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Decaro “I Comuni vogliono garanzie, hanno già speso i fondi del Pnrr”

ROMA (ITALPRESS) – “Sapevamo che c’era l’ipotesi di spostare risorse del Pnrr sul RePower. Nessuno però si aspettava che ci fosse l’ipotesi di spostare tre programmi interi dei Comuni legati al ministero dell’Interno che sono le piccole opere, i Pui (i Programmi urbani integrati), e gli interventi di rigenerazione”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, che aggiunge: “Per il momento è una ipotesi. Qualora questi fondi del Pnrr che ammontano a 13 miliardi di euro e che erano stati assegnati ai Comuni venissero spostati sul programma RePower, il governo ci ha assicurato che troverà altre fonti di finanziamento. Ma noi a questo punto vogliamo garanzie per iscritto: e cioè pretendiamo che ci venga assicurato che questi fondi vengano stanziati contemporaneamente allo spostamento dei fondi del Pnrr. Non vogliamo correre rischi”.
“Ci hanno detto di stare tranquilli, di andare avanti – sottolinea Decaro -, ma siccome stiamo parlando di 13 miliardi di euro chiediamo al governo garanzie immediate sul finanziamento di questi interventi che in molti casi, come per le piccole opere finanziate dal ministero dell’Interno, sono già stati realizzati e per cui sono stati già spesi 2,5 miliardi di euro”.
“I Comuni sono le uniche amministrazioni pubbliche che stanno spendendo con rapidità ed efficienza queste risorse a differenza di quanto accade per alcuni soggetti attuatori che non hanno neanche predisposto i progetti – aggiunge il presidente dell’Anci -. E’ quello che voglio dire è che comunque i Comuni non si fermeranno e andranno avanti, ma dal governo ci aspettiamo risposte certe”.
“Anche noi Comuni vorremmo dire la nostra sul programma RePower, non lo decidono solo i ministeri, chiediamo di finanziare i pannelli fotovoltaici su tutti i tetti delle scuole e degli edifici pubblici, la sostituzione negli impianti di illuminazione di lampade a led. Garantiremmo l’efficientamento energetico che è una delle linee di indirizzo del Pnrr e facciamo risparmiare la bolletta dei Comuni”, conclude Decaro.
foto Agenzia Fotogramma
(ITALPRESS).

Mattarella “Sconfiggere la mafia è possibile, difendere la democrazia”

ROMA (ITALPRESS) – “Ricorrono trent’anni da quella notte, tra il 27 e il 28 luglio del 1993, in cui la mafia effettuò gli attentati in via Palestro a Milano e davanti alle Basiliche romane di San Giovanni in Laterano e di San Giorgio al Velabro. A Milano fu una strage. Persero la vita i vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, l’agente di Polizia municipale Alessandro Ferrari, il cittadino del Marocco Moussafir Driss. Tanti i feriti sia nel capoluogo lombardo sia a Roma. Alle vittime innocenti dello stragismo mafioso va il deferente pensiero della Repubblica, mentre rivolgo ai loro familiari sentimenti di intensa solidarietà e vicinanza”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Quelle bombe erano parte di una strategia terroristica che ha avuto il culmine negli agguati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e che è proseguita fino a colpire siti artistici prestigiosi, simboli della bellezza e della storia del Paese, luoghi di significativa identità religiosa”, aggiunge. “Si è trattato di una sfida alla nostra convivenza civile, di un tentativo di minacciare e piegare lo Stato democratico, costringerlo ad allentare l’azione di contrasto al crimine e il rigore delle sanzioni penali. Fu un piano eversivo che è stato sconfitto. Parlamento, Governo, magistratura e forze dell’ordine fecero sì che i capi mafiosi fossero assicurati alla giustizia e gli autori degli attentati in via Palestro, in San Giovanni in Laterano, in San Giorgio al Velabro, condannati. La logica criminale – sottolinea il capo dello Stato – è stata respinta anzitutto dalla civiltà e dalla dignità di un popolo che non ha rinunciato alla propria libertà, che ha saputo esprimere una cultura e una coscienza collettive inconciliabili con la pretesa di sopraffazione e con la disumana violenza insita nelle organizzazioni mafiose. Milano, come Roma, come Palermo, sono state alla testa della reazione sociale e civile. Una lezione che conferma come libertà e democrazia vadano continuamente difese, giorno dopo giorno, dalle varie forme di illegalità, dalle incursioni criminali che toccano anche campi inediti, dai tentativi di sconvolgere la libertà della vita della società e dell’economia. L’esperienza ha dimostrato che sconfiggere le mafie è possibile”, conclude Mattarella.
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-foto Quirinale-

