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Csm, Cartabia: “Riforma necessaria e non rinviabile”

ROMA (ITALPRESS) – Quella del CSM “è una riforma necessaria e non procrastinabile. Lo abbiamo tutti ribadito emblematicamente con un lungo e scrosciante applauso in Parlamento quando il Presidente della Repubblica, nel discorso di insediamento rivolto alle Camere, ha sollecitato l’urgenza di questa riforma”. Lo ha detto la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2022 del Consiglio Nazionale Forense. “L’impegno a portare a termine questa riforma è volto a rafforzare la credibilità e l’autorevolezza di un organo costituzionale, il cui volto è stato sfregiato da scandali, che hanno contribuito a far perdere la fiducia dei cittadini verso la giustizia e verso la magistratura”, ha spiegato.
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Ucraina, Draghi “Dai vertici Nato e G7 unità straordinaria”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Sia il summit della Nato sia quello del G7 hanno mostrato una unità straordinaria di tutti gli alleati nel condannare l’aggressione all’Ucraina, nel mantenere le sanzioni e nel decidere di inasprire se fosse necessario”. Lo ha detto il premier Mario Draghi, arrivando al Consiglio Ue a Bruxelles dopo i vertici Nato e G7.
“Le sanzioni sono state descritte come straordinariamente efficaci. L’economia russa è fortemente indebolita. Questa è stata una analisi unanime di tutti i partecipanti al summit Nato.
Si è poi discusso di come affrontare il problema della sicurezza energetica e la sicurezza agroalimentare – ha proseguito -. In entrambi i casi la risposta è una combinazione di diversificazione, cosa che noi stiamo facendo per l’uno e pe l’altro, quindi cambiare le fonti di approvvigionamento. In altre parole l’Europa vuole diventare indipendente dal gas russo.
Di misure di politica ‘internà all’Ue, il mercato del gas funziona male, i prezzi sono speculativi, quindi occorre prendere delle misure. Di misure specifiche non si è discusso perchè ne discuteremo al Consiglio europeo”.
“Il terzo pilastro di questa strategia è l’aiuto che deve venire dal Canada, dagli Usa, dai grandi produttori di gas liquido, e anche su questo c’è stata estrema collaborazione da parte di tutti. Se dovessi riassumere in due parole: unità e solidarietà descrivono bene questi incontri – ha sottolineato il presidente del Consiglio -. Si è discusso anche dei rifugiati. I numeri stanno crescendo in maniera impressionante. In Italia come sapete sono tra 60 e 70 mila, in Germania sono 200-300 mila, in Polonia sono milioni. Quindi il dramma umanitario deve essere affrontato non solo a livello europeo ma a livello mondiale, coinvolgimento pieno delle Nazioni unite”.
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Mattarella “L’attacco all’Ucraina colpisce le fondamenta della democrazia”

