ROMA (ITALPRESS) – “L’adesione dei 5stelle alla famiglia dei Verdi Europei sarebbe assolutamente auspicabile, non solo perché comunque rafforzerebbe i Verdi a livello del Parlamento Europeo ma avrebbe una funzione di ancoraggio dei 5 stelle all’ecologismo riportandoli alla loro ispirazione iniziale. E soprattutto rafforzerebbe in Italia la sfida ecologista necessaria e urgente.Per questo non comprendo i No pregiudiziali. Di fronte all’emergenza climatica e oggi alla sfida della transizione energetica indispensabile per garantire al nostro paese l’autonomia bisogna metter fine alla diaspora degli ambientalisti e unire le forze che perseguono questi obiettivi”. Lo afferma Loredana De Petris, senatrice del Gruppo Misto sulla possibile alleanza tra M5S e i Verdi Europei; mentre si è registrato il no di Europa Verde. “Non è il tempo dei settarismi e di analisi del sangue a senso unico ma di lavorare per unire . Peraltro nella mia quotidiana esperienza al Senato molte sono le battaglie ambientali e non solo che condivido con la maggior parte del gruppo 5 stelle.E questo è un fatto. Mi auguro quindi che il processo di adesione dei 5 stelle vada avanti. Avrebbe un effetto assolutamente positivo sul quadro e sulle alleanze politiche del campo progressista” aggiunge la De Petris che poi conclude: “Ho sempre creduto che serve un’ampia realtà politica Ecologista, europeista e Progressista e il m5S di Conte è certo parte di questa cultura”.
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De Petris “M5S con i Verdi Europei rafforza sfida ecologista in Italia”
Ucraina, Papa Francesco “Iniziare la tregua pasquale per arrivare alla pace”
ROMA (ITALPRESS) – “Si ripongano le armi, si inizi una tregua pasquale, ma non per ricaricare le armi e riprendere a combattere. Una tregua per arrivare alla pace, attraverso un vero negoziato, disposti anche a qualche sacrificio per il bene della gente. Infatti che vittoria sarà quella che pianterà una bandiera su un cumulo di macerie?”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’Angelus in Piazza San Pietro sui conflitti in corso in Ucraina.
“Quando si usa violenza non si sa più nulla su Dio. Si dimentica perché si sta al mondo e si arriva a compiere crudeltà assurde. Ciò lo vediamo nella follia della guerra, dove si torna a crocifiggere Cristo”, ha detto Papa Francesco nel corso dell’omelia a piazza San Pietro, in occasione della Domenica delle Palme.
“Cristo – ha aggiunto il Santo Padre parlando dei conflitti in Ucraina – è ancora una volta inchiodato alla croce nelle madri che piangono la morte ingiusta dei mariti e dei figli. È crocifisso nei profughi che fuggono dalle bombe con i bambini in braccio. È crocifisso negli anziani lasciati soli a morire, nei giovani privati di futuro e nei soldati mandati a uccidere i loro fratelli”.
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Pensioni, Damiano: “Superare le rigidità della legge Monti-Fornero”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ positivo il fatto che il ministro dell’Economia, Daniele Franco, abbia accennato nei giorni scorsi alla necessità di affrontare il tema delle pensioni. Il confronto avviato su questo argomento con il sindacato nel tavolo politico con Draghi, Orlando e Franco e, successivamente, al tavolo tecnico istituito dal ministro Andrea Orlando presso il ministero del Lavoro, ha già consentito di tracciare un primo e provvisorio perimetro di intervento su flessibilità, giovani, donne e pensione complementare”. Così Cesare Damiano, presidente
dell’associazione Lavoro&Welfare.
“Pur consapevoli del cambio di priorità imposto dalla tragica emergenza della guerra, sarebbe estremamente positivo riprendere il confronto sulla previdenza: è interesse di tutti superare le rigidità della legge Monti-Fornero, mano a mano che ci avviciniamo al sistema interamente contributivo, senza dimenticare il tema della rivalutazione degli assegni pensionistici nell’attuale momento di consistente ripresa dell’inflazione”, sottolinea Damiano.
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Brunetta “Non siamo ancora all’economia di guerra”
ROMA (ITALPRESS) – “Draghi ha ribadito il suo whatever it takes, il governo farà di tutto per tutelare famiglie e imprese. Non siamo ancora all’economia di guerra e ci sono tutti gli strumenti per gestire questa fase in maniera non traumatica. Andiamo verso la bella stagione e abbiamo i mezzi per diversificare le fonti energetiche e consentirci lo stoccaggio preventivo, con meno costi e nessun disagio”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta che, alla domanda se il possibile stop all’importazione di gas dalla Russia porterà recessione, inflazione e razionamenti, risponde: “Non è ancora detto, non fasciamoci la testa. In Europa non si è presa nessuna decisione di questo tipo. Per il momento stiamo pagando un aumento finanziario del prezzo del gas e dell’energia che viene da prima dello scoppio della guerra”.
