MILANO ITALPRESS – Matteo Salvini ha detto che è stata ‘un’ottima giornatà? “E’ stata un’ottima giornata, perchè era da tanto tempo che non ci vedevamo e non ci sedevamo allo stesso tavolo per tutti gli impegni che hanno i leader di ogni partito. Finalmente oggi siamo riusciti a combinare questo incontro e, quindi, abbiamo deciso anche di rivederci. Il centrodestra è assolutamente unito”. Lo ha detto oggi il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dopo il vertice tenutosi nel pomeriggio con il segretario nazionale della Lega, Matteo Salvini, e la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a Villa San Martino, residenza di Arcore dell’ex premier. “Solo un pazzo potrebbe mandare all’aria la coalizione.”E’ evidente che se si disunisce perderemmo le elezioni, vincerebbe la sinistra”, ha aggiunto Berlusconi. “Ci possono essere differenti posizioni su certi argomenti, ma sull’argomento principale si vince se si è uniti. Non c’è disaccordo possibile”. Quindi sulle elezioni nazionali, aggiunge: “abbiamo tutti convenuto che la prima cosa da fare è stendere un programma da far conoscere agli elettori. Ho distribuito il programma, firmato da tutti noi nel 2018, e nella prossima riunione ciascuno porterà le modifiche, le aggiunte che si ritengono necessarie a questo programma”.
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Berlusconi “Il centrodestra è assolutamente unito”
Omofobia, Mattarella “Rispetto e uguaglianza non sono derogabili”
ROMA (ITALPRESS) – “Questa Giornata internazionale chiede l’attenzione sulle violazioni alla dignità della persona motivate con orientamenti sessuali diversi dal proprio. Occorre educare a una cultura della non discriminazione, per costruire una comunità che metta al bando ogni forma di prevaricazione radicata nel rifiuto delle differenze”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia.
“Il rispetto dei diritti di ogni persona, l’uguaglianza fra tutti i cittadini, sancita dalla nostra Costituzione e dagli ordinamenti internazionali che abbiamo fatto nostri, non sono derogabili – prosegue il capo dello Stato -. Solidarietà e responsabilità sono alla base della nostra comune convivenza. Solo la comprensione reciproca può portare alla piena accettazione di tutto ciò che è “altro” da sè e al riconoscimento di ciascuna individualità. Il messaggio di questa giornata è l’invito a rinnovare l’impegno al rispetto dell’altro e delle sue scelte: elementi alla base del vivere collettivo”.
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Costa “Rivedere l’obbligo delle mascherine a scuola”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono convinto, e lo sostenevo già da prima, che soprattutto durante le lezioni, quando i nostri ragazzi e bambini sono seduti al proprio posto, si possano togliere le mascherine. Mi auguro ci possa essere lo spazio per fare una riflessione, pur consapevole che siamo certamente vicini alla scadenza dell’anno scolastico: sarebbe un’ulteriore segnalo positivo e di fiducia verso i cittadini, di un ritorno alla normalità auspicato da tutti”. Così a Buongiorno, su Sky TG24, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, in merito alla possibilità di rivedere l’obbligo di indossare le mascherine nelle aule entro la fine dell’anno scolastico.
“Mi pare – ha aggiunto – che nel nostro Paese oggi vi siano altre situazioni in cui ci sono tante presenze e non è più prevista la mascherina. Quindi, anche per una questione di coerenza, credo che si possa e si debba fare questa riflessione”.
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Berlusconi “La guerra sarà lunga se non portiamo Putin a negoziare”
TREVIGLIO (BERGAMO) (ITALPRESS) – “Non abbiano un leader nel mondo, non abbiamo un leader in Europa. Quello che dovrebbe essere un leader mondiale (Biden, ndr) e che doveva avvicinare Putin al tavolo della mediazione gli ha dato del criminale di guerra e gli ha detto di andare via dal governo russo per andare in galera”. Così Silvio Berlusconi, parlando dal palco di una manifestazione di Forza Italia a Treviglio è intervenuto sulla invasione della Russia all’Ucraina. “Un altro, il segretario della Nato Stoltemberg ha detto che l’Ucraina mai più sarà sotto la Russia e che anche le due repubbliche del Donbass non avranno mai riconosciuta la loro indipendenza. Capirete che con queste premesse Putin è lontano dal sedersi ad un tavolo di negoziazione” ha aggiunto il leader degli azzurri.