ROMA (ITALPRESS) – «L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia celebra il suo 17esimo congresso in un momento drammatico. L’ingiustificabile aggressione al popolo ucraino di cui si è resa responsabile la Federazione russa ha fatto ripiombare il Continente europeo in un tempo di stragi, di distruzioni, di esodi forzati che fermamente intendevamo non avessero più a riprodursi dopo le tragiche vicende della Seconda guerra mondiale”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio al congresso dell’Anpi.
“Ancora una volta – aggiunge – esono le sofferenze delle popolazioni civili a scuotere in profondità le coscienze, a provocare ferite che non sarà facile rimarginare”.
Il bersaglio della guerra “non è soltanto la pretesa di sottomettere un Paese indipendente quale è l’Ucraina. L’attacco colpisce le fondamenta della democrazia, rigenerata dalla lotta al nazifascismo, dall’affermazione dei valori della Liberazione combattuta dai movimenti europei di Resistenza, rinsaldata dalle Costituzioni che hanno posto la libertà e i diritti inviolabili dell’uomo alle fondamenta della nostra convivenza.
La democrazia europea è stata garante di pace, motore di dialogo, di sviluppo e affermazione di valori di giustizia e coesione sociale. Ha saputo dare all’unità del Continente – pur con i suoi limiti – ordinamenti plurali e condivisi e oggi questa unità si esprime al fianco del popolo aggredito, chiedendo che tacciano subito le armi, che si ritirino le forze di invasione, che venga affermato il diritto del popolo ucraino a vivere in pace e in libertà. Sono i valori della Resistenza che, ancora una volta, ci interrogano. In Ucraina e in tutta Europa”.
“Pace e libertà, diritti delle persone e delle comunità – aggiunge – sono caposaldi inscindibili e costituiscono traguardi che i cittadini del Continente oggi intendono riguadagnare per comporre un nuovo quadro di sicurezza, di cooperazione, di convivenza.
Il congresso dell’Anpi, associazione che raccoglie l’eredità di coloro che hanno lottato per la libertà, sarà certamente, ancora una volta, un momento importante di testimonianza e di riflessione. Di solidarietà attiva con chi sta resistendo, di ricerca di una pace su cui ricostruire civiltà e diritto. I principi, vivi e attuali, della nostra Carta costituzionale agiscano da guida».
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Draghi “Lavoriamo per la fine della guerra, la Cina non supporti la Russia”

ROMA (ITALPRESS) – “Davanti agli orrori della guerra l’Italia lavora con determinazione per la cessazione delle ostilità, siamo impegnati con i partner europei per realizzare delle tregue umanitarie”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo. “Il Consiglio europeo si aprirà con l’incontro con il presidente Usa Biden, sarà preceduto da un vertice Nato e G7. In queste sedi la comunità euroatlantica intende ribadire unita e determinazione nel sostegno all’ Ucraina. Un impegno comune per tutelare pace, sicurezza e democrazia”, ha aggiunto. Secondo il premier “la nostra volontà di pace si scontra con quella di Putin che non mostra interesse nel realizzare una tregua, il suo disegno appare quello di guadagnare terreno. Lo sforzo diplomatico avrà successo solo quando Mosca lo vorrà”.
Draghi ha quindi sottolineato come “non dobbiamo commettere l’errore di avallare la contrapposizione tra Occidente e Russia e alimentare uno scontro di civiltà. Molti cittadini russi si sono schierati contro la guerra di Putin e protestano mettendo a rischio la loro incolumità, a loro va la vicinanza di tutto il governo”. Poi, un invito: “è fondamentale che l’Ue sia compatta per mantenere spazi di dialogo con Pechino per contribuire a spazi di dialogo e mediazione. Dobbiamo ribadire la nostra aspettativa che Pechino si astenga ad azioni di supporto a Mosca e partecipi allo sforzo di pace”.
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Unicef Italia e Unpli, rinnovato il protocollo per i diritti dell’infanzia

