Home Politica Pagina 331

Politica

Di Maio “Se Draghi va a casa addio aiuti agli italiani”

TORINO (ITALPRESS) – “Se le cose restano come sono oggi, Mario Draghi mercoledì rassegnerà le sue dimissioni davanti al Parlamento. E tra giovedì e venerdì, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scioglierà le Camere”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una intervista a “La Stampa”. “Perchè come ha detto il presidente del Consiglio non c’è più una maggioranza di unità nazionale. In realtà il partito di Conte sta ancora cercando di decidere cosa fare. Il capogruppo della Camera aveva convocato una riunione contro la volontà del leader, secondo i ministri bisogna dirsi pronti a una nuova fiducia a Draghi. Sono divisi e a rischiare tutto ora sono i cittadini” conclude Di Maio.
Elezioni anticipate da evitare per Di Maio: “Rispondo con l’unico elenco che Conte sta consegnando al Paese: venti punti, non nove, di tutte le cose che stanno per saltare. Il Pnrr, il salario minimo e il taglio al cuneo fiscale, che non si fanno più perchè con l’esercizio provvisorio non si possono fare. E poi l’intervento sul caro-bollette e sul caro-benzina, gli accordi sul gas che non si potranno più firmare, i bonus di 200 euro che non si possono rinnovare, il tetto massimo al prezzo del gas che salta perchè non riusciremo a incidere ai tavoli internazionali. Il che vale anche per la riforma del patto di stabilità, che sarà discussa a fine anno. E poi la riforma delle pensioni, che non si può affrontare e anzi senza Draghi che tiene a bada lo spread ci sarà bisogno di una legge restrittiva sul modello Fornero”.
“Aumenteranno i tassi dei mutui per comprare casa. Salterà qualsiasi riforma dell’Irap e per le semplificazioni. Non potremo contrastare l’inflazione riducendo l’Iva sui prodotti di prima necessità, riformare gli enti locali, portare in fondo il ddl concorrenza, che è uno degli impegni Pnrr. Così come la riforma del fisco. E dimentichiamoci il Superbonus perchè non lo rifinanziamo e non potremo sbloccare il credito, gettando sul lastrico molte aziende. Anche la siccità sarà un problema delle imprese e degli agricoltori, che saremo costretti a lasciare soli” prosegue il ministro degli Esteri. “Se Draghi restasse in carica per gli affari correnti dovrebbe affrontare le emergenze dell’autunno con una pistola scarica. Anche se si votasse a fine settembre, servirebbero tre settimane per la formazione delle Camere, almeno altre due per il governo. Arriveremmo a novembre e l’autunno passerebbe senza che le Camere possano votare decreti emergenziali e senza la programmazione economica della legge di Bilancio. Mi creda, non esagero. Anche ai tavoli europei sul Pnrr sarebbe una situazione incresciosa e pericolosa”.

foto: agenziafotogramma.it

(ITALPRESS).

Gelmini “Nella maggioranza nessuno ponga condizioni a Draghi”

ROMA (ITALPRESS) – “I partiti che hanno avuto il senso di responsabilità di far nascere questo governo non dovrebbero porre condizioni ma assicurare un sostegno leale fino in fondo. E’ a rischio l’attuazione del Pnrr, riforme come la concorrenza e la giustizia. L’Italia non ha bisogno di una campagna elettorale fra gli ombrelloni nè di un governo balneare”. Lo dice Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, in un’intervista a “la Repubblica”. La decisione di Draghi “merita rispetto e comprensione: è stata la conseguenza di una posizione folle del M5S ma anche di un sostegno altalenante dei partiti di maggioranza. Ed è la dimostrazione che il premier è un galantuomo. Non poteva far finta di nulla. Spero però che il sarcasmo di Medvedev, l’ex presidente della Federazione Russa, induca tutti a riflettere anche su quello che sta accadendo in Europa e nel mondo”.
Quanto è vicina, oggi, la prospettiva del voto anticipato? “Se Draghi dovesse confermare la sua decisione, mi pare l’approdo più probabile, anche se in questi tempi è sempre difficile fare previsioni. E poi in caso di dimissioni la parola passa al presidente Mattarella che saprà individuare la soluzione migliore. L’interesse nazionale però richiederebbe un supplemento di pazienza, sacrificio e senso di responsabilità anche da parte di Draghi. Il Paese è in sofferenza per i rincari, le famiglie temono per il futuro dei propri figli e molte imprese non sanno come far quadrare i conti per l’esplosione dei prezzi dell’energia: l’Italia non ha bisogno di una campagna elettorale fra gli ombrelloni e neanche di un governo balneare. D’altronde, mi pare che anche sindaci e governatori si siano espressi contro il voto. Non a caso”.

foto: agenziafotogramma.it

(ITALPRESS).

