Home Politica Pagina 343

Politica

Fallisce il referendum sulla giustizia, quorum non raggiunto

I cinque Referendum sulla giustizia non hanno raggiunto il 50% del quorum dei partecipanti e quindi la consultazione è nulla, secondo l’exit poll del Consorzio Opinio Italia per Rai. L’affluenza al voto definitiva per i Referendum si attesta tra il 19% e il 23%. “Grazie ai 10 milioni di italiani che hanno scelto di votare per cambiare la Giustizia. È nostro dovere continuare a far sentire la loro voce!”, scrive il segretario leghista Matteo Salvini su Twitter.

– foto www.agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS)

Niente quorum per i referendum, affluenza al 20,9%

0

ROMA (ITALPRESS) – Non è stato superato il quorum per i 5 referendum abrogativi sulla giustizia. Quando è stato completato lo scrutinio di tutte le 61.569 sezioni, il primo quesito sull’incandidabilità dopo la condanna ha avuto un’affluenza del 20,94%, i sì sono stati 4.808.958 (53,97%) e i no 4.102.100 46,03%.
Il secondo quesito sulla limitazione delle misure cautelari ha avuto un’affluenza del 20,93%. I sì sono stati 4.960.761 (56,12%), i no 3.878.319 (43,88%).
Per il terzo referendum (Separazione funzioni dei magistrati) l’affluenza è stata del 20,93%. I sì sono stati 6.536.481 (74,01%) e i no 2.294.963 (25,99%).
Per il quarto quesito (Membri laici consigli giudiziari) l’affluenza è stata del 20,92%, con 6.290.820 sì (71,94%) e 2.453.207 no (28,06%).
Per il quinto e ultimo quesito (Elezioni componenti togati CSM), i sì sono stati 6.367.535 (72,52%) e i no 2.412.953 (27,48%).
(ITALPRESS).

-foto agenziafotogramma.it-

Domani il referendum sulla Giustizia e il voto in quasi mille Comuni italiani

0

Sono quasi mille i comuni al voto per il rinnovo di sindaci e consiglieri comunali di domenica 12 giugno. Le elezioni amministrative interessano quasi nove milioni di elettori in diciotto regioni italiane.

Sono chiamati alle urne 971 comuni di cui 142 con popolazione superiore a 15 mila abitanti. Tra i comuni al voto per il rinnovo di sindaco e consiglio comunale ci sono 22 capoluoghi di provincia e quattro di regione, ovvero Catanzaro, Genova, L’Aquila e Palermo.  In Piemonte si vota in 92 comuni, di cui tre capoluoghi: Alessandria, Asti e Cuneo. Sono, invece, 127 i comuni al voto in Lombardia, tra cui le città di Como, Lodi e Monza.

In Veneto sono chiamati alle urne gli elettori di 86 comuni e tra questi ci sono anche le città di Belluno, Padova e Verona.

In Friuli-Venezia Giulia si vota in 33 comuni, compresa la città di Gorizia. Anche Genova, La Spezia e altri 18 centri liguri sono chiamati a rinnovare sindaci e consigli comunali. A Genova i candidati alla carica di sindaco sono sette: l’uscente Marco Bucci, sostenuto da nove liste (Genova Domani, FdI, Liguria al Centro, Bucci Sindaco, Liberal Socialisti Npsi, FI, Udc, Lega, Gente d’Italia per Genova Popolo Libero Solidale), Ariel Dello Strologo con cinque liste (Pd-Articolo Uno-Psi, M5S, Europa Verde-Sansa Linea Condivisa, Sinistra Italiana, Genova civica Ariel Dello Strologo Sindaco), Cinzia Ronzitti (Partito Comunista dei Lavoratori), Martino Manzano Olivieri (3v Verità Libertà), Mattia Crucioli (Uniti per la Costituzione), Antonella Marras (Rifondazione Comunista-Pci-Sinistra Anticapitalista) e Carlo Carpi (Insieme per Genova).

In Emilia-Romagna i comuni al voto sono 21, di cui due capoluoghi: Parma e Piacenza. In Toscana, invece, sono chiamati alle urne gli elettori di 28 centri e tra questi ci sono le città di Lucca e Pistoia. L’Umbria conta soltanto sette comuni al voto e nessun capoluogo. In totale, nella regione, in queste Amministrative sono interessati più di 40 mila elettori. Nel Lazio si vota in 53 comuni, di cui tre città capoluogo: Frosinone, Rieti e Viterbo. Nella regione Marche, invece, bisognerà rinnovare sindaci e consigli comunali di 17 comuni, ma nessuna città capoluogo, per un totale di quasi 180 mila elettori chiamati alle urne.

