“Ci sono e continuano ad esserci i contributi, da parte degli enti locali, per l’attuazione del federalismo fiscale, il federalismo fiscale non c’è ancora stato, non è ancora stato messo in campo”. Lo ha detto Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, nel corso dell’audizione in commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale. “Anche sulla valorizzazione dell’autonomia, si è partiti principalmente da territori che guardavano al nord del paese, oggi ritengo sia fondamentale, anche per le regioni del sud Italia” ha aggiunto “anzi proprio la pandemia e il rapporto con lo Stato centrale durante la pandemia, penso che abbiano fatto capire con chiarezza che valorizzare l’autonomia stessa di tutte le regioni d’Italia possa portare migliori risposte ai cittadini e ad un migliore coordinamento degli enti della Repubblica nelle stesse risposte da dare”. Il presidente Fedriga ha ricordato che “ molte regioni del Mezzogiorno hanno dimostrato la capacità amministrativa e di governo del territorio che può rappresentare un valore aggiunto per il nostro paese. Evidenzio che appare necessario coordinare l’attuazione del federalismo fiscale” ha concluso “con il nuovo sistema fiscale che si sta delineando”.
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Regioni, Fedriga “Valorizzare autonomia da Nord a Sud”
Recovery, Draghi “Reprimere le infiltrazioni criminali”
ROMA (ITALPRESS) – “L’arrivo dei fondi del Next Generation Eu è una grande sfida per tutti i Paesi europei, in particolare per l’Italia. La credibilità delle nostre istituzioni e il futuro della nostra economia dipendono dalla capacità di spendere bene e con onestà i fondi”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in un messaggio inviato al Law Enforcement Forum, promosso a Roma dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed Europol.
“L’Italia è determinata a prevenire e reprimere qualsiasi tentativo di frodi e infiltrazioni criminali, a tutela dei cittadini, delle imprese e dell’Ue”, prosegue il premier.
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Fedriga “Sì al green pass, ma basta lockdown”
“L’utilità del green pass va ribadita. Ed è tanto più importante perché è lo strumento che ci consente di tenere aperto quello che un anno fa veniva chiuso”. Così sul green pass, Massimiliano Fedriga, governatore leghista del Friuli-Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni che nell’intervista pubblicata sul Corriere della Sera aggiunge: “Il certificato ci permette di non avere più lockdown. Significa poter garantire a chi ha attività economiche che non chiuderà e a chi vuole investire che potrà farlo senza problemi”. Insomma, c’è un rilancio, una sorta di scambio. “No, è solo una questione di coerenza. Dobbiamo mandare un messaggio chiaro al Paese, assicurare la certezza che il rispetto delle prescrizioni comporta il beneficio di riacquistare piena libertà” dice Fedriga. “È una misura per rendere più sicura la salute dei cittadini. Dobbiamo lavorare su questo. Spero, anzi, che si faccia di più per combattere tutte le fake news che circolano sui vaccini e che condizionano una fetta di cittadini che più che contrari sono in preda a dubbi e paure”.
Paura che “non va condannata, ma capita e smentita con argomentazioni solide. Nessuno dice che il vaccino anti Covid garantisce una copertura al 100 per cento, ma questo non è mai avvenuto con nessun vaccino. Qui si tratta di ridurre il danno al minimo”. Come Lega la questione “sì green pass uguale no lockdown” l’ha già posta in modo formale al governo a luglio. “Abbiamo detto che nelle zone rosse e arancioni le attività non vanno chiuse. E anzi, va concessa la possibilità di aprire a chi, le discoteche, finora non ha potuto farlo”. Qual è stata la risposta? “C’è nel secondo decreto sul green pass, laddove si è prevista per ottobre una verifica della situazione”. Tornando alle fake news e ai messaggi contraddittori. La Lega ha dato il suo contributo con le uscite di diversi esponenti. Basta fare i nomi di Claudio Borghi e Francesca Donato. “Il caos è stato generalizzato. Molti hanno assunto posizioni altalenanti. Io penso si debba usare di più la ragione anziché alimentare la confusione”. Quindi su Salvini, dice: “Salvini, come me del resto, non ha utilizzato la pandemia per andare a caccia di voti. Ha cercato un equilibrio, sforzandosi di ascoltare anche le posizioni di chi non è convinto dei vaccini. Ora bisogna evitare guerre per bande. Chi ha compiti di responsabilità deve aiutare il Paese a rialzarsi. Il tentativo di Salvini è stato quello di non condannare nessuno”.