Governo, Salvini “Basta teatrini, decidano presto gli italiani”

ROMA (ITALPRESS) – “Non se ne può più del teatrino di Conte, Letta e Di Maio, che mentre milioni di italiani hanno difficoltà e problemi veri passano il tempo a litigare, minacciare, ricattare. Parlano di ius soli, di droga, di ddl Zan, non di tasse, di lavoro, sicurezza e lotta all’immigrazione clandestina”. Lo afferma in un video su Facebook il leader della Lega Matteo Salvini.
“Se volete andare avanti per altre settimane e per altri mesi a begare e litigare mentre milioni di italiani soffrono e hanno problemi veri fatevi da parte – aggiunge Salvini -. Conto che siano gli italiani, presto, a scegliere dei parlamentari seri, onesti, concreti e per bene”.

– foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Governo, Conte “M5s fuori se non ci sarà chiarezza su nostri punti”

0

MILANO (ITALPRESS) – “Abbiamo chiesto di capire se è possibile individuare degli elementi che evitino una rottura di quel patto di fiducia di cui ha parlato il presidente Draghi. Tutti gli fanno pressione affinché possa costituire il suo governo, ma è assolutamente importante capire come proseguire questa azione di governo”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, nel corso di una diretta Facebook. “Non vogliamo tirarlo per la giacchetta – ha aggiunto -, deciderà liberamente, ma per chiarezza e trasparenza, da parte nostra, non potremo condividere nessuna responsabilità di governo se non ci sarà chiarezza sui punti da noi sottolineati. Non è più tempo di dichiarazioni di intenti, ma di definire un’azione di governo chiara e puntuale e con un cronoprogramma specifico. Spetterà a Draghi decidere se ricorrono o meno le condizioni affinché il Movimento 5 Stelle possa svolgere la sua azione politica in un perimetro di maggioranza che si sta rivelando poco coeso”. (ITALPRESS).

Photo credits: www.agenziafotogramma.it

Letta “Non interrompere il cammino dell’esecutivo”

ROMA (ITALPRESS) – “Voglio lanciare un forte appello a tutte le forze politiche che hanno sostenuto, con grandi risultati positivi, il governo Draghi”. Lo ha detto il segretario Pd Enrico Letta, a margine del congresso del Psi a Roma. “Un appello – aggiunge – perchè non si interrompa, perchè venga rilanciato a partire da mercoledì con un voto di fiducia che stabilisca un percorso di nove mesi importante per completare tutte le riforme che sono in cantiere. Questo è il nostro impegno”. “Sono sicuro – aggiunge – che ci siano le condizioni per continuare il lavoro e l’Italia e gli italiani vogliono questo. I politici devono interpretare il volere degli italiani, che non vogliono una crisi al buio, ma un governo che lavori e che dia risposte ai grandissimi problemi dell’inflazione e quelli portati da questa situazione internazionale”.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

Di Maio “Le forze politiche dimostrino maturità”

0

ROMA (ITALPRESS) – La maggior parte dei partiti politici italiani “riconosce” il valore del premier Mario Draghi: per questo motivo ora serve che tutte le forze politiche mostrino “maturita’”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’intervista a “Politico”. “I russi proprio ora stanno festeggiando per aver fatto cadere un altro governo occidentale”, ha detto Di Maio. “Ora dubito che potremo inviare armi” all’Ucraina. “E’ uno dei tanti problemi seri” che derivano dalla crisi di governo.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

