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Meloni: Stupita se Mattarella accetta di essere rieletto”

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“Sarei stupita se Mattarella accettasse di essere rieletto Presidente della Repubblica dopo aver fermamente e ripetutamente respinto questa ipotesi. Anche perché sappiamo tutti che il secondo mandato presidenziale non può diventare una prassi, forzando gli equilibri previsti dalla nostra Costituzione. In ogni caso Fratelli d’Italia non asseconderà questa scelta che non appare fatta nell’interesse dell’Italia ma piuttosto per molto più bassi calcoli di opportunità”. Lo dichiara in una nota il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “I partiti hanno scelto di tirare a campare, barattando di fatto sette anni di Presidenza della Repubblica in cambio di sette mesi in più di Governo e di legislatura. Ancora una volta il Parlamento dimostra di non essere all’altezza degli italiani che dovrebbe rappresentare – aggiunge -. Da domani Fratelli d’Italia moltiplicherà i suoi sforzi per una riforma presidenziale della nostra Repubblica e per ribadire che la sovranità appartiene al popolo, non agli intrighi di Palazzo”. (ITALPRESS).

Letta: “Salvini ha creato un cortocircuito”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ durissima. Fortuna che c’è il PD. Fortuna che c’è unità del PD”. Lo ha detto, tra gli applausi, il segretario del Pd Enrico Letta, aprendo l’assemblea dei grandi elettori Dem.
“Ieri grande successo nostro la mattina – ha aggiunto -. Vi ringrazio perche siete stati eccezionali nel fidarvi della tattica. E’ stata una vittoria che ci ha consentito di tornare alla casella di partenza”.
“Per un successo – ha sottolineato Letta – c’è bisogno che la nostra logica ‘non deve esserci un vincitorè prevalga. Non lo capiscono tutti. E non capirlo vuol dire non comprendere che il bandolo della matassa si trova solo con un accordo tra tutti”.
“Noi dobbiamo tentare nelle discussioni all’interno della maggioranza, tutto il possibile perchè la quadratura del cerchio avvenga – ha aggiunto -. La coerenza tra maggioranza di governo, due coalizioni e una maggioranza che regge il PDR”.
“Si è ragionato di vari nomi, tanti, dal nome di Draghi, a Mattarella, la Cartabia, la Severino, la Belloni e gli altri come Amato e Casini – ha ricordato Letta -. Attorno a tutti questi nomi si è cominciato a discutere. Poi ciascuno ha fatto delle verifiche a casa sua. Appena ciò è accaduto Salvini è uscito con la solita logica del ‘sono io che do le cartè. Questo ha creato un cortocircuito anche coi Cinque Stelle”.
“Appena Salvini ha parlato ho capito che l’ipotesi a cui faceva riferimento sarebbe stata bruciata. A causa di questo metodo”, ha detto Letta, aggiungendo: “Oggi si riparte con un metodo di confronto caratterizzato da un elemento in più: il centrodestra si è formalmente spaccato. Politicamente è un punto essenziale”.
(ITALPRESS).

Quirinale, sesta fumata nera, si tratta su un presidente donna

ROMA (ITALPRESS) – Fumata nera anche alla sesta votazione per il nuovo presidente della Repubblica. Gli astenuti sono stati 444, le schede bianche 106. Il capo dello Stato Sergio Mattarella è il più votato con 336 preferenze, seguito da Nino Matteo a 41 anni.

Mentre era in corso la sesta votazione, si è svolto un incontro tra i leader di Lega, M5S e Pd, Matteo Salvini, Giuseppe Conte ed Enrico Letta.

“Sto lavorando perché ci sia un presidente donna in gamba, non un presidente donna in quanto donna. E conto che a breve ci sarà”, ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, uscendo da Montecitorio dopo il vertice.
“Sono assolutamente fiducioso, chi mette in discussione il governo in un momento come questo non fa un buon servizio al paese. Giocare con il governo un giorno sì e uno no non è utile al Paese”, ha proseguito Salvini, che ha sottolineato: “Sto lavorando perché ci sia una unione di intenti e di voti, poi il Governo torni a lavorare in piena carica perché i problemi degli italiani sono altri e non le correnti dei partiti”.

“Sono finalmente in corso, dopo il fallimento del muro contro muro voluto dal centro destra, confronti e discussioni su alcune possibili soluzioni. Tra queste anche candidature femminili di assoluto valore – riferiscono fonti del Nazareno -. Ma ci vuole serietà, la cosa peggiore è continuare col metodo di questi giorni che consiste nel bruciare con improvvide fughe in avanti ogni possibilità di intesa. Per noi rimane fondamentale preservare l’unità della maggioranza di governo. Intanto invitiamo tutti a prendere atto della spinta che da due giorni e in modo trasversale in Parlamento viene a favore della riconferma del Presidente Mattarella”.

“Sono in corso contatti e confronti e nessuna decisione è già stata assunta. Sul tavolo ci sono diverse candidature, con autorevoli personalità anche femminili. Come abbiamo sempre detto è fondamentale che sul nome del prossimo Presidente della Repubblica ci sia una larga condivisione”, affermano Pd, M5S e Leu in una nota congiunta.

