ROMA (ITALPRESS) – “Ho parlato costantemente con le rappresentanza dei presidi, il dialogo è continuo. C’è sicuramente la possibilità che domani manchi personale nelle scuole. Noi abbiamo messo 400 milioni per rinnovare e potenziare il personale proprio per l’emergenza legata al Covid. Si tratta di 35.000 docenti e di altrettanto personale tecnico in più. Ricordo che anche in passato dopo il Natale si sono registrate molte malattie ma questa situazione si affronta assieme, con la volontà di tutti di riprendere la scuola”. Così il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in un’intervista al TG3.
“Noi tutti siamo preoccupati ma abbiamo approvato come Governo, all’unanimità, un disposto che dà regole chiare precise e puntuali anche per quelle situazioni che richiedono la didattica a distanza. Il principio di base è che si torna a scuola domani”, ha concluso Bianchi.
(ITALPRESS).
Scuola, Bianchi: “Si torna sui banchi, le regole sono chiare. Il personale? Possibile che manchi”
Grillo “L’obbligo vaccinale evoca immagini orwelliane”
ROMA (ITALPRESS) – “Essere soggetti a controlli del governo centrale, e ancor più a trattamenti sanitari obbligatori, evoca immagini orwelliane che pesano molto psicologicamente”. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo che aggiunge: “Viceversa, lasciare decidere alle organizzazioni e/o alle comunità quali misure adottare appare nel pieno spirito di un ordinamento liberale e democratico. Senza contare che la quasi totalità di queste organizzazioni e comunità finirebbe probabilmente per adottare misure ben più restrittive di quelle che potrebbero essere ragionevolmente adottate da un governo centrale”.
Il bilancio delle strategie adottate da gran parte dei paesi occidentali è “deludente. In primo luogo, perchè quasi nessuno di essi ha adottato una strategia di contagi zero o tendenti allo zero, sopportando costi sociale ed economici molto superiori a quelli dei paesi che la hanno adottata. In secondo luogo, perchè si sono limitati a puntare tutto sulle vaccinazioni, quando è ormai evidente che questa sola strategia non possa bastare. In terzo luogo, perchè hanno sottovalutato le implicazioni delle restrizioni sia sul piano di diritti umani che sono capisaldi delle democrazie liberali, sia sul piano dei loro metodi di attuazione, che ben avrebbero potuto rispettare meglio la libertà di scelta degli individui e delle organizzazioni e delle comunità a cui fanno capo”.
(ITALPRESS).
Mattarella “Dalle difficoltà è nata una nuova fiducia nel futuro”
ROMA (ITALPRESS) – “Celebriamo oggi il 225° anniversario del Tricolore, simbolo dell’Italia e testimone del cammino che ha portato alla costruzione della Repubblica, libera e democratica.
Tante tragiche ed eroiche vicende hanno accompagnato il raggiungimento di un destino comune. Dalle difficoltà che hanno contraddistinto i nostri giorni, ad iniziare dalle sofferenze provocate dalla pandemia e dal clima di incertezza che questa ha generato, è sorta una nuova consapevolezza e fiducia nel futuro”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“Abbiamo dimostrato che ogni sfida può essere raccolta e affrontata con l’impegno e la responsabilità di tutti e di ciascuno – prosegue il capo dello Stato -. Il calore con cui tanti concittadini, nei momenti più difficili, hanno esposto la bandiera alle finestre di casa e intonato il Canto degli Italiani, ha segnato la memoria collettiva del Paese e richiamato il valore fondamentale della solidarietà e della coesione sociale. Tutte le istituzioni e le espressioni della società civile hanno saputo compiere la loro parte”.
“La nostra bandiera ha accompagnato gli atleti protagonisti di una stagione di successi sportivi internazionali che ci ha reso orgogliosi di quanto hanno saputo testimoniare. Le loro vittorie sono l’immagine di un popolo tenace, che è impegnato verso l’avvenire e che, per la serietà offerta con la sua condotta, ha rappresentato un riferimento per l’intera comunità internazionale. Viva il Tricolore, viva la Repubblica”, conclude Mattarella.
