ROMA (ITALPRESS) – “Una mia candidatura? Ci sto pensando, ho avuto pressioni da parte di tantissimi non solo in Forza Italia, penso che alla fine mi candiderò al Senato così farò contente tutte queste persone che me lo chiedono”. Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ospite di “Radio anch’io estate”, Rai Radio 1. Riaguardo alla possibilità che Giorgia Meloni, se Fdi risulterà primo partito alle elezioni, possa fare il presidente del Consiglio, Berlusconi ha spiegato: “Meloni premier? Non ho mai detto di no, ho sempre detto che chi ha più voti proporrà il nome al capo dello Stato, se Fdi avrà più voti sono sicuro che Giorgia si dimostrerà adeguata al difficile compito, comunque a me interessano di più le cose da fare, la battaglia contro l’oppressione fiscale, contro la patrimoniale”.
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Berlusconi pronto al gran ritorno “Mi candiderò al Senato”
Meloni “Fascismo consegnato alla storia da decenni”
ROMA (ITALPRESS) – “La Destra italiana ha consegnato il fascismo alla storia ormai da decenni, condannando senza ambiguità la privazione della democrazia e le infami leggi anti-ebraiche. E senza ambiguità è ovviamente anche la nostra condanna del nazismo e del comunismo, l’unica delle ideologie totalitarie del XX secolo che è ancora al potere in alcune nazioni, sopravvivendo ai suoi tragici fallimenti, che la sinistra fatica a condannare, forse anche perché dall’Unione Sovietica ha ricevuto per decenni generosi finanziamenti”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni rivolgendosi alla stampa internazionale.
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Letta “Meloni cerca di incipriarsi ma con Vox e Orban è complicato”
ROMA (ITALPRESS) – “Giorgia Meloni sta cercando di riposizionarsi, di cambiare immagine e di incipriarsi ma mi sembra un pò complicato se il punto di riferimento è Orban”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, nel corso di una conferenza stampa congiunta con +Europa. “E’ un modo per rifarsi l’immagine – ha aggiunto – ma c’è differenza tra l’intervista e il discorso in Spagna per la candidata di Vox. Suggerirei di non fare un discorso per il pubblico spagnolo e uno in Italia, ognuno di noi ha una faccia sola”.
A stretto giro la replica della leader di FdI che, in un post su Facebook, scrive: “Caro Letta, al netto della misoginia che questa frase tradisce e dell’idea secondo la quale una donna dovrebbe essere attenta solo a trucchi e borsette, il vostro problema è che non ho bisogno di ‘incipriarmi’ per essere credibile. La posizione di Fratelli d’Italia in politica estera è coerente ed estremamente chiara. E ha come stella polare la difesa dell’interesse nazionale italiano. E non accettiamo lezioni da chi si erge a paladino dell’atlantismo ma poi stringe patti con la sinistra radicale nostalgica dell’Urss. Noi non abbiamo bisogno della cipria, mentre voi non riuscireste a coprire le vostre contraddizioni neanche con lo stucco”.
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Tajani “Il voto utile dei moderati è a Forza Italia”
ROMA (ITALPRESS) – C’è “un solo voto utile che si può dare ai moderati”, ed è quello “a Forza Italia”. Così Antonio Tajani, coordinatore e vice presidente di Forza Italia, in un’intervista al Corriere della Sera. Tajani dice di non temere la concorrenza dell’eventuale terzo polo formato da Azione e Italia Viva: “No, perchè non credo che i cittadini scelgano un fronte perdente quando ci sono da risolvere problemi cruciali per l’Italia e per rilanciare l’economia del Paese. Ed è giusto scegliere di dare forza al centro, ma a un centro che – come quello che rappresentiamo noi – non cambia idea ogni cinque minuti, sta sempre dalla stessa parte, ha un programma chiaro, un leader autorevole, una collocazione decisiva nel Ppe, richiamato nel nostro simbolo”. Forza Italia, spiega, è “una forza atlantista, europeista, moderata, affidabile, liberale, che ha governato questo Paese, che ha mantenuto le sue promesse. Non un autoproclamato terzo polo creato in laboratorio per fare da sponda al Pd: se è quel tipo di alleanza che cercano, gli elettori farebbero meglio a scegliere direttamente il Pd, sapendo per chi votano. Per la patrimoniale, la tassa si successione, per ricette che non fanno crescere il Paese. Calenda non è nostro rivale, il nostro rivale è la sinistra”. In merito al rischio che la coalizione di Cdx possa essere sbilanciata a destra, Tajani dice: “Per questo il voto utile è a noi e non ad altri, per fare della nostra una vera coalizione di centrodestra, equilibrata nelle sue componenti. Disperdere il voto dandolo a chi lo porterebbe a sinistra indebolendo l’area di governo che noi vogliamo rappresentare sarebbe un grave errore. E mi sembra proprio che i sondaggi che attestano la nostra crescita dimostrino che gli italiani hanno capito”. Nel caso Fdi fosse primo partito, Meloni sarebbe candidato premier? “E’ normale che tutti i partiti ambiscano al primato. Chi lo avrà potrà, confrontandosi con gli alleati, proporre il nome del capo del governo al capo dello Stato, come Costituzione prevede. Adesso pensiamo a vincere, che nulla è scontato”.
