ROMA (ITALPRESS) – “Questo lo vedremo, intanto non dipende solo da me”. Lo dice a “Non è l’Arena” su La7, la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, rispondendo alla domanda di Massimo Giletti se sia pronta a correre da sola alle prossime elezioni.
“Non faccio più buon viso a cattivo gioco. Voglio garanzie che gli alleati vogliono stare nel mio campo”, ha proseguito Meloni.
“Io credo che il centrodestra abbia ragione di esistere se è alternativo alla sinistra, sennò non serve – ha aggiunto -. C’è qualcosa che non torna, e a questo punto serve chiarezza. Salvini dice che coltivo il mio orticello? Il mio orticello sono i valori della destra e del centrodestra. Se qualcuno mi dice che devo coltivare l’Ulivo nel mio orticello io dico no”.
Dalla Meloni freddezza sulla proposta del modello di partito repubblicano avanzata dal leader della Lega Matteo Salvini. “Il Partito Repubblicano non mi riguarda – ha spiegato la presidente di Fdi -. E non mi sembra che i repubblicani siano alleati di governo dei democratici… Sono scelte che fanno altri, le rispetto, le guardo con interesse ma non mi riguardano”.
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Centrodestra, Meloni “Voglio garanzie dagli alleati”
Quirinale, Salvini “Qualcuno nel centrodestra ha tradito”
ROMA (ITALPRESS) – “La battaglia del Quirinale è durata una settimana, qualcuno del centrodestra è sparito e ha tradito. Sono mancati decine di voti di Forza Italia e Coraggio Italia per eleggere una donna, era un mio impegno e sarebbe stato un bellissimo segnale”. Lo ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, a Radio24. “Belloni? Non è vero che l’ho incontrata. I miei numerosi tentativi, a volte in solitaria, li rivendico con orgoglio. Sono stati uno per uno bocciati e sabotati dagli altri, vista l’aria che tirava ho detto di chiedere a Mattarella di rimanere altrimenti con un Parlamento così diviso non si va lontani”, ha aggiunto. Quanto alla situazione del centrodestra, Salvini ha spiegato: “Chi saranno i miei compagni di percorso? Tutti coloro che si sentono alternativi alla sinistra, non escludo nessuno. Preferisco il gioco di squadra a quello dei singoli. Il centrodestra ha giocato con i singoli in questi mesi e ha perso prima le amministrative e poi non ha fatto bella figura nell’elezione del presidente della Repubblica. Voglio un’Italia che si fonda sui sì e sulla comunità ed è questo il centrodestra che ci sarà, perchè è maggioranza del Paese. Molti – aggiunge – sono arrabbiati, ma c’è un anno di tempo per dimostrare di che pasta siamo fatti. Il centrodestra è culturalmente ed economicamente maggioranza, ora sta a noi restituire orgoglio e compattezza e non li restituisci con Renzi e Mastella”.
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Covid, Figliuolo “Curve calano ma tenere alta l’attenzione”
ROMA (ITALPRESS) – “Con le vaccinazioni abbiamo alzato una barriera contro le conseguenze più gravi del Covid. Oggi vediamo che anche la variante Omicron sta scemando. Le curve di contagi e ricoveri continuano a calare. Il virus però circola ancora. Bisogna tenere alta l’attenzione ora che entriamo in una fase più favorevole, in cui le risorse sanitarie potranno essere ribilanciate verso la loro naturale destinazione: la cura delle patologie gravi e la prevenzione”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il commissario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, spiegando che “una quarta vaccinazione come le precedenti non è prevista per il prossimo futuro. Ma il sistema delle somministrazioni ha dato buona prova di sè. Credo che si farà trovare pronto per qualsiasi evenienza”.
Sulla situazione vaccinazione dice: “Abbiamo superato i 130 milioni di somministrazioni. Il 93,3% degli over 12 è stato raggiunto da almeno una dose o è guarito da massimo 6 mesi.
Oggi 47 milioni e 680 mila cittadini hanno completato il ciclo primario: quasi l’88,3%. Con il booster abbiamo raggiunto quasi 35 milioni di persone, circa l’82% dei destinatari. Il mio appello va agli oltre 1,5 milioni dai 50 anni in su senza alcuna copertura”. Quanto al vaccino per i bambini sotto ai 5 anni, Figliuolo chiosa: “Dovranno prima pronunciarsi gli scienziati. Si attende la valutazione di Ema e Aifa, probabilmente in primavera. Da un punto di vista logistico non ci saranno problemi”.