Eugenio Scalfari, l’ultimo saluto in Campidoglio

0

ROMA (ITALPRESS) – La sala della protomoteca in Campidoglio non riesce a contenere la folla giunta per dare l’ultimo saluto a Eugenio Scalfari. A beneficio di quanti non sono riusciti ad accedere, la cerimonia laica di saluto allo storico fondatore e direttore de La Repubblica viene trasmessa anche da due maxischermi in Piazza del Campidoglio. Accanto alle figlie, Enrica e Donata, e al resto della famiglia ci sono generazioni di giornalisti e collaboratori de La Repubblica, lettori, curiosi ma anche, tra gli altri, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, Walter Veltroni, Gianni Letta, Luigi Zanda, Piero Fassino e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.
“È un onore ed un’emozione molto forte ricordare Eugenio Scalfari ed esprimere il cordoglio, mio personale e di tutta Roma Capitale, alla sua famiglia, ai suoi colleghi e a quella grande comunità che sta facendo sentire il nostro affetto e la riconoscenza per ciò che è stato e ha fatto e per quello che ha lasciato al Paese e a tutti noi: giornalismo, politica e cultura”, ha affermato il sindaco Gualtieri aprendo la cerimonia laica di saluto al giornalista scomparso a Roma il 14 luglio all’età di 98 anni, dopo una vita all’insegna e nel segno del giornalismo, ricordandone inoltre l’irriducibile impegno per l’autonomia del giornalismo e della cultura e “la passione politica che si espresse direttamente nel suo impegno. Il segno che ha lasciato è il quotidiano la Repubblica e il settimanale L’Espresso”. Giornalista, direttore e fondatore di imprese intorno ai valori della laicità, facendo scelte coraggiose e audaci per formare un’opinione pubblica, Scalfari “a Roma – ha concluso il primo cittadino capitolino – ha costruito le sue imprese più importanti e alla città ha dedicato il suo impegno, a partire dalle inchieste sulle speculazioni edilizie. Roma è stata teatro della sua amicizia con Papa Francesco, di questo incontro ha fatto partecipi i lettori, con i suoi pensieri sulla vita, sulla morale e sulla giustizia”. E Roma, promette il sindaco, “saprà ricordarlo come merita”.
Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha inviato – per voce del cronista e politico francese Bernard Guetta, grande amico di Scalfari – un messaggio per sottolineare il forte legame di affetto e riconoscenza che uniscono il popolo francese al giornalista scomparso proprio nel giorno dell’anniversario della presa della Bastiglia. “La Francia ha perso un grande amico. Eugenio Scalfari non era soltanto un grande francofono accurato nella scelta delle sue parole come i nostri più grandi autori che aveva tanto letto e amato citare. Non c’era in lui solo l’amore per la nostra lingua ma, prima di tutto, l’amore per la Francia dei suoi lumi, della sua enciclopedia di cui era così fiero di avere un’edizione originale al centro della sua libreria. E della rivoluzione, soprattutto, che era per lui l’avvenimento fondatore dell’Europa, quella delle libertà, della tolleranza e dei diritti dell’uomo. Eugenio Scalfari era uno dei maggiori conoscitori della storia di Francia, delle sue battaglie, dei suoi re, della Repubblica che ha così bene e costantemente fatto conoscere ai suoi lettori”.
“La rivoluzione del 14 luglio era una data che amava perché momento fondativo dell’Europa. Grazie caro Eugenio per questa simbiosi tra Italia e Francia necessaria all’Europa e lo è sempre di più. Sappiate famiglia e colleghi di Repubblica ed Espresso che la Francia lo amava e lo ammirava e gli deve innanzitutto riconoscenza. E’ stato un genio del giornalismo, un immenso direttore, anzi, ‘il direttore’ come lo chiamavate. E’ l’uomo che ha saputo inventare un settimanale e un quotidiano che hanno rivoluzionato la stampa italiana, un prefiguratore dell’unione politica che abbiamo intrapreso di costruire. Io ho perso un fratello”, ha affermato Guetta.
Sentito e affettuoso anche il ricordo di Walter Veltroni che ha ricordato come, da laico e ateo, Scalfari fosse “incuriosito dall’ultimo viaggio possibile. Non si è convertito parlando con Papa Francesco ma non ha smesso di dubitare mai. Ha scritto: ‘credo che il nulla sia l’ombra del divino, e il divino sia ovunque. In questo ho fede’ “. Una vita “fatta tutta di parole, quelle dei suoi articoli, dei suoi saggi, delle sue poesie. Le parole scritte, quelle dette. Parole: la più bella delle facoltà umane, quella da lui scelta”, ha poi aggiunto Veltroni che ha tracciato un ritratto di Scalfari: “Era un democratico convinto, amante della libertà e delle libertà. Ha fatto della sua cultura di riferimento, una cultura di massa. Amava Berlinguer, stimava De Mita a cambiare la Dc. Non è mai stato comunista né democristiano. E’ stato socialista. Ma lui ha sempre avuto una idea guida, l’idea di un’economia liberale. Ha creato dei giornali comunità, non partito. Repubblica è stata un’identità. Ha inventato due giornali nuovi per forma e contenuti. Un grande italiano, quella generazione che ha liberato il paese dalle macerie e l’ha fatto correre finché ha potuto. Se n’è andato in un Paese smarrito e slabbrato. Le ultime volte che l’ho sentito si sentiva ormai pure lui straniero in patria, era amareggiato”.
Tanti gli applausi, i sorrisi e gli aneddoti affettuosi nel corso degli interventi in ricordo di quello che per molti era il “direttore”, capace di essere comprensivo e severo allo stesso tempo tanto da essere bonariamente soprannominato “Barbablu”. “Tutto è stato detto, molto è stato scritto. Oggi non ci resta che separarci da Eugenio, lasciarlo andare. La famiglia oggi si riappropria del padre, ma non si può non parlare di quella dimensione che ha portato Eugenio ha rapportarsi con tutti gli italiani”, ha affermato Ezio Mauro, direttore per vent’anni di Repubblica ricordando il fondatore del quotidiano che fu capace di individuare il suo lettore tipo e portarlo “a fare parte di una comunità di cui erano titolari sia chi lo scriveva, sia chi lo leggeva. Il lettore non era un cliente ma un partner. Il giornale era la testimonianza di questo patto. Era una lettura critica dell’Italia e di un cambiamento possibile”. Un senso di comunità che emerge anche negli interventi del direttore de La Stampa, Massimo Giannini, e del direttore Maurizio Molinari che di Scalfari ha ricordato “il coraggio di osare nel leggere le notizie, aveva l’idea di non fermarsi mai, l’idea di innovare. Aveva l’idea di una società basata su diritti e riforme. Idee profonde e radicate alle sue radici culturali ma anche alla costituzione repubblicana e alla sua vocazione europea che tutti noi condividiamo”.
Le note di “A sentimental Journey” di Doris Day accompagnano tra gli applausi fragorosi l’uscita del feretro dalla sala del Campidoglio insieme ai fiori, comprese le corone del Comune e della Presidenza della Repubblica e tutte le maggiori autorità dello Stato, e una grande foto in jeans e maglione rosso mentre cammina in campagna con il suo cane e una copia, lasciata ieri da un lettore, del quotidiano con la speciale copertina a lui dedicata con la scritta “Grazie direttore (1924-2022)”.
-foto xc5 –
(ITALPRESS).

