Home Politica Pagina 323

Politica

Mattarella “Sulla strage di Bologna ricercare la verità completa”

ROMA (ITALPRESS) – “L’ordigno che 42 anni or sono uccise a Bologna persone casualmente presenti quella mattina alla stazione ferroviaria, risuona ancora con violenza nel profondo della coscienza del Paese. Fu un atto di uomini vili, di una disumanità senza uguali, tra i più terribili della storia repubblicana. Un attacco terroristico che pretendeva di destabilizzare le istituzioni democratiche e seminare paura, colpendo comuni cittadini impegnati nella vita di tutti i giorni. Nel giorno dell’anniversario il pensiero si volge anzitutto ai familiari, costretti a patire il dolore più grande, che hanno saputo trasformare in impegno civile, per testimoniare all’intera società che le strategie del terrore mai prevarranno sui valori costituzionali della convivenza civile”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’anniversario della strage di Bologna del 2 agosto 1980. “L’azione solidale dei familiari merita la gratitudine della Repubblica. La loro tenacia – aggiunge – ha sostenuto l’opera di magistrati e di servitori dello Stato che sono riusciti a fare luce su autori, disegni criminali, ignobili complicità. La matrice neofascista della strage è stata accertata in sede giudiziaria e passi ulteriori sono stati compiuti per svelare coperture e mandanti per ottemperare alla inderogabile ricerca di quella verità completa che la Repubblica riconosce come proprio dovere”, conclude il capo dello Stato.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it.

Elezioni, Conte “Nessun contrasto con Grillo per le liste”

ROMA (ITALPRESS) – “Sui giornali leggo continuamente di contrasti tra me e Grillo per la formazione delle liste: noi abbiamo uno statuto chiaro con regole precise. Stiamo scrivendo i regolamenti, in linea con lo statuto, con dei criteri per le candidature e le autocandidature che saranno votate dagli iscritti in rete”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a “Radio anch’io estate” su Radio1.
“Ci saranno tutti gli elementi perchè questa candidature rispondano ai principi e ai valori del Movimento, perchè sono tutti candidati che dovranno concordare e condividere la nostra carta dei principi e dei valori: questa è la novità”, ha aggiunto. Per Conte “il campo largo è diventato un campo di battaglia: chi di arroganza ferisce, il Pd, di arroganza perisce. Vedete Calenda come sta trattando il Pd. Lasciamoli litigare. Noi invece siamo da soli, coerenti. Noi siamo il campo giusto”.
Poi, una frecciata al Pd: “Il Pd non può pensare di umiliare, di mancare di rispetto ai suoi alleati e poi, se si trova in difficoltà, di ritornare da noi e di fare dei cartelli elettorali. Il Pd deve assumersi di fronte ai suoi elettori le proprie responsabilità, dovrà spiegare ai suoi elettori perchè si è comportato come la Lega o Forza Italia, spingendo fuori il M5S”.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Botta e risposta Letta-Calenda “No veti”, “Chiudiamo la partita”

