ROMA (ITALPRESS) – “Speriamo di arrivare a un accordo, è necessario, senza non riusciremo a eleggere il presidente della Repubblica. Dico alla Destra di non dividere il Parlamento proponendo candidati divisori. Il presidente deve essere un uomo o una donna capaci di includere e unire il Paese, questo è il nostro approccio. Il nome giusto è quello di una figura superpartes”. Così Enrico Letta, segretario del Pd, intervistato dalla Cnbc. “Mario Draghi rappresenta una risorsa straordinaria per il Paese, ma allo stesso tempo è importante assicurare che il Governo lavori bene per i prossimi 12 mesi al fine di spendere al meglio i soldi europei del Recovery Plan, portare avanti il ruolo dell’Italia nel contesto internazionale, a livello europeo e atlantico, cosa ancora più urgente in questo momento in cui il confronto con la Russia è così difficile”, ha aggiunto Letta.
Poi, ha spiegato: “Oggi non so dire un nome perchè non c’è ma so che giovedì, massimo venerdì dobbiamo eleggere il presidente della Repubblica. Dobbiamo essere veloci, non è il momento dell’incertezza. Il Paese necessita stabilità, politica ed economica”. Per Letta “l’elezione del presidente della Repubblica rappresenta una sfida, anche per il periodo che il Paese sta vivendo. Serve una figura che sappia unire il Paese, assicurare i mercati e che sia atlantista date le difficoltà tra Ucraina e Russia”.
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Letta “Serve una figura super partes e atlantista”
Fumata nera per il Colle, prevalgono le schede bianche
Fumata nera al primo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica. Prevalgono le schede bianche, complessivamente 672. Il più votato è stato il magistrato Paolo Maddalena, seguito dal presidente “uscente” Sergio Mattarella. Voti anche per Marta Cartabia, Umberto Bossi e Silvio Berlusconi.
A sorpresa, è spuntato qualche voto “goliardico” per Amadeus, Bruno Vespa, Claudio Lotito, Alberto Angela, Alfonso Signorini, Giuseppe Cruciani, Mauro Corona e Claudio Sabelli Fioretti. Le prime tre votazioni prevedono l’elezione a maggioranza di due terzi dei componenti. Adesso tutto è legato all’eventuale accordo su un candidato condiviso.
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Quirinale, Salvini “Nelle prossime ore il centrodestra unito farà proposte”
ROMA (ITALPRESS) – “Sto lavorando perchè nelle prossime ore il centrodestra unito offra non una ma diverse proposte di qualità, donne e uomini di alto profilo istituzionale e culturale, su cui contiamo ci sia una discussione priva di veti e pregiudizi, che gli italiani non meritano in un momento così delicato dal punto di vista economico e sociale”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini in merito all’elezione del Capo dello Stato.
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Quirinale, Salvini: “Faremo più nomi e Draghi resti dov’è”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ stata una domenica di lavoro utile, ho sentito e raccolto proposte, ringrazio Berlusconi per la generosità e la scelta che ha tolto il campo da veti. Sto raccogliendo proposte di profili di assoluto spessore nazionale e internazionale”. Così Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega, a “Che Tempo che Fa” su Rai3 nel punto stampa dopo gli incontri con capigruppo e grandi elettori. Poi ha aggiunto: “Mi dispiace che da Letta arrivino no pregiudiziali. No a Berlusconi e a qualsiasi candidato del centrodestra non è il modo per eleggere il presidente della Repubblica. L’Italia merita che sia eletto il più velocemente possibile. Il centrodestra è maggioranza relativa e ha diritto e dovere di fare proposte. Il no del centrosinistra senza sapere di chi stiamo parlando, cioè di donne e uomini di assoluto spessore, non è accettabile. Sto raccogliendo proposte, di nomi ce ne saranno due, tre quattro, spero che la sinistra non dica no a tutti”. “L’Italia non merita confusione. Ritengo che togliere Draghi da presidente del consiglio sarebbe pericoloso perchè l’Italia è in un momento difficile e reinvetarsi un nuovo governo daccapo fermerebbe la ripresa – ha sottolineato -. Noi non imporremo niente a nessuno ma proporremo. Rinnovo l’invito a incontrarci, ma non puoi sederti al tavolo dicendo che qualunque proposta farà la fine di Berlusconi, è di dubbio gusto. Incontrerò Letta domani”.