Meloni “Dubito che la crisi di governo rientri”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi non chiediamo le elezioni soltanto adesso, per i sondaggi favorevoli: lo diciamo da tempo, quando c’erano altri numeri. Senza una maggioranza coesa a sostenere il governo, arrivano solo compromessi al ribasso e spreco di risorse. Senza riforme. Tre governi diversi e i risultati li vediamo». A parlare, in un’intervista al Corriere della Sera, è la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. “Tutti i Paesi del mondo – aggiunge – hanno la guerra, la pandemia, ma non si pongono il problema di quando ci sono le elezioni.Non le hanno sospese. Il tema esiste solo in Italia. Le urne non sono buone solo per i giorni di sole. Anzi. Nella tempesta hai bisogno del capitano scelto dall’equipaggio con una rotta e una meta. Basta con l’accanimento terapeutico di questo Parlamento e con i governi che non raggiungono risultati”.
“Dubito che la crisi rientrerà”, aggiunge Meloni che non esclude “che si provi a convincere Draghi a restare o si tenti con altre alchimie. Ma non vedo margini. Sarebbe scandaloso mettere assieme il quarto governo di fila caduto dall’alto solo per far vivacchiare la legislatura. Sarebbe una scelta di gravissima irresponsabilità”. La leader Fdi si augura che la coalizione di centrodestra lavoreri “assieme per vincere e governare”. Il centrodestra “sta assieme per compatibilità, non per necessità. E’ il suo stato naturale. Sui grandi temi la sintesi è facile, molto più dei nostri avversari, che stanno assieme solo per battere le destre. Noi non abbiamo mai detto che ci uniamo per battere la sinistra. Non litighiamo mai sulle grandi questioni del Paese”. E aggiunge: “Non c’è tempo da perdere in riunioni conviviali. Ora forma e sostanza».
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).