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M5S, Di Maio si dimette dal Comitato di Garanzia
ROMA (ITALPRESS) – “Ho deciso di dimettermi da presidente e membro del Comitato di Garanzia del Movimento 5 Stelle”. Ad annunciarlo, attraverso una lettera inviata al presidente del M5S e al garante Beppe Grillo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Ho preso questa decisione – scrive il titolare della Farnesina – perchè voglio continuare a dare il mio contributo, portando avanti idee e proposte. Voglio dare il mio contributo sui contenuti, voglio continuare a fare in modo che si generi un dibattito positivo e franco all’interno della nostra comunità. Un confronto che ci permetta davvero di rilanciare il nuovo corso del Movimento 5 Stelle. Se rimaniamo uniti, con le idee di tutti, torneremo a essere determinanti”. Di Maio muove le sue considerazioni dall’esito del voto per il presidente della Repubblica. “Dopo la rielezione del presidente Sergio Mattarella, ho proposto di avviare una riflessione interna al Movimento. Penso che all’interno di una forza politica sia fondamentale dialogare, confrontarsi e ascoltare tutte le voci. Tutte le anime, anche chi la pensa in maniera diversa, devono avere spazio e la possibilità di esprimere le proprie idee. E lo dico perchè anche io in passato ho commesso degli errori su questo aspetto, errori che devono farci crescere e maturare. Sarebbe sbagliato, invece, fare passi indietro”.
Un’analisi quella di Di Maio che tasta il polso a un Movimento che per sua stessa ammissione non appare in salute. “Tutti avranno notato che in questi giorni il dibattito interno è degenerato, si è iniziato a parlare di scissioni, processi, gogne. Si è provato a colpire e screditare la persona. Mi ha sorpreso, anche perchè è proprio il nuovo statuto del Movimento che mette l’accento sul rispetto della persona. Ho apprezzato molto il tentativo di chi in questi giorni, a partire dai capigruppo e da Beppe Grillo, ha provato a favorire un dialogo sereno e super partes, tra diverse linee di pensiero. Continuo a pensare che sia fondamentale confrontarsi dentro il Movimento, perchè il Movimento è casa nostra, ed è fondamentale ascoltare le tante voci esistenti, e mai reprimerle”.
Il ministro promette comunque il suo impegno. “Io sarò tra le voci che sono pronte a sostenere il nuovo corso, mantenendo la libertà di alzare la mano e dire cosa non va bene e cosa andrebbe migliorato. Qui si vince o si perde tutti insieme, perchè siamo una comunità che si basa sulla pluralità di idee, soprattutto in questo momento difficile per il Movimento 5 Stelle, che deve però riuscire a trovare le soluzioni per difendere la dignità dei cittadini e sostenere il mondo produttivo ancora alle prese con la pandemia”.
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Giovannini: “Cambiamo il patto di stabilità”
ROMA (ITALPRESS) – I danni alle infrastrutture dovuti ai cambiamenti climatici in Italia sono stimati in 2 miliardi all’anno fino al 2030, che poi salgono a 5. L’allarme arriva dallo studio “Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità” presentato da una commissione di esperti del Mims assieme al rapporto sui nuovi strumenti finanziari, pubblici e privati, da mettere in campo per la realizzazione di infrastrutture sostenibili e resilienti.
“Uno sviluppo sostenibile non è più rinviabile, così come un forte investimento per rendere resilienti al cambiamento climatico le infrastrutture ed i sistemi di mobilità”, dice il ministro per le Infrastrutture e la mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, che suggerisce su La Stampa di modificare il Patto di Stabilità. “Oggi – spiega – nel calcolo del Prodotto interno lordo entrano gli investimenti lordi, mentre noi abbiamo bisogno di privilegiare gli investimenti fissi netti, cioè al netto degli ammortamenti, altrimenti la tentazione per rientrare nei parametri europei – come sappiamo bene noi in Italia – è sempre quella di tagliare gli investimenti”.
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Brunetta: “Basta bipolarismo, nel 2023 riformisti uniti al Governo”
ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna avviare un dibattito per tornare a un sistema di tipo proporzionale, serio e corretto verso la governabilità. Forza Italia ha vinto quando ha tenuto tratti riformisti. Ha perso quando si è appiattita sulla ‘destra-destrà. La coalizione recente di centrodestra sembra non esistere più. Il mio sogno è riunire le culture politiche europeiste”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che spiega: “Il 22 ottobre avevo lanciato un appello alle donne e agli uomini di buona volontà, ai ‘liberi e fortì di sturziana memoria. Chiedevo proprio di tornare ai fondamentali, alle grandi famiglie politiche che hanno costruito l’Europa e le sue istituzioni nel dopoguerra: la famiglia dei popolari, quella liberale e quella socialista. Individuavo in queste culture politiche la chiave per ricostruire l’Italia del futuro. Con Draghi”.
“Nelle democrazie mature regolate dal maggioritario, due visioni alternative convergono al centro e isolano le tendenze estremizzanti – aggiunge -. In Italia, invece, in ragione della sua democrazia ancora non compiuta, il maggioritario ha prodotto l’effetto opposto: ha radicalizzato l’offerta politica e ha lasciato il centro senza voce. Il bipolarismo ‘bastardò all’italiana, figlio cioè della volontà di vincere le elezioni, ma non in grado di assicurare la governabilità, ha ammutolito e messo in sonno le culture liberali, popolari, riformiste. Bisogna svegliarle e ridar loro voce”.
