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Draghi “La mafia si sconfigge con la cultura della legalità”

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MILANO (ITALPRESS) – “La mafia si sconfigge con la cultura della legalità: in famiglia, nelle scuole, sul lavoro, nelle istituzioni. Con lo sviluppo economico, che porti sicurezza, lavoro, fiducia. Con l’impegno dei giovani, degli imprenditori, della società civile. Con la buona amministrazione e la determinazione a estirpare le connivenze che ancora ci sono all’interno delle istituzioni”. Lo ha detto il premier Mario Draghi, nel suo intervento a Milano nel 31esimo anniversario della Direzione investigativa antimafia.

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Comunali, per Demopolis Bucci e Lagalla verso la vittoria al primo turno a Genova e Palermo

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ROMA (ITALPRESS) – Un’analisi dell’Istituto Demopolis per il programma Otto e Mezzo di La7, a proposito delle elezioni comunali del prossimo 12 giugno, ha tracciato le tendenze elettorali di alcuni dei principali capoluoghi chiamati al voto.
Se a Genova il sindaco uscente di centrodestra, Marco Bucci, appare proiettato verso una riconferma già al primo turno, più aperta è la partita di Verona, dove il primo cittadino uscente Federico Sboarina, finirebbe al ballottaggio con l’ex calciatore della Roma, Damiano Tommasi, che corre per il centrosinistra. A Palermo, il candidato sindaco del centrodestra, Roberto Lagalla, è oggi in netto vantaggio, proiettato verso una vittoria al primo turno per la successione a Leoluca Orlando. A Padova sfida a due tra il sindaco uscente Giordani del centrosinistra e il candidato del centrodestra Beghin. Sembra andare verso un ballottaggio anche Lucca. Molto combattuta la partita a Messina, con Basile, Croce e De Domenico a contendersi i voti dei cittadini.
Se si votasse oggi per la Camera, secondo il sondaggio di Demopolis, Fratelli d’Italia sarebbe al 22%, contro il 21,2% del Pd. Al terzo posto, al 16,5%, la Lega, con il Movimento 5 Stelle al 13% e Forza Italia all’8%. Sale al 4,2% Azione, mentre il partito di Matteo Renzi supera di poco il 2%.
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Mattarella “Messaggio Berlinguer sempre attuale”

SASSARI (ITALPRESS) – “L’attenzione morale di Enrico Berlinguer e il suo profondo rispetto per la Costituzione e le sue regole sono due aspetti inscindibili che rappresentano un messaggio sempre attuale per la nostra Repubblica”. Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto omaggiare all’Università di Sassari la figura di Enrico Berlinguer in occasione delle celebrazioni per il centenario dalla nascita. Il Capo dello Stato ha parlato in un breve intervento non programmato per omaggiare la figura dello storico politico sassarese davanti ai figli e alle autorità presenti. Mattarella è stato accolto poco dopo le 11 dal governatore Christian Solinas, dal presidente del Consiglio regionale Michele Pais, dal sindaco Nanni Campus e dal Rettore Gavino Mariotti. Nel giardino dell’Ateneo è stata poi scoperta una lapide commemorativa. “Ha trovato le prime radici nel suolo della nostra città, portando i tratti inconfondibili di una certa sardità – ha ricordato Mariotti aprendo le celebrazioni – Ricordiamo la folla immensa per i funerali, tutta l’Italia gli ha reso omaggio e si è commossa più volte per le immagini del suo ultimo comizio. Con la sua scomparsa si è aperto un vuoto incolmabile. Sarebbe stato un grande leader anche oggi”. Il presidente Solinas ha invece ripercorso le tappe storiche della vita di Berlinguer, sottolineando “il suo essere cavaliere nel portare profondi cambiamenti epocali”. Presente anche la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa che ha posto l’accento sugli insegnamenti del leader politico per quanto riguarda la capacità di immaginare il futuro. “Dignità, coraggio, onestà intellettuale, visione, passione. Questi sono i valori che mi ricorda la figura di Enrico Berlinguer” ha detto. Al termine della cerimonia il Rettore dell’Università ha consegnato alla figlia Bianca Berlinguer un attestato di benemerenza. “Mio padre sarebbe molto felice di questa giornata”, ha concluso la giornalista.

