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Meloni “Basta litigi nel centrodestra”

ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo soddisfatti dei risultati di questi ballottaggi, il centrodestra poteva fare meglio ma il dato complessivo delle amministrative, visto che il Pd festeggia, ci obbliga a riportare Letta sul pianeta terra. Centrosinistra e 5 Stelle governavano 56 comuni e oggi 53, il centrodestra governava 54 comuni oggi ne governa 58. La sinistra perde più della metà delle grandi città al voto e si ritrova con meno sindaci di prima, dov’è la vittoria?”. Così la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, su Facebook. “Se la sinistra è convinta di aver vinto – ha proseguito – allora non avrà problemi a tornare subito alle elezioni politiche per confrontarsi”.
“Credo che il centrodestra debba fare una riflessione sul tempo che, anche in queste elezioni, ha inutilmente speso in polemiche interne – ha detto ancora Meloni -. Ho trovato curiosa la polemica sul mancato apparentamento a Verona da parte degli alleati con tanto di attacco al sindaco a urne aperte, mentre a Catanzaro FdI sosteneva lealmente un candidato che ci aveva negato l’apparentamento. Sono contenta che in molte città dove il centrodestra ha vinto, FdI abbia trainato la coalizione, ma non basta. Occorre parlarsi subito per fermare le polemiche, occorre ricordarsi che l’avversario è sempre la sinistra e mai il partito alleato”, ha aggiunto.
“Basta litigi a partire dalla Sicilia, perchè non possiamo rischiare di mettere a repentaglio il risultato delle elezioni politiche – ha concluso la leader di Fdi -. Per questo chiederò a Salvini e Berlusconi di vederci il prima possibile per evitare ulteriori divisioni”.

– foto agenziafotogramma.it –

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Mattarella “Strage di Ustica ferita profonda nella coscienza del Paese”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono trascorsi 42 anni dal tragico giorno in cui, nel cielo di Ustica, si compì una strage che recise un numero spaventoso di vite umane e impresse una ferita profonda nella coscienza del Paese. Desidero anzitutto rinnovare sentimenti di vicinanza e solidarietà a chi ha perso i propri cari ed è stato costretto a convivere con questo dolore. Nella storia del Paese, la memoria delle sofferenze è stata tenuta viva anche grazie all’impegno civile dei familiari e così è per Ustica. La loro sofferenza è divenuta patrimonio comune, mentre è responsabilità della Repubblica custodire la memoria delle tragedie che hanno caratterizzato il percorso della storia italiana per scongiurare che possano ripetersi. La solidarietà della comunità politica del Paese si raccoglie oggi intorno alle vittime e ai loro familiari, per l’affermazione di quella unità di popolo che l’Italia sa esprimere nei momenti più drammatici, a difesa dei valori che ispirano la nostra collettività”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
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-foto ufficio stampa Quirinale-

Comunali, Di Maio “Crolla o sparisce chi crea fibrillazioni al Governo”

ROMA (ITALPRESS) – “Anche questi ballottaggi hanno dimostrato che, tra quelli di maggioranza, reggono pochi partiti, cioè quei partiti che stanno continuando a sostenere con convinzione questo governo. Crolla, o in molti casi sparisce, chi invece non fa altro che creare fibrillazioni all’azione del governo”. Lo afferma il ministro degli Esteri e fondatore dei gruppi parlamentari “Insieme per il futuro”, Luigi Di Maio. “Un segnale chiaro da parte dei cittadini, e lo hanno ribadito sia al primo e che al secondo turno di queste amministrative. Siamo in una fase storica dove le ambiguità, i populismi e i sovranismi devono lasciare spazio alla politica della concretezza. Ai cittadini non bisogna offrire show mediatici, ma soluzioni serie”, aggiunge.
“Un grosso in bocca al lupo oggi va ai neo sindaci, che al netto degli schieramenti politici, si troveranno a dover affrontare nuove difficili sfide e avranno bisogno del massimo sostegno da parte del governo centrale. Anche in queste amministrative abbiamo visto una sorprendente onda di civismo che va valorizzata. Sindaci e tante liste espressione del territorio e della società civile che in molti casi, ancor più dei partiti tradizionali, hanno dimostrato di saper interpretare le vere esigenze dei cittadini. Bisognerà ascoltarli e ripartire da loro”, conclude Di Maio.

