ROMA (ITALPRESS) – Cecilia D’Elia, candidata del Pd, ha vinto le elezioni suppletive del collegio uninominale Lazio 1 di Roma quartiere Trionfale, con 12.401 voti pari al 59,43% di quelli scrutinati nelle 218 sezioni. La candidata del centrodestra e capogruppo della Lega in Campidoglio, Simonetta Matone, ha ottenuto il 22,42% dei voti (4.678 preferenze), Valerio Casini di Italia Viva il 12,93% (2.698 preferenze); Beatrice Gamberini di Potere al Popolo il 3,24% (676 preferenze), l’indipendente Lorenzo Vanni l’1,97% (412 preferenze). D’Elia prenderà il posto lasciato libero da Roberto Gualtieri, eletto sindaco di Roma.
In netto calo l’affluenza. Alle ore 23 ha fatto segnare l’11,33% degli aventi diritto, rispetto al 17,6% della precedente elezione del marzo 2020.
“E’ stata una campagna elettorale molto difficile perchè le suppletive sono complicate, per questo voglio ringraziare davvero tutte le volontarie e i volontari, oltre a tutte le persone che mi hanno aiutato”, afferma a Radio Immagina Cecilia D’Elia, la candidata del Partito democratico che ha vinto le elezioni suppletive nel collegio Roma 1 alla Camera dei deputati. “Questo risultato – prosegue, durante un’intervista a Radio Immagina – ha confermato la colazione che ha eletto Roberto Gualtieri a Roma e il fatto che nel cuore della città ci sia stato un risultato così importante sulla mia candidatura è di buon auspicio. Sono emozionata perchè entrare in Parlamento per chi fa politica rappresenta una grande responsabilità. E’ come entrare in una grande agorà, in un luogo dove ci sono idee diverse e dove si possono mettere in campo le proprie proposte, su cui raccogliere consenso. Oltre al collegio – conclude D’Elia – in quanto portavoce delle Democratiche porterò l’agenda che ci siamo date come donne, dandole forza”.
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D’Elia vince le suppletive, alla Camera subentra a Gualtieri
Quirinale, Fico “Elezione entro il 3 febbraio, non ci saranno ricorsi”
ROMA (ITALPRESS) – “Per me è una grandissima responsabilità come lo sono stati questi due ultimi anni. Il Parlamento è rimasto sempre aperto. Abbiamo finito tutti i protocolli di sicurezza, si parte il 24 gennaio alle 15, si voterà per blocchi da 50 e si partirà dai senatori a vita. Entreranno in Aula, si siederanno, si sanificheranno le mani, voteranno e usciranno. E si andrà avanti in questo modo. Il catafalco? Facciamo una cabina più grande e spaziosa che è maggiormente sanificabile e quindi più sicura. Non ci saranno le tendine, sarà più come una cabina elettorale”. Così il presidente della Camera, Roberto Fico, a “Mezz’ora in più” su Rai3, in merito all’elezione del nuovo presidente della Repubblica.
“Al momento i positivi sono 29 alla Camera e non possono votare in base alla normativa vigente e questo non costituisce nessuna violazione di procedura costituzionale – sottolinea Fico -. L’emergenza sanitaria è conclamata e importante, non dobbiamo dare messaggi sbagliati o poco univoci alle cittadinanza. I positivi al Senato forse sono tra i 6 e gli 8, non conosco il numero preciso, ma la curva è in discesa come per i deputati”.
“I no vax possono entrare alla Camera con il tampone e dunque possono venire a votare”, aggiunge.
“Il presidente in carica scade il 3 febbraio? Abbiamo molti giorni di votazione, arrivare oltre mi sembrerebbe molto sui generis. Sono fiducioso perchè ci sono tante votazioni e si andrà avanti a oltranza anche sabato e domenica. Vedo meno la proroga del presidente della Repubblica e più il Presidente del Senato a interim. Ma l’auspicio è che il 3 febbraio ci sia il presidente e mi auguro che tutte le forze politiche arrivino a un nome condiviso”, dice ancora Fico.
“Rischio di ricorsi? No. Credo che dal 24 gennaio al 3 febbraio, guardando anche i Presidenti precedenti, dovremmo farcela. Da Presidente della Camera devo avere fiducia nelle forze politiche che facciano la scelta giusta soprattutto in un periodo molto difficile, la responsabilità è molto alta, più che in passato data l’emergenza”.
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Scuola, Bianchi “Nessun disastro dopo la riapertura”
ROMA (ITALPRESS) – “Non c’è stato il famoso disastro che ci doveva essere con la riapertura della scuola”. Lo ha detto al “Caffè della Domenica”, su Radio24, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.
“Ci sono stati disagi differenziati zona per zona, ma la scuola ha riaperto e si è affermata la convinzione che la scuola sia un elemento fondante, è la priorità, un diritto”.
Il ministro ha poi spiegato che è in corso una “riflessione” per semplificare la certificazione per il rientro a scuola degli alunni che sono stati contagiati dal Covid e sono guariti.