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi boccia l’ipotesi Belloni: “L’idea che il capo dei servizi segreti in carica diventi Presidente della Repubblica è per me inaccettabile. Si tratta di una deriva anti istituzionale che non ha precedenti. Noi non voteremo Elisabetta Belloni. Che è una mia amica. Ma dai Servizi Segreti non si va al Quirinale: chi non lo capisce non ha cultura istituzionale”, scrive Renzi su Facebook.

“Sono ottimista, stiamo discutendo, è positivo che si sia aperto un dialogo”, dice il segretario del Pd Enrico Letta ai microfoni di Sky Tg24.
“Doveva avvenire quattro giorni fa, ma il centrodestra ha dovuto fare tutto un giro per capire di non avere i numeri. Serve un presidente della Repubblica che sia oggetto di una larga intesa”, aggiunge.
“Non so se domani sarà il giorno buono, ma abbiamo cominciato a fare due votazioni al giorno, noi stiamo provando a essere il più efficaci possibile”, spiega Letta.
Riguardo alla quinta votazione che ha visto Elisabetta Casellati fermarsi a 382 preferenze, il leader del Pd sottolinea: “La seconda carica dello Stato non merita che le cose siano andate così, questo mi dispiace. È andata così, non per colpa nostra, ma adesso si comincia e faremo di tutto per trovare una buona soluzione rapidamente”. “Non parlo di nomi, fare nomi adesso significa metterli in difficoltà. Ho rilasciato poche dichiarazioni, il mio dovere è trovare una soluzione”, aggiunge. E a chi gli chiede se Sergio Mattarella sia il massimo al Quirinale, Letta risponde così: “E’ sempre stato così dall’inizio e sempre sarà così”.

Anche la quinta votazione si è conclusa con una fumata nera. Per la prima volta però non prevalgono le schede bianche. La più votata è nettamente la presidente del Senato Elisabetta Casellati, che raggiunge 382 preferenze, lontana dal quorum di 505 voti. Gli astenuti sono stati 406. Tra i più votati, ma molto staccati dalla Casellati, il capo dello Stato attuale Sergio Mattarella (46 voti) e Nino Di Matteo (38). Seguono Silvio Berlusconi a 8 voti, Marta Cartabia e Antonio Tajani a 7, Pierferdinando Casini a 6. Le schede bianche sono state 11, le nulle 9.

“Fratelli d’Italia, anche alla quinta votazione, si conferma come partito granitico e leale. Anche la Lega tiene. Non così per altri – commenta in una nota Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia -. C’è chi in questa elezione, dall’inizio ha apertamente lavorato per impedire la storica elezione di un presidente di centrodestra. Le decine di milioni di italiani che credono in noi non meritano di essere trattati così. Occorre prenderne atto, e ne parlerò con Matteo Salvini, per sapere cosa ne pensa”.
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Quirinale, Salvini “Il Governo non è in discussione”

ROMA (ITALPRESS) – “La sinistra provò in passato con Nilde Ioldi, Emma Bonino, Tina Anselmi, Finocchiaro a portare una donna, non ci è riuscita. Oggi ha la possibilità istituzionale di aiutarci entro oggi a chiudere questa settimana di incontri, discussioni, retroscena surreali, con un nome di donna secondo solo a Mattarella. Una persona come Casellati è assolutamente in grado di garantire il ruolo di capo del CSM. Io non impongo nè per volontà, nè per carattere”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, nel corso di una conferenza stampa, spiegando le ragioni del voto alla presidente del Senato per la successione di Sergio Mattarella al Quirinale.
“Le nostre proposte sono state tutte bocciate, più unitaria della Casellati è difficile. Invito i partiti della maggioranza a rivederci. E’ difficile confrontarsi con le maratone televisive. A me non interessa essere il king maker ma dare una risposta rapida e veloce all’elezione del presidente della Repubblica. Se la sinistra avrà profili ancora migliori, vedremo – ha proseguito Salvini -. Ma tutto quello che viene dopo Mattarella e Casellati è inferiore. Se a sinistra ci sono solo fughe e no, mi è difficile trovare una soluzione. Per discutere bisogna essere in due, altrimenti faccio un soliloquio. Ho la coscienza a posto, Casellati è profilo di altissimo livello e il governo non è in discussione, non vedo perchè dovrebbe esserlo. Dico: scriviamo insieme questa storia”. “E’ utile parlarsi, tra padre e figlio, tra moglie e marito e tra alleati di governo. Se nel pomeriggio, Letta, Conte, speranza, Renzi mi convinceranno che Casellati non è abbastanza, vediamo. Per me Casellati è il meglio e spero di avere occasione di discuterne non via tweet o via zoom. Prima facciamo, meglio è”, ha aggiunto.
“Mi viene il dubbio che Letta e Conte dicano no per far saltare il governo, far saltare il tavolo. Non si spiega altrimenti la sequela di no – ha sottolineato Salvini -. Attenzione: sto parlando di pezzi del PD e di pezzi dei 5 Stelle, in realtà quanti grandi elettori controllano Letta e Conte? La Lega invece è compatta. Forse continuano la politica dei no e di disertare gli incontri per far saltare i nervi a Draghi e far saltare il governo”.
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Meloni “Con questo Parlamento non si decide nulla”