Quindi Fedriga conferma che la la posizione vera della Lega è: “quella che è stata indicata nel documento firmato congiuntamente dai governatori e dal segretario”. Sugli inviti alla Lega del segretario Pd Letta ad uscire dal governo, risponde: “Per me, invece, deve starci e bene ha fatto ad entrarci. È stata una scelta difficile ma di grande responsabilità. Il primo partito non poteva non assumersela. E noi siamo lì per dare risposte”. “La maggioranza è eterogenea e sostiene un governo d’emergenza. È normale che il dibattito tra le forze politiche sia acceso”. Sulla pissibilità che nelle grandi città il centrodestra rischi un altro 5-0 con le divisioni che sono emerse, il Presidente del Friuli Venezia Giulia risponde: “Sono più ottimista. Nella mia Regione, anche grazie al grande lavoro che stiamo facendo con il mio vice Riccardo Riccardi, ci sono buone possibilità che escano delle sorprese. Detto questo, il centrodestra è comunque presente compatto ovunque, mentre non mi pare che Pd e M5S siano sempre insieme”.
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Vaccino, Figliuolo “Il piano per la terza dose è pronto”
“La macchina organizzativa è pronta, dopo i ‘fragili’ procederemo con le altre categorie, e poi andremo avanti per chi ha più di 80 anni, gli ospiti delle Rsa e i sanitari in modo da meglio preservare chi più ne ha bisogno”. Così sul Corriere della Sera il generale Francesco Paolo Figliuolo conferma che il piano per la terza dose è ormai nella fase operativa “Arriveremo all’82% di persone completamente vaccinate e una percentuale superiore di prime dosi”. Per chi vive “situazioni di alto rischio, come i malati oncologici, chi ha subito un trapianto oppure è ancora in attesa, i dializzati e tutti coloro che sono immunocompromessi, siamo già partiti e procederemo in modo spedito”. E gli altri? Si riparte con la stessa sequenza già utilizzata nella prima fase della campagna? “Gli scienziati ci daranno indicazioni su come procedere. Ma è prevedibile che si seguirà uno schema identico a quello che ci ha consentito di preservare al meglio chi più ne ha bisogno” dice il
commissario per l’emergenza Covid. “Sono gli scienziati a dover fare ulteriori riflessioni, anche sulla base dei dati che si stanno raccogliendo sul campo. Attendiamo il via libera, la macchina organizzativa è pronta”.
“A quelli che sono un po’ diffidenti, che attendono ancora. A loro suggerisco di informarsi chiedendo al proprio medico, ai sanitari che operano nelle corsie degli ospedali, a chi ha visto o patito la sofferenza del Covid. A loro dico che abbiamo avuto oltre 130 mila morti e abbiamo ancora adesso moltissime persone che ancora portano i segni del long Covid. Informatevi e poi fate una scelta che sia libera, nessuno vuole obbligarvi. Però io dico che dobbiamo mettere in salvo chi è intorno a noi e i nostri giovani, che sono corsi in massa nei centri vaccinali, ci hanno dato una grande lezione” dice Figliuolo rivolgendosi agli indecisi. Quindi sulla possibilità di arrivare fino al 90% dei vaccinati, conclude: “Dove arriveremo dipende dalla buona volontà di tutti. Il vaccino ha dimostrato di essere valido anche per la variante Delta. Io dico che più siamo vaccinati, più possiamo continuare a vivere la vita sociale. E soprattutto consentire ai giovani di continuare ad andare in classe”.
