioni. Sono diminuite le domande per il nuovo accesso allo strumento e non si è lasciato indietro chi è fragile. L’obiettivo principale di questo strumento è un percorso di accompagnamento al lavoro” ha aggiunto il ministro.
Quanto al salario minimo, secondo Calderone “è un tema che deve essere affrontato aprendo a un confronto e a un ragionamento complessivo L’importante non è fissare un numero, ma fare in modo che oggi i salari in Italia siano adeguati e tengano conto di altri temi come l’aumento della produttività”.
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Calderone “Vera ricetta contro la povertà è il lavoro”
Salvini “Extraprofitti andranno per taglio tasse e aumento stipendi”
ROMA (ITALPRESS) – “I benefici della misura sugli extraprofitti delle banche arriveranno a chi ha un mutuo che sta aumentando e finiranno, tra poche settimane, in legge di bilancio, per confermare il taglio delle tasse e gli aumenti degli stipendi. Cercheremo di mettere, nella prossima manovra di bilancio, tutti i soldi possibili per aumentare stipendi e pensioni per affrontare il caro vita e anche l’aumento del prezzo della benzina”. Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ospite di “Radio anch’io” su Rai Radio1. “Le banche hanno aumentato i costi per chi ha un prestito e per chi ha un mutuo, ma non hanno aumentato i tassi d’interesse per i cittadini che hanno i risparmi sui conti. Qualche banchiere si è rammaricato di questa misura, parliamo di un settore che sta facendo miliardi di guadagni senza muovere un dito”, ha aggiunto. Sulle polemiche per il superamento del tetto degli stipendi il ponte sullo Stretto, Salvni ha chiosato: “E’ un’opera attesa da 50 anni, serviranno i migliori ingegneri, architetti, operai, ed è chiaro che dovranno essere pagati adeguatamente. Stiamo parlando di un’opera pubblica che non ha eguali”.
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Minniti “L’Europa scenda in campo, il Niger come l’Ucraina”
ROMA (ITALPRESS) – “Bruxelles deve affermare il principio per cui l’Unione europea e quella africana camminano insieme. Con le dovute proporzioni, quello che succede a Niamey è importante, per la definizione dell’ordine globale, quanto quello che accade a Kyiv”. Lo afferma Marco Minniti, ex ministro dell’interno, in un’intervista al quotidiano “Il Foglio”.
Per Minniti “c’è da augurarsi, forse da pretendere, che l’Europa scenda in campo, compatta, decisa”.
Secondo l’ex ministro, l’alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, deve chiedere “subito di poter incontrare la giunta militare a Niamey”. “Sarà un gesto simbolico, forse – aggiunge -, ma pure di quei gesti si sostanzia la diplomazia. Perchè se i golpisti guidati dal generale Tiani si rifiutassero, a quel punto si assumerebbero una responsabilità enorme”. Ma non solo: “Deve anche garantire a tutte le parti coinvolte che l’Ue parteciperà pienamente allo sforzo diplomatico che stanno conducendo l’Ecowas, cioè la Comunità degli stati dell’Africa occidentale, e l’Unione africana e l’Onu per riportare l’ordine a Niamey”.
“Il golpe ha origini endogene – sottolinea Minniti -, il Cremlino non avrebbe le forze per organizzarlo. Ma certo nell’instabilità crescente Putin sa che può aumentare il suo peso negoziale, e prolungare la sua illusione di proporsi come il leader di una superpotenza mondiale. E l’Africa è un campo da gioco fondamentale in questa sfida”.
Un messaggio anche per l’Italia. “Nessun paese europeo può illudersi di giocare un ruolo decisivo se agisce in solitaria, nel Sahel”, spiega quando gli viene chiesto di commentare gli atteggiamenti di Roma e Parigi. “La Francia, e per bocca del suo presidente – afferma l’ex ministro -, ha archiviato per sempre la stagione della Françafrique, e non può certo pensare di riproporre un modello coloniale ormai sconfitto dalla storia. L’Italia non può illudersi di coltivare ambizioni che, alla prova dei fatti, rischierebbero di rivelarsi velleità. Prudenza, dunque”, aggiunge Minniti.
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Mulè “In Fdi improvvidi rigurgiti contro l’anima del Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “Rocca avrà fatto una valutazione, avrà ritenuto che le scuse profonde e sentite di De Angelis ristabiliscono la credibilità e l’autorevolezza che il portavoce deve avere. Non mi sento di aggiungere altro”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il deputato di FI e vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, dopo le scuse per il post sulla strage di Bologna da parte dell’ex estremista nero Marcello De Angelis che, su decisione del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, resta al suo posto.