“Forza Italia – sottolinea – nacque raccogliendo l’eredità composita di quel blocco democratico-cristiano, socialista, repubblicano e liberale, che passò alla storia con il nome di ‘centrosinistrà. Forza Italia ha vinto fin quando ha mantenuto questi suoi tratti inclusivi, centristi, riformisti e moderati, svolgendo il ruolo di partito federatore del centro-destra. Forza Italia ha perso, al contrario, leadership e consensi, quando ha assunto posizioni appiattite sulla ‘destra-destrà, rappresentata dal 2018 in poi dal sovranismo della Lega di Matteo Salvini e dal nazionalismo di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. E siamo passati dal 35 al 5 per cento”.
“La coalizione recente di centrodestra, ultima figlia del bipolarismo ‘bastardò e di quello stare ‘o di qua o di là’, sembra non esistere più – prosegue Brunetta -. Il mio sogno è tornare alla geniale intuizione di Berlusconi, quello di riunire tutte e tre le culture politiche italiane che guardano all’Europa. Tre filoni che hanno in Mattarella e in Draghi, che a quelle famiglie appartengono, i migliori interpreti e garanti. Con l’azione politica, l’ethos e il cuore. Ethos e cuore fondamentali che mi hanno sconvolto, sentendo le straordinarie parole, non una fuori posto, ai funerali di David Sassoli”, evidenzia Brunetta, che guarda alla “squadra vincente Mattarella-Draghi in vista del 2023 e oltre. Ma per farlo bisogna tornare a parlare delle persone. Dei meriti e dei bisogni. Io alla conferenza programmatica socialista di Rimini del 1982 c’ero, so da che parte stare. Vuol dire rimettere la sfida del merito al centro dell’agenda politica: il merito sta nel Pnrr, nella riforma della scuola e della magistratura. La sinistra non deve aver paura del merito, perchè il merito non è un privilegio, ma la fonte della responsabilità solidale che la classe dirigente assume nei confronti della società. Serve, lo ripeto, una grande alleanza riformista tra chi rappresenta i meriti e chi rappresenta i bisogni”.
“Bisogna avere il coraggio di dire basta al ‘bipolarismo bastardò, opportunista e fonte di instabilità, e avviare un dibattito per tornare a un sistema elettorale di tipo proporzionale, serio e corretto verso la governabilità – sottolinea Brunetta -. Non per fare gli aghi, ma per fare la bilancia. Lo dico soprattutto al mio partito, Forza Italia”.
“Draghi ha davanti a sè un’occasione mai vista: quella di rappresentare sempre più il riferimento di una sensibilità politica che non si identifica nella contrapposizione tra destra e sinistra. Il governo deve estendere il raggio della sua azione riformatrice e sfidare i poteri di interdizione di chi vuole fermare il cambiamento. Questo ci ha chiesto il presidente Mattarella. Con il Parlamento tutto in piedi a dirgli di sì”, conclude Brunetta.
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Conte a Draghi “Patto con i cittadini per rilanciare il Governo”
ROMA (ITALPRESS) – “Il MoVimento 5 Stelle c’è, è presente, abbiamo parlato di un patto con i cittadini. Non ci piace parlare di patto di fine legislatura, dobbiamo guardare non tanto alla durata ma alle priorità dell’azione di governo. Ho trovato il premier assolutamente consapevole e disponibile a lavorare in questa direzione, può contare sul sostegno del movimento”. Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, dopo un incontro con il premier Mario Draghi.
“Non sono stato qui a parlare di caselle di governo, ma delle urgenze dei cittadini. E’ questa la nostra linea, manteniamo la parola. Ho ribadito al premier Draghi la nostra massima compattezza per sostenere e anzi rilanciare l’azione di governo – ha sottolineato Conte -. E’ quello di cui il Paese ha bisogno. Le priorità sono tantissime, le sofferenze e le difficoltà a livello sanitario, economico e sociale sono diffuse, come ieri ci ha ricordato il presidente Mattarella nel suo splendido discorso”.
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Letta ai partiti “Attuare insieme le sollecitazioni di Mattarella”
ROMA (ITALPRESS) – “Dopo ieri, come Parlamento e come partiti e forze politiche, ci giochiamo la credibilità in base al modo attraverso il quale daremo seguito agli impegni contenuti nel discorso del presidente Mattarella. Li abbiamo applauditi con scroscianti e ripetute ovazioni. Se rimanessero lettera morta, la politica tutta perderebbe forza. Soprattutto meriterebbe il biasimo che spesso e da tempo serpeggia nella nostra società”.
Così, in un post su Facebook, il segretario del Pd Enrico Letta.
“Il mio appello è: troviamoci a discutere rapidamente dello strumento parlamentare più idoneo e decidiamo insieme le forme concrete con cui, nell’ultimo anno di legislatura, si può davvero dare attuazione alle sollecitazioni espresse in quello straordinario discorso”, ha aggiunto.
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