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Quirinale, Letta: “C’è bisogno di un nome condiviso”
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo di fronte un anno in cui ci saranno passaggi fondamentali. C’è uno sfasamento tra le forze in Parlamento e le forze politiche bel Paese. Mai così, se non nel 92-94. Ecco perchè abbiamo messo in campo una proposta di patto politico per arrivare all’ultima fase della legislatura e darle energia politica positiva. Un patto che tenga insieme l’elezione del Presidente della Repubblica, l’azione dell’esecutivo e quelle riforme che si possono fare in 14 mesi, a partire dalla riforma dei regolamenti parlamentari per combattere trasformismo”. Lo ha detto Enrico Letta all’assemblea dei grandi elettori del Pd per il Quirinale.
“L’ultimo mese è stato sui generis – ha aggiunto -. Il dibattito è stato tutto avvitato intorno a un grande abbaglio, che il centrodestra avesse i numeri per fare il presidente da solo.
Non capisco perchè ci sono cascati. Il rinculo di questo errore si è visto proprio con la deflagrazione di ieri. Non c’è maggioranza in questo Parlamento. L’unica oggi e quella che supporta governo. Noi abbiamo detto no al loro intestardimento. Abbiamo fatto bene. Ieri è venuta meno la candidatura di Berlusconi e ciò in un colpo solo ha reso chiarissimo quel che dicevamo. Venuto giù quel nome è caduto abbaglio. Ulteriori candidature di centrodestra faranno la stessa fine di quella di Berlusconi. E’ il metodo che era sbagliato”.
“Ora c’è bisogno di un nome condiviso – ha sottolineato Letta -. Nei prossimi giorni dobbiamo mettere in campo tutta l’iniziativa politica per arrivare al profilo di una personalità superpartes.
Nessuno dopo deve festeggiare da solo perchè ha vinto. Nessuno deve vincere affinchè tutti vincano. Se ci si infila in piccoli interessi di parte viene giù tutto. Non è mettendo il cappello su qualcuno che si vince, anzi i candidati si bruciano tipo 10 piccoli indiani. Facciamo un appello a tutti: il rispetto per gli altri è rispetto per se stessi. Bisogna agire con questo spirito”.
“Molto probabile domani scheda bianca – ha annunciato Letta -, per dare un segno di disponibilità e apertura all’interlocuzione, pur nella durezza della nostra condanna di quanto avvenuto ieri nel centrodestra”.
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Quirinale, Renzi “Draghi presidente solo con un accordo politico”
ROMA (ITALPRESS) – “L’altra volta con Mattarella siamo stati noi i king maker, con Draghi decisivi perchè volevamo mandare a casa Conte, oggi ho un ruolo minore. L’importante è avere un presidente che sia di garanzia internazionale perchè, ad esempio, secondo me si sta sottovalutando il ritorno di Trump in America”. Così Matteo Renzi, presidente di Italia Viva, a “Mezz’ora in più” su Rai3.
“Il presidente della Repubblica – aggiunge – può essere anche di centrodestra, ma deve avere i numeri”. E su Berlusconi, sottolinea, “non ho messo il veto, credo che Silvio Berlusconi abbia sbagliato a credere al suo cerchio magico, una candidatura che non stava nè in cielo nè interra. Non per chissà per quali motivi, ma perchè semplicemente non aveva i numeri. Punto, basta. Chi gli vuole bene, doveva fermarlo prima e non mandarlo a fare un’impresa che non esiste. Questo è un modo per sfruttare una persona. Chi lo ha utilizzato per calcolo politico gli ha fatto del male”.
