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Lega “Nuova maggioranza senza M5S o si vada alle elezioni”

ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo capire se l’obiettivo è quello di salvare il Paese, e lei è molto autorevole e ha la stima della Lega, o se dobbiamo salvare l’interesse primario e salvare il campo largo progressista finito per qualche errore”. Così il capogruppo al Senato della Lega, Massimiliano Romeo, nel corso del suo intervento in Aula nella discussione generale sulle comunicazioni del premier Mario Draghi.
“Se l’obiettivo è quello di salvare il Paese il primo scenario è prendere atto che il M5S non fa più parte della maggioranza del governo di unità nazionale – ha aggiunto -. Prendendo atto che il M5S è fuori si prenda atto che è nata una maggioranza che è quella del 14 luglio, allora serve ricostruire un nuovo patto, noi ci siamo ma significa nuova maggioranza e serve ricostruire un nuovo governo con degli obiettivi nuovi, anche un pò più ambiziosi”.
“Ci vuole un governo nuovo con a capo lei, presidente, perchè noi la stimiamo – ha proseguito il capogruppo leghista rivolgendosi a Draghi -, perchè lei è autorevole, perchè gli italiani hanno detto che deve restare lì”.
Romeo, nel corso del suo intervento in Aula ha citato come alternativa il precedente del governo Ciampi con il Presidente della Repubblica che sciolse le Camere ma respinse le dimissioni. “Così resterebbe in carica fino all’insediamento del nuovo governo con pieni poteri e fare il completamento delle riforme del Pnrr, la legge di bilancio e consegnare la parola agli italiani – ha spiegato il senatore -. Ci deve essere una grande forza di discontinuità che solo la sua autorevolezza può dare, la scelta a questo punto spetta a lei”.

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Brunetta “Un progetto rinnovato per convincere Draghi”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono convinto che nessuno debba tirare Draghi per la giacca. Lui sa già cosa deve fare, perchè è quello che ha già fatto per 17 mesi: pensare unicamente al bene del Paese, fare le riforme, attuare il Pnrr e difendere le radici, ossia i valori che ha tutelato instancabilmente finora, permettendo all’Italia di recuperare credibilità e reputazione”. Così il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, in un’intervista al Corriere della Sera.
Alla domanda sugli obiettivi a cui puntare, Brunetta risponde così: “Due punti su tutti: l’europeismo “evolutivo”, nel senso inaugurato dal Next Generation Eu, e poi interpretato da lui stesso e da Macron nei discorsi di maggio, e l’atlantismo scevro da ogni ambiguità, tradotto nella vicinanza al popolo ucraino per cercare la pace senza cedere a chi, come Putin, vuole ridisegnare i confini dell’Europa con la forza”.
“Nel massimo rispetto, bisogna riconoscere che nessuno dei temi agitati come vessilli nel dibattito politico giustifica una crisi – sottolinea il ministro -. Per di più a pochi mesi dalla conclusione naturale della legislatura, con una legge di bilancio da predisporre e alcune grandi riforme da ultimare. C’è molto ancora da fare, che un governo dimissionario non potrebbe affrontare, nella palude di un Parlamento sciolto e impotente. Senza centrare i 55 obiettivi del secondo semestre 2022 l’Italia rischia di perdere circa 22 miliardi di euro, e altri in futuro”.
Dai partiti Brunetta si aspetta “che non pretendano da Draghi più di ciò che Draghi ha dato, ma abbiano la forza di condividere con Draghi una nuova prospettiva. I partiti che si riconoscono nell’agenda Draghi-Mattarella devono rinnovare una chiara e ferma responsabilità verso il Paese, riconfermandosi reciprocamente, e poi manifestando al Quirinale e allo stesso premier le ragioni di una fiducia non più solo emergenziale, ma squisitamente politica, per dare continuità e stabilità all’azione di governo. Il capo dello Stato si troverebbe di fronte a una nuova manifestazione di significativa volontà politica”.

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Mattarella ricorda Paolo Borsellino “Indispensabile un anelito di verità”

ROMA (ITALPRESS) – “Paolo Borsellino, come Giovanni Falcone e altri magistrati, fu ucciso dalla mafia perchè, con professionalità, rigore e determinazione, le aveva inferto un colpo durissimo, disvelandone la struttura organizzativa e l’attività criminale. La mafia li temeva perchè avevano dimostrato che non era imbattibile e che la Repubblica era in grado di sconfiggerla con la forza del diritto”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il trentesimo anniversario della strage di via D’Amelio.
“Nel trentesimo anniversario del terribile attentato di via D’Amelio, desidero rendere omaggio alla sua memoria e a quella degli agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, che con lui persero la vita a causa del loro impegno in difesa della legalità delle istituzioni democratiche – prosegue il capo dello Stato -.
Paolo Borsellino aveva ferma convinzione che il contrasto alla mafia si realizzasse efficacemente non solo attraverso la repressione penale, ma soprattutto grazie a un radicale cambiamento culturale, a un impegno di rigenerazione civile, a cominciare dalla scuola e dalla società”.
“Preservarne la memoria vuol dire rinnovare questo impegno nel tenace perseguimento del valore della legge, del diniego nei confronti del compromesso, dell’acquiescenza e dell’indifferenza che aprono la strada alla sopraffazione. Il suo ricordo impone di guardare alla realtà con spirito di verità, dal quale l’intera comunità non può prescindere – spiega ancora Mattarella -. Quell’anelito di verità che è indispensabile nelle aule di giustizia affinchè i processi ancora in corso disvelino appieno le responsabilità di quel crudele attentato e degli oscuri tentativi di deviare le indagini, consentendo così al Paese di fare luce sul proprio passato e poter progredire nel presente.
Con questo spirito e nell’indelebile ricordo di Paolo Borsellino, rinnovo ai suoi figli e ai familiari degli agenti caduti, i sentimenti di gratitudine e di vicinanza dell’intero Paese”.

