ROMA (ITALPRESS) – Sulla vaccinazione “ritengo che sia necessario continuare su questa azione di convincimento e buonsenso, se si cede rispetto alla regola alla quale tutti ci siamo adeguati e che è stata la regola che ci sta portando fuori dall’emergenza, poi diventa tutto più complicato. Spero non si paralizzi il Paese, sarebbe una gravissima irresponsabilità di qualche piccola minoranza, una irresponsabilità non legata a motivi reali perchè non vaccinarsi non è un motivo reale per bloccare il Paese”.
Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a Radio Anch’io su Rai Radio1. “La vaccinazione l’abbiamo fatta tutti e questa motivazione non ha senso”, ha aggiunto. Quanto ai fatti di Roma di Roma di sabato scorso, secondo Letta “è evidente che ci sono stati dei problemi e delle falle sulla gestione dell’ordine pubblico, ma gli attacchi della Meloni sono strumentali. E’ un modo per coprire quando accaduto e coprire l’assunzione di responsabilità e adesso cerca di scaricare su Lamorgese. Mi sembrano tutti giochi sulla pelle del Paese e noi non ci stiamo. Noi siamo quelli che in questo momento sono al governo e cercano di andare avanti in un momento difficile”.
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Green pass, Letta “Non vaccinarsi non è motivo per bloccare il Paese”
Letta “Meloni contro Lamorgese per coprire sue responsabilità”
SULMONA (ITALPRESS) – “A me sembra che ci sia il tentativo in queste ore di semplicemente sviare l’attenzione dalle elezioni di domenica e lunedì prossimo. E’ un tentativo di coprire e di parlare di altro e di togliere l’attenzione rispetto a Roma e alla campagna elettorale di Roma. Leggo così l’atteggiamento di oggi della Meloni, ed è un modo per cercare di coprire le proprie responsabilità rispetto al fatto che nelle ore successive non c’è stata una condanna chiara rispetto alla matrice fascista di questo evento”, ovvero l’assalto sabato scorso alla sede Cgil di Roma, “e ritengo che siano profondamente sbagliati i toni usati oggi in Parlamento”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a margine di un’iniziativa a Sulmona, a chi gli ha chiesto un commento a quanto affermato durante il question time alla Camera da parte della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nei confronti del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sulla gestione della sicurezza sabato scorso a Roma.
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Lamorgese “Era rischioso arrestare Castellino durante la manifestazione”
ROMA (ITALPRESS) – “Ribadisco la piena solidarietà alla Cgil, alle forze di polizia e ai 38 operatori rimasti feriti. Il prossimo 29 ottobre presenterò qui una dettaglia informativa che si avvarrà delle relazioni. Gli elementi acquisiti consentono di focalizzare l’attenzione su Giuliano Castellino. Castellino è destinatario di Daspo, con obbligo di soggiorno, integrato a restrizioni alla mobilità dalle 21 in poi. La decisione di procedere nei suoi confronti non è stata ritenuta percorribile nella considerazione che un evento coercitivo in un contesto di eccitazione rischiava di generare azioni con la conseguente degenerazione dell’ordine pubblico. La condotta di Castellino nel successivo assalto alla sede della Cgil lo ha portato all’arresto e la sua posizione è al vaglio della magistratura. Preciso che Castellino è stato oggetto di diverse segnalazioni”. Ad affermarlo la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, rispondendo nel corso del question time alla Camera a una interrogazione della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni sulla gestione dell’ordine pubblico in occasione della manifestazione di Roma del 9 ottobre scorso e in ordine allo scioglimento di associazioni sovversive.
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Meloni “Scontri volutamente permessi, è strategia della tensione”
ROMA (ITALPRESS) – “Quello che è accaduto sabato è stato volutamente permesso. E questo ci rimanda indietro ad anni bui. Siamo alla strategia della tensione”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nel corso del Question Time alla Camera, replicando al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.