Giorgetti “Per canone Rai pensare a nuovi modelli di finanziamento”

ROMA (ITALPRESS) – “Per quanto riguarda il canone Rai in bolletta, si sono svolte diverse interlocuzioni con la Commissione europea al fine di verificare se l’eliminazione del pagamento del canone rientrasse nella realizzazione dell’obiettivo del Pnrr, legge annuale sulla concorrenza, in merito all’obbligo per i fornitori di riscuotere oneri non collegati al settore dell’energia. Tali interlocuzioni hanno portato a ritenere che tali oneri potessero rimanere in bolletta”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’audizione in commissione di vigilanza Rai. “Nonostante gli esiti di tali interlocuzioni, è comunque necessario interrogarsi su nuovi e possibili modelli di finanziamento del servizio pubblico, anche guardando all’esperienza degli altri Paesi”, ha aggiunto.
Giorgetti ha poi spiegato che “la Rai ha ribadito necessario mantenere il canone, salvo una specifica riflessione politica sulla modalità del prelievo. Vi sono una pluralità di ipotesi di riforma allo studio, in un’ottica di breve periodo potrebbe valutarsi quella di scorporare dal pagamento del canone la quota d’investimenti sostenuti dalla Rai. Tale quota ammonterebbe a circa 300 milioni che potrebbe essere posta a carico della fiscalità generale, dando luogo a una riduzione del canone a carico degli utenti. In un’ottica del medio periodo è doveroso interrogarsi sul presupposto dell’imposta attualmente legato al possesso di un apparecchio televisivo: ormai le nuove tecnologie permettono di vedere i programmi televisivi anche tramite smartphone e tablet. Qualora il presupposto impositivo dovesse essere il possesso di una utenza telefonica”, ha concluso.
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Meloni “Obiettivo varare grande piano di prevenzione idrogeologica”

ROMA (ITALPRESS) – “I continui disastri ai quali abbiamo assistito negli ultimi mesi, da Ischia passando per l’Emilia-Romagna fino a quello che vediamo in questi giorni, dimostrano che le emergenze saranno sempre più presenti. Questo significa che dobbiamo certo lavorare alla transizione, ma significa anche che dobbiamo fare quello che non si ha avuto il coraggio di fare a sufficienza nel passato, cioè lavorare per mettere in sicurezza il territorio”. Così il premier, Giorgia Meloni, in un videomessaggio su Facebook. “Quindi – ha aggiunto – l’obiettivo di medio termine che il governo si dà, è quello di superare la logica degli interventi frammentati varando un grande piano di prevenzione idrogeologica. Ce la vogliamo mettere tutta per dare risposte immediate nel breve termine ma efficaci nel medio periodo”. Poi ha sottolineato come “il Governo ha messo in campo tutti i mezzi di cui dispone e stiamo istruendo le richieste di stato di emergenza avanzate dalle Regioni colpite per deliberare le prime risorse. Siamo al lavoro per dare risposte immediate ed efficaci”.
(ITALPRESS).
-foto Palazzo Chigi –