(ITALPRESS).
Scuola, Bianchi “Ricorso massiccio alla Dad sarebbe un errore”
ROMA (ITALPRESS) – “La nostra è una scelta chiara: tutelare il più possibile la presenza e, con essa, i nostri ragazzi e i bambini che vengono da due anni difficili, caratterizzati da discontinuità, che hanno segnato il loro apprendimento”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, spiegando che “nessuno nega che ci sia stata in queste settimane una ripresa dei contagi, legati anche alle festività. Rispetto all’anno scorso c’è, però, una grande differenza: il vaccino. è lo strumento per tutelare la scuola, per un ritorno alla normalità. Chiedo a tutti un atto di responsabilità: a chi tra gli adulti ancora non si è immunizzato, alle famiglie, alle Asl, perchè tutti insieme acceleriamo la vaccinazione, in particolare dei più piccoli”. Secondo Bianchi “abbiamo definito i limiti oltre i quali possono scattare delle chiusure mirate con il decreto legge di agosto. Si possono far scattare le lezioni a distanza solo in casi eccezionali. Ma il ricorso massiccio alla dad, oggi, come se i vaccini non ci fossero, sarebbe un errore”. Quanto alla decisione del governatore della Campania De Luca, il ministro osserva che “la legge è molto chiara: permette ai Presidenti di Regione di intervenire solo in zona rossa e in circostanze straordinarie. Queste condizioni oggi non ci sono. Ritengo vi siano gli estremi per impugnare quell’atto”, sottolinenando come quelle adottate “sono regole chiare, decise all’unanimità, che hanno tenuto conto anche delle richieste delle Regioni. In linea anche con gli altri Paesi europei”.
(ITALPRESS).
Scuola, Bianchi “Nessun ripensamento sul ritorno in presenza”
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – “Nessun ripensamento sul ritorno a scuola in presenza”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a margine delle celebrazioni del 225esimo anniversario della nascita della bandiera Tricolore, avvenuta a Reggio Emilia. Il ministro è stato categorico sull’appello firmato da più di 1.500 presidi per chiedere di posticipare di due settimane (restando in didattica a distanza) il rientro tra i banchi previsto per lunedì, per permettere di vaccinare tutti gli alunni. “Siamo molto attenti alle voci che ci arrivano dal Paese, ma anche a quelle che ci dicono che la scuola deve restare in presenza”, ha detto Bianchi.
“Noi abbiamo fatto quello che doveva essere fatto cioè le vaccinazioni, e continuiamo ad insistere perchè questa è la via da seguire”, ha sottolineato il ministro.
“Abbiamo dato 92 milioni al generale Figliuolo, di cui abbiamo la massima fiducia, perchè possa fare tutti i test e siamo sempre intervenuti con il massimo di attenzione rispetto alle misure dell’altra sera”, ha proseguito. “Nel caso dei bambini più piccoli – ha detto ancora Bianchi – quando si hanno due casi, ma solo in quella situazione specifica, si va in sospensione dell’attività in presenza e si va a distanza, mentre per i più grandi abbiamo preso una misura, che è quella europea, che dice che in presenza di un caso c’è la sorveglianza con la possibilità di fare tutte le verifiche. Ricordo che in termini di vaccinazioni siamo il paese più avanti in tutta Europa”.
(ITALPRESS).
Costa “Nessun rinvio per la scuola in presenza”
ROMA (ITALPRESS) – “L’obiettivo del governo è sempre stato, fin da subito, garantire la scuola in presenza. A quello continuiamo ad attenerci”. Lo afferma il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, in un’intervista al Corriere della Sera.
“Il governo ha preso una decisione chiara: riprenderemo il 10 gennaio con le nuove regole che garantiranno maggiore sicurezza”, spiega Costa, per il quale le decisioni differenziate tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria non sono legate a “discriminazioni” ma a “situazioni diverse dovute alle vaccinazioni. La campagna vaccinale per la fascia 12-19 anni è già iniziata da tempo. Oltre il 70% è vaccinato. Con coerenza possiamo applicare regole diverse”.
