ROMA (ITALPRESS) – “La sera del 27 giugno di 43 anni or sono venne scritta una delle pagine più dolorose e buie della nostra recente storia. Un aereo di linea in viaggio da Bologna a Palermo, con 81 persone a bordo, di cui 13 bambini, precipitò nel mare vicino Ustica senza lasciare scampo a nessuno. Fu una tragedia immane. La Repubblica è vicina ai familiari delle vittime ed è partecipe del loro insuperabile dolore. La memoria continua a sollecitare solidarietà e impegno comune”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 43° anniversario della strage di Ustica. “Quando avvenne la tragedia, una cappa oscurò circostanze e responsabilità. Fu difficile aprire varchi alla verità sulla strage; anche a causa di opacità e ambiguità. L’impegno dei familiari è stato prezioso”, aggiunge il capo dello Stato. “Alla loro tenacia e alla professionalità di donne e uomini delle istituzioni si devono i passi avanti compiuti per smentire l’ipotesi iniziale di un cedimento strutturale del velivolo e ricostruire la dinamica degli eventi. Una completa verità non è stata pienamente raggiunta nelle sedi proprie e questo rappresenta ancora una ferita per la sensibilità dei cittadini. I risultati ottenuti spingono a non desistere, a ricercare i tasselli mancanti, a superare le contraddizioni e rispondere così al bisogno di verità e giustizia”, conclude Mattarella.
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Ustica, Mattarella “Rispondere al bisogno di verità e giustizia”
Meloni “Le droghe fanno tutte male, Governo non si volta dall’altra parte”
ROMA (ITALPRESS) – “Questo governo non intende voltarsi dall’altra parte, ma vuole affrontare il problema” della droga: “è finita la stagione dell’indifferenza e del disinteresse, il messaggio che vogliamo lanciare è che lo Stato intende fare la sua parte per combattere un fenomeno che è fuori controllo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’incontro organizzato dal dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio in occasione della Giornata Mondiale contro le droghe, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera.
“In passato c’è stata soprattutto indifferenza, si è preferito tenere i riflettori spenti sulla droga e sul fenomeno crescente delle dipendenze patologiche”, di cui “sembriamo accorgerci solo quando arriva una tragedia”. Il consumo di droga “è stato banalizzato”, se non “addirittura propagandato”: è come se considerassimo la droga alla stregua di una calamità inevitabile, ma è un atteggiamento ipocrita. Quello che accade continuamente non è inevitabile, nè imprevedibile”, sottolinea la premier, che nel corso del suo intervento è stata contestata dal deputato di +Europa, Riccardo Magi, che ha esposto un cartello con la scritta ‘Cannabis: se non ci pensa lo Stato ci pensa la mafià”.
“Dovete accettare che c’è un altro governo eletto dagli italiani, per fare esattamente quello che stiamo facendo”, risponde a Magi. “La droga fa male sempre e comunque” e “le droghe fanno male tutte: non riesco a capire come si faccia a considerare libertà qualcosa che ti rende schiavo”, ribadisce la premier. “Vogliamo rimettere al centro le persone, ascoltando i loro bisogni con un approccio multidimensionale e multidisciplinare”, conclude.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche antidroga, Alfredo Mantovano, spiega che l’obiettivo è “superare il silenzio e l’indifferenza: il primo passo è la corretta informazione, quindi la consapevolezza del fenomeno” della dipendenza dalla droga. “Nel 2022, 4,9 milioni di persone hanno fatto uso di almeno una sostanza stupefacente: è il 10% della popolazione italiana”, con un aumento del consumo tra gli studenti. “Intendiamo ampliare le competenze del dipartimento delle politiche antidroga a ogni tipo di dipendenze” e “vanno conferite autonomia e consistenza alle risorse che sono dedicate al settore, con l’istituzione di un fondo nazionale per le dipendenze patologiche”. Inoltre bisogna “porre al centro del dibattito la questione fondamentale, che non è la sostanza, ma la persona” e “vanno definite linee guida col ministero della Salute” sul trattamento della dipendenza per evitare differenze a seconda dei territori: “il filo conduttore deve essere la collaborazione tra le istituzioni sul territorio”, ma “la sfida cruciale è quella educativa”.