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Accordo Casellati-Fico: le comunicazioni di Draghi e il voto di fiducia prima in Senato

ROMA (ITALPRESS) – Le comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi ed il successivo dibattitto sulla fiducia con il voto partiranno mercoledì dal Senato. A quanto si apprende, è questo il frutto dell’accordo tra i presidenti del Senato Elisabetta Casellati e della camera Roberto Fico.
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Renzi “Draghi bis soluzione più efficace”

MILANO (ITALPRESS) – “Conte non sta andando fino in fondo, Conte sta più banalmente andando a fondo. E trascina nell’abisso i pochi che gli sono rimasti vicini. La cosa drammatica è che questa scelta masochista fa male anche all’Italia, alle imprese, alle famiglie e non solo ai Cinque Stelle”. Lo dice Matteo Renzo leader di Italai Viva in una intervista al “Corriere della Sera”. “Molteplici ragioni spiegano questa involuzione: invidia, frustrazione, miopia politica, cinismo, paura. Ma la principale di tutte è che la politica è un’arte nella quale non ci si improvvisa. Se non sei capace, non sei capace. Punto. Puoi vincere un biglietto alla lotteria e fare il premier come accaduto a Conte. Ma poi la realtà ti presenta il conto e se non hai visione politica prima o poi la gente se ne accorge” ribadisce. Renzi che sulla raccolta di firme per un Draghi bis, aggiunge: “La petizione ha fatto il botto. Mentre ci parliamo siamo a quota 80 mila firme, un risultato che sembrava impossibile anche a noi. Io non mi impicco alle formule. Dico Draghi bis perchè secondo me questa sarebbe la soluzione più efficace per i prossimi dieci mesi. Ma quello che è importante è che Draghi stia a Palazzo Chigi. E che venga in Aula senza fare trattative stile Prima Repubblica o vertici di pentapartito: deve fare un elenco prendere o lasciare. Voglio vedere chi si assume la responsabilità di sfasciare tutto”. “Il Pd ancora subalterno di Conte e Grillo? Ma anche basta, dai! Ancora a rincorrere il fortissimo punto di riferimento progressista? Non ci credo, non ci posso credere. E comunque a me basta che alle prossime elezioni noi e i grillini staremo sue due fronti opposti” afferma il lidear di Italia Viva. Aòòa domanda se Draghi ribadisse il suo no, bisognerebbe andare dritti al voto o sarebbe meglio varare un nuovo governo che faccia almeno la Finanziaria, l’ex sindaco di Firenze, risponde: “Deciderà Mattarella. Ma mi domando chi può votare un governo del genere. Io sono per il Draghi bis con un sussulto di decisionismo e responsabilità da parte del premier. Ma se lui non se la sente – e mi dispiacerebbe molto – si vada subito al voto. Immediatamente. Il 25 settembre, il 2 ottobre, subito. Basta con questa sceneggiata, indecorosa. O Draghi bis o voto”.

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Meloni “Arriverà il giorno in cui il Pd dovrà fare i conti con gli italiani”

ROMA (ITALPRESS) – “Appelli, ripensamenti, suppliche e giravolte: per paura di esser sconfitta, la sinistra è disposta a tutto pur di scongiurare il ritorno al voto. Possono fuggire quanto vogliono, arriverà presto il giorno in cui dovranno fare i conti col giudizio degli italiani”. Così su Facebook la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Berlusconi-Salvini “M5S inaffidabile, pronti anche al voto”

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e il segretario della Lega, Matteo Salvini, hanno avuto “un lungo e cordiale incontro oggi in Sardegna”.
“I leader del centrodestra di governo hanno esaminato e approfondito la situazione politica – si legge in una nota congiunta -. Le nuove dichiarazioni di Giuseppe Conte – contraddistinte da ultimatum e minacce – confermano la rottura di quel “patto di fiducia” richiamato giovedì dal Presidente Mario Draghi e alla base delle sue dimissioni. Salvini e Berlusconi confermano inoltre che sia da escludere la possibilità di governare ulteriormente con i 5 stelle per la loro incompetenza e la loro inaffidabilità. I leader di Forza Italia e Lega, con il consueto senso di responsabilità, hanno dunque concordato di attendere l’evoluzione della situazione politica, pronti comunque a sottoporsi anche a brevissima scadenza al giudizio dei cittadini”.

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Assemblea M5S, D’Incà chiede una tregua tra Conte e Draghi

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà nel suo intervento nell’assemblea del M5S ha chiesto una tregua tra Giuseppe Conte e Mario Draghi, “per non mettere in difficoltà l’esecuzione delle riforme collegate al Pnrr e i progetti collegati, questo per il bene del Paese”. Secondo quanto si apprende, il ministro ha fatto inoltre riferimento alle difficoltà che ci sarebbero nel campo progressista in caso di voto anticipato.

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