Secondo il sottosegretario “per 47 milioni di italiani (l’85%) il Super green pass non ha cambiato nulla. Avevamo il problema di convincere a vaccinarsi quella piccola minoranza, 2 milioni e 400 mila persone over 50, ancora senza dosi. Ecco perchè l’obbligo di vaccino: non si può vanificare i sacrifici di tutti gli altri”.
(ITALPRESS).
Renzi “Chi vuole Draghi al Colle costruisca il Governo del dopo”
ROMA (ITALPRESS) – “I cittadini si aspettano di vaccinarsi velocemente e di convivere con il virus come siamo destinati a fare. Il quorum al primo scrutinio è arduo da raggiungere. L’elezione del capo dello Stato richiede intelligenza politica: Bersani nel 2013 bruciò Marini insistendo per riuscirci alla prima. Che sia eletto lunedì 24 o giovedì 27 cambia poco: deve starci sette anni, cosa vuole che siano tre giorni in più?”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, secondo cui “Meloni ha bisogno delle elezioni perchè ha iniziato il calo nei sondaggi. La crisi di Conte è conclamata e Di Maio aspetta solo le Amministrative di primavera per fargli le scarpe. Quanto a Letta, se non si vota deve fare il congresso e vincere le primarie, esercizio nel quale non ha grande esperienza. Loro vogliono il voto anticipato per esigenze personali. Io penso che invece le elezioni vadano fatte a fine pandemia e con il Pnrr impostato, nel 2023. Dopo di che Draghi sarebbe un perfetto presidente della Repubblica come è stato un perfetto premier. Se vogliamo mandarlo al Colle, tuttavia, serve la politica. Perchè l’arrivo di Draghi non è stata una sconfitta della politica ma un capolavoro della politica”.
“Nell’ultimo anno – sottolinea Renzi – ogni giorno sono stato fiero di aver combattuto con gli amici di Italia viva per mandare a casa Conte e portare Draghi. Persino chi ci odia dovrebbe dirci grazie: abbiamo salvato l’Italia. Non sono dunque titubante su Draghi, ma faccio politica. Draghi è un punto di forza di questo Paese. Se vogliamo mantenerlo a Palazzo Chigi gli va data massima agibilità politica. Se vogliamo che stia al Colle va costruita una maggioranza presidenziale, ma anche una maggioranza politica per il governo del dopo. Per farlo serve una iniziativa politica non tweet a caso”.
“Vediamo come evolverà il rapporto con i gruppi di Toti e Brugnaro – aggiunge -. Diciamo che senza di noi è difficile fare un presidente della Repubblica. Ma senza di noi è proprio impossibile fare un nuovo governo. Siamo i garanti della prosecuzione della legislatura fino a scadenza naturale”.
Alla domanda se un capo dello Stato di centrodestra per lui è un problema, risponde: “No. La domanda però è teorica, perchè mi sembra che i primi a non voler costruire consenso su un candidato di quest’area siano proprio i colleghi del centrodestra. Hanno i numeri ma non la strategia”. Ed in merito a Berlusconi, “non lo vedo da quando abbiamo rotto su Sergio Mattarella. Era il gennaio 2015, esattamente sette anni fa. Mai più visto. Non lo sento da agosto”. “Lui ci crede, pare – sottolinea Renzi -. Il resto del mondo ci crede molto meno”. E sui rapporti con Letta, “Enrico ci ha chiesto una mano per il collegio di Siena e gliela abbiamo data – dichiara Renzi -. Italia viva allora è stata decisiva. Dal giorno dopo Letta ci ha espulsi dal centrosinistra addossandoci la responsabilità del suo fallimento sulla legge Zan. Ma forse doveva solo creare le condizioni per far rientrare D’Alema, adesso è tutto più chiaro. Se abbandona il rancore e prova a fare politica sa dove trovarci. Quanto a Dario, è un professionista serio e rispettato. Fatico a trovare uno più diverso da me, ma gli riconosco lucidità. Avrà ancora grandi responsabilità istituzionali ma non so dirle quali”. “Non so – poi aggiunge – se io sono la malattia del Pd come dice D’Alema. L’importante è che, se io sono il malato, non mi curi il dottor D’Alema con le sue ricette e con i suoi ventilatori cinesi mal funzionanti, ma ben pagati dal commissario Arcuri. Torniamo alla politica, guardi, che è meglio. Se i riformisti del Pd vogliono D’Alema e considerano un male ciò che abbiamo fatto su tasse, industria 4.0, lavoro, sociale, diritti civili è un problema loro, non mio. In tutto il mondo la sinistra diventa riformista, solo da noi diventa dalemiana. D’Alema che rientra nel Pd spiega in un solo gesto perchè ha un senso Italia viva”.
