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Meloni “Basta giochi di palazzo, elezioni subito”

ROMA (ITALPRESS) – «”E’ da irresponsabili andare al voto ora”. Dissero quelli che in piena crisi economica, tra pandemia e rincari di ogni tipo, continuano a tenere paralizzata l’Italia tra liti e smanie di potere. Irresponsabili sono loro. Basta scuse, basta giochi di palazzo: elezioni subito». Lo scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Speranza “Auspico una maggioranza ancora con il M5S”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo davanti settimane non semplici, con una grande questione sociale, serve un Governo forte e autorevole e mi auguro che tutte le parti lavorino nelle prossime giornate perchè si arrivi all’appuntamento di mercoledì con un contesto che ci consenta di guardare con maggiore fiducia alle prossime settimane”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, arrivando al congresso del Psi.
Alla domanda se sia possibile una maggioranza ancora con il M5S, Speranza ha risposto così: “Questo è il nostro auspicio, io ho sempre capito che il voto di ieri, che la mancata fiducia era connessa a una scelta di merito, particolare, legata all’inceneritore di Roma. Credo che questa scelta sia stata un errore, però ora si tratta di verificare fino in fondo se invece c’è un tema di rapporto di fiducia più generale col governo”.
“Credo che queste ore debbano portarci a sciogliere tutti i nodi. Credo che il presidente del Consiglio abbia voluto porre una grande questione di chiarezza, ho massima fiducia nel percorso indicato dal presidente della Repubblica. Credo che sia giustissimo il passaggio parlamentare, l’auspicio è che gli interessi del Paese vengano prima di ogni altra cosa”, ha aggiunto il ministro, per il quale “bisogna evitare una crisi e una corsa elettorale che adesso farebbe male all’Italia”.

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Renzi “Fare di tutto per Draghi bis senza condizionamenti”

ROMA (ITALPRESS) – “Ciò che è successo in queste ore fa male al Paese. Il Movimento 5 Stelle si conferma per quello che è sempre stato: un danno per la credibilità delle istituzioni, un disastro per la vita dei cittadini italiani. Costringere Draghi a dimettersi è l’ultima infamia.
Ed è una infamia che ci indebolisce anche in politica estera: su certi temi Draghi è uno statista, Conte uno stagista”.
Lo scrive nella sua e-news il leader di Italia Viva Matteo Renzi. “Ci sarebbero molte cose da dire – prosegue Renzi – su Conte, su chi lo ha osannato in questi mesi mentre insultavano noi, sulla pochezza politica di chi pensa a se stesso mentre il Paese deve affrontare inflazione, pandemia, crisi energetica, migrazioni, siccità. Nel bel mezzo di una guerra, si capisce. Ma non è tempo di parole. Ora bisogna agire. Siamo in mobilitazione permanente da qui a mercoledì – giorno del dibattito in Aula – per consentire che Draghi possa andare avanti. Faremo di tutto per avere un Draghi Bis libero dai condizionamenti che affronti le scelte necessarie al Paese. Chi vuole darci una mano può iniziare firmando questa petizione “Draghi resti a Palazzo Chigi” e facendola girare tra i propri amici e conoscenti”.
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Di Maio “Il Governo deve andare avanti ma è molto difficile”

ROMA (ITALPRESS) – “Il governo Draghi e la coalizione che la sosteneva deve andare avanti, ma la vedo molto difficile”. Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a RTL 102.5.
“Ieri – aggiunge – il partito di Conte, perchè non è più il M5S, ha deciso di non votare la fiducia e Draghi che è una persona di parola si è dimesso. Mattarella ha ovviamente indicato di parlamentarizzare la crisi ma se non ci sarà un atto di maturità dei partiti io vedo molto complicata la giornata di mercoledì. Quello che accadrà non è un passaggio formale perchè l’Italia rischia di non avere più un governo, e il voto anticipato in questo momento sarebbe un problema”.
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Mattarella respinge le dimissioni di Draghi, il premier mercoledì alle Camere

