ROMA (ITALPRESS) – “A differenza degli altri, noi siamo partiti con i quattro punti cardinali della nostra bussola e stiamo arrivando con gli stessi punti cardinali. Questo lo rivendico: grazie alla nostra fermezza il centrodestra ha fatto i conti con la realtà. Perchè qualunque presidente voteremo venerdì – qualcuno di noi sarà contento, qualcuno altro meno – l’obiettivo più grande lo avremo raggiunto: tramontata la candidatura di parte, si negozierà infatti un nome non di parte e autorevole. E questa è una nostra vittoria: non ci sarà un presidente di destra”. Così, secondo quanto si apprende, il segretario del Pd Enrico Letta, parlando all’assemblea dei grandi elettori del partito. “L’accordo per il Colle deve tenere insieme tutta la maggioranza”, ha aggiunto. “Domani giornata di dibattiti. Stasera riflessione sullo stato dell’arte. Se non ci saranno novità entro domattina confermero la scheda bianca”, ha detto Letta. “E’ una trattativa difficile perchè dal centrodestra sono arrivati tutti no. Ma lo schema di lavoro è stato diverso: i nostri no erano pubblici, i loro una lunga sfilza di no privati. Spero che almeno uno dei loro no si trasformi in sì. Per ora il centrodestra nella sua interezza ha detto di no a tutte le nostre ipotesi di personalità terze: Mattarella, Draghi, Amato, Casini, Cartabia, Riccardi”, ha sottolineato.
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Letta “Non ci sarà un presidente di destra”
Salvini “Casellati non ha bisogno di essere candidata”
ROMA (ITALPRESS) – “La Casellati come Fico sono le più alte cariche istituzionali. Quindi non fanno parte di rose politiche, di proposte. Sono lì. La Casellati è candidabile senza che Salvini la proponga”. Questa la risposta di Matteo Salvini, leader della Lega, intervistato in diretta ad Agorà su Rai3, sul fatto che la Casellati non faccia parte della rosa di nomi indicata dal centrodestra.“E’ da un mese che dal centrosinistra non arrivano proposte… dal centrosinistra da un mese stanno arrivando no”, aggiunge.
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Salvini “Fatti nomi di altissimo profilo, basta veti”
ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo lavorando per provare a offrire la scelta al Parlamento e al Paese per nomi di alto profilo di centrodestra, ma non posso permettere che rimaniamo fermi per giorni e giorni con dei no e con tutti i veti della sinistra. Noi abbiamo fatto dei nomi di altissimo profilo”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini. “Sono orgoglioso della qualità delle proposte del centrodestra. Troppi i no a Casellati, Tremonti, Frattini, Nordio. Quindi consiglio a tutti voi di tenere i telefoni accesi perchè sarà una notte di lavoro. Io continuo a ritenere che Draghi sia prezioso nel suo ruolo di coordinatore e di regista al governo e penso che senza di lui ci saranno tanti problemi di navigazione”, ha aggiunto. Quanto al presunto incontro nel pomeriggio con Sabino Cassese, Salvini ha chiosato: “Io non ho mai incontrato nè parlato con il professor Cassese per l’ipotesi Quirinale”.
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Quirinale, terza fumata nera, 125 voti a Mattarella
ROMA (ITALPRESS) – Fumata nera anche al terzo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica. Non è stato raggiunto il quorum di 673 voti. I grandi elettori presenti erano 978, nessun astenuto. Le schede bianche sono state 412. L’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella ha ottenuto 125 voti, l’ex parlamentare di Fratelli d’Italia Guido Crosetto 114. Tra i più votati anche Paolo Maddalena (61) e Pier Ferdinando Casini (52). Schede nulle 22, voti dispersi. Giovedì 27 gennaio, con la quarta votazione, si abbassa il quorum, saranno sufficienti 505 voti.
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Quirinale, fumata nera al secondo scrutinio, 527 schede bianche
ROMA (ITALPRESS) – Fumata nera anche al secondo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica. Prevalgono le schede bianche, complessivamente 527, le nulle 38.
I più votati, con 39 preferenze a testa, sono stati l’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e l’ex magistrato Paolo Maddalena. I grandi elettori presenti e votanti sono stati 976.
Mercoledì 26 gennaio a partire dalle 11 la terza votazione.