0

Botta e risosta fra il segretario del Pd, Enrico Letta, e il leader di Azione, Carlo Calenda, sul tema delle alleanze in vista delle elezioni del 25 settembre.
“Il nostro appello è per includere e non per escludere, sono pronto a incontrare tutte le anime del centrosinistra, ovviamente anche Calenda e Della Vedova, ma senza che si cominci con veti ed esclusioni, soprattutto personali. Lo si fa con patti chiari e amicizia lunga”,  ha detto il segretario dem. “Questo lo dico perchè Calenda e io ci siamo incontrati tre giorni fa, ci siamo stretti la mano ed eravamo d’accordo su una strada che due giorni dopo è stata ribaltata e fatta saltare. Io sono abituato che quando ci si stringe la mano e ci si guarda negli occhi si va avanti, se tutto poi salta vuol dire che stringersi la mano non serve a niente. Sono perchè ci si incontri, patti chiari e amicizia lunga – ha aggiunto – perchè abbiamo la responsabilità di stare insieme e di fare un accordo elettorale. Disponibilissimo a farlo, a discutere senza preclusioni trovando le soluzioni migliori con lo spirito giusto, no veti e non sportellate, è un metodo con cui faccio fatica a discutere”.
A stretto giro la replica di Calenda. “I patti sono chiarissimi. No Bonelli, Fratoianni che sono contro Draghi negli uninominali, no Di Maio negli uninominali. Già accettarli in coalizione per noi è problematico, ma ti siamo venuti incontro. D’altro canto ci impegniamo a non candidare negli uninominali personalità divisive per il centrosinistra. Sui temi: agenda Draghi, non tasse e bonus. Risposte nette su rigassificatori e modifica Rdc. Queste cose le hai sul tavolo da giorni. Legittimo dire ‘non riesco’ ma chiudiamo questa partita”.
Già in precedenza c’erano state delle schermaglie quando, al termine della segreteria nazionale del Pd allargata ai vertici istituzionali e del partito, era stato approvato un appello nel quale il partito “fa appello a tutte le forze politiche con cui, dopo le dimissioni del governo Draghi, si e’ lavorato per fare nascere un campo di forze democratiche e civiche: si proceda, senza veti reciproci, a costruire un’alleanza che prosegua nel forte impegno europeista che l’esecutivo guidato da Draghi ha saputo interpretare e che sia in grado di dare all’Italia un governo capace di consolidare la crescita, combattere le diseguaglianze e affrontare con credibilità l’emergenza economica, sociale e ambientale e la difficile situazione internazionale. Noi siamo impegnati a far prevalere lo spirito unitario perchè crediamo che, per essere vincenti in questa situazione, sia assolutamente necessario valorizzare quel che unisce e non quel che divide. Ogni divisione oggi rappresenterebbe un regalo alla destra che l’Italia non può permettersi”. La risposta di Calenda e Della Vedova non tardava ad arrivare. “L’appello della segreteria del Pd non rappresenta una risposta ai temi politici che abbiamo posto ieri al segretario Letta. Risulta poco credibile, peraltro, il riferimento a una alleanza nel solco di Draghi mentre si mantiene come prioritario l’accordo con forze che sono state sempre all’opposizione del governo Draghi. Vedremo se una risposta ci sarà e quale sarà. Restiamo in attesa”.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

 

Di Maio “Fronte riformista deve essere unito”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi siamo insieme per lanciare la nostra forza politica: Impegno Civico. E’ un partito riformatore che guarda con attenzione a innovazione, ecologia, giovani e al sociale. Non vogliamo parlare agli estremismi, a coloro che fondano la loro politica sul no”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso della presentazione del nuovo progetto politico con Bruno Tabacci “Impegno Civico”. “La nostra forza politica che oggi si mette in cammino – ha aggiunto – guarda al futuro dei prossimi decenni. Tutti insieme per cambiare l’Italia e migliorarla e sono sicuro che gli amici di viaggio sono di qualità. Saremo moderati e pensiamo che questo sia un vantaggio. Impegno Civico si dovrà prendere cura dell’Italia e questo significa considerarla tutta, sia nelle parti deboli che di quelle avanzate”. “Gli italiani realizzeranno quanto accaduto al governo Draghi al loro rientro dopo le meritate vacanze – ha affermato – troveranno uno scenario politico diviso in due: da una parte gli estremismi e dall’altra l’area che possiamo definire draghiana. Quelli che hanno fatto cadere il governo sono degli estremismi e contro questi estremismi oggi serve unità. Il fronte riformista deve essere unito”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).

Elezioni, strada in salita per l’accordo tra Letta e Calenda

ROMA (ITALPRESS) – Sembra complicarsi l’ipotesi di alleanza tra Pd e Azione di Carlo Calenda. “Mi sento di fare un appello accorato a tutti coloro che in queste ore hanno dubbi sul fatto di creare una larga, importante e convinta alleanza che sia in grado di battere le destre – ha detto il segretario Dem Enrico Letta – Coloro che pensano che fare un terzo polo che si mette in mezzo sia conveniente o possa essere più utile. Un terzo polo in questo momento è il modo migliore per aiutare le destre che non hanno bisogno di ulteriori aiuti”. Così il segretario Pd Enrico Letta, a margine della Festa regionale del Pd di Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia. Poi più direttamente al leader di Azione: “Il tempo passa e credo che ne resti poco davanti – afferma Letta – Non credo che sia stato sbagliato in questi giorni discutere e prenderci qualche giorno per riflettere. Penso che nei
prossimi giorni bisogna decidere, non possiamo perdere altro tempo. Credo che l’inizio della prossima settimana sia il momento giusto per chiarirci le idee”. Da parte sua, Calenda risponde a Letta che “quello che aiuta di sicuro la destra e’ una coalizione eterogenea, confusa e poco credibile. Cerchiamo di evitarla. Noi ce la stiamo mettendo tutta. Le questioni le conosci da giorni. Stasera le abbiamo messe per iscritto con Piu’ Europa.
Aspettiamo una risposta”. Ieri insieme al segretario di +Europa Benedetto della Vedova Calenda ha inviato una lettera al segretario Pd in cui hanno ribadito i punti fondamentali già sottolineati in questi giorni e sui quali, dice Azione, non è ancora arrivata
ancora risposta.
Europa.

– Foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

M5s, Conte “Chi va via cerchi collocazione ma non rompa le scatole”

ROMA (ITALPRESS) – “La regola dei due mandati è un monito e un impegno. Un ‘monitò perchè chi lavora con il Movimento è costantemente invitato a tenere presente che l’incarico che ha avuto non può diventare mestiere di vita. Un ‘impegnò perchè il Movimento, attraverso la rotazione delle cariche elettive, offre ai propri elettori maggiori garanzie che i portavoce intenderanno la politica come un servizio per i cittadini piuttosto che un’assicurazione per il proprio futuro professionale. Se dovessimo graduare l’operato dei parlamentari sulla base dell’efficacia dell’azione politica, della corrispondenza tra gli impegni assunti in campagna elettorale e risultati ottenuti, i parlamentari che sono rimasti nel Movimento dovrebbero essere confermati tutti, in blocco. Ma purtroppo la democrazia rappresentativa non conosce questo metro di giudizio”. Così, in un post su Facebook, il presidente del M5S Giuseppe Conte.
“A questo inconveniente – aggiunge – ovvieremo trovando le forme e i modi per valorizzare il patrimonio di competenze ed esperienze dei portavoce. Non è facile accettare questa regola che va contro la natura umana. E’ difficile mantenere la parola data e seguire un percorso di coerenza. E, tuttavia, quando persone che hanno avuto tutto dal Movimento e sono arrivate dove sono grazie ai principi e alle regole del Movimento – diventando ministri, capigruppo, sottosegretari – decidono di rinnegare tutto questo, potrebbero agire quantomeno con discrezione. Ci risparmino i tentativi di nobilitare questi loro mutamenti di rotta. Ci risparmino le lacrime di coccodrillo, le giustificazioni ipocrite, le prediche farisaiche. Che vadano liberi, in pace, a cercarsi una nuova collocazione. Ma non ci rompano le scatole”, conclude Conte.
(ITALPRESS).
-foto agenzia fotogramma.it-

Ucraina, Papa “Unica cosa ragionevole da fare è negoziare”

ROMA (ITALPRESS) – “Anche durante il viaggio non ho mai smesso di pregare per il popolo ucraino, aggredito e martoriato, chiedendo a Dio di liberarlo dal flagello della guerra. Se si guardasse la realtà oggettivamente, considerando i danni che ogni giorno di guerra porta a quella popolazione ma anche al mondo intero, l’unica cosa ragionevole da fare sarebbe fermarsi e negoziare. Che la saggezza ispiri passi concerti di pace”. Così Papa Francesco parlando alla folla in piazza San Pietro dopo l’Angelus.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Elezioni, Zaia “Centrodestra non abbia paura di cambiare”

0

“Potremmo anche vincere le elezioni. Ma se non lanciamo il cuore oltre l’ostacolo, rischiamo di costruire un governo che finisce un’epoca senza iniziarne una nuova. Credo che come Lega e come centrodestra abbiamo dei valori, alcuni dei quali irrinunciabili. Ma i progetti che dobbiamo costruire, devono rifuggire da facili fondamentalismi e da dogmi indiscutibili. Dobbiamo uscire da gabbie ideologiche che lasciamo volentieri alla sinistra”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il governatore del Veneto Luca Zaia. “Essere di centrodestra non vuol dire coccolare amarcord ideologici. Dobbiamo contrastare una narrazione che ci descrive come quelli con l’anello al naso”, spiega e “l’errore più grande sarebbe avere paura di cambiare”. Zaia chiarisce: “Sto dicendo che il centrodestra di oggi non è quello di trent’anni fa. Anche perché dobbiamo renderci conto che siamo di fronte a cittadini che, a differenza della politica, hanno già superato il tema dei colori della squadra”. Per il governatore ” la conditio sine qua non è un programma solido, condiviso e di grande visione. Dobbiamo disegnare il Paese che vogliamo per i prossimi 15 anni. Inutile dire che per noi veneti la premessa a tutto è l’autonomia. E’ un tema di credibilità irrinunciabile e di efficienza”. Infine, un auspicio per la campagna elettorale: “Spero che si evitino le polemiche inutili, le offese… Il settembre che si avvicina non è solo quello delle elezioni, ma quello dei tanti nodi che arriveranno al pettine. Dovremo essere attrezzati”. (ITALPRESS).