ROMA (ITALPRESS) – “Noi abbiamo fatto una Agorà democratica su questo tema da cui sono uscite un corpo di proposte importanti che hanno a che vedere con la priorità del salario per i giovani. Anche la nostra proposta di salario minimo è sul tappeto e abbiamo intenzione di portarla avanti nel confronto con gli altri partiti, facendo sì che entro questa legislatura si arrivi a un accordo”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a margine della segreteria del partito. “La questione salariale esiste nel nostro Paese, non la si può negare, ora è acuita dalla crescita dell’inflazione. La questione salariale fa parte del cuore delle priorità del Pd”, ha aggiunto.
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Letta “Pronti a un accordo sul salario minimo entro la legislatura”
Ucraina, Salvini “Io anche a Kiev? Ne sarei felice, serve diplomazia”
“È mio dovere fare di tutto per cercare di dare un contributo per il raggiungimento di una pace giusta, usando l’arma più forte: la diplomazia”. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini, in un’intervista al quotidiano “La Stampa”, il quale si dice disponibile a recarsi anche a Kiev, pur di arrivare alla pace. “Ne sarei felice e sono in contatto con diversi esponenti ucraini, dopo averne ripetutamente incontrato anche ambasciatore e console: sono stato il primo leader italiano ad andare di persona sul confine tra Polonia e Ucraina portando aiuti umanitari, per toccare con mano il dramma dei profughi. Mi fa piacere che il mio esempio sia stato poi seguito da altri” spiega Salvini. “Allo scoppio della guerra e nei mesi a seguire abbiamo approvato e sostenuto ogni aiuto possibile al popolo ucraino aggredito. Entrati nel quarto mese di guerra, e dopo almeno 30.000 vittime su entrambi i fronti, pensiamo che il prolungarsi del conflitto avrebbe costi enormi in termini di vite, farebbe aumentare in modo drammatico la povertà” dice ancora il leader del Carroccio a La Stampa. “È mio dovere fare di tutto per cercare di dare un contributo per il raggiungimento di una pace giusta, usando l’arma più forte: la diplomazia. Un grande padre della nostra Costituzione, Giorgio La Pira, nel momento più critico della guerra fredda, ebbe il coraggio di andare a Mosca per parlare di pace. Di pace parla da sempre Papa Francesco, il ritorno al dialogo lo chiede ormai la grande maggioranza degli italiani, certo per me sarebbe più comodo stare in famiglia” conclude. (ITALPRESS).
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Anniversario piazza della Loggia, Mattarella “Terrorismi sconfitti”
“L’ordigno che la mattina del 28 maggio 1974 venne fatto esplodere in Piazza della Loggia doveva uccidere, seminare paura, intimorire le forze democratiche. Era un anello di quella catena nera del terrore che pretendeva di minacciare la convivenza civile e i diritti costituzionali, insanguinando l’Italia. Brescia e il Paese intero risposero con fermezza e unità, opposero la solidarietà di popolo alla disumanità dei terroristi. La coscienza civile e la maturità delle principali forze sociali, sindacali, politiche, fecero argine in difesa della nostra democrazia e della nostra civiltà. Il cammino della Repubblica è potuto proseguire nella affermazione dei propri valori, delle conquiste raggiunte, della partecipazione. I terrorismi sono stati tutti sconfitti”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario della strage di Piazza della Loggia. “In questa giornata di ricordo il nostro pensiero deferente va alle vittime di quella terribile strage, a quanti ne hanno portato le ferite nel tempo, al dolore dei familiari che nessuno potrà mai cancellare – ha aggiunto -. La memoria sollecita un impegno di testimonianza, rivolto anzitutto ai più giovani. Ne è stata esempio l’azione dei familiari delle vittime che, riuniti in associazione e forti di un largo sostegno nella comunità, hanno tenuto alta l’attenzione verso una ricerca compiuta della verità sui responsabili dell’attentato”. (ITALPRESS).
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Giustizia, Draghi “Auspico che la riforma sia completata con prontezza”
ROMA (ITALPRESS) – “Gli italiani si aspettano dalla magistratura decisioni giuste e prevedibili, in tempi brevi. Gli stessi magistrati hanno bisogno di una riforma che rafforzi la loro credibilità e terzietà. Questi sono i principi alla base della riforma del Governo, che auspico possa essere completata con prontezza”. Così il premier Mario Draghi, in un messaggio inviato all’Università di Padova in occasione del convegno sulla riforma della giustizia.