“Temo che questa guerra continuerà a lungo – aggiunge -. Siamo in guerra anche noi, perchè gli mandiamo le armi. Dopo quelle leggere, mi dicono, manderemo cannoni e carri armati e per questo avremo dei forti ritorni delle sanzioni imposte alla Russia sulla nostra economia” afferma Berlusconi. “Il prodotto interno lordo sta scendendo, ma i danni più gravi arriveranno dall’Africa. Questo perchè nei porti dell’Ucraina sono ferme tonnellate di grano e mais. In africa non hanno più benzina e temo che questo porterà a formare delle ondate di grandi dimensioni di profughi, di immigrati che verrano in Europa e in Italia. Per evitare tutto questo bisogna pensare a qualcosa di eccezionale per fare smettere Putin di fare la guerra” aggiunge. “Io nel 2002 l’ho portato al tavolo della Nato, con Bush e altri leader mondiali, mettendo fine ad una guerra fredda molto dura che durava da oltre 50 anni”.
Silvio Berlsconi, infine, afferma che l’Europa ha la necessità di avere un esercito proprio che gli permetterebbe di “diventare una potenza militare mondiale per potersi sedere al tavolo del consiglio del mondo, insieme a Stati Uniti, Russia, Giappone e Cina. Mentre adesso noi non contiamo niente nel mondo”.
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Amato “Su ergastolo ostativo Consulta deve rispettare il Parlamento”
ROMA (ITALPRESS) – “Comprendo le reazioni e i punti di vista di tutti, ma alle Corti tocca essere equilibrate. Qui si tratta di bilanciare da un lato la tutela dei diritti delle persone in relazione ai presupposti per chiedere l’accesso ai benefici penitenziari, dall’altro le particolari ragioni di sicurezza che la legislazione italiana ha sempre riconosciuto in materia di mafia”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, in merito all’ergastolo ostativo dopo che la Consulta ha evitato di cancellare una norma già dichiarata incostituzionale un anno fa, concedendo alle Camere altri sei mesi per portare a termine la riforma. “Quando a novembre la Corte si troverà a decidere, non più in mia presenza, valuterà la situazione e in assenza di una riforma affronterà il problema se sancire l’incostituzionalità introducendo un vuoto legislativo che ora abbiamo voluto evitare. A quel punto spetterebbe al Parlamento colmarlo successivamente”, spiega. “Noi abbiamo detto che la collaborazione con i magistrati non può essere l’unico indice per valutare il distacco dall’organizzazione mafiosa. Anche perchè ci sono stati casi di false collaborazioni da parte di chi non aveva affatto abbandonato l’organizzazione. E’ vero che stiamo parlando di diritti di libertà, ma ci dev’essere sempre un bilanciamento tra valori costituzionali, e qui – lo ripeto – ci sono in ballo anche ragioni di sicurezza legate alla specificità del fenomeno mafioso”, osserva. Per Amato “c’è un problema di rispetto del legislatore, e noi non siamo la maestrina del Parlamento. Non diamo ordini, rivolgiamo inviti e non potremmo fare altrimenti. Far valere una scadenza e non dare peso ai lavori in corso, soprattutto su questioni complesse, indebolirebbe la mia stessa credibilità rispetto alla leale collaborazione”.
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Ucraina, Casellati “Parlamento determinante per dare indirizzi Governo”
MILANO (ITALPRESS) – “Ritengo fondamentale che, come avverrà in settimana, il presidente Draghi venga a riferire al Parlamento sugli esiti della visita negli Stati Uniti e del suo confronto con il presidente Biden. E’ qui che il Parlamento dovrà avere un ruolo determinante nell’ascoltare e nel decidere gli indirizzi al governo”. Lo dice la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati in una intervista al Corriere della Sera. “E’ evidente che tutti aspiriamo alla pace perchè ogni guerra rappresenta una tragica frattura dell’umanità. Però la parola pace ha un senso solo se è raggiungibile. Ci stiamo confrontando con una guerra a più dimensioni che ha sconvolto l’architettura dei poteri a livello internazionale. E quindi è a livello internazionale che va ricercata la soluzione negoziale, mettendo attorno al tavolo non solo Russia e Ucraina, ma anche le grandi potenze, come gli Stati Uniti, la Cina e ovviamente l’Unione Europea. Ma parlo di una Ue che non sia a rimorchio degli altri, ma che sappia affermare una sua autonoma politica estera e di difesa, superando divisioni e incertezze che la condannano all’irrilevanza”.