Anche il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, sottolinea l’importanza di “un impegno sempre maggiore sulla prevenzione”, attraverso “campagne di sensibilizzazione nelle scuole e per le famiglie” sui “danni provocati dalle droghe” e “sulle conseguenze che derivano dal consumo delle nuove droghe sintetiche”, perchè “le droghe minano le fondamenta della società, delle famiglie e delle relazioni umane e purtroppo tendono a colpire anche fasce molto giovani della popolazione”, dice, ringraziando poi “le tante persone del settore pubblico, dell’associazionismo e del volontariato che sostengono e assistono ogni giorno le persone tossicodipendenti”. Secondo la relazione annuale della Direzione centrale per i servizi antidroga del ministero dell’Interno, ricorda Fontana, “dal 1973 più di 26mila persone hanno perso la vita a causa degli stupefacenti: si tratta di un numero molto elevato e inaccettabile”. Il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, aggiunge che legalizzare le droghe leggere “è una scelta sbagliata: dobbiamo andare nella direzione del recupero e dell’informazione” sui rischi del consumo di droga, ringraziando poi “coloro che sono in prima linea, le comunità e il volontariato, che aiutano a riprendere un percorso verso la vita”.
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Tajani “A Milano la terza sezione del Tribunale europeo dei brevetti”
MILANO (ITALPRESS) – Milano sarà la sede della terza sezione del Tribunale europeo dei brevetti (TUB). A darne notizia è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Il comitato amministrativo del Tub – ha scritto su Twitter – ha appena approvato ufficialmente la decisione. Una buona notizia per l’Italia e un riconoscimento per Milano”. Apprezzamento per il prestigioso riconoscimento è stato espresso anche dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: “Un risultato molto importante per Milano e l’intera Lombardia, frutto del lavoro di tutti gli attori che hanno partecipato alle trattative”, che poi ha sottolineato “il ruolo decisivo assunto dal nuovo Governo che, con un’energia e un’accelerata certamente più forte di quanto avvenuto in precedenza, ha creduto in questo progetto e si è impegnato per raggiungere questo traguardo. Ora – ha proseguito Fontana – siamo in attesa di conoscere quali competenze verranno attribuite alla Lombardia che, giova sempre ricordarlo, è la regione dove si depositano il maggior numero di brevetti e la ricerca si sposa con innovazione e industria”. Sulla stessa falsariga il commento del sindaco del capoluogo meneghino, Beppe Sala, che si è detto “felice” per essere stata selezionata come “sede della terza sezione del Tribunale Europeo dei Brevetti. E’ il risultato di un grande lavoro congiunto, che ci ha sempre visto in prima linea. Al lavoro per dimostrare la validità della scelta e per ampliare con il Governo le deleghe che ci sono state assegnate”. “Si tratta di un’assegnazione che oltre al prestigio porterà grandi benefici sotto il profilo economico e di giurisdizione – ha evidenziato infine il ministro della Giustizia, Carlo Nordio -. Milano era ed è la capitale economico-finanziaria del nostro Paese ed è quindi il posto più indicato per ospitare la terza sede del Tub”, ha concluso il guardasigilli.
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Crosetto “L’Italia resta con l’Ucraina, ogni sforzo per la diplomazia”
ROMA (ITALPRESS) – La tentata marcia su Mosca della Wagner, con ritirata, che ha tenuto con il fiato sospeso il mondo non è finita nel nulla: «È il sismografo di una guerra interna, di lotte intestine, di un establishment in ebollizione che si ritaglia spazi di potere anche personale». Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Sta andando avanti uno scontro tra milizie private, cresciute nel tempo, e le forze armate pubbliche. È difficile per tutti prevederne gli esiti e capirne le logiche profonde, ma una cosa è certa: gli eventi hanno messo in luce una debolezza cronica della Russia».
«A noi deve interessare quali saranno le conseguenze su di noi e sull’Ucraina. Chiaro che la mediazione è dello stesso Putin, attraverso Lukashenko, ma anche se la sua immagine è scalfita mi chiedo: una bestia ferita è più mansueta o più pericolosa perché pronta a reazioni scomposte? Perché la guerra, anche nelle ultime difficili ore, non si è mai fermata. Quindi, ancor più oggi di ieri, all’Ucraina serve il nostro aiuto, ma serve anche il massimo sforzo da parte di tutti per una soluzione diplomatica».
