ROMA (ITALPRESS) – In Forza Italia andranno fatti «sacrifici» sul fronte delle liste elettorali. Lo ammette, in un’intervista al Corriere della Sera, il vicepresidente e coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani.
«Sono tutti meritevoli i nostri uscenti – spiega – e siamo certi di poter offrire agli elettori liste molto competitive. Certo i numeri sono ridotti rispetto al passato, il taglio dei parlamentari pesa per tutti. Ma troveremo il modo di far sentire ognuno parte della squadra . Chi ci metterà la faccia anche nelle sfide difficili, sarà sostenuto, valorizzato, sia nella vita del partito che alle amministrative, alle Regionali e alle Europee».
Tajani sottolinea che “la presenza stessa di FI nella coalizione è garanzia di un profilo liberale, cristiano, garantista, europeista, atlantico. E la continuità con il Pnrr e con le cose positive fatte dal governo Draghi è fuori discussione».
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Tajani “Anche Forza Italia farà sacrifici sui nomi. Il Pnrr non cambierà”
Elezioni, Meloni la più citata nelle conversazioni social
ROMA (ITALPRESS) – Giorgia Meloni è il politico più menzionato sui social nella settimana 8-14 agosto 2022. La leader di Fratelli d’Italia raccoglie un engagement di 456mila staccando ampiamente tutti gli altri esponenti politici (il primo è Carlo Calenda a 183.6). Un dato interessante è l’ampio divario tra le conversazioni sui leader e quello generato dai post dei leader stessi da cui emerge che la campagna elettorale, almeno in questa fase, è ristretta ad una community più specializzata.
Le conversazioni sui vertici dei partiti, quasi esclusivamente su Twitter (55,5%) e Instagram (30,9%), infatti, a fronte di 10.540 menzioni producono 75,7 milioni di impression totali, in crescita del 27,75% rispetto alla settimana precedente. Mentre dalle conversazioni generate dai post dei leader, frutto di appena 1.248 mentions totali, sono prodotte oltre 211,12 milioni di impression e Matteo Salvini continua ad essere quello che produce la reach più alta (60,5 milioni) seguito da Giuseppe Conte (41,3) e da Giorgia Meloni (37,3). Molto staccati Carlo Calenda, Matteo Renzi ed Enrico Letta. E’ quanto emerge dal monitoraggio Leader & Social di Telpress Italia srl, realizzata con Mediascope, la piattaforma tutta italiana di web e social listening. Leader & Social è l’analisi basata sul monitoraggio dei principali social network con l’obiettivo di avere una panoramica aggiornata in tempo reale sulle interazioni dei principali leader dei partiti e su quello che i leader stessi scrivono attraverso i loro profili social.
Nel periodo esaminato, si è registrato un incremento di mentions per Matteo Salvini ed Enrico Letta rispetto alla settimana precedente. Diminuiscono le citazioni per gli altri leader politici, in particolare per Luigi Di Maio e Nicola Fratoianni. Tra questi, Carlo Calenda è quello che ha raggiunto potenzialmente più utenti (14 milioni circa), seguito da Giorgia Meloni con quasi 13 milioni e un incremento del 10,61%. Il picco massimo di presenza lo raggiunge Giorgia Meloni il giorno 12 agosto. Il tema ricorrente è la presenza della fiamma nel simbolo di Fratelli d’Italia. Altro picco significativo il 12 agosto con il lancio della campagna #Credo della Lega.
Twitter si conferma il principale strumento di comunicazione social. Aumenta la presenza su Facebook e Instagram, solo Matteo Salvini e Giuseppe Conte utilizzano TikTok.
L’attività social di tutti i leader è in netto aumento rispetto alla settimana precedente.
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Elezioni, il 7 e 15 settembre confronti tv tra leader sulla Rai
ROMA (ITALPRESS) – “In vista della tornata elettorale del 25 settembre, nel più ampio contesto delle iniziative editoriali già avviate, la RAI inviterà al confronto i leader delle diverse formazioni politiche. Il Tg1 e la Direzione Approfondimento organizzeranno due “Serate Speciali – Il confronto” in cui si realizzerà un dibattito elettorale televisivo secondo un format prestabilito. Esattamente come accade in occasione dei grandi appuntamenti elettorali internazionali, sarà predisposto un sistema di “regole d’ingaggio” puntualmente definite per garantire ai protagonisti parità di condizioni e, al contempo, per assicurare ai telespettatori un dibattito che sia quanto più approfondito e coinvolgente.
La messa in onda dei “confronti” è stata programmata per la prima metà di settembre (nella sera del 7 e in quella del 15) e naturalmente, sarà soggetta alla formalizzazione delle liste elettorali e alla disponibilità delle stesse a partecipare.