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ROMA (ITALPRESS) – Oggi la Presidente dell’UNICEF Italia, Carmela Pace, e il Presidente dell’Unione Nazionale delle Proloco (UNPLI Aps), Antonino La Spina, hanno firmato il rinnovo del Protocollo d’Intesa della durata di tre anni con l’obiettivo di promuovere una cultura del territorio a partire dall’attenzione ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e valorizzare il ruolo della memoria e delle tradizioni come patrimonio culturale dei territori da tramandare alle giovani generazioni.
“Il rinnovo di questo protocollo ci permette di continuare la proficua collaborazione a sostegno dei Programmi UNICEF di “Italia Amica dei bambini” per l’infanzia e l’adolescenza in Italia che, con un approccio integrato, contribuiscono alla costruzione di un mondo a misura di bambino. Vorremmo, grazie alla presenza diffusa sul territorio di entrambi i partner, costruire una rete capillare di solidarietà e partecipazione attiva, in particolare dei più giovani” ha dichiarato Carmela Pace, Presidente dell’UNICEF Italia.
“Siamo davvero lieti di rinnovare il protocollo d’intesa con l’Unicef. Da un capo all’altro della penisola le 6300 Pro Loco italiane sostengono e co-organizzano le molteplici iniziative dell’Unicef, a concreta testimonianza di viva attenzione per i temi quali i diritti dell’infanzia, dell’adolescenza e della solidarietà. Il rinnovo dell’accordo dà ulteriore spinta da una collaborazione già ben rodata e proficua” ha affermato il presidente dell’Unpli, Antonino La Spina.
Fra i vari punti qualificanti, il protocollo prevede di: promuovere la conoscenza della “Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza”, attraverso la diffusione sul territorio dei suoi principi universali; riconoscere e diffondere l’importanza fondamentale del ruolo ricoperto dalla memoria e dalle tradizioni, come patrimonio culturale immateriale dei territori, nella crescita formativa e culturale della persona e del bambino; collaborare in occasione delle mobilitazioni di sensibilizzazione e raccolta fondi che UNICEF Italia promuove sul territorio a sostegno di progetti a tutela dei diritti di bambine, bambini e adolescenti in Italia e nel mondo;
La collaborazione vedrà inoltre due momenti di particolare sinergia volti a promuovere la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza: il 27 maggio (giorno in cui ricorre la ratifica italiana della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza) e il 20 novembre, Giornata mondiale dell’infanzia.
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Draghi “L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione Europea”

ROMA (ITALPRESS) – “L’arroganza del Governo russo si è scontrata con la dignità del popolo ucraino, che è riuscito a frenare le mire espansionistiche di Mosca e a imporre costi altissimi all’esercito invasore. La resistenza di Mariupol, Kharkiv, Odessa – e di tutti i luoghi su cui si abbatte la ferocia del Presidente Putin – è eroica”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento in Aula
a Montecitorio dopo il discorso in videocollegamento del
presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
“Oggi l’Ucraina non difende soltanto se stessa.
Difende la nostra pace, la nostra libertà, la nostra sicurezza
Difende quell’ordine multilaterale basato sulle regole e sui diritti che abbiamo faticosamente costruito dal dopoguerra in poi – ha detto Draghi rivolgendosi a Zelensky -. L’Italia vi è profondamente grata. La solidarietà mostrata dagli italiani verso il popolo ucraino è enorme. Penso agli aiuti sanitari, alimentari, e di ogni genere che i nostri concittadini hanno inviato da subito verso l’Ucraina. E penso all’accoglienza dei rifugiati – oltre 60.000 dall’inizio della guerra, la maggior parte dei quali donne e minori. Gli italiani hanno spalancato le porte delle proprie case e delle scuole ai profughi ucraini, con quel senso di accoglienza che è l’orgoglio del nostro Paese”.
“Le sanzioni che abbiamo concordato insieme ai nostri partner europei e del G7 hanno l’obiettivo di indurre il Governo russo a cessare le ostilità e a sedersi con serietà, soprattutto con sincerità, al tavolo dei negoziati – ha detto ancora Draghi -. Davanti alla Russia che ci voleva divisi, ci siamo mostrati uniti – come Unione Europea e come Alleanza Atlantica. Finora, queste sanzioni hanno colpito duramente l’economia e i mercati finanziari della Russia, e i patrimoni personali delle persone più vicine al Presidente Putin. In Italia abbiamo congelato beni per oltre ottocento milioni di euro agli oligarchi colpiti dai provvedimenti dell’Unione Europea. Siamo anche impegnati per diversificare le nostre fonti di approvigionamento energetico, così da superare in tempi molto rapidi la nostra dipendenza dalla Russia”.
“Allo stesso tempo, vogliamo disegnare un percorso di maggiore vicinanza dell’Ucraina all’Europa. Nelle scorse settimane è stato sottolineato come il processo di ingresso nell’Unione Europea sia lungo, fatto di riforme necessarie a garantire un’integrazione funzionante. Voglio dire al Presidente Zelensky che l’Italia è al fianco dell’Ucraina in questo processo. L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione Europea”, ha aggiunto il premier.
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Covid, Conte: “Gli aiuti russi sotto il controllo dei nostri militari”