ROMA (ITALPRESS) – “Questa bizzarra liturgia dell’elezione del presidente della Repubblica dimostra che con questo Parlamento non si può decidere niente e, quindi, la soluzione più responsabile sono elezioni”. Così la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, uscendo da Montecitorio. “Se il capo dello Stato l’avessero votato gli italiani, come prevede la proposta di legge di FdI per l’elezione diretta del capo dello Stato, l’avrebbero eletto in un giorno”, ha aggiunto.
“Chi dice che con Casellati rischiamo la crisi di Governo lo fa per spaventare i parlamentari. Indegno – ha sottolineato Meloni -. Si sta dicendo ai cittadini che si sceglie il capo dello Stato sulla base della propria poltrona. Non è un ricatto credibile. A chi a sinistra sta dicendo che se si vota un candidato di centrodestra cade la legislatura consiglio prudenza”.
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Quirinale, il centrodestra si astiene alla quarta votazione

ROMA (ITALPRESS) – Nel corso dello spoglio de quarto scrutinio, con il quorum fissato a quota 505, come previsto gli astenuti sono 433 dopo l’annuncio del centrodestra che oggi non avrebbe votato. Fra i nomi più votati il presidente uscente Sergio Mattarella che, quando sono state scrutinate circa 240 schede, ottiene 81 voti, seguito da Nino Di Matteo con 28. Le schede bianche sono 136.

Il centrodestra dopo un vertice dei leader ha deciso “di proporre la disponibilità a votare un nome di alto valore istituzionale – si legge in una nota -. Per consentire ai grandi elettori di tutti i gruppi di superare veti e contrapposizioni – e convergere per dare all’Italia un nuovo Presidente della Repubblica – la coalizione ha deciso di dichiarare il proprio voto di astensione nel voto odierno. Il centrodestra è pronto a chiedere di procedere domani con la doppia votazione”.

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Quirinale, fumata nera al quarto scrutinio. A Mattarella 166 voti

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ROMA (ITALPRESS) – Fumata nera anche al quarto scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato. Il più votato è stato ancora Sergio Mattarella con 166 voti, seguito da Nino Di Matteo 56, Luigi Manconi 8, Marta Cartabia 6, Mario Draghi 5, Giuliano Amato 4, Pierferdinando Casini 3, Elisabetta Belloni 2. M5S, Pd e Leu hanno votato scheda bianca, lo stesso ha fatto Italia viva. Il centrodestra si è astenuto.
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Shoah, Mattarella “Mai abbassare la guardia contro il razzismo”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel Giorno della Memoria, che ricorda le vittime dei campi di sterminio nazisti e il folle e criminale progetto di genocidio degli ebrei d’Europa, voglio far giungere a tutti i partecipanti alla cerimonia ufficiale – che si svolge quest’anno al Ministero dell’Istruzione – agli studenti, ai telespettatori la mia vicinanza e il mio sostegno”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“Quando le truppe russe entrarono nel campo di Auschwitz – la più imponente e sciagurata macchina di morte mai costruita nella storia dell’umanità – si spalancarono di fronte ai loro occhi le porte dell’Inferno. Nel cuore dell’Europa si era aperta una voragine che aveva inghiottito secoli di civiltà, di diritti, di conquiste, di cultura – prosegue Mattarella -. Una delirante ideologia basata su grottesche teorie di superiorità razziale aveva cancellato, in poco tempo, i valori antichi di solidarietà, convivenza, tolleranza e perfino i più basilari sentimenti umani: quelli della pietà e della compassione. La storia aveva subito, in meno di un ventennio, un tragico stravolgimento, tornando a concezioni e pratiche barbare e crudeli, che si pensava fossero retaggio di un passato ormai remoto. Guerra, stermini, eccidi ne furono le tragiche ma inesorabili conseguenze”.
“La giornata della Memoria, che si celebra oggi in tutto il mondo, non ci impone solamente di ricordare i milioni di morti, i lutti e le sofferenze di tante vittime innocenti, tra cui molti italiane. Ma ci invita a prevenire e combattere, oggi e nel futuro, ogni germe di razzismo, antisemitismo, discriminazione e intolleranza. A partire dai banchi di scuola – sottolinea il capo dello Stato -. Perchè la conoscenza, l’informazione e l’educazione rivestono un ruolo fondamentale nel promuovere una società giusta e solidale. E, come recenti episodi di cronaca attestano, mai deve essere abbassata la guardia. Auschwitz, con i suoi lugubri reticolati, le ciminiere e le camere a gas, è diventato il simbolo dell’orrore nazista, del male assoluto. Ma è, e deve essere, la testimonianza costante di quali misfatti sia capace l’uomo quando si abbandona, tradendo la sua stessa umanità, a sentimenti, parole e ideologie di odio e di morte”.
(ITALPRESS).