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ROMA (ITALPRESS) – La fiducia in Senato sul decreto Aiuti senza i voti del MoVimento 5 Stelle, le dimissioni del premier Mario Draghi, il capo dello Stato Sergio Mattarella che le respinge, invitandolo a presentarsi in Parlamento. Sono le tappe principali della giornata più lunga e difficile del Governo Draghi. A Palazzo Madama c’era stato un tentativo di evitare il passaggio della fiducia, votando il provvedimento articolo per articolo, ma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà non ha avuto il via libera di Draghi su questo percorso. Per il premier l’unica via percorribile era la richiesta di fiducia al Senato sul decreto. Fiducia che poi è arrivata, con 172 voti favorevoli e 39 contrari. A fare notizia, però, è chi non ha votato. Il MoVimento 5 Stelle ha dato seguito alla decisione del Consiglio Nazionale di ieri e non ha preso parte alla votazione. Draghi aveva detto nei giorni scorsi che per lui il Governo non poteva andare avanti senza i pentastellati, e ha mantenuto questa linea.

L’ha mantenuta anche dopo un colloquio di un’ora con Mattarella, subito dopo il voto del Senato. Poi il Consiglio dei Ministri lampo. Il premier ha annunciato così il suo passo indietro ai componenti dell’esecutivo: “Questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica”. Per l’ex presidente della Banca Centrale Europea “le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico”. “La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più”, ha sottolineato Draghi, per il quale “è venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo. In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche”.

“Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente. Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più”, ha detto ancora Draghi, che ringraziato i ministri “per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani”. Poi il secondo passaggio al Quirinale per presentare le dimissioni, e la decisione di Mattarella di respingerle. “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto – recita il comunicato del Colle -. Il Presidente della Repubblica non ha accolto le dimissioni e ha invitato il Presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica”. Mercoledì prossimo Draghi si presenterà alle Camere, i partiti hanno davanti 5 giorni di riflessione e dibattito interno, poi nelle due Aule di Montecitorio e Palazzo Madama si tireranno le somme.

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Dl Aiuti, dal Senato ok alla fiducia senza i voti del M5S

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ROMA (ITALPRESS) – L’Aula del Senato ha approvato la fiducia posta dal Governo al Decreto Aiuti. Il provvedimento ha ottenuto 172 voti favorevoli e 39 contrari. Il M5S non ha partecipato alla votazione. Per il testo, già votato dalla Camera, si tratta anche del via libera definitivo al provvedimento recante misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina. Il presidente del Consiglio Mario Draghi si è recato al Quirinale per incontrare il capo dello Stato Sergio Mattarella. Il colloquio è durato circa un’ora.

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Letta “Se si sfilaccia la maggioranza, parola agli italiani”

MILANO (ITALPRESS) – “Non siamo disponibili a tirare avanti purchè sia. Se non ci saranno le condizioni, se altri partiti della maggioranza si sfileranno, allora la parola passerà agli italiani e noi saremo pronti ad andare di fronte agli italiani con le nostre ragioni e il nostro progetto per il futuro dell’Italia. Se quello che verrà detto lì”, in Parlamento, “è invece differente, questo vorrà dire che si andrà di fronte agli italiani e noi siamo pronti a prepararci per questa campagna elettorale”. Così Enrico Letta, segretario del Pd, durante un punto stampa di fronte a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, dopo le dichiarazioni del leader del M5S Giuseppe Conte sulla decisione di non votare la fiducia sul Dl Aiuti.
“La decisione del MoVimento 5 Stelle cambia lo scenario politico, ne prendiamo atto. Non è la nostra scelta, è una scelta che ci divide. Oggi voteremo convintamente la fiducia sul dl Aiuti”, ha aggiunto Letta.

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Renzi “Nulla giustifica lo stop al governo”

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ROMA (ITALPRESS) – “Nulla giustifica oggi la fermata del governo in questa situazione” di crisi. Lo ha detto in riferimento al Movimento cinque stelle il leader di Italia Viva Matteo Renzi intervenendo nella discussione al Senato sul decreto legge Aiuti. “Se si decide di non votare la fiducia allora si firma la lettera di dimissione dei ministri e dei sottosegretari”, aggiunge.
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