Sono invece 49 i centri al voto in Abruzzo e tra questi c’è anche L’Aquila. Nel capoluogo abruzzese sarà una corsa a quattro. L’uscente Pierluigi Biondi è sostenuto da sei liste (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, L’aquila al centro, Civici e Indipendenti-Noi con l’Italia-Pri-Progetta-Unione di Centro, L’aquila Futura) e anche Stefania Pezzopane si presenta con sei liste in suo appoggio (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, 99 L’Aquila, Demos Democrazia Solidale, L’Aquila Nuova, L’Aquila Coraggiosa). Tre liste, invece, per Americo Di Benedetto (Il Passo Possibile, Azione con Calenda e +Europa, L’Aquila e frazioni) mentre Simona Volpe è sostenuta da “Liber Aquila”. (

Rinnovano sindaci e consigli comunali 89 centri della Campania e tra questi non c’è nessuna città capoluogo. In totale, però, nella regione sono chiamati alle urne oltre 664 mila elettori. Anche in Molise nessun capoluogo è coinvolto in queste consultazioni. Nella regione le urne saranno aperte in 18 comuni, per un totale di oltre 23 mila elettori. In Puglia, invece, sono 50 i comuni al voto e tra questi ci sono anche Taranto e Barletta, mentre in Basilicata si vota in 22 comuni, per un totale di quasi 80 mila elettori.

In Calabria si vota a Catanzaro e in altri 73 comuni. Nel capoluogo calabrese si sfidano sei candidati: dieci liste per Valerio Donato (Rinascita, Riformisti Avanti, Progetto CZ Catanzaro, Italia al Centro, Prima l’Italia, #Fare per Catanzaro, Catanzaro Azzurra, Cambiamo! Con Toti, Volare alto, Alleanza per Catanzaro), mentre si presentano con cinque liste Nicola Fiorita, sostenuto anche da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico (le altre liste sono Catanzaro Fiorita-Psi-Volt-Civiche, Mo’ Fiorita Sindaco e Cambiavento) e Antonello Talerico, con Azione Popolare, Noi con l’Italia, Catanzaro al centro, Movimento Officine del Sud e Io scelgo Catanzaro. Il partito di Giorgia Meloni, invece, si presenta da solo con Wanda Ferro, che conta per sé un’unica lista, quella di Fratelli d’Italia. Candidati a Catanzaro anche Antonio Campo (Catanzaro Oltre) e Francesco Di Lieto (Rifondazione Comunista – Potere al popolo! – Partito Del Sud-Civica).

Corsa a sei pure a Palermo. Anche gli elettori del capoluogo siciliano, infatti, sono chiamati alle urne assieme ad altri 119 comuni dell’Isola, tra cui pure Messina. A Palermo, tra gli aspiranti sindaci, per il centrodestra Roberto Lagalla corre con nove liste (Prima l’Italia, Dc Nuova, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Alleanza per Palermo, Noi con l’Italia, Udc, Moderati per Lagalla sindaco e Lavoriamo per Palermo) mentre per il centrosinistra si presenta Franco Miceli, sostenuto da quattro liste (Partito democratico, Movimento Cinque Stelle, Sinistra civica ecologista e Progetto Palermo). Tre liste, invece, per Fabrizio Ferrandelli (Più Europa-Azione, E tu splendi Palermo e Rompi il sistema), due per Rita Barbera (Potere al Popolo e Rita Barbera sindaca) e una a testa per Francesca Donato e Ciro Lomonte.

Nell’altra grande isola, in Sardegna, si voterà in 65 centri, tra cui anche Oristano. Nella regione sarda sono chiamati alle urne quasi 218 mila elettori.

Domani dalle 7 alle 23, gli italiani sono chiamati a votare anche su cinque quesiti del referendum sulla giustizia: dalla legge Severino alle misure cautelari, passando per la separazione delle carriere e la valutazione sui magistrati, fino alle elezioni per il Consiglio supremo di magistratura. Si tratta di un referendum popolare abrogativo, ovvero che ha la funzione di eliminare alcune leggi. Si può votare per tutti e cinque ma anche per un solo quesito che per essere valido deve raggiungere il quorum, ovvero il numero di elettori necessario (il 50% + 1 degli aventi diritto).

Foto agenziafotogramma.it

(ITALPRESS).

Gasparri “Il centrodestra sarà unito, ascoltiamo gli elettori”

0

PALERMO (ITALPRESS) – “Come per le amministrative a Palermo, alle regionali siciliane il centrodestra presenterà un unico candidato, le discussioni sono state rinviate al dopo comunali. Il centrodestra sarà anche impegnato per la campagna elettorale per le politiche e poi avremo anche altre elezioni regionali, in Lombardia, nel Lazio, quindi io penso che un’intesa generale e la coesione del centrodestra sia auspicabile”. Lo ha detto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, responsabile nazionale Enti Locali del partito, intervistato dall’agenzia Italpress. “Il fatto che a Palermo ci sia stata unità mi pare che sia già un fatto positivo e speriamo di avere un buon risultato”, ha aggiunto. Fratelli d’Italia insiste sulla candidatura del presidente uscente Nello Musumeci in Sicilia. “È chiaro che loro invocano il principio della continuità, pensiamo di vedere come vanno queste elezioni amministrative, poi auspico sempre una coesione e un po’ di saggezza da parte di tutti, dobbiamo pensare agli elettori, ai cittadini”, ha spiegato Gasparri.