“Faccio un appello: votate non pensando ai prossimi 7 minuti, ma ai prossimi 7 anni – prosegue Renzi -. L’elezione del presidente della Repubblica è diverso dalla battaglia politica”. “Chi crede che Draghi abbia le caratteristiche giuste dice anche non spostiamolo da palazzo Chigi. Squadra che vince non si cambia. Gli altri dicono che ha un ruolo di moral suasion internazionale importante e quindi deve andare al Quirinale. Chi vuole andare al colle non ci va contro i partiti. Credo che la candidatura di Draghi possa stare in piedi se ha questo elemento cioè appoggio dei partiti. Poi vedremo se i veti di Berlusconi e Salvini sono insuperabili. Chi dice che Draghi è uno schiaffone alla politica non ha capito niente. Oggi se va al Colle, ci va solo in virtù di un accordo politico. Non mi piace la tiritera di chi dice che la politica è brutta e cattiva e la società civile buona”.
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Quirinale, Berlusconi rinuncia “Serve unità, Draghi resti premier”
ROMA (ITALPRESS) – Silvio Berlusconi rinuncia a candidarsi al Quirinale. L’annuncio con un lungo comunicato letto dalla senatrice Licia Ronzulli durante il vertice di centrodestra.
“Sono davvero grato, dal profondo del cuore, alle molte migliaia di italiane e italiani che, in questi giorni, mi hanno manifestato affetto, sostegno e incoraggiamento da quando il mio nome è stato indicato per la Presidenza della Repubblica”, afferma Berlusconi nel comunicato. “Sono grato in particolare alle forze politiche del centro-destra che hanno voluto formulare la mia candidatura, ai tanti parlamentari di tutti gli schieramenti che hanno espresso il loro appoggio e il loro consenso, agli importanti esponenti politici stranieri, in particolare ai vertici del Partito Popolare Europeo, che si sono pronunciati a favore di questa proposta. Dopo innumerevoli incontri con parlamentari e delegati regionali, anche e soprattutto appartenenti a schieramenti diversi della coalizione di centro-destra, ho verificato l’esistenza di numeri sufficienti per l’elezione”, prosegue.
“E’ un’indicazione che mi ha onorato e commosso: la Presidenza della Repubblica è la più Alta carica delle nostre istituzioni, rappresenta l’Unità della Nazione, del Paese che amo e al servizio del quale mi sono posto da trent’anni, con tutte le mie energie, le mie capacità, le mie competenze. Nello stesso spirito, ponendo sempre l’interesse collettivo al di sopra di qualsiasi considerazione personale, ho riflettuto molto, con i miei familiari ed i dirigenti del mio movimento politico, sulla proposta ricevuta – sottolinea l’ex premier -. L’Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il paese dalla crisi. La Nazione riparte nei momenti difficili se tutti sappiamo trovare, come avvenne nel dopoguerra, un senso comune di appartenenza nella nostra democrazia, superando le lacerazioni e al di là delle legittime ed anzi necessarie distinzioni. Per queste ragioni sono stato il primo a volere un governo di Unità Nazionale che raccogliesse le migliori energie del Paese, e che – con il concorso costruttivo anche dell’opposizione – è servito ad avviare un percorso virtuoso che oggi più che mai, alla luce della situazione sanitaria ed economica, deve andare avanti. Per questo considero necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al PNRR, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia”.
“In questo stesso spirito, ho deciso di compiere un altro passo sulla strada della responsabilità nazionale, chiedendo a quanti lo hanno proposto di rinunciare ad indicare il mio nome per la Presidenza della Repubblica. Continuerò a servire il mio Paese in altro modo, come ho fatto in questi anni, da leader politico e da Parlamentare Europeo, evitando che sul mio nome si consumino polemiche o lacerazioni che non trovano giustificazioni che oggi la Nazione non può permettersi – spiega Berlusconi -. Da oggi lavoreremo quindi con i leader del centro-destra – che rappresenta la maggioranza nel Paese ed a cui spetta l’onere della proposta – per concordare un nome in grado di raccogliere un consenso vasto in Parlamento. Occorre individuare una figura capace di rappresentare con la necessaria autorevolezza la Nazione nel mondo e di essere garante delle scelte fondamentali del nostro Paese nello scenario internazionale, l’opzione europea e quella atlantica, sempre complementari e mai contrapponibili, essenziali per garantire la pace e la sicurezza e rispondere alle sfide globali. Spero che il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni sappiano compiere questa scelta nel tempo più breve possibile e con un’ampia convergenza”.
