ROMA (ITALPRESS) – “Il 1° febbraio in tutto l’Estremo Oriente e in varie parti del mondo si celebra il capodanno lunare. Esprimo l’augurio che tutti possano godere pace, salute e una vita serena. Molte famiglie non riusciranno a riunirsi a causa della pandemia, spero che presto potremo superare la prova”. Lo ha detto Papa Francesco durante la recita dell’Angelus al Vaticano, ricordando anche la ricorrenza della Giornata Mondiale dei malatti di lebbra (”È necessario lavorare insieme alla piena integrazione di queste persone superando ogni discriminazione associata a un morbo che purtroppo colpisce ancora tanti”) e rivolgendo un saluto a Salesiani e Salesiane alla vigilia della festa di San Giovanni Bosco: “Non si è chiuso in sagrestia, è uscito sulla strada e a cercare i giovani con quella sua creatività caratteristica”.
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Covid, Papa “Spero che presto riusciremo a superare la prova”
Mattarella rieletto presidente della Repubblica “Non mi sottraggo ai miei doveri”
Sergio Mattarella è stato rieletto presidente della Repubblica. Nell’ottava votazione ha ottenuto 759 voti.
Un lungo applauso in Aula ha accolto il superamento del quorum. Mattarella approda a un secondo mandato come il suo predecessore, Giorgio Napolitano. È il secondo presidente più votato, dopo Sandro Pertini, che arrivò a 832 nel 1978. Superato Giorgio Napolitano, che per il secondo mandato ottenne 738 preferenze.
“Ringrazio i presidenti della Camera e del Senato per la loro comunicazione e desidero ringraziare i parlamentari e i delegati delle Regioni per la fiducia espressa nei miei confronti”, ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo che i presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, gli hanno consegnato il risultato della rielezione.
“I giorni difficili trascorsi per l’elezione del presidente della Repubblica, nel corso della grave emergenza che stiamo ancora attraversando sul versante sanitario, economico e sociale richiamano al senso di responsabilità e al rispetto delle decisioni del Parlamento. Queste condizioni impongono di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati e naturalmente devono prevalere su altre considerazioni e su prospettive personali differenti – ha proseguito Mattarella -, con l’impegno di interpretare le attese e le speranze dei nostri concittadini”.
Sergio Mattarella è nato a Palermo il 23 luglio 1941. Laureato in Giurisprudenza nel 1964 all’Università “La Sapienza” di Roma con il massimo dei voti e la lode, ha insegnato diritto parlamentare presso la Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Palermo fino al 1983, anno in cui è stato eletto alla Camera per la Democrazia Cristiana. Il 6 gennaio del 1980, in via della Libertà, a Palermo, è tra i primi ad accorrere nel luogo dell’omicidio del fratello Piersanti, presidente della Regione Siciliana, ucciso dalla mafia.
Sergio Mattarella ha fatto parte della Camera dei Deputati fino al 2008, per 7 legislature. Dal luglio del 1987 al luglio del 1989 è stato Ministro dei Rapporti con il Parlamento. Dal luglio del 1989 al luglio del 1990 Ministro della Pubblica Istruzione. Dall’ottobre 1998 è stato Vice Presidente del Consiglio sino al dicembre 1999, quando è stato nominato Ministro della Difesa, incarico tenuto fino alle elezioni del giugno del 2001. Approvata in quegli anni, tra l’altro, la legge che ha abolito la leva militare obbligatoria. Nel maggio 2009 è stato eletto dal Parlamento componente del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa, di cui è stato Vice Presidente. Il 5 ottobre 2011 è stato eletto Giudice Costituzionale dal Parlamento ed è entrato a far parte della Corte Costituzionale con il giuramento dell’11 ottobre 2011.
Il 31 gennaio 2015 era stato eletto dodicesimo Presidente della Repubblica.
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Maggioranza esulta per il Mattarella bis, restano nodi per il governo
ROMA (ITALPRESS) – Tutti contenti, con l’eccezione di Giorgia Meloni, e con sfumature diverse rispetto alle dinamiche politiche di questi sei giorni. Nelle parole dei leader dei principali partiti prevale la soddisfazione per la soluzione del Mattarella bis per il Quirinale, anche per le ricadute sul governo, anche se la convivenza tra alleati così eterogenei resterà complicata.