Il Senato respinge la mozione di sfiducia al ministro Santanchè

ROMA (ITALPRESS) – Il Senato ha respinto con 111 voti contrari (favorevoli 67) la mozione di sfiducia nei confronti del ministro del Turismo, Daniela Santanchè, presentata dal Movimento Cinque stelle, e appoggiata dal Partito democratico, da Alleanza Verdi e sinistra, mentre i senatori di Azione e Italia viva non hanno partecipato al voto. In Aula nel dibattito generale che ha preceduto la votazione, il ministro ha ribadito di aver detto la verità sull’avviso di garanzia durante l’informativa in Senato il 5 luglio. “Anche i giornali hanno scritto che nella mia residenza è arrivata il 17 luglio l’informazione di garanzia”. Ed ha aggiunto: “E la seconda volta che mi trovo in quest’aula per discutere di accuse giornalistiche che mi sono state mosse. Ho avuto modo già di spiegare le mie rilevazioni e non intendo entrare più nel merito su quanto esposto già con correttezza e trasparenza”. Dieci i ministri presenti in Senato, tra cui il vicepremier Matteo Salvini, Raffaele Fitto, Nello Musumeci, Eugenia Roccella, Luca Ciriani, Giancarlo Giorgetti, Elvira Calderone.

Negli interventi che hanno preceduto il voto l’attacco più duro alle fila della maggioranza è arrivato dal senatore Licheri del M5s: “Se volete continuare a ridere, ridete pure, pagliacci”, ha detto, aggiungendo che “al termine della votazione resterà una ministra che allo Stato deve 1,2 milioni di tasse non pagate”. Dai banchi della maggioranza si sono levate grida di protesta. E’ intervenuto il presidente dell’Assemblea Ignazio La Russa che ha richiamato all’ordine il senatore Licheri: “Poteva risparmiarsi l’offesa ai suoi colleghi”. Mentre il senatore di Fdi Alberto Balboni ha replicato a Licheri: “Non è con gli insulti che il M5S recupererà la verginità politica che ha definitivamente perduto. Dovevate aprire quest’aula come una scatoletta di tonno e invece nella casta vi siete integrati perfettamente”. Durante la discussione si è registrato anche un battibecco tra il presidente La Russa e il senatore del Partito democratico Walter Verini, che nel suo intervento rivolto al ministro Santanchè ha detto: “Dà l’impressione di tenere più a se stessa che alle istituzioni. Se tenesse alle istituzioni non terrebbe inchiodato qui per ore, mentre la Sicilia brucia, il ministro della Protezione civile ad ascoltare questo dibattito”.

La Russa ha richiamato Verini: “Il riferimento a dov’è il ministro non è corretto”. “Presidente – ha replicato Verini – lei è qui a presiedere, non a fare l’esegesi delle nostre interpretazioni. Lei non deve usare questa carica in modo discrezionale”. E’ seguito poi l’intervento li Licia Ronzulli di Forza Italia: “Chi siamo noi per giudicare la colpevolezza o meno di un membro del Parlamento? Per noi solo i giudici hanno il potere di emettere sentenze”. Poi è toccato al senatore di Fdi Alberto Balboni “Il ministro Santanchè ha svolto nel migliore dei modi il suo ruolo”. Massimiliano Romeo (Lega) ha definito “un errore politico presentare una mozione di sfiducia individuale, perché con una mossa sola – ha detto rivolto ai banchi dell’opposizione – avete rafforzato il ministro Santanchè e la premier Meloni e diviso l’opposizione”. Al termine del voto che ha bocciato il voto di sfiducia nei suoi confronti il ministro del Turismo ha commentato: “E’ una bellissima giornata”.

Foto: Agenzia Fotogramma

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Salario minimo, Calenda “Porteremo a casa la legge”

ROMA (ITALPRESS) – “Il fatto che venga ritirato l’emendamento soppressivo ci consente di andare in aula per la discussione generale. E’ un fatto positivo». Lo afferma il leader di Azione Carlo Calenda parlando di salario minimo in una intervista a La Repubblica. «C’è il riconoscimento, da parte della premier, che esiste un problema di salari poveri nel nostro Paese. Se invece si pretende di votarlo subito si va incontro a una bocciatura sicura, condannando a morte il provvedimento. Ma io non voglio assolutamente fargli fare questa fine. Ho sentito Giorgia Meloni, ci vedremo la prossima settimana. Poi c’è la pausa estiva, c’è un lavoro da fare. Vogliamo capire qual è la posizione nel merito.
Cosa intendono salvare e cosa no”. “Si va a settembre in ogni caso. Quindi inviterei chi, come i 5S, è per una prova di forza, a rimanere uniti, e a ragionare, se davvero si vuole portare a casa la riforma. La discussione generale? Nei prossimi giorni. E’ un momento in cui i partiti in Parlamento possono esprimere le loro posizioni nel dibattito, senza però che vi sia un voto.
Come mai Meloni ha cambiato idea? Intanto perchè capisce che è un tema molto sentito nel Paese. E poi perchè, cito sue parole, intende costruire un rapporto con l’opposizione più costruttiva”.