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Renzi “Dal 15/6 raccolta firme per abolire il Reddito di cittadinanza”

ROMA (ITALPRESS) – “Vogliamo abolire il reddito di cittadinanza e come previsto dalla legge dal 15 giugno partirà la raccolta ufficiale di firme. Ma vogliamo soprattutto cambiare il mondo del lavoro per i più giovani. Ne parliamo stasera al Talent Garden di Roma e su Radio Leopolda”. Lo scrive su Facebook il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

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Privacy, Mattarella “Assicurare sempre la tutela della dignità”

ROMA (ITALPRESS) – “La protezione dei dati personali è un tema che va assumendo un rilievo crescente nella società e nel nostro ordinamento. La serie di convegni e iniziative che l’Autorità Garante ha voluto promuovere per i 25 anni dall’entrata in vigore nel nostro Paese della normativa sulla privacy costituisce una preziosa occasione di riflessione e confronto”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio in occasione del 25° anniversario dell’entrata in vigore della normativa sulla privacy inviato al presidente del Garante per la Protezione dei Dati Personali, Pasquale Stanzione.
“Proprio da una discussione sul campo, ai più alti livelli di esperienza e competenza, può venire un importante contributo per mettere a fuoco i rilevanti risultati fin qui ottenuti, i problemi rimasti aperti, le inedite frontiere che la dimensione digitale ha conquistato – conclude Mattarella -, offrendo a noi tutti ulteriori straordinarie opportunità ma ponendoci il dovere di assicurare sempre, nei nuovi contesti, tutela alla dignità della persona e alla sua sfera di riservatezza. Rivolgo quindi ai relatori e ai partecipanti i migliori auguri di buon lavoro”.

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Mattarella “La democrazia si è opposta alla ferocia della mafia”

ROMA (ITALPRESS) – “Il silenzio assordante dopo l’inaudito boato rappresenta in maniera efficace il disorientamento che provò il Paese di fronte a quell’agguato senza precedenti, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Del tutto al contrario di quanto avevano immaginato gli autori del vile attentato, allo smarrimento iniziale seguì l’immediata reazione delle Istituzioni democratiche”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Palermo in occasione delle commemorazioni per i 30 anni dalla strage di Capaci.
“Il dolore e lo sgomento di quei giorni divennero la drammatica occasione per reagire al violento attacco sferrato dalla mafia; a quella ferocia la nostra democrazia si oppose con la forza degli strumenti dello Stato di diritto – ha aggiunto il capo dello Stato -. Altrettanto significativa fu la risposta della società civile, che rifiutò di subire quella umiliazione e incoraggiò il lavoro degli investigatori contribuendo alla stagione del rinnovamento”.
“Nel 1992 Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vennero colpiti perchè, con professionalità e determinazione, avevano inferto colpi durissimi alla mafia, con prospettive di ulteriori seguiti di grande efficacia, attraverso una rigorosa strategia investigativa capace di portarne allo scoperto l’organizzazione – ha sottolineato Mattarella -. La mafia li temeva per questo: perchè capaci di dimostrare che non era imbattibile e che lo Stato era in grado di sconfiggerla attraverso la forza del diritto. Onorare oggi la memoria di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino vuol dire rinnovare quell’impegno, riproponendone il coraggio e la determinazione. L’impegno contro la criminalità non consente pause nè distrazioni”.
“Falcone era un grande magistrato e un uomo con un forte senso delle istituzioni. Non ebbe mai la tentazione di distinguere le due identità perchè aveva ben chiaro che la funzione del magistrato rappresenta una delle maggiori espressioni della nostra democrazia e, in qualunque ruolo, ha sempre inteso contribuire, con competenza e serietà, all’affermazione dello Stato di diritto – ha proseguito il presidente -. La portata della sua eredità è resa evidente anche dalle modalità della celebrazione di oggi, attraverso la quale viene rinnovato l’impegno contro la mafia”.
“Insieme a Paolo Borsellino avviarono un metodo nuovo d’indagine, fondato sulla condivisione delle informazioni, sul lavoro di gruppo, sulla specializzazione dei ruoli; questo consentì di raggiungere risultati giudiziari inediti, ancorati ad attività istruttorie che poggiavano su una piena solidità probatoria – ha detto ancora Mattarella -. Le visioni d’avanguardia, lucidamente “profetiche”, di Falcone non furono sempre comprese; anzi in taluni casi vennero osteggiate anche da atteggiamenti diffusi nella stessa magistratura, che col tempo, superando errori, ha saputo farne patrimonio comune e valorizzarle. Anche l’ordinamento giudiziario è stato modificato per attribuire un maggior rilievo alle obiettive qualità professionali del magistrato rispetto al criterio della mera anzianità, non idoneo a rispondere alle esigenze dell’Ordine giudiziario. Le esperienze innovative di quegli anni si sono tradotte, all’indomani dei drammatici attentati, in leggi che hanno fatto assumere alla lotta contro la mafia un livello di incisività ed efficacia mai raggiunto fino ad allora”.