“Visti tutti i no e i veti, le bocciature, ho detto per serietà e non per ripiego di chiedere ufficialmente e seriamente al presidente Mattarella di sacrificarsi in modo che da domani il parlamento torna fare il parlamento e il governo a governare e magari gli speciali siano dedicati alla DAD, alle bollette della luce e del gas e per un ritorno alla normalità – ha spiegato il segretario della Lega Matteo Salvini -. Sono contento di aver messo il mio mattoncino per chiudere la settimana che rischiava di protrarsi all’infinito”. L’ex ministro dell’Interno ha chiarito di avere sentito il premier Mario Draghi tutti i giorni “e l’ho massaggiato poco fa dopo aver parlato con Giorgetti – ha aggiunto -, non vorrei che i litigi continuino in Parlamento. E me ne faccio carico orgogliosamente. Gli ho detto di vederci per ragionare sulle sfide che ci aspettano non certo di legge elettorale”. “Sicuramente pezzi di centrodestra non hanno votato candidati di centrodestra, io il mio lavoro l’ho fatto fino in fondo – ha aggiunto -. Chi vuole andare a giocare in un’altra squadra, vada. Farò una proposta agli amici di Forza Italia su riforma della giustizia e altro, allora vedremo se c’è centrodestra”.
Rivendica la scelta del Mattarella bis il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che ha anche telefonato al capo dello Stato. “Qualche giorno fa, per senso di responsabilità e nell’interesse del Paese, avevo rinunciato alla mia candidatura, anche per favorire una soluzione unitaria – spiega Berlusconi in una nota dall’ospedale San Raffaele di Milano, dove è ancora ricoverato -.
Quello che è successo dopo è sotto gli occhi di tutti, ma non è questo il momento della polemica. Questo è il momento dell’unità e tutti dobbiamo sentirlo come un dovere. Ma l’unità oggi si può ritrovare soltanto intorno alla figura del Presidente Sergio Mattarella, al quale sappiamo di chiedere un grande sacrificio, ma sappiamo anche che glielo possiamo chiedere nell’interesse superiore del Paese, quello stesso che ha sempre testimoniato nei 7 anni del suo altissimo mandato”.
“Mi aspettavo che il centrodestra mostrasse molto più coraggio. L’obiettivo di un presidente della nostra area non era scontato, ma i margini c’erano”, attacca il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che parla di un'”anomalia sul piano istituzionale e con un Parlamento delegittimato”. “Siamo in un Parlamento in cui si preferisce barattare sette anni di presidenza della Repubblica con sette mesi di stipendio e di legislatura, questo non è dignitoso per la mia idea della politica – aggiunge Meloni -. Io mi considero una conservatrice ma per me significa conservare idee e regole, non le poltrone”. Quindi per il leader di Fdi “bisogna rifondare il centrodestra da capo. Per rispetto delle persone che si aspettano un cambiamento. Qua siamo al ‘Nulla cambi perché nulla cambi'”.
“Lo scenario di oggi che certificheremo con il nostro voto, cioè Mattarella per 7 anni e Draghi fino alle elezioni 2023 è lo scenario ideale, è meglio perfino dell’ascesa dell’attuale presidente del Consiglio al Quirinale”, ha detto il segretario del Pd Enrico Letta, esprimendo il ringraziamento del partito a Mattarella.
“Io ritengo che oggi il governo sia più forte – ha aggiunto Letta -, un altro governo non so se saremo riusciti a farlo e comunque sarebbe stato più debole. E pure con un altro presidente della Repubblica il rapporto con il presidente del Consiglio era tutto da costruire e non è detto che sarebbe stato così forte. Ci guadagnano tutti: le istituzioni e la ripresa”.
“In questi giorni intensi avevamo degli obiettivi. Il primo riguardava il premier Draghi che non può spostarsi al Quirinale mentre nel Paese c’è un’emergenza in atto e i cittadini aspettano delle risposte, nell’ottica di assicurare il suo operato, assicurare massima tempestività ed efficacia all’azione di governo e lo abbiamo raggiunto”, ha sottolineato Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle.
Per il leader di Leu e ministro della Salute, Roberto Speranza, “Mattarella è la persona giusta al posto giusto. Possiamo guardare con fiducia al futuro. Voglio ringraziare tutti i parlamentari di Liberi e Uguali. Il nostro governo è più forte, è del tutto evidente che oggi siamo nelle condizioni di avere maggiori stabilità. Mattarella è garanzia sul piano nazionale e internazionale”, ha sottolineato.
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Governo, Giorgetti e Salvini chiedono incontro a Draghi
ROMA (ITALPRESS) – “Sono felice che Mattarella abbia accettato con senso di responsabilità l’intenzione del Parlamento di indicarlo alla presidenza della Repubblica. Dimissioni? Per affrontare questa nuova fase serve una messa a punto: il Governo con la sua maggioranza adotti un nuovo tipo di metodo di lavoro che ci permetta di affrontare in maniera costruttiva i tanti dossier, anche divisivi, per non trasformare quest’anno in una lunghissima, dannosa campagna elettorale che non serve al paese”. Così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti al termine di un incontro con il segretario della Lega Matteo Salvini. I due esponenti della Lega hanno chiesto un incontro a Mario Draghi.
