Home Politica Pagina 327

Politica

Tajani “Liste uniche con la Lega ipotesi mai esistita”

ROMA (ITALPRESS) – “La questione dei nomi è secondaria. Io non sono candidato a nulla, io non ho ambizioni, ho un leader che si chiama Silvio Berlusconi e toccherà a lui guidare Forza Italia e il centrodestra verso la vittoria. L’importante è vincere le elezioni, vinciamo la partita e poi vediamo chi alza la coppa”. Così il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, a Radio Anch’io su Rai Radio1. “Noi non abbiamo preclusioni nei confronti di nessuno”, ha aggiunto Tajani che poi ha detto “Fare le liste uniche con la Lega è una ipotesi che non è mai esistita, noi correremo con il nostro simbolo e lo faremo orgogliosamente. Noi non faremo mai nessuna lista, nè con la Lega e nè con gli altri”. Quindi rivela: “Ci sarà in settimana l’incontro tra i leader, dovrebbe essere mercoledì, vogliamo presentare all’Italia un progetto di Paese. Ci sono una serie di cose importante da fare, dobbiamo riuscire a combinare l’economia reale e con quella ambientale per dare una prospettiva nei prossimi anni”, ha concluso.

Foto: agenziafotogramma.it

(ITALPRESS).

Letta “Pronti a una campagna elettorale casa per casa. O noi o la Meloni”

0

“La scelta alle elezioni del 25 settembre è chiara: o noi o Meloni”. Enrico Letta è convinto di poter vincere la sfida con la destra. In una intervista a Repubblica spiega: “Trasformeremo le 400 feste dell’Unità previste in tutta Italia da qui al voto in luoghi di dibattito, ma anche di chiamata ai volontari. Ne metteremo insieme 100 mila e li guiderà Silvia Roggiani. Ad agosto saremo in tutte le città semideserte, nelle periferie, per parlare con chi in vacanza non è potuto andare. Porteremo la solidità delle relazioni umane e le nostre proposte. Come recitava l’ultima frase di Berlinguer, sarà una campagna casa per casa, strada per strada”. (ITALPRESS).

Tajani “Io candidato premier? Pronto a dare il mio contributo”

0

“Io non so nulla se non che sono sempre stato e sarò pronto a dare il mio contributo per far vincere il centrodestra e soprattutto per presentare un programma, una squadra, una coalizione autorevole e seria per affrontare il momento duro che si presenta. Perché il problema è risollevare l’Italia, non cercare candidati premier”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani. “Io non ho ambizioni di premierato – aggiunge -, non sono candidato, sono a disposizione di Berlusconi e della coalizione per quello che tutti insieme vorremo fare. Sono sempre stato un soldato e non ambisco a nulla se non a essere utile al Paese e al centrodestra”. (ITALPRESS).

foto: agenziafotogramma.it

Conte “L’agenda Draghi è lontana dalla giustizia sociale”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ vero, Enrico. L’Italia è stata tradita quando in Aula il Premier e il centrodestra, anzichè cogliere l’occasione per approfondire l’agenda sociale presentata dal MoVimento 5 Stelle, l’hanno respinta umiliando tutti gli italiani che attendono risposte: basta salari da fame e precarietà per i nostri giovani, buste paga più pesanti per i lavoratori, tutela delle 50mila piccole imprese dell’edilizia a rischio fallimento, lotta all’inquinamento vera e non trivelle e inceneritori”. Così su Facebook il presidente del M5S, Giuseppe Conte, risponde a un post del segretario del Pd Enrico Letta di sostegno a Mario Draghi.
“”L’agenda Draghi” da voi invocata ha ben poco a che fare con i temi della giustizia sociale e della tutela ambientale, che sono stati respinti e umiliati sprezzantemente. Ma adesso non è più tempo di formule e giochi di palazzo – aggiunge Conte -. Ora ci sono le elezioni, non voteranno solo i noti commentatori di giornali e talk show che ci attaccano e i protagonisti dei salotti finanziari che ci detestano. Anche chi non conta e chi non ha voce potrà far pesare il proprio giudizio. Noi per loro ci saremo sempre”.

– foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

“Oltre il Sistema”, Palamara “La battaglia di verità continua”

0

ROMA (ITALPRESS) – “La battaglia di verità continua”. Così Luca Palamara ha presentato la sua associazione “Oltre il sistema” nel corso di un incontro organizzato all’Hotel Baglioni di Roma. Palamara ha illustrato i punti fondamentali e l’impegno dell’associazione, anche in vista delle prossime elezioni politiche del 25 settembre, e ha annunciato la sua candidatura. “C’è una parte del Paese, ormai quasi il 50% – ha detto -, che non vota più. È tanto ed è una parte che va recuperata: è l’altra parte che può scardinare l’attuale assetto”. “Il senso di questa associazione – ha spiegato Palamara – è molto chiaro. C’è bisogno di uno shock: deve finire l’idea che il tema della giustizia e del processo penale possa essere utilizzato per colpire questo o quel nemico politico. No all’uso politico della giustizia. Questo deve essere un tema – ha sottolineato – al quale penso che chiunque debba unirsi, chiunque voglia portare avanti una battaglia di civiltà”.

“Se il compito dello Stato in materia di giustizia è cercare chi commette i crimini fuori dallo Stato – ha aggiunto -, deve esserci anche quello di trovare chi li commette dentro lo Stato”. Poi Palamara ha affrontato diversi temi come quello della famiglia e “il problema della carcerazione preventiva”. “Su questi temi – ha spiegato – penso che debba iniziare un forte scossone della società civile e di ciascuno di noi”. Tutto comincia comunque dalla giustizia, che rappresenta un “simbolo” da cui far partire l’impegno dell’associazione. “Il tema della giustizia deve essere quello di partenza”, ha affermato, poi “ci sono tanti altri temi importanti. È un percorso – ha spiegato – che va creato e strutturato. Riguarda il tema dell’ambiente e del territorio, le problematiche della sanità, il tema della tutela del territorio, penso a tutte le problematiche delle forze dell’ordine, riguarda il mondo della pubblica amministrazione”, ha detto.

“Penso – ha aggiunto – soprattutto ai giovani che vengono fuori dal mondo della scuola e dell’università e che vogliono avvicinarsi alle professioni”. Per Palamara è “l’inizio di un percorso che però deve avere evoluzioni”. “Questa piattaforma – ha evidenziato – è a disposizione di chi vuole fare quello che non è stato fatto sul mondo della giustizia. È a disposizione di tutti. È un tema sul quale negli ultimi anni molto si è battuto l’elettorato del centrodestra. Però adesso – ha aggiunto – bisogna andare avanti, bisogna andare oltre e bisogna avere il coraggio. E coraggio significa mettere da parte il tatticismo, gli accordi e le riforme al ribasso”. Secondo Palamara, quindi, “sarà l’inizio di un grande percorso”. “L’inizio – ha spiegato – di un percorso di chi non si accontenta di una verità superficiale, di chi vuole cambiare il Paese, di chi vuole vivere in uno Stato democratico nel quale armi improprie non possono essere più utilizzate per eliminare questo o quel nemico politico. Uno Stato liberale – ha concluso – nel quale il garantismo possa prendere il sopravvento sull’idea del sospetto e sul giustizialismo”.

– foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

M5S, Grillo “Il doppio mandato diventi legge”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Movimento c’è, non c’è, non lo so se è disintegrato, se è molecolare o quantico”. Così il co-fondatore del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, in un video postato sul suo blog.
“La cosa che so – ha proseguito – è che i nostri due mandati sono la nostra luce in questa tenebra incredibile. I due mandati sono l’interpretazione della politica in un altro modo. I due mandati sono un antibiotico. Sia io che Casaleggio quando abbiamo fatto queste regole non le abbiamo fatto per per avere dei titoli, degli incarichi, ma le abbiamo fatto perchè ci vuole l’interpretazione della politica in un altro modo. La verità è che tutti questi sconvolgimenti dentro il nostro movimento, queste sparizioni da una parte all’altra, queste defezioni, sono causate da questa legge che è innaturale. C’è gente che fa questo lavoro, entra in politica per diventare poi una cartelletta: Giggino (Di Maio, ndr) la cartelletta adesso è di là che aspetta di archiviarsi in qualche ministero della Nato. E ha chiamato decine e decine di cartellette insieme a lui, e aspettano di essere archiviati a loro volta in qualche ministero. Questa legge dei due mandati – ha incalzato Grillo – deve diventare una legge di Stato”.

– foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Meloni “Governa chi vince alle urne, la regola non cambia”

ROMA (ITALPRESS) – “Chi prende più voti andrà a Palazzo Chigi. Questa regola ha sempre funzionato: chi vince governa. Non abbiamo nemmeno il tempo di cambiarla”. Lo dice in un’intervista a La Stampa Giorgia Meloni, in merito alla candidatura alla premiership nel centrodestra.
Su Draghi, Meloni spiega: “Non ho capito tutte le sue mosse. Era evidente che fosse stufo delle liti Prima si è dimesso, poi ha deciso di tornare indietro. Fin qui c’è una logica. Da quel punto in poi non mi è chiara la strategia: lui ha preso in considerazione l’ipotesi di andare avanti senza il M5S, ma allora perchè nel discorso se l’è presa con un’altra parte della sua maggioranza? Non puoi pensare che arrivi in Aula, meni tutti e gli altri ti dicano “bravo”. Una parte di me è convinta che Draghi volesse andarsene. Forse perchè, sapendo che l’autunno sarà duro, non voleva vedere l’arrivo della tempesta da Palazzo Chigi”.
“Il centrodestra può vincere le elezioni, ma governerà in una fase complessa – sottolinea la leader di Fdi -. Ogni partito ha un programma di partenza, ma essendo la condizione difficile, e avendo buone chance di vittoria, nel programma comune dovremmo concentrarci sulle cose che si possono fare. Meglio mettere una cosa in meno, che una in più che non si può realizzare”.

– foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Di Maio “L’agenda Draghi è lo spartiacque”

ROMA (ITALPRESS) -“La caduta di Draghi ha sconvolto tutto, il panorama politico si è rimescolato. Perciò adesso si stanno parlando le forze responsabili e che possano vantare credibilità”, dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una intervista a “Repubblica”. Di chiaro c’è solo l’alleanza con il Pd. “L’interlocuzione in corso è tra quelli che condividono un’idea d’Italia, la possibilità che l’agenda Draghi torni al governo del Paese. Questo è lo spartiacque. Ma non abbiamo solo la destra da fronteggiare: c’è anche Giuseppe Conte che fa parte di quel populismo unito al sovranismo, corresponsabile di quanto è successo. Avevamo dei provvedimenti in cantiere che dovevano aiutare le famiglie, ad esempio sul caro benzina e sul caro gas: sui tavoli europei sarà difficile fare battaglia con un governo che si occupa solo degli affari correnti” aggiunge Di Maio.
“Per quanto mi riguarda il Movimento non c’è più. Ho contribuito a fondarlo e costruirlo e a torto o ragione era nato per andare al governo e cambiare le cose, non sfasciare i governi per complicare le cose” dice parlando del suo ex movimento. “Se vogliamo davvero costruire un’area di unità nazionale che guardi all’obiettivo di mettere a posto questo Paese, con una prospettiva, una visione, una programmazione, non posso rispondere tramite le interviste o le repliche all’uno o all’altro tweet, io vorrei cercare di unire come stanno facendo tanti altri. Se ci riusciamo bene. Se non ci riusciamo allora vorrà dire che gli elettori prenderanno atto anche di questo” dice parlando della ritrosia di Carlo Calenda ad allearsi con il suo nuovo partito. “Ho lavorato bene con tutti i ministri, il clima che c’era fuori tra le forze politiche non era quello che vivevamo dentro il Consiglio dei ministri. Se sono degli interlocutori dovranno deciderlo loro, lo dico anche per rispetto nei loro confronti” aggiunge parlando dei ministri fuoriusciti da Forza Italia.

Foto: agenziafotogramma.it

(ITALPRESS).