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Schlein “Dobbiamo costruire sinergie con le altre forze politiche”

ROMA (ITALPRESS) – “Non possiamo pensare di essere autosufficienti, abbiamo bisogno di costruire delle sinergie con le altre forze civiche e politiche alternative alle destre, ci sono tanti temi sui quali, con le altre opposizioni, possiamo unire le nostre forze, piuttosto che competere sulle nostre differenze che pure sono significative”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, aprendo la direzione nazionale del partito. “Tre sono i nostri punti cardini: la giustizia sociale, il lavoro, la conversione ecologica” ha aggiunto. “Veniamo da mesi intensi di lavoro che ci hanno permesso di rilanciare il partito da una situazione difficile in cui versavamo come è normale dopo la sconfitta alle politiche. Mesi che ci hanno permesso di ritrovare una connessione sentimentale con la nostra gente” ha aggiunto “ora è il momento di mobilitare tutto il partito sulla nostra agenda per l’Italia e la nostra agenda per l’Europa”. “Siamo all’opposizione senza sconti all’agenda del governo Meloni, il mandato che ho ricevuto dalle primarie è quello di ricostruire un’identità chiara di questo partito che ci renda riconoscibili alle persone” dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, aprendo la direzione nazionale del partito. “Bisogna che diventi chiaro per cosa ci battiamo e chi vogliamo rappresentare” ha aggiunto “c’è un’apertura di credito nei nostri confronti che ci ha permesso di riportare il partito al 21%, di raccogliere nuove iscrizioni, certo ancora non basta questo per costruire l’alternativa alle destre”.

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Intercettazioni, Nordio “Attueremo completamente la Costituzione”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi interverremo per attuare completamente l’art. 15 della Costituzione che afferma la libertà e la segretezza delle conversazioni”. Lo ha detto Carlo Nordio, parlamentare di Fratelli d’Italia e Ministro della Giustizia, ad Agorà Rai Tre, condotto da Monica Giandotti, sulle intercettazioni. “In questo momento – aggiunge – siamo intervenuti parzialmente per tutelare il terzo, cioè la persona che viene citata nelle conversazioni di altri. Ma successivamente interverremo anche per tutelare la dignità e la libertà delle persone che parlano e devono parlare fra di loro in riservatezza, perchè la riservatezza è l’altro lato della libertà. Naturalmente senza compromettere le indagini per i grandi crimini della delinquenza organizzata”.
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Delmastro “Diremo all’Europa che l’abuso d’ufficio all’Italia non serve”

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ROMA (ITALPRESS) – “L’Anm e’ un interlocutore con cui vogliamo dialogare ma preferiremmo che lo facesse sui testi e non sui pre-testi, altrimenti le critiche diventano pregiudizi” e “il Csm e’ sempre l’interlocutore istituzionale, non solo se il vice presidente e’ di sinistra”. Lo dice in un’intervista a la Repubblica il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. “Il tema vero e’ che noi stiamo facendo una riforma liberale del diritto penale che non depriva i magistrati di alcun potere d’indagine, ma conferisce diritti in piu’ al cittadino presunto innocente. Siamo disposti a dialogare con tutti, ma siamo orgogliosi della nostra proposta” perche’ “il cittadino deve godere di maggiori diritti. E abbiamo detto che non avremmo limitato l’uso delle intercettazioni e l’abbiamo fatto. Ma mettiamo uno stop alle paginate con le conversazioni di persone mai indagate, ma che parlavano con gli indagati”. Sull’abuso d’ufficio Delmastro dice: “Interloquiremo con l’Europa e spiegheremo che nella battaglia contro la corruzione l’asticella del nostro codice e’ una delle piu’ alte, non c’e’ altro Paese che ce l’abbia alta come la nostra. Ma l’abuso e’ un reato definito ‘sussidiario’, e io lo contesto proprio per questo, per non parlare del rapporto impietoso tra imputazioni e condanne da cui nasce la paura della firma. Gia’ in tempi normali, ma soprattutto con il Pnrr, l’Italia non se lo puo’ permettere”.
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Gli Artiglieri festeggiano 100 anni, gli auguri di Mattarella