“Dalle altissime cariche istituzionali ai semplici militanti di FdI – sottolinea Mulè -, ci sono state uscite che gli stessi protagonisti hanno definito sbagliate e che io chiamo improvvide, legate a fatti della storia, o della storia giudiziaria, che hanno marcato l’Italia negli ultimi 60 anni. Rigurgiti che, nel caso di De Angelis, sono esasperati da vicende personali o familiari, ma che da parte di altri sono frutto di un’elaborazione che fa a pugni con l’anima del Paese”.
In merito alla decisione della premier Giorgia Meloni che non ha ritenuto di intervenire, commenta: “La leader e i dirigenti di Fratelli d’Italia avranno fatto delle considerazioni che conducono in questa direzione. Non voglio entrare nelle scelte di altri partiti”.
Il fatto di avere come principale alleato un partito che non riesce a smarcarsi da tentazioni o condizionamenti neofascisti “per noi non è un problema – aggiunge Mulè -, nella misura in cui abbiamo rimarcato con forza il nostro carattere antifascista, il nostro carattere che è sempre stato lontano dal revisionismo, seppur di maniera o di opportunità. In questo c’è la distanza evidente fra Forza Italia e gli altri partiti. Vede, la nostra può essere giudicata come attività di disturbo e invece c’è un fatto identitario che reclamo e rilancio. Le radici culturali di Forza Italia non sono cambiate: e sono quelle del Berlusconi di Onna, del Berlusconi degli ultimi tempi”.
“Weber – prosegue Mulè – ha detto una cosa che può anche essere accolta con un’alzata di sopracciglio: Meloni e altri devono dimostrare di essere al fianco dell’Europa che lui ha in mente. Il Ppe in Polonia sta con Tusk, che sfida Morawiecki, uno dei leader dei Conservatori. Se il vento di centrodestra che è calato in Spagna dovesse scemare anche in Polonia, la prospettiva europea cambia decisamente. Una cosa è certa: noi, oggi, dobbiamo marcare le differenze”.
E alla domanda se è sbagliato fare un’alleanza fra Ppe e Conservatori, risponde: “Dico che rinvierei la corsa ad amalgamarsi al dopo elezioni europee, con un dato di ingovernabilità già acquisito. Noi abbiamo nel dna il popolarismo e non il populismo, abbiamo una diversità di approccio. Poi, dopo il voto, se è il caso faremo di necessità virtù. Alle Europee non corre il centrodestra unito, corrono Forza Italia e il Ppe. Non dobbiamo avere paura a sottolineare la nostra identità, le nostre idee che possono essere diverse dagli altri, dal patto di stabilità all’immigrazione. E’ un’opinione personale, sottolineo”. Poi, in merito alla guida del partito e ad una sua eventuale autocandidatura, commenta: “Macchè. Ci potranno essere una, dieci, cento candidature. Ma finora abbiamo solo la data del congresso, non abbiamo le regole. Tajani ha detto che di qui a poco saranno stabilite. Aspettiamo”.
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Salario minimo, Schlein “Incontro non sia sceneggiata agostana”
ROMA (ITALPRESS) – “Dopo la battaglia che le opposizioni hanno portato avanti insieme in Parlamento per un salario minimo, finalmente il governo si è accorto che bisogna discuterne, nonostante abbiano ascoltato le nostre ragioni per questtro mesi in commissione e poi in Aula, e abbiano scelto in modo grave di votare una sospensiva per rimandare di due mesi una misura tanto attesa tra tre milioni e mezzo di lavoratori che sono poveri anche se lavorano. Noi parteciperemo all’incontro di venerdì con spirito costruttivo, ma senza dimenticare le dichiarazioni di chi, come il premier, ha definito il salario minimo uno specchietto per le allodole, di chi l’ha bollata come una misura sovietica o una forma di assistenzialismo, non lo dimentichiamo, come non dimentichiamo il voto sulla sospensiva”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, in un video pubblicato su Facebook, in merito all’incontro che si dovrebbe tenere a palazzo Chigi con le opposizioni sul salario minimo. “Lo fanno adesso questo incontro nel momento in cui il Parlamento è chiuso, ma siamo pronti a tornare in Parlamento anche domani per riuscire ad approvare la nostra proposta. Andremo a confrontarci sul merito e vediamo se il governo fa sul serio questa volta. Noi siamo disponibili a confrontarci a patto che non sia una sceneggiata agostana fatta sulla pelle dei lavoratori”, conclude.