Il 21 giugno si voterà in Parlamento una importante risoluzione sull’Ucraina, il senatore azzurro ha ricordato la posizione di Forza Italia: “Prevedo ci sia un epilogo unitario dell’assemblea, Forza Italia ha sostenuto l’invio di armi all’Ucraina, ci fu un voto a larghissima maggioranza in Parlamento, poi il giorno dopo Conte ha scoperto la vocazione pacifista. Le armi sono servite ad un popolo massacrato, auspichiamo anche uno sbocco di pace, un negoziato, che il grano possa partire dall’Ucraina”. Il partito guidato da Berlusconi è preoccupato per la decisione europea sullo stop, a partire dal 2035, della vendita di auto a benzina e diesel: “Noi chiediamo ci siano tempi diversi per questo passaggio – ha spiegato Gasparri -. Un futuro con emissioni zero? Noi ce lo auguriamo, però attenzione a non fare l’errore di alcuni film di fantascienza. Pensare che da qui a 13 anni si possano immettere solo auto elettriche mi sembra una scelta azzardata, in tanto devi dare delle reti di rifornimento, rapido, ci vuole un’automobile che può fare tanti chilometri, e l’energia deve essere verde. Noi riteniamo che la tempistica sia sbagliata. Andiamo avanti verso le emissioni zero ma con tempi che garantiscano equilibrio tra sostenibilità ambientale e produzione industriale”.

Altro tema d’attualità, quello dei bassi salari. “Noi riteniamo che le situazioni di emergenza debbano essere affrontate con misure concrete, adesso c’è un costo dell’energia che porta dei danni alle famiglie, l’Europa deve fare un piano come ha fatto per il Recovery Fund, oggi ci vuole un piano per affrontare la crisi energetica. Le sanzioni alla Russia devono colpire la Russia e non le famiglie italiane – ha sottolineato Gasparri -. Non è che noi non vogliamo il salario minimo perché siamo cattivi e siamo dalla parte dei padroni. Chiediamo che la contrattazione sia lo strumento migliore per trovare un punto di equilibrio, e poi dobbiamo rendere più conveniente assumere le persone. Noi dobbiamo creare lavoro attraverso le imprese”.

(ITALPRESS).

Ue, Salvini “Fit for 55 è un regalo ai cinesi”

ROMA (ITALPRESS) – “A Strasburgo è andata in scena una rappresentazione che dimostra l’immaturità di una certa politica, che antepone visioni ideologiche e non realistiche alla tutela concreta degli interessi dei cittadini e dei lavoratori europei (e italiani in particolare). Dell’aver privilegiato ideologia a lavoro, le forze di sinistra se ne fanno addirittura un vanto, nonostante malumori interni che hanno prodotto spaccature dolorose nella maggioranza Ursula e nel Partito democratico”. Lo scrive in una lettera al quotidiano La Stampa il segretario della Lega Matteo Salvini.
“Con un malinteso obiettivo di tutelare l’ambiente (e chi potrebbe dirsi contrario?), il Parlamento Europeo ha infatti partorito il pacchetto “Fit for 55″ che, in concreto, rappresenta un duro colpo per l’automotive e non solo, mettendo a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro collegati al settore, e non affronta concretamente alcuni temi legati all’ecologia”, aggiunge.
“Una politica realistica, che sappia coniugare tutela dell’ambiente e tutela del lavoro, avrebbe dovuto invece stanziare risorse importanti per avviare una riconversione produttiva, una formazione adeguata delle maestranze, un’indipendenza da Paesi extraeuropei della fornitura delle batterie – aggiunge -. Oggi l’Italia non produce batterie, mentre l’Europa ha un rilievo marginale; la produzione è concentrata soprattutto in Cina. Siamo veramente sicuri di voler mettere la mobilità italiana ed europea nelle mani cinesi?”.

– foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Brunetta “Salario minimo un grande malinteso, le soluzioni sono altre”

MILANO (ITALPRESS) – “Ci ricordava Charles Baudelaire che ‘il mondo cammina solo attraverso il malinteso. E’ attraverso il malinteso universale che tutti si accordano. Poichè se, per disgrazia, ci si comprendesse, non ci si potrebbe mai accordarè. Sul ‘salario minimo per leggè abbiamo assistito per giorni a un grande malinteso, che, però, proprio come sosteneva il poeta francese, lascia già intravedere la strada per trovare l’armonia. Lo scrive il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta in una lettera al direttore del Corriere della Sera. “Nel dibattito pubblico, sono state mescolate tre questioni che, invece, devono restare distinte: la criticità strutturale dei salari italiani, legata a bassa produttività e bassa crescita; le misure per i cosiddetti ‘working poor’ e il fenomeno dei contratti ‘piratà; gli interventi per contrastare la riduzione del potere d’acquisto dei salari per effetto dell’inflazione in aumento. L’accordo in sede Ue sulla direttiva sui salari minimi adeguati è stato brandito da alcuni, anche in seno alla maggioranza, come la prova della necessità di un salario minimo legale, equivocando sia il senso della direttiva, sia l’idoneità dello strumento a ‘curarè i tre mali illustrati sopra”. “Innanzitutto, la direttiva salvaguarda i Paesi, come l’Italia, in cui la determinazione dei salari per una quota superiore all’80% dei lavoratori è garantita dalla contrattazione collettiva, esentandoli dall’obbligo di introdurre un salario minimo legale. Si è fatto ricorso a due luoghi comuni per mettere il nostro sistema di contrattazione sotto accusa. Il primo riguarda la frammentazione, in base ai dati dell’archivio Cnel: su 1.000 contratti depositati, sono solo 419 i contratti collettivi nazionali effettivamente utilizzati e appena 162 quelli sottoscritti da Cgil-Cisl-Uil. Ma – questa è l’omissione grave – questi 162 accordi coprono 12,5 milioni di lavoratori dipendenti, pari al 97% del totale dei 12,9 milioni di rapporti di lavoro dichiarati nelle comunicazioni Uniemens all’Inps” prosegue Brunetta. “E’ la prova della sostanziale tenuta del sistema di contrattazione collettiva governato da Cgil-Cisl-Uil, che marca la differenza tra l’Italia e il resto dei Paesi di area Ocse, dove nel 2017 appena il 32% dei lavoratori risultava coperto da un accordo collettivo. Il ‘modellò italiano di relazioni industriali è, non a caso, quello che implicitamente la direttiva suggerisce di estendere, invitando gli Stati membri a rafforzare la contrattazione. In questo senso, la direttiva nulla impone al nostro Paese. Perchè un buon contratto vale molto più di una tariffa minima oraria”.

foto: agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).

Draghi “La crisi non deve distrarci dall’impegno per l’ambiente e i giovani”

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “La risposta alla crisi derivante dall’invasione dell’Ucraina non deve distrarci dalle politiche a lungo termine che andranno a beneficio delle generazioni future”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo a Parigi alla Cerimonia di apertura della Riunione del Consiglio Ministeriale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).
“Il Covid-19 ha messo in luce le fragilità dei nostri sistemi sanitari – ha aggiunto -. Vogliamo stimolare gli investimenti e rendere il mondo più preparato per future pandemie. Accelerare la transizione energetica è essenziale per passare a un modello di crescita più sostenibile e, allo stesso tempo, ridurre la nostra dipendenza dalla Russia. Dobbiamo facilitare l’espansione delle energie rinnovabili – sia nei paesi ad alto che a basso reddito – e promuovere ulteriormente la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni energetiche pulite. Ciò significa, ad esempio, rafforzare la nostra architettura a idrogeno verde, aumentare l’efficienza, sviluppare reti intelligenti e resilienti”.
“Questa emergenza non è, e non dovrebbe essere, una scusa per tradire i nostri obiettivi climatici, ma un motivo per raddoppiare i nostri sforzi – ha sottolineato il premier -. Dalla sua creazione più di 60 anni fa, l’OCSE ha svolto un ruolo fondamentale nella promozione di politiche che promuovono la crescita e l’occupazione e nel facilitarne l’adozione tra i suoi Stati membri”.

– foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Mattarella “Il conflitto evidenzia il valore strategico del mare”

ROMA (ITALPRESS) – “Il valore strategico della Marina e della dimensione del mare è andato ulteriormente aumentando nei decenni della globalizzazione”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro con il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Enrico Credendino.
“La crisi in Ucraina con l’attacco della Federazione Russa, ne evidenzia ancor più il rilievo. Non vi è conflitto che non si riverberi immediatamente nei paesi vicini e nei popoli vicini e su popoli che appaiono più lo tanti. E’ così negli aspetti alimentari con il blocco della navigazione nel Mar Nero e per quelli energetici. Questi hanno dato l’avvio a un processo per differenziare le fonti che vede in ogni caso il trasporto marittimo una via essenziale”.
-foto ufficio stampa Quirinale-
(ITALPRESS).