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Elezioni, Conte “I candidati che ho proposto hanno ottenuto un ampio consenso”
ROMA (ITALPRESS) – “Entusiasmo e partecipazione: un sentito grazie alla comunità del Movimento 5 Stelle per la grande affluenza a queste ‘parlamentarie’. I candidati che ho proposto per lavorare alla nostra idea di Paese hanno ottenuto un ampio consenso, sfiorando il 90%. Avanti a testa alta! #dallapartegiusta”. Così su Twitter il leader del M5s, Giuseppe Conte, commenta il risultato delle parlamentarie.
Alle 22 di oggi si sono concluse le votazioni online per le parlamentarie del Movimento 5 Stelle, le operazioni di votazione degli iscritti delle proposte di autocandidatura per le elezioni politiche del 25 settembre 2022. Aventi diritto al voto: 133.664; hanno votato: 50.014. Al quesito “Approvi la proposta del Presidente Conte di inserire, con criterio di priorità, nelle liste di candidati in uno o più collegi plurinominali i nominativi di cui al seguente elenco? Chiara Appendino, Federico Cafiero de Raho, Maria Domenica Castellone, Alfonso Colucci, Sergio Costa, Livio De Santoli, Barbara Floridia, Michele Gubitosa, Ettore Antonio Licheri, Stefano Patuanelli, Riccardo Ricciardi, Roberto Scarpinato, Francesco Silvestri, Alessandra Todde, Mario Turco”, hanno risposto SI in 43.282 pari all’86,54% dei voti espressi; hanno risposto No in 6.732 pari all’13,46% dei voti espressi.
L’esito delle votazioni delle proposte di autocandidatura relative ai collegi plurinominali nelle circoscrizioni di Camera e Senato sarà reso noto nei prossimi giorni.
“Non è questione di fedelissimi: ho proposto questo listino ristretto, una piccola squadra di 15 persone” che “possono contribuire a realizzare le nostre battaglie”, aveva poco prima dichiarato il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intervistato dal direttore de La Stampa, Massimo Giannini, nella trasmissione “30 minuti al Massimo”. E sui rapporti con Beppe Grillo ha sottolineato: “Sono molto buoni, ci sentiamo costantemente. C’era stata effettivamente una incomprensione iniziale, ma ora c’è stata una ricomposizione. C’è stato un momento di scontro vero”, ma ora “si è trovato un equilibrio e riusciamo a collaborare”.
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Renzi “Letta più che a vincere pensa al rancore personale”
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi il mondo della politica commenta le scelte sui candidati del PD. A me pare che – dalla scelta di come costruire la coalizione ai nomi delle liste – la guida di Enrico Letta si sia caratterizzata più dal rancore personale che dalla volontà di vincere. Vedremo i frutti il 26 settembre. Auguro ogni bene a tutti, candidati ed esclusi, ed evito con cura ogni dibattito sul tema: mi hanno insegnato che la politica si fa coi sentimenti, non coi risentimenti”. Lo scrive Matteo Renzi nella enews. “Noi staremo sui contenuti – aggiunge – Noi non abbiamo candidati che hanno votato contro la fiducia a Draghi. Noi abbiamo chiara una idea di innovazione del Paese che passa dal dire SI’ alle infrastrutture necessarie, non NO a tutto. E noi non vogliamo alzare le tasse. Su questi temi siamo molto distanti, purtroppo, dal nuovo Pd”.
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Il Pd vara le liste, non mancano polemiche e malumori
Al termine di una lunga giornata di confronto, la Direzione del Pd, convocata per le 11 di ieri e slittata fino alle 21,30, per poi iniziare dopo le 23, ha approvato la delibera per votazione le liste per le elezioni politiche con 3 contrari e 5 astenuti. “Volevo ricandidare tutti gli uscenti ma era impossibile. Potevo imporre i miei ma ho cercato di comporre un equilibrio, perchè il partito è comunità”, ha detto il segretario dem Enrico Letta al termine della riunione. Letta correrà da capolista alla Camera in Lombardia e Veneto, Carlo Cottarelli sarà capolista al Senato a Milano, il virologo Andrea Crisanti sarà candidato capolista nella circoscrizione Europa. Non sono mancate polemiche e malumori per la esclusione di alcuni esponenti Dem di prima linea.