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Patto di Stabilità Ue, Brunetta “Servono nuove regole per la crescita”
ROMA (ITALPRESS) – “Il dibattito sulle regole del Patto di stabilità e crescita (Psc) ricorda la lettera rubata di Edgar Allan Poe: tutti cercano la soluzione per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche, eppure ce l’hanno già davanti agli occhi. Si chiama Next Generation Eu. Quello è il metodo, quella è la strada, quello è il modello di governance”. Lo scrive il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, in un intervento sul Corriere della Sera.
“Su una cosa i Paesi membri dell’Ue dovrebbero essere tutti concordi – prosegue il ministro -: senza finanze pubbliche sostenibili e regole credibili e applicabili che le sovraintendano, i Governi sarebbero costretti a intervenire nell’economia in maniera preponderante e continua, limitando il funzionamento del libero mercato sul quale l’Unione è fondata. Crescita economica e sostenibilità delle finanze pubbliche, tuttavia, non sono due obiettivi antitetici, ma complementari. La soluzione ce l’abbiamo già ed è quella di rendere permanente il meccanismo di governance introdotto con il Next Generation Eu. Anzichè il bastone della rigidità delle regole, delle procedure di infrazione e dei meccanismi sanzionatori, peraltro mai applicati, è più efficace usare la carota dei fondi condizionati alle politiche economiche virtuose”. Quindi “i governi, coerentemente con la strategia europea per la crescita, dovrebbero mettere in campo, soprattutto, gli investimenti necessari ad attuarla, scorporandoli con l’introduzione di una golden rule. Con una maggior crescita indotta da una spesa qualificata per investimenti di scala europea, accompagnata dalle riforme, e il controllo della spesa improduttiva assicurata dal meccanismo di governance, la sostenibilità delle finanze pubbliche sarebbe assicurata naturalmente – conclude Brunetta -, senza la necessità di rigide regole e opinabili parametri quantitativi di varia natura”.
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Letta “Serve un patto di legislatura tra le forze di maggioranza”
ROMA (ITALPRESS) – “Con i nostri alleati il dialogo è molto positivo”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, aprendo la riunione congiunta della direzione nazionale e dei gruppi parlamentari del Pd. “Noi crediamo che sia sbagliato chiudere le porte al dialogo, e con la decisione di ieri le porte sono state chiuse” ha aggiunto “noi vogliamo riaprire quelle porte, proponiamo un’iniziativa che attraverso tre punti crei un patto di legislatura che consenta di arrivare al 2023: l’elezione di un una o un presidente della Repubblica che sia una figura istituzionale, super partes, di garanzia, dare energia e forza per i 14 prossimi mesi di governo trovino delle risposte efficaci in continuità con quanto stiamo facendo adesso, completare alcune fondamentali riforme. Per tutto questo serve un accordo tra tutte le forze di maggioranza, serve un largo patto di legislatura, ognuno deve fare un gesto di coraggio e generosità verso il paese, un gesto che verrà ripagata dal paese. La buona politica è possibile, dobbiamo proteggere la figura di Mario Draghi”.
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Pnrr, Decaro “Per chiudere i progetti serve più personale”
ROMA (ITALPRESS) – “Chiudere la fase della vaccinazione, tirarsi fuori dalla pandemia e far ripartire l’economia con il Pnrr. Queste sono le sfide che abbiamo davanti nell’immediato futuro. Sfide che, credo, impongano alla politica un atteggiamento responsabile: eleggere un presidente della Repubblica che rappresenti tutti gli italiani. Quelli che abbiamo davanti sono sette anni fondamentali per i prossimi 50, forse di più. Non possiamo permetterci un passaggio politico che spacchi il Paese”.
Lo dice, in un’intervista a Repubblica, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro che, a proposito del nome di Mario Draghi per la corsa al Quirinale, afferma: “Certamente è capace di unire e sarebbe un presidente della Repubblica che darebbe onore all’Italia in tutto il mondo. Noi sindaci abbiamo uno straordinario rapporto con questo Governo. Riconosciamo al premier grande capacità di agire, di ascoltare, e grande autorevolezza. Riconosciamo però anche l’importanza della stabilità. Nei prossimi mesi si giocheranno due partite fondamentali per noi: la chiusura dei bilanci. E la sfida del Pnrr: c’è la necessità di spendere i soldi che arrivano, è vero. Ma per farlo serve chiudere i progetti. Abbiamo bisogno di personale che al momento non è arrivato. E serve anche un Governo che chiuda le riforme che sono state promesse”.