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Dal centrodestra tre nomi: Pera, Moratti e Nordio
ROMA (ITALPRESS) – Marcello Pera, Letizia Moratti e Carlo Nordio. Tre nomi, rigorosamente al di fuori dalle realtà di partito e dalle cariche dello Stato. La terna proposta per il Quirinale dal centrodestra compatto dopo una “lunga e proficua riunione” mira, come dichiarano durante la conferenza stampa congiunta il segretario della Lega, Matteo Salvini, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, e il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, ad offrire e proporre “tre nomi alla discussione sperando che non ci siano no preventivi” ma “che gli altri abbiano voglia di confrontarsi sul merito e partendo dal presupposto che non siamo qui ad imporre niente a nessuno”, spiega Salvini sottolineando il desiderio del centrodestra di “dialogo e di costruire ponti”.
“In questi nomi non c’è quello della Casellati perché non vogliamo mettere sul tavolo le cariche dello Stato. Riteniamo, come è sempre stato in passato che le cariche istituzionali che il Parlamento a maggioranza ha deciso che rappresentassero le due Camere debbano essere tenute fuori dalla discussione”, ha aggiunto spiegando l’assenza nella terna del nome della presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati. Stessa sorte, per ragioni diverse, anche per Antonio Tajani, che rivolge i suoi ringraziamenti a Silvio Berlusconi. “Voglio sottolineare l’importanza dell’unità della coalizione di centrodestra che ha indicato qualche settimana fa il nome di Silvio Berlusconi che ha deciso poi, per senso di responsabilità, di fare un passo indietro. Voglio ringraziarlo per questa sua scelta”, ha dichiarato. Una conferenza stampa che, al termine degli interventi dei tre leader, non ha previsto spazio per le domande da parte dei giornalisti presenti liquidati con uno sbrigativo “dobbiamo andare, c’è chi deve votare”.
Fare veloce e magari alla prossima elezione raggiungere l’obiettivo già in un giorno come auspica Giorgia Meloni: “Speriamo di eleggere il presidente della Repubblica nel minor tempo possibile. Si sa che sono a favore del presidenzialismo e credo che se il presidente della Repubblica lo votassero i cittadini lo voterebbero in un giorno. Spero sia l’ultima volta che si vota così e mi auguro che la prossima votazione avvenga nel minor tempo possibile, con un accordo ampio e senza voti contrapposti”. Tre nomi scelti nell’ambito di “un percorso che ha nella voglia di dialogo e di chiudere in fretta il nostro obiettivo”, precisa il segretario della Lega. Il tutto però nel solco del “tratto distintivo del centrodestra: muoverci all’unisono dall’inizio alla fine di questo percorso. Creiamo ponti, offriamo proposte e profili di alto livello. Speriamo che i nostri nomi vengano accolti con voglia di dialogo”. Un invito al dialogo e alla responsabilità condiviso anche da Giorgia Meloni. “Questo nostro passo avanti è un gesto di responsabilità, speriamo di trovare responsabilità anche dall’altra parte”, dichiara.
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Pd-M5S-Leu “No alla rosa del centrodestra, serve un presidente super partes”
ROMA (ITALPRESS) – “Prendiamo atto della terna formulata dal centrodestra che appare un passo in avanti, utile al dialogo. Pur rispettando le legittime scelte del centrodestra, non riteniamo che su quei nomi possa svilupparsi la larga condivisione in questo momento necessaria”. Lo affermano in una nota congiunta Pd, M5S e Leu, in merito all’elezione del nuovo presidente della Repubblica.
“Riconfermiamo la nostra volontà di giungere a una soluzione condivisa su un nome super partes e per questo non contrapponiamo una nostra rosa di nomi – prosegue la nota -. Nella giornata di domani proponiamo un incontro tra due delegazioni ristrette in cui porteremo le nostre proposte”.
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Quirinale, secondo scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato
ROMA (ITALPRESS) – Riprende oggi la seduta per il secondo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica dopo la fumata nera nella prima votazione di ieri.
Al termine dello spoglio nell’Aula di Montecitorio, le schede bianche sono state 672. In tutto i presenti e i votanti sono stati 976 rispetto ai 1008 previsti. Il quorum necessario a eleggere il Capo dello Stato non è dunque stato raggiunto. Trentasei voti sono andati al magistrato Paolo Maddalena, mentre 16 al presidente uscente Sergio Mattarella.
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