ROMA (ITALPRESS) – “In quei giorni di massima emergenza dovuta alla pandemia ebbi colloqui con i leader di tutto il mondo che mi cercarono per manifestare solidarietà per quello che stava accadendo in Italia e per aiutarci. Tra questi anche Putin che si offrì di mandare personale specializzato. Mi disse che loro avevano maturato grande esperienza su come affrontare le pandemia perchè avevano avuto la Sars. Noi eravamo in grandissima difficoltà. Non avevamo mascherine, non avevamo ventilatori. I nostri esperti non avevano neppure un protocollo di azione e non avevamo neppure sequenziato il virus. Ogni aiuto era ben accetto”. Lo afferma il presidente del M5S Giuseppe Conte, in un’intervista al Corriere della Sera, in merito agli aiuti russi all’Italia nella prima fase della pandemia di Covid-19.
Alla domanda “con chi ne parlò?”, l’ex premier risponde così: “Con il ministro della Difesa Guerini e degli Esteri Di Maio, ma anche con altri ministri. Putin mi disse che la squadra era autosufficiente. Posso assicurare che tutto si è svolto con il nostro controllo militare”.
“I direttori delle agenzie di intelligence Aise e Aisi hanno assicurato che non c’è mai stata attività impropria che ha travalicato dai confini sanitari – spiega ancora Conte -. Lo hanno riferito anche di fronte al Copasir specificando che l’attività dei russi si è svolta nei limiti e nelle forme che sono poi state concordate con le autorità sanitarie. Le insinuazioni, i dubbi e le perplessità mi sembrano assolutamente fuori luogo”.
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Mafie, Mattarella “Memoria vittime è richiamo contro l’indifferenza”

ROMA (ITALPRESS) – “Memoria è impegno. Onorare chi ha pagato con la vita il diritto alla dignità di essere uomini, opponendosi alla disumanità delle mafie, alla violenza, alla sopraffazione contro la propria famiglia, la comunità in cui si vive. Memoria è richiamo contro la indifferenza, per segnalare che la paura si sconfigge con la affermazione della legalità. Perchè combattere le mafie significa adempiere alla promessa di libertà su cui si fonda la vita della Repubblica, e che la criminalità organizzata tenta, in ogni modo, di calpestare e opprimere”.
COSì Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della 5^ Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
“La Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie – fortemente voluta da Libera – risponde a un bisogno profondo di verità e di giustizia, e costituisce una chiamata preziosa per l’intera società, in particolare per i giovani, che hanno diritto a un futuro libero dalla aggressione della criminalità e che sono chiamati a costruirlo a partire dalla loro quotidianità” prosegue Mattarella.
“Pronunciare i nomi di coloro che sono stati uccisi dalle bande criminali mafiose perchè si sono opposti alle loro prepotenze – fossero servitori dello Stato, difensori del bene comune, testimoni di valori minacciati, cittadini innocenti e inermi che si sono trovati sulla strada di assassini feroci – ricorda a tutti noi i rischi derivanti dalla presenza delle infrastrutture del male che veicolano ogni genere di reati, pretendendo di prendere in ostaggio la nostra vita.
Sconfiggere le mafie è possibile: lo testimoniano i risultati dell’azione senza sosta delle Forze di polizia, della Magistratura, della società civile. Le mafie cambiano pelle, centri di affari, modalità organizzative. Si insinuano nelle attività legali, e ogni sottovalutazione può aprire varchi alla penetrazione criminale. Istituzioni, forze economiche e sociali, comunità territoriali, singole persone: tutti sono chiamati all’impegno per contrastarla e sconfiggerla a tutela degli spazi di civiltà. Desidero esprimere la mia vicinanza a quanti si ritroveranno nella manifestazione nazionale a Napoli e nelle altre piazze italiane per ripetere gesti insieme semplici e esemplari. Crescita civile e affermazione dei diritti si affermano con il consolidarsi della partecipazione dei cittadini” conclude il Presidente della Repubblica.
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