– foto agenziafotogramma.it –

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Vaccini, Draghi “Permettere ai Paesi africani di produrli”

ELMAU (GERMANIA) (ITALPRESS) – “Nella situazione attuale, ci sono delle esigenze a breve termine che richiederanno investimenti per infrastrutture legate al gas. Queste infrastrutture devono essere convertite all’utilizzo dell’idrogeno, così da conciliare le esigenze a breve termine con quelle a lungo termine per la tutela del clima. Molti paesi in via di sviluppo sono adatti a investimenti per le energie rinnovabili”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in una dichiarazione alla stampa al G7 di Elmau, in Germania.
“L’Unione Europea e gli Stati Uniti sono stati di gran lunga i più grandi donatori di vaccini – ha poi affermato il premier -. Bisogna fare di più, ma dobbiamo anche fare in modo che i Paesi africani producano i vaccini”.
Durante la prima sessione di lavoro del G7, Draghi ha sottolineato come vadano evitati gli errori commessi dopo la crisi del 2008: la crisi energetica non deve produrre un ritorno del populismo. Per il premier ci sono gli strumenti per farlo: va mitigato l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, oltre a compensare le famiglie e le imprese in difficoltà e tassare le aziende che fanno profitti straordinari. Anche quando i prezzi dell’energia scenderanno, poi per Draghi non è pensabile tornare ad avere la stessa dipendenza dalla Russia che c’era prima. La dipendenza dalla Russia va eliminata per sempre.
Inoltre per Draghi bisogna accelerare gli sforzi sul fronte della sicurezza alimentare. E’ essenziale sbloccare il grano in Ucraina molto prima di metà settembre, quando arriverà il nuovo raccolto. Va dato tutto il sostegno alle Nazioni Unite, perchè possa procedere più velocemente nel suo lavoro di mediazione.

– foto agenziafotogramma.it –

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Tommasi nuovo sindaco di Verona, al centrosinistra anche Parma, Piacenza e Catanzaro. Lucca e Frosinone al centrodestra

PALERMO (ITALPRESS) – Vince il centrosinistra, che in particolare a Verona con Damiano Tommasi centra un risultato storico; si interroga il centrodestra, che dopo i successi al primo turno a Genova e Palermo, fa un deciso passo indietro pagando spaccature e incomprensioni. E una riflessione, non nuova, arriva per la politica tutta dal numero di elettori che sono andati a votare in una torrida domenica di giugno: poco più del 42%. Astensionismo primo partito.
Il dato più atteso arriva da Verona, dove Damiano Tommasi, ex calciatore della Roma e della Nazionale, ha conquistato il 53,4% delle preferenze contro il 46,6% del sindaco uscente Federico Sboarina, che ha pagato la spaccatura figlia del primo turno con Flavio Tosi. “Mi auguro di essere parte di questo progetto
in maniera importante. Non era semplice, non è semplice. Ci siamo
messi in gioco per fare quello che Verona aspettava da tempo.
Siamo pronti. E’ una grande responsabilità. E ora la bici è pronta per lo Stelvio…, ha detto Tommasi.
Esulta Enrico Letta. “Oggi vinciamo bene e in modo convincente. Alla fine paga la serietà e la responsabilità”, evidenzia il segretario del Pd, secondo cui l’esito dei ballottaggi, il campo largo, “rinforza il lavoro e la stabilità del Governo nazionale. E ora rimbocchiamoci le maniche per le politiche dell’anno prossimo”. Sorride al centrosinistra anche l’Emilia Romagna. Parma e Piacenza vanno a Michele Guerra, che ha sbaragliato con oltre il 66% la concorrenza di Pietro Vignali, e a Katia Tarasconi, che si è aggiudicata il duello tutto al femminile con Patrizia Barbieri con oltre il 53,4% dei voti. Sorpresa a Catanzaro, unico capoluogo di regione in gioco, dove il nuovo sindaco è Nicola Fiorita con il 58,24%. Al ballottaggio il candidato del centrosinistra ha sconfitto Valerio Donato (coalizione civica di centrodestra) che si è fermato al 41,76%. Vanno al centrosinistra anche le piemontesi Alessandria (con Giorgio Angelo Abonante) e Cuneo (Patrizia Manassero), oltre a Carrara (Serena Arrighi eletta con quasi il 58%), mentre Monza ha eletto sindaco Paolo Pilotto con poco più del 51%.
Restando in Lombardia, Alessandro Rapinese, sostenuto dalla civica di centrodestra Rapinese sindaco, guiderà il Comune di Como sconfiggendo la candidata di centrosinistra Barbara Minghetti. Al centrodestra anche Gorizia con Rodolfo Ziberna, mentre a Lucca l’ha spuntata al fotofinish Mario Pardini, eletto sindaco con il 51,03%: staccato di circa 700 voti l’avversario del centrosinistra, Francesco Raspini. Chiara Frontini nuovo sindaco di Viterbo. Nella sfida al ballottaggio tutta al femminile con Alessandra Troncarelli, Frontini – sostenuta da civiche del centrodestra – ha conquistato il 64,92% delle preferenze. Anche Frosinone al centrodestra: Riccardo Mastrangeli è stato eletto sindaco con il 55,32%.
Tra i 65 comuni al voto solo due contavano meno di 15mila abitanti ed erano arrivati al ballottaggio perchè al primo turno si era verificata perfetta parità di preferenze: a Castelbottaccio, in provincia di Campobasso, ha vinto per 11 voti Nicola Marrone; a Villafranca Sicula la differenza l’hanno fatta 7 preferenze in più (497 contro 490), in favore di Gaetano Bruccoleri, nuovo sindaco del piccolo comune agrigentino.