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Draghi sente Putin “Ho chiesto lo sblocco del grano ma niente spiragli di pace”
ROMA (ITALPRESS) – Conferenza stampa di una decina di minuti per il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi. Diversi i temi trattati da Draghi che si è detto provato da una giornata ricca di appuntamenti, ad iniziare dall’incontro con il presidente algerino durante il quale “sono stati firmati molti accordi e si sono esaminati un lungo elenco di progetti che si possono intraprendere insieme”. Una collaborazione che “prevede una serie di opportunità per le società del nostro paese e una grande apertura del presidente algerino per una cooperazione molto più estesa che in passato”, ha spiegato. Nel pomeriggio invece Draghi ha telefonato a Putin per tentare di trovare una soluzione per sbloccare il grano che oggi è nei depositi ucraini: “la crisi alimentare in alcuni paesi è già presente e avrà proporzioni gigantesche e conseguenze umanitarie terribili”.
Necessario per Draghi avviare una collaborazione Russia-Ucraina sullo sblocco dei porti nel Mar Nero, dove ci sono molti milioni di tonnellate di grano ferme. Una soluzione che secondo Putin non è sufficiente per risolvere la crisi alimentare perché il fabbisogno è molto più alto. Il presidente russo ha ricordato inoltre al presidente Draghi che “ritiene che la colpa sia delle sanzioni perché impediscono alla Russia potrebbe esportare il grano”.”Io – ha aggiunto Draghi – ho chiesto di procedere con lo sblocco. Si rischia che questi depositi vadano a male e che marciscano. Secondo Putin i porti sono bloccati perché sono minati dagli ucraini, che però li minano per impedire ai russi di attaccare. Ho chiesto collaborazione a sminare questi porti e perché non ci siano attacchi una volta sminati”.
Trovata la disponibilità da parte di Putin, Draghi ha annunciato che chiamerà anche Zelensky per sondare la sua volontà di procedere in questa direzione. La questione sarà inoltre al centro di un’informativa che Draghi farà al Consiglio straordinario che – ricorda – “non è però esattamente su queste questioni”. “E’ un tentativo che mi sono sentito di fare senza alcuna certezza che possa andare a buon fine ma semplicemente perché la gravità della situazione ci impone di rischiare e provare cose anche che possono non riuscire. Credo che però ci sia da parte di tutti la consapevolezza della posta in gioco che è quella della vita di milioni e milioni di persone”, sottolinea aggiungendo che nessuno spiraglio è emerso durante la telefonata alla possibilità di mettere fine al conflitto. Tra gli impegni odierni di Draghi anche la riunione del Consiglio dei Ministri durante cui sono stati passati in rassegna gli obiettivi del PNRR “che vanno raggiunti entro giugno. E’ stata una riunione positiva, gli obiettivi saranno tutti raggiunti”.
Anche sulla delega fiscale “siamo vicini ad un accordo. Il programma del governo va avanti e va avanti bene”. Il presidente del Consiglio dei Ministri si è detto “molto più sereno dei giorni scorsi perché dopo aver raggiunto l’accordo sui balneari, che era l’ultimo aspetto da trattare, nel provvedimento sulla concorrenza l’orizzonte si schiarisce sensibilmente. La legge sulla concorrenza deve essere approvata entro fine dicembre ma occorre approvare ora la legge delega per scrivere i decreti. Anche per gli obiettivi intermedi siamo a un ottimo punto”. In serata si incontrerà con il sottosegretario Garofoli e i referenti di tutti i partiti per discutere della delega fiscale. “Siamo agli ultimi passi e siamo vicini ad un accordo. C’è la riunione definitiva per definire gli ultimi passi, se non vengono fuori sorprese”, ha precisato.
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Mattarella “L’Algeria partner strategico per l’energia”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Algeria da tempo per l’Italia è un partner strategico per quanto riguarda l’energia, oltre che per diversi altri aspetti. E noi siamo riconoscenti all’Algeria per l’ulteriore intensificazione di questa collaborazione, così come registrato, nei mesi scorsi, nei contatti intercorsi con il nostro governo”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro con il Presidente della Repubblica Algerina Democratica e Popolare, Abdelmadjid Tebboune, al Quirinale. “La nostra collaborazione per l’energia si estende naturalmente alla ricerca di cooperare insieme nel segno della transizione ecologica, per intensificare la definizione e lo sviluppo delle forme di energia alternativa, rinnovabili, che consenta anche di dare una risposta alla crisi climatica che vi è nel mondo, attraverso l’unica strada percorribile”, ha aggiunto.