“La scena di 7 agenti lasciati a presidio della sede della Cgila a prendere delle bastonate è offensiva, è offensiva per questo Parlamento che non è fatto da imbecilli – ha detto Meloni replicando a Lamorgese -. Lei sapeva e non ha fatto nulla. Se prima di ieri potevamo pensare che lei era inadeguata, ora la tesi è più grave; quello che è avvenuto sabato è stato volutamente permesso e questo ci porta agli anni più bui della storia italiana, siamo tornati agli anni della strategia della tensione. Noi siamo distanti da Forza Nuova, anche perchè le scelte di queste organizzazioni sono proficue per la sinistra, e proficue per un governo che fa finta di non vedere, il che è funzionale a voi. Questa è una vergogna, la cosa che somiglia ad un regime siete voi”.
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Salvini a Draghi “Centrodestra propone pacificazione nazionale”
ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto un incontro a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi e il segretario della Lega Matteo Salvini.
“Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato a Palazzo Chigi il segretario della Lega, Matteo Salvini, per discutere dei provvedimenti economici di prossima emanazione, con particolare riferimento alla Legge di Bilancio e al decreto fiscale”, si legge in una nota di Palazzo Chigi.
Un’ora di colloquio tra il presidente del Consiglio e il leader del Carroccio: hanno parlato di attualità e dei prossimi provvedimenti economici. Tra le altre cose, Draghi e Salvini hanno confermato l’intenzione di non aumentare le tasse. Il leader della Lega – fa sapere il Carroccio – ha sottolineato l’esigenza di ritrovare al più presto un clima di unità e concordia nel Paese, a partire dalle forze politiche. Salvini, secondo quanto riferiscono fonti della Lega – ha formulato a Draghi una proposta di “pacificazione nazionale” a nome di tutto il centrodestra.
“Mi vergogno per l’infimo livello a cui una categoria, alla quale appartengo, i giornalisti, è arrivata. Quindici giorni a studiare e guardare nelle camera da letto, e poi niente, 15 giorni a studiare gli archivi, e poi chiederò a Draghi di guidare un percorso di pacificazione nazionale, sono molto preoccupato che qualcuno porti in Italia solo un’idea di passato, tirando fuori gli scheletri dall’armadio, di alcuni ministri non ho stima e fiducia, per questo ne parlerò con il manager, con il presidente”, aveva detto Salvini, nel corso della conferenza stampa con il candidato sindaco di Roma, Enrico Michetti, e gli altri leader del centrodestra.
“Sono sereno e determinato, il tempo è galantuomo – aveva aggiunto – quello che mi preoccupa in Italia è chi alimenta lo scontro tra fascismo e comunismo”.
“Sono preoccupato, ho chiesto un incontro al presidente Draghi, prevenire è meglio che curare, avanti così questo paese non va lontano, il combinato disposto tra il green pass obbligatori e l’ordine pubblico in vista del G20, mi preoccupa, noi ospitiamo i grandi del mondo, e con quale biglietto da visita ci presentiamo? Non possiamo fallire, se non siamo riusciti a fermare l’assalto alla Cgil”, ha sottolineato. “Alitalia, Ilva, riforma del catasto e qua stiamo a parlare di fascismo”, ha aggiunto Salvini.
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Ricciardi “Logorante fare tamponi continui, aumenteranno i vaccini”
MILANO (ITALPRESS) – L’applicazione del green pass spingerà chi ancora esita a vaccinarsi. Ne è convinto Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, ordinario di Igiene e Medicina preventiva alla Cattolica ed ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che al “Corriere della Sera” dice: “E’ quel che mi aspetto. Magari non ci sarà un nuovo boom di prime dosi, ma una crescita lenta e continua. Le persone si renderanno conto che sottoporsi continuamente ai tamponi è logorante, anche fisicamente. Lo hanno constatato quest’estate gli stessi calciatori degli europei. Se si vuole lavorare, viaggiare, andare al teatro o al cinema la soluzione migliore è vaccinarsi. E’ una delle somministrazioni più sicure della storia della medicina e i fatti lo dimostrano. Chiunque non sia contrario per motivi ideologici finirà per capire”. Ricciardi è convinto anche che “Ci siano dei margini di crescita che vedremo gradualmente realizzarsi nelle prossime settimane” per quanto riguarda l’aumento dei vaccinati almeno con la prima dose.