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Meloni “Garanti dell’Italia nella Nato.” Il Cav “Giorgia saprà fare il Premier”
ROMA (ITALPRESS) – “Noi vogliamo un’Italia saldamente nella Nato. Questo non ci impedisce di lavorare per un’Alleanza più equilibrata, che sia protagonista di pace, sicurezza e stabilità mondiale e che tenga a bada certi avventurismi tipici dei Democratici americani. I Balcani occidentali sono un’area strategica per l’interesse nazionale italiano, la Serbia è un Paese amico, candidato all’adesione all’Ue e da sempre in relazioni strette con la Russia. Polarizzare la situazione in quell’area rischia di portare a scenari inimmaginabili e bisogna evitarlo a tutti i costi, abbiamo bisogno di unire e di non lasciare nessuna nazione europea nell’orbita di Mosca”. Lo dice il presidente di Fdi Giorgia Meloni in un’intervista a Panorama. Diversi i punti toccati dalla leader di Fdi. Tra questi la gestione dell’immigrazione: “La gestione del ministro Lamorgese è stata disastrosa, i numeri sono impietosi – afferma – Sento dire dalla sinistra che non si può tare campagna elettorale agitando spettri come l’immigrazione a cui nessuno crede più. Noi non agitiamo spettri ma, come sempre, partiamo dai fatti: l’immigrazione è fuori controllo grazie a non-politiche scellerate che hanno fatto dell’Italia il campo profughi d’Europa. Anche l’ultimo accordo Ue aumenta la responsabilità degli Stati di primo approdo come l’Italia, mentre non c’è ancora traccia della solidarietà europea tanto sbandierata. Porre un argine a questa follia sarà una nostra priorità”. Intanto da Silvio Berlusconi arriva “l’incoronazione” per la Presidenza del Consiglio: “Se Fdi avrà più voti sono sicuro che Giorgia si dimostrerà adeguata al difficile compito”.
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Letta “Il Pd sarà il primo partito, rovesceremo la campagna elettorale”
ROMA (ITALPRESS) – “Vogliamo vincere le elezioni e rovesciare questa campagna elettorale cominciata per colpa di Conte con la caduta del governo Draghi. Il Pd sarà il primo partito”. Così il segretario Pd Enrico Letta a Filo Rosso su Rai3. E in caso di vittoria, “a fine legislatura gli insegnanti saranno pagati con una retribuzione che sarà la media di quella degli altri insegnanti europei. Prendo l’impegno. E’ una cosa che vorrei fortissimamente”, ha detto Letta. Parlando degli avversari politici, secondo Letta alla fine “Renzi e Calenda andranno insieme”. Entrambi dirigono “partiti politici in competizione aspra con noi”. Renzi e Calenda “questa legislatura l’hanno fatta da eletti del Pd, ma siccome non possono pensare di stare in un partito in cui ci sono anche altri, hanno fatto un’altra scelta”. Parlando degli avversari del centrodestra, “i due riferimenti di Meloni e Salvini sono l’Ungheria e la Polonia. Le loro foto sono con Trump, con Orban, con Kaczinsky, con La Pen. La loro idea di nazionalismo è totalmente il contrario di quella che ha portato all’Italia la vera speranza, il Pnrr, il next geneation Ue. Hanno un’idea di Europa che è totalmente diversa da quella che è necessario”. “Gli italiani – dice Letta – sanno che questa destra non è in grado di governare il paese, noi propiniamo una alternativa, diciamo mettetevi nelle mani di chi sa governare meglio, per evitare che l’italia finisca con l’Ungheria”.