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Quirinale, Centrodestra “Berlusconi adatto al ruolo, sciolga la riserva”
ROMA (ITALPRESS) – Si sono riuniti a Roma a Villa Grande i leader dei partiti e dei movimenti politici del centro-destra, per esaminare la situazione politica in vista dell’elezione del nuovo Capo dello Stato. “L’incontro è servito a ribadire l’unità di intenti del centro-destra. Nel confermare il reciproco rispetto per le diverse scelte in ordine al Governo Draghi, i leader della coalizione concordano sulla necessità di un percorso comune e coerente, che va dalla scelta del nuovo Capo dello Stato alle prossime elezioni politiche, valorizzando anche le occasioni di convergenza parlamentare sui contenuti che da sempre sono patrimonio comune della coalizione”, si legge in una nota congiunta del centrodestra diffusa dopo il vertice.
“La figura del nuovo Presidente della Repubblica deve garantire l’autorevolezza, l’equilibrio, il prestigio internazionale di chi ha la responsabilità di rappresentare l’unità della Nazione.
Alla luce di queste considerazioni il centro-destra, che rappresenta la maggioranza relativa nell’assemblea chiamata ad eleggere il nuovo Capo dello Stato, ha il diritto e il dovere di proporre la candidatura al massimo vertice delle Istituzioni”, prosegue la nota.
“I leader della coalizione hanno convenuto che Silvio Berlusconi sia la figura adatta a ricoprire in questo frangente difficile l’Alta Carica con l’autorevolezza e l’esperienza che il Paese merita e che gli italiani si attendono. Gli chiedono pertanto di sciogliere in senso favorevole la riserva fin qui mantenuta – conclude la nota -. Su questa indicazione, le forze politiche del centro-destra lavoreranno per trovare le più ampie convergenze in Parlamento e chiedono altresì ai Presidenti di Camera e Senato di assumere tutte le iniziative atte a garantire per tutti i 1009 grandi elettori l’esercizio del diritto costituzionale al voto”.
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L’ultimo saluto a Sassoli, “Uomo di ideali, non di ideologie”
ROMA (ITALPRESS) – “Sarà dura, durissima, ma in questi anni ci hai dimostrato che niente è impossibile”. Le commosse parole della moglie Alessandra Vittorini sono la migliore sintesi del grande vuoto lasciato da David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, scomparso l’11 gennaio all’età di 65 anni. Nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, a Roma, si sono svolti i funerali di Stato.
Il feretro, sul quale campeggiava la bandiera dell’Unione Europea, è stato ricevuto con il picchetto d’onore, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, e le istituzioni Ue: la presidente ad interim del Parlamento europeo Roberta Metsola, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni.
In chiesa visibilmente commossi la moglie Alessandra Vittorini e i figli Giulio e Livia, avvolti dall’affetto delle 4000 persone che hanno portato il loro omaggio ieri a Sassoli nella camera ardente in Campidoglio, da cui alle 11.50 il feretro è partito per arrivare in Basilica dieci minuti più tardi. Fuori è stato allestito un maxischermo che ha trasmesso in diretta la funzione.
La bara è arrivata avvolta nella bandiera europea, attesa da tutti i presenti in chiesa tra cui anche il premier spagnolo Pedro Sanchez. Sono stati in 300 i partecipanti alla funzione tra cui anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il
segretario del Pd Enrico Letta, il senatore a vita Mario Monti, Gianni Letta. Oltre al capo dello Stato Mattarella, i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, il presidente del Consiglio Mario Draghi.
I funerali sono stati officiati dall’arcivescovo di Bologna Cardinale Matteo Zuppi, amico fraterno e compagno di scuola di David al liceo Virgilio, e concelebrata dall’arcivescovo di Firenze Cardinale Giuseppe Betori, dal Vicario generale per la diocesi di Roma Cardinale Angelo De Donatis, dal segretario per i Rapporti con gli Stati Paul Gallagher, da monsignor Massimiliano Boiardi e da padre Francesco Occhetta.
“Non ideologie ma ideali”. Con queste parole Zuppi ha ricordato l’amico nell’omelia in cui ha sottolineato come sia stato “beato anche nella sofferenza della malattia, vissuta con dignità senza lamentarsi. David era un uomo di tutti, la politica per lui era democrazia, voleva un’Europa Unita”.
Nel suo saluto la moglie di Sassoli ha ricordato: “Ci siamo cercati e trovati sui banchi di scuola, ti ho sempre condiviso con altri tra famiglia, lavoro, politica, altri luoghi e altri tempi… ho avuto una vita bella, anche se un po’ complicata, e finirla a 65 anni è davvero troppo presto: questo mi dicevi solo due settimane fa”. “Sarà dura, durissima, ma in questi anni ci hai dimostrato che niente è impossibile”, ha aggiunto.
“Grazie papà, buona strada”, così la figlia Livia, che del padre David ha sottolineato il prezioso esempio di vita nell’ottica della verità e moralità.
E suo fratello Giulio, che ha parlato per primo, molto commosso, ricordando i momenti in famiglia, sempre affettuosi e formativi, e ha lasciato spazio ad una tenera battuta: “Mi hai lasciato tanto, non i capelli” ricordando la spontaneità e “i modi di fare sempre autentici, in ogni contesto” del padre, e come “non abbia mai fatto pesare la sua malattia, nè ora nè anni fa”.
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