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Mattarella “Mantenere salda la tutela dei lavoratori”
ROMA (ITALPRESS) – “Rivolgo un caloroso saluto a Sua Maestà la Regina Paola, ai membri della Famiglia reale e alle autorità belghe e italiane convenute in un luogo così altamente simbolico per i nostri Paesi. La doppia ricorrenza dell’anniversario del disastro minerario di Marcinelle e della ‘Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondò ci consente di ricordare con riconoscenza il sacrificio dei 136 minatori italiani che persero la vita al Bois du Cazier e di tutti i connazionali caduti sul lavoro all’estero”. E’ il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 67° anniversario della tragedia di Marcinelle e della 22° Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.
Con il loro operato essi hanno contribuito a promuovere i più alti valori sociali e culturali che animano la Costituzione repubblicana e la stessa Casa comune europea, a cominciare dal diritto al lavoro. Viviamo mesi difficili, segnati dall’impatto di molteplici crisi di diversa natura: dall’esecrabile aggressione russa all’Ucraina ai tanti conflitti irrisolti in altri quadranti geografici, dal cambiamento climatico all’insicurezza alimentare. Tutto ciò accresce la precarietà economica e il rischio di sfruttamento di esseri umani. E’ quindi più che mai necessario mantenere salda la tutela dei lavoratori. Di tutti i lavoratori, ovunque essi si trovino, quale che sia la loro nazionalità, per prevenire e sanare inaccettabili forme di marginalizzazione”.
“Nel ringraziare Sua Maestà la Regina Paola per aver onorato con la sua presenza questo momento di memoria, rinnovo le più sentite espressioni di cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime della tragedia di Marcinelle e di ogni altro tragico evento nel corso del quale cittadini italiani abbiano perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali” conclude Mattarella.
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Meloni “Tragedia Marcinelle ha segnato la storia nazionale ed europea”
ROMA (ITALPRESS) – “La catastrofe della miniera del Bois du Cazier di Marcinelle dell’8 agosto 1956 ha segnato per sempre la storia nazionale ed europea”. Lo dichiara il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ricordando il 67° anniversario della tragedia di Marcinelle. “L’Italia ha pagato il prezzo più alto di quella tragedia. Dei 262 minatori vittime del disastro, infatti, 136 erano nostri connazionali. Avevano deciso, con sofferenza e dolore, di abbandonare la Patria per emigrare in Belgio. Lavorarono duro, con umiltà e dedizione, senza garanzie, in condizioni terribili e ora inimmaginabili. Persero la vita nel buio della miniera, ma la loro luce non si è spenta e risplende nel ricordo e nella riconoscenza tributati loro dalla comunità nazionale – continua Meloni – Figli d’Italia ai quali la Repubblica rende omaggio oggi, celebrando la Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. Ricorrenza istituita nel 2001 dall’indimenticato Ministro Tremaglia – con il quale ho avuto l’onore di essere insieme a Marcinelle – per ricordare e onorare i lavoratori italiani caduti in ogni continente e il contributo economico, sociale e culturale delle loro opere al progresso delle Nazioni che li hanno accolti”.
“Marcinelle è diventata un simbolo, un tassello di quel grande mosaico che è la storia dell’emigrazione italiana, un susseguirsi di enormi sacrifici ma anche di straordinari successi e obiettivi raggiunti. Oggi rendiamo omaggio anche a tutto questo e riscopriamo il legame che ci lega agli italiani all’estero, ambasciatori d’Italia nel mondo col Tricolore nel cuore” conclude Meloni.
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Pecoraro Scanio “Bene le norme severe per gli incendi ma vanno applicate”
ROMA (ITALPRESS) – “Ricordo che il 423bis è l’unica norma penale introdotta nel codice da un ministro dell’agricoltura. Dovetti insistere e assumermene la responsabilità, oggi la sensibilità è aumentata ed è bene inasprire le pene per incendi dolosi ma resta il problema di identificare e arrestare gli incendiari e di ottenere delle giuste condanne”. Lo ha detto Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione Univerde, che nell’agosto del 2000 da ministro dell’agricoltura fece approvare con decreto legge l’introduzione nel codice penale il reato di incendio boschivo, il 423bis. Pecoraro Scanio ha incontrato il capo della Protezione civile, apprezzando l’inasprimento deciso dal governo.
“Ho voluto esprimere – ha aggiunto – al capo del dipartimento nazionale di Protezione civile ingegner Fabrizio Curcio l’apprezzamento per il grande lavoro di addetti e volontarie e presentargli la campagna #stopoincendiboschivi2023 promossa da Fondazione Univerde, rete Ecodigital, TeleAmbiente e altre realtà e che ogni anno si impegna contro gli incendiari”. Curcio nel ringraziare ha affermato: “Stop agli incendi boschivi ed evitiamo di sperperare il bel patrimonio boschivo del nostro Paese”.
– Foto: Ufficio stampa Pecoraro Scanio –
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