“Se è vero come è vero che le spese militari degli Stati dell’Ue sono quattro volte superiori a quelle della Russia, vuol dire che non c’è un problema di risorse per gli armamenti. Ma semmai di razionalizzazione della spesa insieme ad una unità di comando. Basterebbe dunque una volontà politica comune di costruire un esercito europeo che vorrebbe dire, come tutti sanno, che un altro pezzo di Europa è stato fatto” conclude la presidente del Senato.
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Mezzogiorno, Franco “Divario con il Nord enorme”
SORRENTO (ITALPRESS) – “E’ fondamentale che la gestione dell’emergenza non ci faccia perdere di vista il problema principale della bassa crescita del nostro Paese: dobbiamo porre fine a un ventennio di sostanziale stagnazione, il prodotto italiano è rimasto stagnato mentre è aumentato di quasi metà negli Stati Uniti, di un terzo in Spagna di un quarto in Germania e Francia”. Lo dice il ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco nel corso del suo intervento al forum Verso Sud, organizzato dallo Studio Ambrosetti. Per Franco la crescita del Paese è legata indissolubilmente a quella del Sud. “Nel Mezzogiorno dagli anni Ottanta non ci sono stati sostanziali progressi. Il prodotto medio pro capite nelle regioni del Sud è pari al 55% di quello delle regioni del Centro nord, un divario enorme”, spiega il ministro. “E’ evidente che per conseguire tassi di crescita più robusti di quelli dell’ultimo quarto di secolo è cruciale imprimere una forte accelerazione all’espansione dell’economia del Mezzogiorno e riavviare il processo di convergenza tra le due aree del Paese”.
E in quest’ottica Franco cita alcuni settori in cui bisogna intervenire. Dal mercato del lavoro fino al tema centrale della formazione dei giovani. “Nel Mezzogiorno la quota di giovani che completano il ciclo delle scuole superiori è più bassa di 7 punti percentuali rispetto alle regioni del centro-nord. E la quota studenti con basso rendimento nelle competenze di letture e quelle analitiche è più ampia al sud. Inoltre – prosegue – molti giovani emigrano portando altrove il loro capitale umano, un fenomeno nazionale ma nel meridione particolarmente accentuato. Le risposte della politica economica allo scarso sviluppo delle regioni del Sud non potranno mai essere efficaci se non affronteranno il divario nella formazione dei giovani e soprattutto la spinta all’emigrazione. In questo – chiosa il ministro – è cruciale il ruolo delle università meridionali”.
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Ucraina, Salvini “Italia ha l’autorevolezza per spingere a negoziato”
Per la pace in Ucraina “serve un’iniziativa europea che parta dai tre grandi Paesi fondatori dell’Unione: Italia, Francia e Germania. L’Italia ha l’autorevolezza per farsi promotrice di questa iniziativa, con l’obiettivo di spingere le parti a negoziare”. A dirlo è il leader della Lega, Matteo Salvini, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. “La nostra posizione è chiara: abbiamo condannato senza se e senza ma l’invasione dell’Ucraina. Abbiamo votato lealmente con il governo. La guerra ha cambiato rapporti e giudizi, ma occorre lavorare per costruire relazioni diplomatiche, commerciali, culturali” si legge ancora sulle colonne del quotidiano di via Solferino. “In un momento difficile come questo la Lega intende proporsi come un elemento di stabilità”, aggiunge il leader della Lega, “I nostri sforzi sono dedicati ad unire realismo e difesa degli interessi nazionali, per ricostruire pace e stabilità”. Infine, sull’Europa, il segretario leghista ha detto: “Il nostro scetticismo non è verso l’Europa in sé, ma verso un’Europa burocratica, dirigista, poco attenta agli interessi nazionali. Occorre una revisione dei trattati”. (ITALPRESS).
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