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Conte “Mia candidatura a premier non è all’ordine del giorno”
ROMA (ITALPRESS) – “Non è all’ordine del giorno la mia candidatura a premier, nè la candidatura di nessun altro a premier. Abbiamo un Governo, dobbiamo lavorare responsabilmente per affrontare al meglio questa fase della vita politica economica e istituzionale del Paese. Abbiamo un premier che si chiama Mario Draghi, lo sosteniamo e diamo un contributo come M5S molto incisivo, con grande senso di responsabilità molto leale, perchè ovviamente il Governo possa adottare le migliori misure nell’interesse dei cittadini”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, a San Nicando Garganico in provincia di Foggia, per un incontro elettorale. “Se ne parlerà a febbraio”, ha detto a chi gli chiedeva un nome per il post Mattarella al Quirinale. “Siamo ancora invece in un periodo in cui dobbiamo concentrarci sulle tante misure abbiamo le pensioni, gli ammortizzatori sociali, il fisco e la concorrenza. Abbiamo tantissime misure, tutte le forze politiche devono mantenere massima concentrazione perchè queste misure che ci attendono queste riforme sono fondamentali”, ha aggiunto.
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Governo, Orlando “Se la Lega esce non mi strappo i capelli”
ROMA (ITALPRESS) – «Credo che il lavoro impostato vada portato avanti e che i colleghi della Lega abbiano dato il loro contributo. Ma è chiaro che la convivenza, dal punto di vista politico, è imbarazzante. E, se la Lega decidesse di muoversi diversamente, non mi metterei a piangere e non mi strapperei i capelli». Lo dichiara il ministro del lavoro Andrea Orlando
intervistato dal direttore de La Stampa Massimo Giannini.
Sulle pensioni e quota 100 dice: «Il tavolo è aperto e presto mi vedrò con il ministro Franco. Quota 100 ha fatto parti uguali per situazioni diverse, ha consentito di andare in pensione a lavoratori in condizioni molto differenti, per l’80% si tratta di uomini. In futuro bisogna tenere conto del tipo di mansione svolta, alcune sono più usuranti di altre, ed evitare la discriminazione di genere» Sul reddito di cittadinanza?
«Discutiamo su che cosa non ha funzionato e, soprattutto, distinguiamo il reddito dalle politiche attive. Ma diciamo no alle crociate contro i poveri imbastite in queste settimane, la povertà non è una colpa».
Il Green Pass per entrare nei luoghi di lavoro è uno strumento solido e «ci sono tutti i presupposti giuridici perchè venga utilizzato». Andrea Orlando non teme un’ondata di ricorsi contro il provvedimento appena varato dal governo: «Capisco la preoccupazione di chi non è vaccinato – dice il ministro del Lavoro – ma credo sia giusto considerare anche la preoccupazione di chi è vaccinato e vuole andare in ufficio con tranquillità».
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Letta “Il Green Pass può evitare l’obbligo di vaccinazione”
ROMA (ITALPRESS) – Il Green Pass “è la scelta giusta, al momento giusto e col metodo giusto. Nei tanti incontri elettorali con le categorie economiche e i sindacati ho riscontrato solo giudizi positivi. Per le categorie economiche è la fine dell’incubo della non chiarezza. A opporsi è una parte minoritaria, che rispetto, ma il metodo è giusto. Draghi ha fatto molto bene a non precipitare le cose, con un lavoro di convincimento graduale».
E’ il pensiero del segretario del Pd Enrico Letta, intervistato dal Corriere della Sera.
“L’estensione del green pass, se bene attuata, può evitare l’obbligo. Dipenderà tutto dalla serietà degli italiani, dal modo in cui si applicherà il certificato e da come si muoverà il virus nelle prossime settimane». Franceschini spinge per la capienza dei luoghi della cultura, ma Draghi e Speranza frenano.
«Sono molto favorevole a una particolare attenzione al comparto della cultura. Ci sono stati appelli molto importanti e dobbiamo prenderli in considerazione seriamente».