– foto xa7/Italpress –
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“Patto di maggioranza per il Bilancio”, l’idea di Letta piace a Salvini

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Un patto di maggioranza per costruire una legge di Bilancio che combatta gli effetti dell’inflazione. A lanciarlo, oggi a Rapallo al convegno dei giovani di Confindustria, il segretario Pd Enrico Letta, che ha incassato anche l’ok del leader della Lega Matteo Salvini. “Bisogna fare un grande patto dentro la maggioranza per una legge di bilancio d’autunno che abbia l’obiettivo di combattere l’inflazione – ha detto Letta – La legge di bilancio dev’essere costruita quest’anno attorno a una grande riduzione delle tasse sul lavoro che per noi è la grande priorità, ha effetti sui consumi e sulla competitività delle imprese”. “L’inflazione – ha aggiunto il segretario dem – è la tassa più disuguale, ciò che rischia di mettere in grande difficoltà il nostro Paese”. “Siamo assolutamente d’accordo, ma aggiungo la pace fiscale – ha affermato Salvini – Un patto tra cittadini, Equitalia e Agenzia delle entrate, perché ci sono 15 milioni di italiani in ostaggio dell’Agenzia delle entrate e di Equitalia che dopo due anni di pandemia e una guerra in corso non ce la fanno”.

– Foto Agenziafotogramma.it –

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Salvini “Sì al nucleare, la prima centrale la voglio a Milano”

“Io dico sì al nucleare e la prima centrale la voglio a Milano che è la capitale dell’innovazione”. Lo ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, al convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria a Rapallo. “Ci sono 441 reattori nucleari funzionanti nel mondo, di cui 104 in Europa e 56 solo in Francia. In Italia, zero. E’ necessario che il nostro Paese investa nel nucleare di ultima generazione, sicuro e pulito, e vorrei che un futuro reattore fosse ospitato nella mia Milano. Sfido il partito dei No. Cosa dicono Conte, Letta e Renzi?” ha aggiunto il leader della Lega Matteo Salvini.

Photo credits www.agenziafotogramma.it

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Draghi “Ridotta la dipendenza dal gas russo. In arrivo altri fornitori”

BRUXELLES (ITALPRESS) – Il tema dell’energia al centro della conferenza stampa del premier Mario Draghi al termine della riunione a Bruxelles del Consiglio europeo. Sul tetto al prezzo del gas Draghi ha detto che “la posizione della Germania, ma anche dell’Olanda, è cambiata progressivamente muovendosi nella nostra direzione. Oggi la maggiore obiezione che si fa al ‘price cup’ è la paura che la Russia in risposta tagli ancora di più le forniture. Ma – ha notato il premier – siamo già in una fase in cui le forniture sono state ridotte, in Germania arriva il 50 per cento di quello che arrivava prima”, tuttavia ha spiegato che “per ora non si è deciso nessun Consiglio europeo straordinario su questo tema; se la situazione dovesse aggravarsi si vedrà”. “Ci stiamo preparando all’inverno – aggiunge – gli stoccaggi di gas stanno andando molto, bene. Se prima la dipendenza dell’Italia verso il gas russo era al 40 per cento, oggi è al 25. Le misure messe in campo cominciano a dare risultati”. Draghi si è detto ottimista di poter compensare il gas russo con altri fornitori “entro un anno un anno e mezzo”. Rispondendo alle domande dei giornalisti il premier ha assicurato che durante l’autunno e l’inverno prossimi “non ci sarà un’emergenza energetica: tutte le previsioni – ha detto – danno un quadro rassicurante grazie alla ricerca di altri fornitori. Siamo in una buona posizione”. “La Commissione europea – ha poi detto Draghi – ha promesso uno studio completo sui prezzi dell’energia che arriverà a settembre e sarà discusso a ottobre”.
-foto agenziafotogramma.it-
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