“Pian piano tante persone capiranno che questa è una pandemia destinata a durare ancora mesi a livello internazionale, se non anni. Si capirà che non è questo il momento di concedersi un calo di attenzione e che non si può resistere semplicemente facendosi un tampone ogni due giorni”. Il consigliere del ministro Speranza crede che la fine della pandemia sia ancora lontana. “Le esperienze del passato ci dicono che le pandemie sono fenomeni lunghi e proporzionali alla volontà di lottare per contrastarli. Se una parte della popolazione non consente di ridurre il virus ai minimi termini, questo rischia di rivelarsi un percorso ancora lungo”. Dunque l’obbligo di green pass potrebbe essere esteso al 2022. “Lo deciderà il governo. Come medico posso dire che il contrasto alla pandemia richiede una grande persistenza delle strategie che si sono dimostrate efficaci. Non è il momento di abbassare la guardia o di parlare di situazione post-pandemica: non ci siamo ancora”.
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Draghi “Sullo scioglimento di Forza Nuova stiamo riflettendo”
ROMA (ITALPRESS) – “La questione è all’attenzione nostra e dei magistrati che stanno continuando le indagini e formalizzando le loro conclusioni. Noi stiamo riflettendo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine della riunione straordinaria dei leader del G20 sull’Afghanistan, rispondendo a una domanda dei giornalisti sullo scioglimento di Forza Nuova.
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Green pass nella P.A., firmato il dpcm sulle linee guida
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, su proposta del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, e del Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha adottato con un dpcm le linee guida relative all’obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde COVID-19 da parte del personale delle pubbliche amministrazioni, a partire dal prossimo 15 ottobre.
Oltre ai lavoratori dipendenti della singola amministrazione, sono soggetti all’obbligo i dipendenti delle imprese che hanno in appalto i servizi di pulizia, di ristorazione, di manutenzione, di rifornimento dei distributori automatici, i consulenti e collaboratori e i prestatori o frequentatori di corsi di formazione, come pure i corrieri che recapitano all’interno degli uffici posta d’ufficio o privata.
Sono esclusi soltanto gli utenti.
I soggetti in attesa di rilascio di valida certificazione verde potranno utilizzare i documenti rilasciati dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.
I soggetti sprovvisti di certificazione verde dovranno essere allontanati dal posto di lavoro. Ciascun giorno di mancato servizio, fino alla esibizione della certificazione verde, è considerato assenza ingiustificata, includendo nel periodo di assenza anche le eventuali giornate festive o non lavorative. In nessun caso l’assenza della certificazione verde comporta il licenziamento.
Il soggetto preposto al controllo è il datore di lavoro, che può delegare questa funzione con atto scritto a specifico personale, preferibilmente con qualifica dirigenziale.
Le linee guida lasciano libero il datore di lavoro di stabilire le modalità attuative. Il controllo potrà avvenire all’accesso, evitando ritardi e code durante le procedure di ingresso, o successivamente, a tappeto o su un campione quotidianamente non inferiore al 20% del personale in servizio, assicurando la rotazione e quindi il controllo di tutto il personale.
Per le verifiche, sarà possibile usare l’applicazione gratuita Verifica C-19. Inoltre, saranno fornite alle amministrazioni applicazioni e piattaforme volte a facilitare il controllo automatizzato, sul modello di quanto avvenuto per scuole e università.
Ogni amministrazione, anche al fine di non concentrare un numero eccessivo di personale sulle mansioni di verifica della certificazione verde, dovrà provvedere ad ampliare le fasce di ingresso e di uscita dalle sedi di lavoro del personale alle proprie dipendenze.
Sarà quindi consentito il raggiungimento delle sedi di lavoro stesse e l’inizio dell’attività lavorativa in un più ampio arco temporale.
(ITALPRESS).