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Uncat “Professionalizzazione del giudice tributario risultato storico”
ROMA (ITALPRESS) – La professionalizzazione del giudice tributario è un “risultato storico” che Uncat “ha contribuito a raggiungere mediante anni di intensa attività a tutti i livelli”. Anche alcune norme processuali e organizzative, che tendono a garantire una maggiore parità tra le parti, a ridurre i tempi della giustizia e a rendere più incisiva e qualificata la funzione nomofilattica della Cassazione in materia tributaria, sono state “fortemente volute” da Uncat. Ma, “nonostante le luci”, Uncat “non può che sorridere mestamente di fronte ad una riforma che lascia quella tributaria una giurisdizione ‘anomala’ e minore rispetto alle altre giurisdizioni”. Così Uncat, l’Unione Nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi, commenta l’avvenuta approvazione definitiva oggi alla Camera, della riforma della Giustizia Tributaria. Bene senz’altro l’accesso in magistratura per concorso, che Uncat continua a considerare una svolta epocale – spiega Uncat – Bene, sotto il profilo processuale, anche l’ammissione della prova testimoniale e la introduzione del tentativo di conciliazione ad opera del giudice. “Bene – prosegue Uncat – la costituzione, per legge, di una sezione civile della Cassazione specializzata in materia tributaria. Importante è stato l’emendamento che ha eliminato i previsti limiti all’appello. Ma questa riforma, nonostante il cambio del nome alle commissioni tributarie, ha al suo interno faglie gravi di carattere ordinamentale che continuano a relegare nei fatti la giurisdizione tributaria ad un ruolo di serie B. Le più macroscopiche sono: il mantenimento ‘sotto’ il Mef della giurisdizione tributaria (i giudici tributari, così come il personale delle segreterie delle Corti, in sostanza, continueranno ad essere e, anzi, lo saranno ancora di più, dipendenti da una delle parti del processo che, peraltro, è titolare della piattaforma del processo telematico) e ciò, oltretutto, nonostante un effettivo rafforzamento della indipendenza del CPGT; lo ius postulandi che continua ad essere riconosciuto, oltre che ai commercialisti, anche ad ingegneri, architetti, geometri, periti industriali e agrari etc.; l’assenza di un ‘ascensore’ in Cassazione dei magistrati tributari, divenuto a questo punto improponibile a seguito del sopraggiunto riconoscimento ai laureati in economia del diritto ad accedere alla magistratura tributaria”. Sotto il profilo processuale, per Uncat “va segnalata in negativo l’introduzione di un istituto che collega la ‘buona patente fiscale’ del contribuente ad un ‘favor’ nel processo, innestando così nell’ambito del processo un ‘pregiudizio’ nel giudizio, del tutto inammissibile sia esso negativo o positivo, nonché va rilevata l’assoluta inutilità della norma che sancisce l’onere della prova a carico dell’amministrazione finanziaria atteso che trattasi di un principio già sancito dall’ordinamento giuridico, pacificamente ammesso dal diritto vivente e che non è fonte di contestazioni”. Uncat “da anni ha chiesto di por mano alla Giurisdizione tributaria per garantirle pari dignità rispetto alle altre. Il risultato definitivo, anche alla luce degli emendamenti da ultimo approvati, rappresenta una riforma incompiuta rispetto ad un obiettivo preciso e non retorico: la effettiva parità delle parti nel processo fiscale e la garanzia di un ‘giusto processo'”. “Siamo certi che la riforma non porti al raggiungimento di questo obiettivo – conclude la nota – Per questo Uncat, pur cogliendo gli importanti aspetti positivi di questa riforma, continuerà a chiedere un vero cambiamento, perché il nome di Corti di giustizia tributaria corrisponda ad una realtà ordinamentale sostanziale”.
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Elezioni, Berlusconi “Candidarmi? Vedremo”
ROMA (ITALPRESS) – “Sul mio futuro vedremo, oggi parliamo del futuro del Paese che amiamo, del futuro dell’Italia. Mi hanno assalito tutti quelli del mio partito e di altri dicendo: è importante che lei si candidi, io ho detto che devo pensare un pò e poi decidiamo”. Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a Radio24. “Noi non vogliamo creare ulteriore deficit, ma poichè governeremo per i prossimi 5 anni sono convinto che la crescita che produrremo ci consentirà ulteriore abbassamento della pressione fiscale anche al di sotto del 23%”, ha aggiunto. A chi gli domanda se la flat tax entrerà nel programma dei primi 100 giorni di governo ha risposto: “sì assolutamente, ne abbiamo discusso a lungo con i nostri alleati, questo è un punto fondamentale del nostro programma”. Inoltre “il nucleare pulito, i rigassificatori, il massiccio impiego di risorse per le energie rinnovabili sono nel nostro programma”.
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