“La mia avventura parlamentare finisce qui. Mi hanno proposto un collegio elettorale perdente in due sondaggi, sono territori inidonei ai miei temi e con un forte radicamento della destra. Evidentemente per il Pd si può andare in Parlamento senza di me, è una scelta legittima. Resto nel partito, sono una donna di sinistra ma per fortuna ho altri lavori”. Anche Stefano Ceccanti, capogruppo uscente in commissione Affari costituzionali della Camera, ha smentito seccamente di aver accettato la candidatura a lui offerta. Parole dure anche da Luca Lotti: “Il segretario del mio partito ha deciso di escludermi dalle liste per le prossime elezioni politiche. Mi ha comunicato la sua scelta spiegando che ci sono nomi di calibro superiore al mio. Confesso di non avere ben capito se si riferiva a quelli che fino a pochi mesi fa sputavano veleno contro il Pd e che oggi si ritrovano quasi per magia un posto sicuro nelle nostre liste. Non lo so. Ma così è. Non sarò certo io a fare polemiche: non le ho fatte in questi anni e non comincerò oggi. La scelta – sottolinea – è politica, non si nasconda nessuno dietro a scuse vigliacche. Io sono abituato ad affrontare la realtà a testa alta, altrettanto faccia chi ha deciso. Aggiungo solo una riflessione. Dispiace, e non poco, scoprire che i dirigenti del mio partito abbiano abbandonato uno dei cardini della nostra identità: il garantismo. É stato un onore per me essere un deputato del Pd, il partito che ho contribuito a fondare e che, in questi ultimi anni, insieme a molti amici ho tenuto unito e compatto. Rifarei tutto. Anche quando alcune scelte sembrano più dettate dal rancore che dalla coerenza politica, mi troverete sempre dalla stessa parte. Dalla parte del Pd. Il Pd è casa mia. Lo sarà anche in futuro”. Saranno quattro i capislita under 35 nelle varie aree del Paese (Rachele Scarpa, Cristina Cerroni, Raffaele La Regina, Marco Sarracino) come preannunciato da Letta a testimonianza concreta di spazio e attenzione ai giovani. “Termino questo esercizio – ha dichiarato Letta- con un profondo peso sul cuore per i tanti no che ho dovuto dire. Peso politico e umano. Ma la politica è questo: assumersi la responsabilità”. (ITALPRESS).
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Ponte Morandi, 4 anni fa la tragedia. L’appello di Mattarella
ROMA (ITALPRESS) – “Nel quarto anniversario del crollo del Ponte Morandi, si rinnova il dolore della tragedia che ha colpito quarantatrè vittime. Una ferita che non si può rimarginare, una sofferenza che non conosce oblio, una solidarietà che non viene meno. Un dramma che segna la vita della Repubblica e per il quale la magistratura sta doverosamente accertando le responsabilità. Rinnovo anzitutto ai familiari, costretti a patire il dolore più grande, la più intensa solidarietà della nostra comunità nazionale”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel quarto anniversario dell’incidente di Genova. “Si manifesta l’esigenza di interventi adeguati a sostegno dei familiari delle vittime di tragedie come queste – prosegue Mattarella – occorre che la normativa sappia dare risposte a queste esigenze. L’azione svolta dal comitato dei familiari delle vittime è risultata preziosa, vero e proprio memoriale vivente della tragedia, in attesa della realizzazione del memoriale proposto a monito permanente”.
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Meloni “Fdi per il presidenzialismo, gli italiani sceglieranno”
ROMA (ITALPRESS) – “Fdi si batterà per il presidenzialismo, il Pd lo considera un pericolo per la democrazia. E gli italiani sceglieranno”. Lo dice il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un colloquio con il Corriere della Sera. Il presidenzialismo, dice Meloni, può rendere “autorevole, forte, stabile e dunque molto più competitiva la Nazione”. CIrca le polemiche sulle frasi di Silvio Berlusconi su Mattarella, “è stata fatta una gran polemica sul nulla. Non c’è nessuna dichiarazione di ostilità nei confronti di Mattarella. Il dubbio su cosa possa accadere dopo l’approvazione di una riforma ci può stare, ma noi pensiamo che la cosa più naturale e logica sia che una riforma di questa portata, che cambia l’assetto dei poteri, entri in vigore non a governo in carica, ma nella legislatura successiva. Esattamente come è avvenuto con la riduzione del numero dei parlamentari”. L’uscita del leader di Fi nasconde un accorso sulle cariche istituzionali? “Assolutamente no – afferma Meloni – Noi proponiamo il presidenzialismo da sempre, non c’è nessuna ragione contingente. Ci andrebbe bene anche se alla fine gli italiani dovessero scegliere un presidente di sinistra”. Meloni torna sulla questione della fiamma nel simbolo di Fdi. “Con rispetto e stima per la senatrice Segre: la fiamma nel simbolo di Fdi nulla ha a che fare con il fascismo, ma è il riconoscimento del percorso fatto da una destra democratica nella nostra storia repubblicana. Ne andiamo fieri”.
– Foto Agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).