ROMA (ITALPRESS) – «Nella ricorrenza del centenario della fondazione, rivolgo un caloroso saluto all’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia impegnata nella preziosa opera di rinnovo del legame tra gli artiglieri di ogni età. Questo 31^ raduno nella Città di Torino, culla dell'”Arma dotta”, dove il sodalizio ha preso forma, richiama l’operato di quegli artiglieri che nel 1918, nella Seconda Battaglia del Piave contribuirono a respingere gli attacchi dell’ultima grande offensiva delle armate avversarie, destinata a spegnersi di fronte alla valorosa resistenza dei nostri soldati». Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, Generale di Brigata Pierluigi Genta, in occasione del centenario di fondazione dell’Associazione.
«In occasione della manifestazione – aggiunge il Capo dello Stato -, rivolgo un rispettoso pensiero a tutti gli Artiglieri caduti e al labaro dell’Associazione che ne interpreta il sacrificio. A quanti sono impegnati nell’Associazione e a lei Presidente, giunga il più vivo apprezzamento per la meritoria opera di coesione sociale portata avanti. Ai partecipanti al raduno giunga l’augurio più intenso per il successo dell’iniziativa».
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Sciarra “La Corte è di tutti, la sua indipendenza deve essere garantita”

ROMA (ITALPRESS) – «L’amministrazione della giustizia ispirata a criteri di imparzialità e sobrietà rappresenta un pilastro dello stato di diritto. Lo ripetono costantemente le due Corti europee, facendo sentire la loro voce da Lussemburgo e da Strasburgo. Per questo mi colpisce molto nelle parole del Presidente il richiamo a una ‘proficua interlocuzionè, che comporta anche a quel livello capacità di ascolto. L’ascolto, che impariamo a praticare nei nostri rapporti privati, diviene una dote irrinunciabile quando si opera al servizio delle istituzioni, perchè è prova di immedesimazione nelle finalità delle istituzioni stesse; è insieme un esercizio di modestia e di forza». Così la presidente della Corte Costituzionale, Silvana Sciarra, in un’intervista a La Repubblica.
L’anno prossimo ci sono quattro giudici che arrivano a fine mandato e alla domanda se sia preoccupata perchè la maggioranza di destra potrebbe eleggere solo membri della Consulta a sua immagine, risponde: «Non mi permetterei di entrare nei criteri di scelta dei giudici di nomina parlamentare. Il fatto che la Costituzione suggerisca un quorum così alto – tre quinti dopo la terza votazione, quorum che non scende mai nelle votazioni successive – è evidentemente un’indicazione. Significa che i giudici devono essere scelti per la loro ‘rappresentatività trasversalè. Vuol dire che non devono appartenere ad alcuna componente politica del Parlamento che li esprime, ma dovrebbero portare nel collegio un patrimonio di competenza, di indipendenza e di professionalità. Comunque la Costituzione prevede, come è noto, una composizione mista, dove solo cinque giudici sono di nomina parlamentare. Quindi già la composizione mista è una garanzia di pluralismo». «Mi riferisco – sottolinea la Presidente Sciarra – al pluralismo delle personalità, dei punti di vista. Come cittadina, oltre che come presidente della Corte, io mi augurerei che questo equilibrio di competenze, professionalità e di indipendenza fosse assicurato anche in futuro. E’ la grande ricchezza di un organo di garanzia. Enzo Cheli – vice presidente emerito della Consulta – diceva che la Corte “si ferma prima della politica” e che nasce come “uno snodo elastico tra le due sfere”, tra la giurisdizione e la politica. E’ uno scritto nel 1966 ma quanto è attuale!».
«Proprio sulla scorta del caso polacco, il tema dell’indipendenza della magistratura è diventato uno dei temi centrali nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. Fra i valori fondanti dell’Unione europea c’è lo Stato di diritto e l’indipendenza dei giudici è la precondizione – lo scrive la Corte di Lussemburgo – per accedere ai valori della democrazia. Le due cose si intersecano profondamente. La Corte polacca nel 2021 ha avuto un gesto di totale ribellione nei confronti della supremazia del diritto europeo, ma anche questo principio è nel trattato dell’Unione europea che gli Stati membri sottoscrivono».
Questa supremazia è importante «perchè la nostra è un’unione di Stati e deve reggersi su questo collante. Se viene meno questo viene meno la stessa Unione. L’altro pilastro è il riconoscimento del ruolo della Corte di giustizia di Lussemburgo, che è sovrana nell’interpretazione del diritto dell’Unione. La corte polacca ha messo in discussione questi punti e il contrasto con la Corte di Lussemburgo non si è ancora concluso. Un problema simile si pone anche per l’Ungheria».