“Noi – aggiunge – veniamo da una pandemia che ha fatto 160 mila morti e da una crisi economica che ha affossato il nostro Pil. E quando pensavamo di essere quasi usciti da questo enorme stress sanitario, economico e sociale, ecco che ripiombiamo in una situazione ancora più grave”. “E’ comprensibile che qualsiasi comunità, davanti a una sequenza simile, abbia degli sbandamenti di tipo egoistico e che alcuni dicano ‘basta, non ne possiamo più'”, sottolinea, aggiungendo: “Finora nel governo non abbiamo mai parlato di razionamenti. In questo tipo di congiuntura conta molto la durata della guerra. Ci sarà o no, il cessate il fuoco? Nessuno lo sa. Tutti invece sanno chi è l’aggressore e chi l’aggredito e la stragrande maggioranza degli italiani sta con le vittime e quindi con il governo, che assieme alla comunità internazionale ha reagito con razionalità e determinazione alla violenza inaudita della Russia di Putin”.
“La risposta dell’Occidente è proporzionata, coesa e coerente – prosegue Brunetta -. Le sanzioni non sono troppo, nè troppo poco. Poi, certo, questa reazione ha dei costi e sui costi riaffiora lo stress sociale ed economico”. Ed in merito all’ipotesi di una politica di austerità per il caro energia, dice: “Non siamo arrivati a queste discussioni, ma ogni scelta ha il suo rapporto costi-benefici. Se riduci la velocità aumenti la densità del traffico, se spegni l’illuminazione hai minore sicurezza”.
E per quanto riguarda le imprese: “C’è un ampio margine di ottimizzazione per molte imprese energivore. Un margine che non abbiamo mai percorso perchè, quando avevamo l’energia facile, non abbiamo fatto i necessari investimenti. Questo tipo di stress ci deve portare adesso a scelte di politica economica, energetica e ambientale che non abbiamo mai fatto e lo stesso vale per la semplificazione amministrativa”. “Il mio Draghi preferito è quello che promette decisioni drastiche sulle semplificazioni – aggiunge -. Se il governo, con un colpo d’ala, sblocca le autorizzazioni ferme da anni sul fotovoltaico, istituendo commissari ad acta e rimettendo in moto gli investimenti, dà all’economia un impulso straordinario che dura nel tempo. Il razionamento non dura nel tempo e le domeniche a targhe alterne sono solo un vago ricordo”. “Il nostro destino passa attraverso le scelte che si fanno nei momenti difficili – prosegue -. Sulla transizione ecologica dovremmo trarre giovamento da questa prova culturale, di responsabilità ed efficienza a cui siamo sottoposti”. “Il governo sta lavorando a un’articolazione delle fonti, dal Gnl al fotovoltaico e all’eolico – spiega Brunetta -. Paradossalmente questo tipo di emergenza può diventare un catalizzatore della modernizzazione, perchè ci indica quel mix energetico che per miopia strategica non abbiamo messo a fuoco prima”. E sull’emendamento che abbassa la temperatura negli uffici pubblici, commenta: “E’ un segnale positivo, mi ricorda mia madre che mi diceva ‘quando esci dalla stanza spegni la lucè. Io intendo fare ben di più, mettendo i pannelli solari sul tetto di un milione di edifici pubblici, con particolare riferimento alle scuole. Non risolverebbe la dipendenza dal gas russo, ma avrebbe un valore educativo enorme. Andremmo oltre i pur oggettivi schemi duali ‘condizionatore o pacè”.