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Draghi “La rielezione di Mattarella splendida notizia per il Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “La rielezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica è una splendida notizia per gli italiani. Sono grato al Presidente per la sua scelta di assecondare la fortissima volontà del Parlamento di rieleggerlo per un secondo mandato”. Lo afferma in una nota il premier Mario Draghi.
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Giuliano Amato nuovo presidente della Corte Costituzionale
ROMA (ITALPRESS) – La Corte Costituzionale ha eletto all’unanimità Giuliano Amato nuovo presidente.
Il neopresidente rimarrà in carica fino al 18 settembre 2022, quando scadrà il mandato di nove anni di giudice costituzionale.
Come primo atto da presidente, Giuliano Amato ha nominato vicepresidenti le giudici Silvana Sciarra e Daria de Pretis e il giudice Nicolò Zanon.
“Stamani assistevo al giuramento di Filippo Patroni Griffi e pensavo ‘era ieri che c’ero io al posto suo a giurare un questa salà, invece era quasi nove anni fa. Il tempo passa così veloce qui alla Corte, ci impegna molto ma anche ci coinvolge molto e non ci dà quei tempi morti che ti danno la sensazione del tempo che passa. L’augurio è che sia sempre così per questa istituzione. E che rimanga così”. Impegnativo ma coinvolgente. Così per Giuliano Amato, neo eletto presidente della Corte Costituzionale, è il nuovo incarico che si trova ad affrontare. A fine settembre, ha ricordato durante l’incontro con i giornalisti presso la sede della Consulta, “andrò in pensione alla ragionevole età di 84 anni. Anche nei modi e i tempi in cui è giusto andare in pensione. Fino ad allora mi troverete qui”.
“La composizione dei contrasti fra gli stati membri negli ultimi anni è diventata ancora più complessa che in passato. Prima i contrasti erano economici, negli ultimi anni invece i conflitti sono diventati sui valori: sul gender, sulla famiglia, su quanta sicurezza e libertà. Buona parte delle questioni che abbiamo dovuto affrontare in questi ultimi anni toccano questi temi”, questi i primi punti messi sul tavolo da Amato.
Conflitti impegnativi e “questioni su cui la Costituzione dice chiaramente che la soluzione oggi esistente non va ma non indica la risposta. Ed è qui che la collaborazione fra Corte e Parlamento diventano un fattore essenziale. Una volta la Corte creava il vuoto e poi aspettava l’intervento del legislatore. A volte funzionava, altre no”.
Necessaria, quindi, una collaborazione più funzionale tra Corte e Parlamento “ma trovare un punto di equilibrio ha la sua difficoltà. A volte il Parlamento ha difficoltà a risolvere. Noi indichiamo al Parlamento come intervenire, ma se non lo fa rimaniamo in questa situazione. Fatto sta che dal cognome della madre e del padre, all’ergastolo ostativo, al suicidio assistito noi rimaniamo con le nostre soluzioni, che sono corrette ma saremmo molto più contenti se fossero seguite da un intervento del legislatore”.
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Salvini: “Dopo i no era serio chiedere a Mattarella”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono sereno di tutte le proposte fatte, di altissimo livello e profilo, soprattutto donne. Alla quinta donna su cui è arrivato il ‘no’, ho detto che sarebbe stato più serio chiedere a Mattarella l’impegno e il sacrificio di stare il Quirinale, a Draghi di stare a Palazzo Chigi e agli italiani confermiamo la squadra di governo”. Queste le parole di Matteo Salvini, leader della Lega, parlando con i giornalisti fuori dalla Camera. “Nelle ore a seguire la mia è diventata la proposta di tanti – prosegue – son contento di aver contribuito nel mio piccolo a chiudere questa partita”. (ITALPRESS).
Conte: “Trattativa complicata, Mattarella figura di alto profilo”
“È stata una trattativa molto complicata, il nome di Mattarella è stato fatto crescere giorno per giorno nella nostra comunità. È una figura di alto profilo, super partes e autorevole”. Lo ha detto Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ai giornalisti a Montecitorio. “Il M5S continuerà a mantenere sino alla fine una posizione chiara e lineare. L’obiettivo primario era affrontare questo passaggio istituzionale molto complesso assicurando la stabilità dell’azione dell’esecutivo. Era fondamentale che questo passaggio non compromettesse la necessità di un’azione di governo che non si può interrompere per un solo giorno – ha proseguito Conte – Bisognava affrontare questo passaggio senza candidature che potessero spaccare il Paese, penso a Berlusconi. Come abbiamo ottenuto il risultato di indirizzare il confronto verso candidature non di parte ma di alto profilo, con particolare attenzione a eccellenze femminili”.
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