In merito al dibattito su una “presunta allergia ai controlli di questa maggioranza”, la Presidente Sciarra commenta «sono animata da uno spirito positivo e non voglio vedere derive autoritarie. Non spetta a me esprimere giudizi politici, parlo da un punto di vista tecnico, che riflette anche la posizione della dottrina. Facciamo l’esempio dell’ufficio parlamentare di bilancio: è un’istituzione attiva in altri paesi europei, in osservanza del Trattato. In Italia è originata da una legge costituzionale del 2012 che introduce il pareggio di bilancio in Costituzione. Nasce con una funzione di controllo, come organo indipendente. L’indipendenza, infatti, come criterio guida, vale non solo per le magistrature, ma anche per le autorità di garanzia, con le quali ci vuole un dialogo e un confronto. E’ il cuore della separazione dei poteri su cui si basano gli equilibri democratici. C’è solo da guadagnare nell’ascolto e nella collaborazione».
Ed in riferimento al ddl Calderoli sull’autonomia differenziata,
«non sono preoccupata e non do consigli a nessuno – dice la Presidente Sciarra -. Certo è vero che alla Corte giungono molti ricorsi in via principale, ovvero azioni intraprese prevalentemente dallo Stato che impugna leggi regionali. E cosa si impara da questa giurisprudenza? La Corte, specie dopo la riforma del Titolo V, ha segnato dei punti di equilibrio fra centro e periferia. E’ chiaro che la tutela della salute è un diritto da tutelare al massimo, richiamando un principio forte e “bello” come quello di solidarietà. C’è una solidarietà fra cittadini ma c’è anche una solidarietà tra Regioni quando si tratta di garantire un bene collettivo sancito dalla Costituzione».
Sulla maternità surrogata, «non entro in un progetto all’esame del Parlamento. Voglio precisare che la Corte non si è mai occupata di maternità surrogata; la frase che lei ricordava è un inciso di una sentenza in cui, nel trattare del riconoscimento del figlio naturale nato attraverso maternità surrogata, si stigmatizza questa pratica per il possibile sfruttamento della donna e perchè lesiva della sua dignità. La Corte cerca di trattare in modo uguale i diritti dei figli nati da coppie dello stesso sesso. In Italia si fronteggia questo dilemma, che non sta a me sciogliere ma al legislatore. Possiamo immaginare che vengano trattati in modo diverso i nati? Partiamo da questi due fatti: sono “nati” e sono “in Italia”». «Su questa scelta il legislatore si dovrà misurare perchè sono soggetti bisognosi di tutela, anzi sono tra i soggetti più fragili perchè non hanno scelto come venire al mondo – dichiara la Presidente Sciarra -. La Consulta si è preoccupata di individuare un perimetro per tutelare questi soggetti titolari di diritti umani. Per esempio, il diritto all’identità, che per un “nato” deriva dalla presenza di un nucleo famigliare. La Corte dei diritti dell’uomo non si spinge a dire che tipo di famiglia debba essere quella che accoglie il nato, lasciando agli stati ampio margine di apprezzamento». «L’articolo 29 della Costituzione riconosce la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”. Poi però c’è l’articolo 2 con cui la Repubblica garantisce i diritti inviolabili dell’uomo “nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”. Le formazioni sociali costituiscono altri esempi di nuclei famigliari. La Corte non può ridefinire il concetto di famiglia scolpito nell’articolo 29, ma la stessa Costituzione prevede altre formazioni sociali in cui possono essere tutelati i diritti della persona».
E in merito al dibattito su riforme istituzionali e presidenzialismo, dice «quella del Presidente della Repubblica, nella Costituzione e nel contesto istituzionale italiano, è una figura molto originale, presente ma discreta, garante dell’unità nazionale in tutti i consessi, incluso quello europeo, con una presenza critica, mai succuba. A me, come cittadina, piacerebbe che non venisse toccato questo ruolo di un presidente con poteri che non sono soltanto di rappresentanza, ma sono di orientamento anche rispetto al ruolo dell’Italia nei consessi europei», sottolinea la Presidente Sciarra.
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Conte “Il Governo fa cassa sui poveri”. Grillo propone reddito universale