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Tajani “La Russia si indebolisce, ora la pace è più vicina”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ finito il mito dell’unità della Russia di Putin. Questa escalation interna divide lo schieramento militare russo. E’ l’esito inevitabile quando si sostiene e finanzia una legione di mercenari”. Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista a “Il Messaggero”. “Una cosa è certa – sottolinea Tajani – oggi il fronte russo è più debole di ieri. Mi auguro che la adesso la pace sia più vicina. Attendiamo di capire le prossime mosse della Russia in Ucraina”. Per Tajani l’invasione dell’Ucraina “si è rivelata un boomerang per Putin. I russi non sono riusciti a vincere, hanno fallito la guerra lampo. Adesso pagano i problemi e le contraddizioni dell’apparato militare”. “Una cosa è certa: il fronte russo è più debole di ieri. Mi auguro che adesso la pace sia più vicina. Attendiamo di capire le prossime mosse della Russia in Ucraina”.
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Papa “Vicino alla famiglia di Emanuela Orlandi”
ROMA (ITALPRESS) – “Nella ricorrenza dei 40 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, desidero esprimere ancora una volta la mia vicinanza ai familiari, soprattutto alla mamma”. Lo ha detto Papa Francesco al termine dell’Angelus in piazza San Pietro.
“Assicuro la mia preghiera ed estendo il mio ricordo a tutte le famiglie che portano il dolore di una persona scomparsa”, aggiunge.
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Meloni “Determinati ad andare avanti, Mes? Errore portarlo in Aula”
ROMA (ITALPRESS) – “In alcuni casi si sono fatte ricostruzioni un pò surreali all’indomani della scomparsa di Silvio Berlusconi su governi tecnici. Diciamo che dalle mie parti i desiderata non diventano necessariamente dei fatti. Mi pare che il governo stia lavorando molto bene, che possiamo essere fieri dei risultati che stiamo raggiungendo non personalmente ma che l’Italia sta raggiungendo. La forza di questo governo sta diventando anche forza per la Nazione, noi lo vediamo in tutti gli indicatori economici per cui siamo molto determinati a portare avanti quel lavoro e sono gli italiani che devono giudicare”. Così la premier Giorgia Meloni in un punto stampa al termine della sua partecipazione all’Europa Forum Wachau in Austria.
Sul Mes “non ho cambiato idea, sicuramente penso sia un errore portarlo in Aula adesso. Penso che sia un errore indipendentemente da come la si pensi, anche per quelli che sono favorevoli alla ratifica del trattato. Il Parlamento aveva votato una mozione nella quale chiedeva al governo di non ratificare il Mes, a maggior ragione in attesa delle decisioni che riguardano il quadro complessivo della governance, che vuol dire legge di stabilità, unione bancaria, garanzia dei depositi. Chi oggi chiede di prendere questa decisione in questo momento non sta facendo un favore all’Italia. Indipendentemente dal merito spero che chi l’ha calendarizzato voglia riconsiderare questa decisione che in ogni caso non aiuta l’Italia in questo momento”, ha concluso.
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Schlein “Auspichiamo ratifica del Mes, il Pnrr è un’occasione”
RAPALLO (GENOVA) (ITALPRESS) – “Abbiamo trovato grave il passaggio di ieri, in cui i partiti di maggioranza, per loro divisioni, hanno disertato la votazione sul Mes alla Camera: credo che questo sia un tema di credibilità internazionale dell’Italia rispetto agli impegni che sono stati presi e, da giurista, posso dire ‘pacta sunt servandà”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo al convegno annuale dei giovani imprenditori di Confindustria.
“Auspichiamo invece una celere ratifica di questo trattato, che non significa chiederne naturalmente l’attivazione. Penso che sia stato un passaggio spiacevole e anche grave: non si è mai visto che una maggioranza disertasse una votazione e rimanessero a votare le forze di opposizione”, aggiunge. Quanto al Pnrr, invece, “per noi rappresenta un’occasione: condividiamo l’idea che serva uno scatto da Formula 1. Per questo stiamo insistendo perchè non si perdano le risorse. Siamo pronti a fare la nostra parte: non è la partita del governo o di un governo, ma la partita di tutti”, conclude.
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