Letta si sofferma sul Pd e sulle prossime amministrative:
“Io parlo di un percorso che vale per il prossimo anno, non dei sondaggi di oggi. C’è domanda di solidarietà e coesione sociale, c’è bisogno di tenersi per mano. E’ quel che è successo anche negli Usa, dove le persone hanno scelto Biden e non Trump».
Se il Pd non vince sarà un terremoto? Stiamo facendo il massimo per un voto che è amministrativo: ha una dimensione civica, per cui non bisogna tirare conseguenze politiche di nessun tipo».
«Vedo nel mio partito una unità sostanziale, reale, che ci sta aiutando molto. Continueremo a lavorare con questo spirito perchè aiuta il governo, mentre gli altri sono molto divisi».
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SONDAGGIO EUROMEDIA PER ITALPRESS. Giorgetti, Franceschini e Cartabia i ministri di cui gli italiani si fidano di più
ROMA (ITALPRESS) – Tra i ministri del governo Draghi, gli italiani si fidano di più di Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini e Marta Cartabia. Per notorietà, invece, al primo posto c’è Luigi Di Maio. E’ quanto emerge da un sondaggio di Euromedia Research per Italpress, che ha analizzato la fiducia degli italiani negli esponenti dell’Esecutivo.
Secondo il “borsino dei ministri” – realizzato il 14 settembre su un campione di 800 persone dall’istituto di ricerca guidato da Alessandra Ghisleri – Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo Economico, raggiunge quota 41,3% di fiducia sul totale della popolazione, con un incremento del 4,2 rispetto alla rilevazione di luglio. Sul podio anche Dario Franceschini, ministro della Cultura, che si attesta al 40,8% ma registra un calo dell’1,2 rispetto al mese di luglio. Terza Marta Cartabia, ministro della Giustizia, che raggiunge il 36,8% (-0,2). Seguono Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione, al 36,5 (+2,2); Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale, al 35% (+0,5) e Roberto Speranza, ministro della Salute, al 34,4 (+4,9).
La maggiore flessione è stata registrata dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che rispetto alla scorsa rilevazione subisce un calo di 5,3 punti, raggiungendo il 29,4%. Resta comunque in undicesima posizione. In fondo alla classifica, invece, troviamo la ministra per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone al 18,1% (-1,3), preceduta da Federico D’Incà, che si occupa dei Rapporti con il Parlamento e si attesta al 19,5% (+1,3), e da Maria Cristina Messa, titolare dell’Università e della Ricerca, che raggiunge il 22,6 (+1,5).
Sempre per quanto riguarda la fiducia, registrano un calo i ministri Vittorio Colao (33%; -1,5), Stefano Patuanelli (28,4%; -1,5), Enrico Giovannini (26,7%; -1,0) e Mariastella Gelmini (26,6%; -0,6).
La maggiore crescita è per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che, nel mese del ritorno tra i banchi di scuola, raggiunge il 28,1% con un incremento del 5,9% rispetto a luglio.
Sul piano della notorietà, invece, al primo posto c’è il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che raggiunge quota 95,7% (fiducia al 26,4). Tra gli esponenti di governo più famosi, nella rilevazione del 14 settembre, ci sono Roberto Speranza alla Salute (95,3), Renato Brunetta alla Pubblica amministrazione (94,7), Mariastella Gelmini agli Affari regionali (94) e Dario Franceschini alla Cultura (92,2). Il fondo alla classifica della notorietà, poi, c’è Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento, con il 61,1%. Tra i ministri meno conosciuti: Maria Cristina Messa (62,5), Fabiana Dadone (63,5) ed Erika Stefani (63,8).
Soggetto realizzatore: Euromedia Research
Committente / Acquirente Osservatorio Politico Euromedia
Research
Data di realizzazione del sondaggio : 14/09/2021
Estensione territoriale: Nazionale (totale Italia)
Campione: CAMPIONE PRESTRATIFICATO
Tecnica di somministrazione delle interviste: CATI/CAMI/CAWI
Consistenza numerica del campione: 800 casi
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