“Scelta decisiva e fondamentale, Berlusconi rende un grande servizio all’Italia e al Centrodestra, che ora avrà l’onore e la responsabilità di avanzare le sue proposte senza più veti dalla sinistra”, commenta il leader della Lega Matteo Salvini.
“Abbiamo apprezzato il senso di responsabilità di Silvio Berlusconi, che a seguito della verifica che si era riservato di fare per accertare le effettive possibilità di elezione, ha rinunciato a offrire la sua disponibilità alla candidatura a Presidente della Repubblica. Abbiamo invece apprezzato assai meno le indiscrezioni uscite nel corso del vertice, che non corrispondono in alcun modo alla realtà”, afferma in una nota Fratelli d’Italia.
“Durante la riunione non sono state formulate da alcuno specifiche proposte di candidatura né tantomeno sono stati posti veti di alcun genere. Piuttosto, durante la riunione, Fratelli d’Italia ha insistito affinché fosse chiaro che non auspica in alcun modo che la legislatura prosegua, come invece possono eventualmente ritenere le forze politiche della maggioranza – sottolinea Fdi -. Fratelli d’Italia resta ferma sulla necessità che il centrodestra esprima una o più candidature della propria area culturale, che rappresenta la maggioranza degli italiani. Se questo non fosse possibile, la nostra priorità e che vi sia un Presidente della Repubblica autorevole e capace di difendere l’interesse nazionale e la sovranità popolare. La questione di Mario Draghi al Quirinale, sulla quale non abbiamo espresso alcun giudizio, non è stata posta e sarebbe semmai problema che possono avere le forze che partecipano al suo
governo”.
“Il centrodestra non è maggioranza e non ha quindi diritto di prelazione sul Quirinale. Lo abbiamo detto fin dall’inizio. Ora col ritiro di Berlusconi e lo scontro deflagrato all’interno del centrodestra tutto è chiaro. Ora ci vuole accordo alto su nome condiviso e Patto di Legislatura”, commenta su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta.
“Lo avevamo affermato in modo chiaro: la candidatura di Silvio Berlusconi era irricevibile. Con il suo ritiro facciamo un passo avanti e cominciamo un serio confronto tra le forze politiche per offrire al Paese una figura di alto profilo, autorevole, ampiamente condivisa”, scrive sempre su Twitter il presidente del M5S Giuseppe Conte.
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Giustizia, Cartabia “Fase difficile ma ricca di opportunità”
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – “Quella che stiamo vivendo è una fase difficile, piena di sfide, ma è anche una fase di rinnovati slanci e molteplici opportunità, in un momento in cui l’intero Paese è in fermento e progetta la sua ripresa, intorno al Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Lo ha detto Marta Cartabia, ministra della Giustizia, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Reggio Calabria.
“Proprio in questo contesto di emergenza – ha continuato -, sono state avviate alcune riforme strutturali a lungo termine, ‘riforme di sistemà, per far fronte ai cronici problemi richiamati tante volte, da tanti anni, nelle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario: la durata dei processi e il fardello dell’arretrato, prima di tutto. Mali divenuti nel tempo, insieme ai gravi fatti emersi negli ultimi anni che hanno riguardato la magistratura, causa di una progressiva e dannosa erosione di fiducia da parte dei cittadini, degli operatori economici e degli osservatori internazionali. Abbiamo davanti a noi – ha aggiunto – una grande occasione di rinnovamento, favorita proprio dalla crisi aperta dalla pandemia e dagli aiuti europei del Pnrr”. Il ministro confida che “al più presto possano arrivare alle Camere anche gli emendamenti per quella che il presidente della Repubblica ha definito un’ineludibile riforma, quella che riguarda l’ordinamento giudiziario e il Csm”.
Infine “il miglioramento dei servizi relativi alla giustizia contribuirà a favorire l’inizio di una nuova stagione di fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
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