“Vi è anche una grande collaborazione economica e commerciale tra Algeria e Italia in diversi settori, non soltanto in quello energetico. Per noi, per il nostro sistema industriale, il mercato algerino è un interlocutore naturale. E ci auguriamo che si estenda la collaborazione su questo piano – economico e commerciale – ampliandosi, accrescendosi e sviluppandosi anche in altri settori, diversificando così, e ampliando la sfera dei settori in cui collaboriamo economicamente”, ha concluso Mattarella.
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Governo, Draghi “Siamo qui per cambiare, non per stare fermi”
ROMA (ITALPRESS) – “Condivido molto il titolo che avete scelto per il vostro Congresso: ‘Esserci per cambiarè è una frase diretta, che racchiude anche il senso di questo governo. Siamo qui per fare quello che serve all’Italia, ai lavoratori, alle imprese – non per stare fermi. E siamo qui per farlo insieme a voi – alle parti sociali. Perchè il cambiamento di domani dipende dalla nostra azione di oggi. E questa azione deve partire da una prospettiva concreta, coraggiosa, condivisa”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo al 19° Congresso confederale della Cisl a Roma.
“Fin dal suo insediamento, il Governo ha cercato – e, direi, molto spesso trovato – il dialogo con i sindacati. Lo abbiamo fatto perchè le buone relazioni industriali sono state essenziali in alcuni dei momenti più difficili della nostra storia”.
Il presidente del Consiglio ha evidenziato come la guerra in Ucraina rende “i nostri sforzi di cambiamento più complessi e, al tempo stesso, ancora più necessari. Il mercato dell’energia vive una fase di enorme volatilità, che penalizza i lavoratori e le imprese. I blocchi alle esportazioni, i colli di bottiglia negli approvvigionamenti, i ritardi nelle consegne hanno messo in luce la delicatezza dei nostri sistemi industriali. Queste crisi colpiscono in particolare i cittadini più vulnerabili, le realtà sociali più fragili, e mettono a dura prova la coesione sociale. Ci costringono a ripensare la nostra politica energetica, le nostre catene produttive, il nostro sistema di filiera. Il Governo si è mosso con rapidità per tutelare i lavoratori di fronte alle molte crisi di questi anni”, ha aggiunto spiegando che è previsto un calo della pressione fiscale quest’anno di 0,4 punti percentuali rispetto all’anno scorso, “la riduzione più consistente degli ultimi sei anni”.
Il premier ha poi ricordato i morti sul lavoro: oltre 1.200 nel solo 2021. “Alle loro famiglie, ai loro colleghi, esprimo la più sentita vicinanza del Governo e mia personale. Con la collaborazione attiva di voi sindacati, siamo intervenuti per rafforzare e rendere più partecipato il sistema dei controlli. Potenziare le attività ispettive, però, non basta. Le aziende devono fare attività di formazione, di manutenzione, di prevenzione. E’ un tema di civiltà, che qualifica una democrazia”.
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E’ morto a 94 anni l’ex premier Ciriaco De Mita
AVELLINO (ITALPRESS) – Lutto nel mondo della politica. Si è spento nella sua abitazione di Nusco (Avellino) l’ex presidente del Consiglio e segretario della Democrazia cristiana Ciriaco De Mita. Aveva 94 anni. De Mita, che è stato anche quattro volte ministro, era sindaco di Nusco dal maggio del 2014.
Nato il 2 febbraio 1928, raggiunse l’apice della carriera politica negli anni ’80, quando fu presidente del Consiglio dei ministri in un governo formato dalla coalizione del Pentapartito (Dc-Psi-Pri-Psdi-Pli) che cadde nel maggio del 1989. E’ stato segretario nazionale dal 1982 al 1989 e poi presidente della Democrazia Cristiana dal 1989 al 1992. Deputato dal 1963 al 1994 e dal 1996 al 2008 ed europarlamentare dal 1999 al 2004 e dal 2009 al 2014, dopo la Dc ha fatto parte del Partito Popolare Italiano e della Margherita e dal 2008 al 2017 dell’Unione di Centro.
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