Mentre sui rapporti con la Lega, “io e Salvini ci siamo sempre combattuti – spiega -. Continueremo a farlo. Se oggi lui non ha i pieni poteri lo deve alla mia mossa del cavallo del 2019. Dunque combattiamo contro ma lealmente. E sulla vicenda del Colle negare un ruolo al capo del centrodestra, che ad oggi è Salvini, significa vivere fuori dal mondo”.
(ITALPRESS).
Covid, dal Cdm via libera a decreto con obbligo vaccinale per over 50
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che mira a “rallentare” la curva di crescita dei contagi relativi alla pandemia e a fornire maggiore protezione a quelle categorie che sono più esposte e che sono a maggior rischi di ospedalizzazione. Lo spiega palazzo Chigi. Il testo introduce l’obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto i 50 anni. Per i lavoratori pubblici e privati con 50 anni di età sarà necessario il Green Pass Rafforzato per l’accesso ai luoghi di lavoro a far data dal 15 febbraio prossimo.
Senza limiti di età, l’obbligo vaccinale è esteso al personale universitario così equiparato a quello scolastico.
E’ esteso l’obbligo di Green Pass cosiddetto Ordinario a coloro che accedono a servizi alla persona. E inoltre a pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali fatte salve eccezioni che saranno individuate con atto secondario per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona.
In merito allo Smart working, il Consiglio dei ministri è stato informato dal Ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta che è stata adottata d’intesa con il ministro del Lavoro una circolare rivolta alle pubbliche amministrazioni e alle imprese private per raccomandare il massimo utilizzo, nelle prossime settimane, della flessibilità prevista dagli accordi contrattuali in tema di lavoro agile.
Per quanto riguarda la Scuola, cambiano le regole per la gestione dei casi di positività.
Scuola dell’infanzia: Già in presenza di un caso di positività, è prevista la sospensione delle attività per una durata di dieci giorni. Scuola primaria (Scuola elementare): Con un caso di positività, si attiva la sorveglianza con testing. L’attività in classe prosegue effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0), test che sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5).
In presenza di due o più positivi è prevista, per la classe in cui si verificano i casi di positività, la Dad per la durata di dieci giorni.
Scuola secondaria di I e II grado (Scuola media, liceo, istituti tecnici etc etc): Fino a un caso di positività nella stessa classe è prevista l’autosorveglianza e con l’uso, in aula, delle mascherine FFP2.
Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, che sono guariti da più di 120 giorni, che non hanno avuto la dose di richiamo. Per tutti gli altri, è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’autosorveglianza e l’utilizzo di mascherine FFP2 in classe.
Con tre casi nella stessa classe è prevista la Dad per dieci giorni.
“I provvedimenti di oggi vogliono preservare il buon funzionamento delle strutture ospedaliere e, allo stesso tempo, mantenere aperte le scuole e le attività economiche”, ha dichiarato il premier Mario Draghi, aprendo i lavori del Consiglio dei ministri per le nuove misure anti-Covid. “Vogliamo frenare la crescita della curva dei contagi e spingere gli italiani che ancora non si sono vaccinati a farlo. Interveniamo in particolare sulle classi di età che sono più a rischio di ospedalizzazione per ridurre la pressione sugli ospedali e salvare vite”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).