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Trent’anni fa la strage di Capaci

PALERMO (ITALPRESS) – Da ormai trent’anni il cinquantottesimo minuto dopo le 17 del 23 maggio non rappresenta mai un orario comune, uno di quelli che passano inosservati nel trambusto quotidiano. È invece, ogni anno, quel minuto che blocca il fiato, sospende i pensieri, dilata il tempo, infligge dolore e, alla fine, se ci si guarda attorno, restituisce speranza. Sono quei secondi che riportano alla mente le forti immagini di quanto accaduto alla stessa ora nel 1992: la strage di Capaci, quel tragico evento che ha cambiato la storia del Paese. E non solo. Partiti dall’aeroporto di Roma Ciampino intorno alle 16.45, il magistrato antimafia Giovanni Falcone, direttore degli Affari Penali del ministero della Giustizia, e la moglie Francesca Morvillo atterrano a Punta Raisi dopo un volo di 53 minuti. Li attendono 3 auto blindate. Falcone si mette alla guida di una Croma bianca. In macchina con lui oltre alla moglie c’è l’autista Giuseppe Costanza. L’auto di Falcone è preceduta da una Croma marrone, con a bordo gli agenti Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, ed è seguita da una Croma azzurra con gli agenti Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo. Le auto si dirigono verso Palermo sull’autostrada A29. Alle 17:58, poco prima dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine viene azionato il telecomando che fa esplodere una carica composta da 500 chili di tritolo, RDX e nitrato d’ammonio. Lo scoppio travolge in pieno la Croma marrone. I tre agenti Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, muoiono sul colpo. L’auto di Falcone si schianta contro il muro di cemento e detriti generato dallo scoppio. Il giudice muore durante il trasporto in ospedale, la moglie Francesca invece in ospedale la sera, intorno alle 22. Rimangono feriti gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo e Gaspare Cervello oltre all’autista Costanza e ad altre 19 persone che viaggiavano in quel momento sull’autostrada. Dopo meno di due mesi, il 19 luglio dello stesso anno, in via d’Amelio a Palermo un altro attentato di Cosa Nostra uccide anche Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Sono passati solo cinquantasette giorni tra le due stragi che hanno messo fine alla vita di due magistrati in prima linea nella lotta alla mafia. Sono stati uccisi, però le loro idee restano. “L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa”, diceva Falcone. “Ecco – aggiungeva -, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza”. Parole di chi, divenuto simbolo della lotta alla mafia, proprio con coraggio e intuizione ha cambiato la storia, riuscendo a riconoscere la struttura verticistica di Cosa Nostra. Con il pool antimafia ha creato un nuovo metodo investigativo che si basa su indagini patrimoniali e bancarie, alla ricerca di prove e sulla scia delle tracce lasciate dal denaro. Lo stesso pool che ha istruito il maxi-processo a Cosa nostra, mandando a giudizio 475 imputati. Un processo di vaste dimensioni, partito nel 1986 e che ha visto la partecipazione di 200 avvocati e diverse centinaia di giornalisti. Per un evento di tale portata, nessuna aula di tribunale a Palermo poteva bastare, occorreva più spazio: così si è deciso di costruire una grande aula bunker accanto al carcere Ucciardone, dotata anche di sistemi di protezione.  Negli anni la mafia aveva ucciso magistrati, investigatori, appartenenti alle forze dell’ordine, giornalisti, politici, si era diffusa e soffocava l’economia. Il maxiprocesso era la risposta dello Stato. Poi le stragi del 1992. Le idee di chi è stato ucciso, però, erano come semi: il sacrificio di chi ha perso la vita per la legalità, infatti, ha spinto la società civile a reagire. Una rivoluzione culturale. “È normale che esista la paura”, affermava Borsellino. “L’importante è che sia accompagnata dal coraggio”, aggiungeva. Il 23 maggio, quindi, è ormai una data simbolo: ogni anno quei tragici eventi vengono ricordati con cerimonie, manifestazioni, incontri e cortei, anche e soprattutto con il coinvolgimento di giovani studenti. L’obiettivo è mantenere viva la memoria, rinnovare l’impegno della legalità e non perdere la speranza perché la mafia, come diceva Falcone, “non è affatto invincibile”. “È un fatto umano – spiegava il magistrato – e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine”.

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Berlusconi “Forza Italia sostiene il Governo con convinzione”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Forza Italia sostiene il Governo con convinzione”. Lo ha detto il leader del partito, Silvio Berlusconi, chiudendo la convention del partito a Napoli.
“Con Forza Italia e il centrodestra al governo avremo meno tasse, meno vincoli burocratici, controllo dell’immigrazione, meno disoccupazione e meno povertà, una giustizia finalmente giusta e più libertà”, ha sottolineato Berlusconi, che ha aggiunto: “Con la sinistra avremo imposta patrimoniale sulla casa, di successione del 45% come è capitato in Francia”.
“Dobbiamo offrire un lavoro ai nostri giovani, facendo ripartire l’economia con uno shock fiscale, quello della flat tax, e garantendo fiscalità di vantaggio a chi li assume – ha spiegato l’ex premier -. Dobbiamo dare ai nostri giovani l’opportunità di avere un lavoro, una casa, una famiglia: la crisi della natalità è uno dei peggiori segnali del nostro Paese”.

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