– foto: Agenzia Fotogramma –
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Clima, Zaia “Il negazionismo produce solo alibi”

ROMA (ITALPRESS) – «Il negazionismo? Non lo condivido neppure stavolta». E’ quanto sostiene il governatore del Veneto Luca Zaia che in una intervista a La Repubblica spiega la sua posizione in tema di ambiente e cambiamento climatico rifiutando i paragoni con la pandemia.
“Una conta dei danni? Almeno un centinaia di milioni. Otto giorno di pioggia e grandinate, raffiche di vento a 180 chilometri orari. L’effetto, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti. Il settore dell’agricoltura è martoriato, soprattutto in alcune zone come quella del veneziano». “Qualche anno fa – continua Zaia – eravamo tutti in allerta per le bombe d’acqua, adesso c’è la grandine che provoca addirittura traumi e situazioni di stress. Io credo che il cambiamento climatico sia nell’ordine delle cose. Non esiste l’immobilità nel clima: i dinosauri scomparsi, i fossili marini in montagna, l’innalzamento della crosta terrestre. Non sono uno scienziato ma questi sono dati oggettivi. E l’uomo preme sull’acceleratore. Diceva Freud che l’uomo è l’unico animale che lascia segni tangibili del suo paesaggio. Anche in negativo».
«Non abbiamo rispettato l’ambiente. I modelli produttivi seguiti e l’antropizzazione del territorio pesano moltissimo.
Abbiamo costruito, interrato i canali, piombato gli argini. Senzaparlare, ovviamente dell’inquinamento. Giusto paragonare quest’emergenza al Covid? No, sono dimensioni non comparabili, la pandemia ha fermato il mondo. Ma il negazionismo, anche in questa materia, non lo condivido. non do tutte le colpe ai cambiamenti climatici. E sono prudente, anche perchè mi capita di leggere – solo per fare un esempio – che nel 1908 c’è stata un’estate più calda dell’attuale. Però il negazionismo mi fa paura” E su Greta Thunberg: non è condivisibile per il suo approccio. Ma sui cambiamenti climatici dobbiamo creare una no fly zone, un posto dove non scontrarsi, dove si possa collaborare senza posizioni precostituite. Anche perchè questo problema tocca da vicino il nostro modello sociale ed economico”.

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Meloni “Assicurare a tutti il diritto a non dover emigrare”

ROMA (ITALPRESS) – “Lo scenario è sempre più critico, la malnutrizione si diffonde sempre di più, ieri l’Italia ha ospistato la conferenza su immigrazioni e svilippo per promuovere lo sviluppo economico”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla prima giornata del summit delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari. “Il nostro obiettivo è quello di assicurare a tutti il diritto a non dover emigrare, la possibilità di vivere in pace e con dignità nella propria terra, queste sono le parole di Papa Francesco e la sicurezza alimentare rappresenta un tassello fondamentale per questo cammino”, ha aggiunto. “Tutte le nazioni devono cooperare per aiutare la prosperità dell’Africa, la prosperità dei nostri vicini è la nostra prosperità, ecco perchè siamo qui oggi e mi aspetto che siamo tutti d’accordo su azioni concrete”, ha sottolineato il premier secondo cui “l’Africa non è un continente povero, al contrario è ricco di risorse: circa il 50% delle sue terre è coltivabile e potenzialmente in grado di nutrire tutta la sua popolazione. Da queste considerazioni ha origine il piano Mattei per l’Africa. Si tratta di un modello di cooperazione, non predatorio, che ha l’obiettivo di collaborare con le nazioni africane che possono vivere con le loro risorse”.
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-foto Palazzo Chigi –