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo un problema di salari da 30 anni, abbiamo perso potere d’acquisto mentre negli altri Paesi il segno è positivo. Ci sono migliaia di lavoratori che si spaccano la schiena ogni giorno e non riescono ad arrivare alla fine del mese, è incostituzionale”. Lo ha detto Giuseppe Conte, il leader del Movimento 5 Stelle, dal palco della manifestazione #bastaviteprecarie, a Roma. “Il governo ascolti almeno Visco sul salario minimo, è la strada giusta questa. Il livello dell’occupazione è iniziato a salire ben prima che questo governo si insediasse, frutto del nostro lavoro durante la pandemia, quando abbiamo voluto proteggere il tessuto sociale ed economico invece di mandarlo in rovina. Nel sud sempre meno occupazione, il lavoro è sempre più precario e il governo secondo noi ha fatto un errore colossale quando il primo maggio ha inteso celebrare la festa del lavoro introducendo il decreto precarietà”, ha continuato Conte.
“La partita sul reddito di cittadinanza non finisce perchè il governo si è reso conto che sarebbe stato un disastro sociale abolirlo completamente, la revisione che hanno fatto metterà sul lastrico i cosiddetti occupabili, una categoria astratta. Andate a dire a chi non trova lavoro che verrà abbandonato dallo Stato – conclude il leader pentastellato -. Siamo a giugno non c’è ombra di nessun corso di riqualificazione. Noi ci siamo resi disponibili a migliorare le politiche attive, non vogliamo prendere in giro nessuno. Noi ci chiediamo: il governo vuole aiutare o fare cassa sulla povertà?”.

Sul palco della manifestazione è salito anche Beppe Grillo, co-fondatore del M5S. “L’intelligenza artificiale distruggerà milioni di posti di lavoro. Serve un reddito universale incondizionato. Vanno protetti i lavoratori, non il lavoro”, ha detto Grillo.
“Siete i leader di voi stessi. Fate le brigate di cittadinanza, mettetevi il passamontagna e di notte, senza farvi vedere, fate i lavoretti, sistemate i marciapiedi. Reagite – ha proseguito -.Tutti quelli che hanno lasciato il movimento mi hanno denunciato. Io sto vivendo la mia terza vita e mi reincarnerò nella quarta. Darei il voto ai sedicenni, ma andrei oltre. Andrei per aspettativa di vita, un sedicenne dovrebbe votare 8 volte e un ottantenne non dovrebbe votare”.

– foto xl3/Italpress –

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Giustizia, Nordio “Dall’Anm interferenze”

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TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – “L’interlocutore istituzionale del Governo e della politica non è il sindacato, ma il Csm”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, al Taobuk Festival di Taormina.
“Se un magistrato singolarmente ritiene che dal suo punto di vista una legge sia sbagliata dal punto di vista tecnico, nessuno ha il diritto di dire che interferisce”, ha sottolineato Nordio in merito alle dichiarazioni del presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia sulla riforma della giustizia. “In questo caso invece si tratta del rappresentante di un sindacato dei magistrati che aveva pronunciato una serie di critiche severissime prima ancora che fosse noto ufficialmente il testo del disegno di legge. Queste cose per me significano interferenze”, ha detto ancora il Guardasigilli.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Forza Italia, Cattaneo “Tajani lavori per partito aperto”

ROMA (ITALPRESS) – “Quello che stiamo facendo è un passo naturale, dopo un lutto che nessuno di noi avrebbe voluto vivere. Credo che oggi tutti avvertiamo il senso di responsabilità. L’unità ce l’avrebbe chiesta Berlusconi. E la merita la nostra gente”. Così il vice-coordinatore di Forza Italia, Alessandro Cattaneo, in un’intervista a la Repubblica. Sul ruolo di Tajani come presidente “traghettatore”, dice: “E’ giusto assegnargli quel ruolo, delicato, che saprà svolgere in una dimensione commisurata alle nuove sfide. Noi gli chiediamo di lavorare per un partito aperto, nel quale tutte le migliori forze siano incluse”.
Secondo Cattaneo “sicuramente serve una gestione unitaria. Siamo un partito in cui Berlusconi era l’alfa e l’omega, ora come guida abbiamo lo statuto, una bussola su cui innestare la nuova fase politica. Questo, senza impiccarci ai formalismi, significa proseguire nell’esempio di Berlusconi ma abbiamo anche la necessità di emanciparci”. Sul rischio di una fuga dal partito, Cattaneo chiosa: “Oggi non c’è questo pericolo. In fondo le prossime elezioni sono quelle europee e l’area più importante è la nostra, quella del Ppe”.
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