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Ucraina, Mattarella “Immagini che pensavamo consegnate alla storia”
ROMA (ITALPRESS) – “Viviamo giorni terribili, siamo travolti da immagini che pensavamo di aver consegnato per sempre all’archivio di orrori non ripetibili nel nostro Continente, invece altro sangue innocente, altri crimini spietati, altre vite spezzate, stanno popolando gli abissi della disumanità. L’aggressione compiuta contro l’Ucraina, la libertà dei suoi stessi cittadini da parte della Federazione russa costituisce una ferita e colpisce la coscienza di ciascuno e la responsabilità degli Stati”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’inaugurazione dell’evento internazionale Procida capitale italiana della cultura 2022. “Anche l’energia della cultura deve servirci per fermare la guerra, costruire la pace richiama i valori più profondi a cominciare dal diritto di ciascuno a vivere in libertà e scegliere il proprio destino. Patrimonio culturale genera umanesimo, permette ai popoli di ripartire e costruire sulle macerie. La cultura respinge la pretesa di chi vuole trascinarla nel vortice della guerra e ribadisce al contrario la sua vocazione alla pace”, ha aggiunto. Per il capo dello Stato “è in gioco il destino dell’intera Europa che si trova di fronte a un bivio tra una regressione della sua storia e la sua capacità di sopravvivere ai mali del proprio passato, e di superarli definitivamente. I popoli europei, sono intimamente legati da fili che la storia ha reso forti, preziosi, insostituibili, non possono e non devono essere lacerati per colpa di chi ha fatto ricorso alla brutalità della violenza e della guerra”
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Berlusconi “Profondamente deluso da Putin, faccia tacere le armi”
ROMA (ITALPRESS) – “Non posso e non voglio nascondere di essere profondamente deluso ed addolorato dal comportamento di Vladimir Putin, che si è assunto una gravissima responsabilità di fronte al mondo intero. Mi era sempre sembrato un uomo di buon senso, di democrazia e di pace. Peccato davvero. Noi non abbiamo avuto alcuna esitazione a schierarci: la posizione di Forza Italia è quella espressa nella durissima “Risoluzione contro l’aggressione della Russia all’Ucraina” approvata dal Parlamento Europeo in seduta straordinaria il primo marzo, risoluzione che io ho convintamente votato”. Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nel suo intervento a “L’Italia del Futuro”.
“Voglio dire ancora di più: di fronte all’orrore dei massacri di civili a Bucha e in altre località ucraine, veri e propri crimini di guerra, la Russia non può negare le sue responsabilità. Dovrebbe al contrario, nel suo stesso interesse, identificare e mettere sotto processo i responsabili di comportamenti che il diritto e la morale considerano inaccettabili anche in tempo di guerra”, ha sottolineto Berlusconi.
“Dunque Forza Italia, voglio ripeterlo ancora, ancora, è sempre stata ed è oggi a maggior ragione dalla parte dell’Europa, dalla parte, dell’Alleanza Atlantica, dalla parte dell’Occidente – ha aggiunto -. Forza Italia è sempre stata dalla parte della Libertà. Anche della libertà del popolo ucraino, la libertà di difendere il proprio futuro”.
“Auspichiamo che i rapporti fra Russia, Stati Uniti, Europa, tornino ad essere dialoganti. Spetta, però, alla Russia adesso fare un passo nella giusta direzione, facendo tacere le armi. Il cessate il fuoco da parte della Russia è fondamentale e prioritario”, ha sottolineato l’ex premier.
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Franceschini “L’Unesco dichiari Odessa Patrimonio dell’umanità”
ROMA (ITALPRESS) – “Agire subito perchè la città di Odessa venga dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco”. Così il ministro della cultura, Dario Franceschini, su Twitter al termine di una video-call con il sindaco di Odessa, Gennadiy Trukhanov. “Odessa – ha aggiunto il ministro – è una città meravigliosa legata all’Italia da secoli di storie comuni che oggi rischia la distruzione”.
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Covid, Consulta “Quarantena obbligatoria non viola la libertà personale”
ROMA (ITALPRESS) – La Corte costituzionale ha esaminato in camera di consiglio le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale penale di Reggio Calabria su alcune disposizioni del decreto legge n. 33 del 2020, che contiene misure per limitare la diffusione del Covid-19. In particolare, sono state censurate le norme che introducono sanzioni penali nei confronti di chi, risultato positivo al Covid e sottoposto alla quarantena obbligatoria, lasci la propria dimora o abitazione.
Il Tribunale ritiene che la quarantena obbligatoria incida non sulla libertà di circolazione dei cittadini (articolo 16 della Costituzione) ma sulla libertà personale (articolo 13 della Costituzione) e che, pertanto, i relativi provvedimenti debbano essere adottati dall’autorità giudiziaria o, nell’impossibilità, averne la convalida. In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio comunicazione e stampa fa sapere che la Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni.
La quarantena obbligatoria e le relative sanzioni penali, così come regolate dalle disposizioni impugnate, incidono sulla sola libertà di circolazione. Non comportano alcuna coercizione fisica, sono disposte in via generale per motivi di sanità e si rivolgono a una indistinta pluralità di persone, accomunate dall’essere positive al virus trasmissibile ad altri per via aerea.
(ITALPRESS).









