ROMA (ITALPRESS) – “Nell’accordo di Parigi, ci siamo impegnati a limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. La maggior parte dei nostri Paesi ha rinnovato questo impegno nei recenti incontri del G20. Tuttavia, dobbiamo essere onesti con noi stessi e con i nostri cittadini: non manteniamo questa promessa”. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi, intervenuto con un videomessaggio al Major Economies Forum on Energy and Climate, promosso dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. “Con le politiche attuali, raggiungeremo quasi 3 gradi di riscaldamento globale entro la fine del secolo – ha spiegato Draghi -. Le conseguenze di un tale aumento delle temperature globali sarebbero catastrofiche. Gli effetti del cambiamento climatico sono già molto evidenti. Negli ultimi 50 anni, il numero di disastri legati al clima è quintuplicato. La grave carenza d’acqua e la siccità sono diventate sempre più comuni e stanno colpendo in modo sproporzionato alcune delle zone più povere del mondo, ad esempio in Africa. Non possiamo semplicemente fare affidamento sugli altri: tutti dobbiamo fare la nostra parte”. Draghi ha poi ricordato come “nell’Unione Europea ci siamo posti obiettivi ambiziosi per ridurre le emissioni e raggiungere la neutralità climatica. Dobbiamo onorare i nostri impegni sul clima e, in alcuni casi, essere pronti a prenderne di più audaci. Dobbiamo raggiungere una comprensione condivisa della necessità di ridurre significativamente tutte le emissioni di gas serra, compreso il metano, nel prossimo decennio”.
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Clima, Draghi “Non stiamo mantenendo gli impegni”
Nato, 70 anni in Italia, Mattarella “Pietra angolare per la sicurezza”
NAPOLI (ITALPRESS) – “Libertà, coesione sociale, condivisione della sicurezza collettiva, rispetto tra le diverse culture”. Sono i capisaldi sottolineati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante il suo intervento alla cerimonia per il 70mo anniversario della presenza Nato in Italia a Napoli.
Il capo dello Stato ha continuato puntualizzando l’importanza del “rafforzamento del patto transatlantico per affrontare le sfide future che aspettano l’Europa”, ha sottolineato quanto sia importante la capacità dell’Alleanza di “evolvere e guardare ai cambiamenti internazionali che ci aspettano” e di come per l’Italia questa rappresenti una “pietra angolare per la sicurezza, uno tra i principi base per uno Stato di diritto”.
Mattarella ha fatto poi riferimento alla crisi in Afghanistan su cui il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha confermato, sul tema, il prossimo G20. Mattarella, nella conclusione del suo intervento, ha poi sottolineato l’impegno italiano, presente e futuro, nelle missioni Nato.
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Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori, via libera del Consiglio dei Ministri
Obbligo di Green Pass per i lavoratori del settore pubblico e privato dal 15 ottobre, sospensione per i lavoratori ma conservazione del posto di lavoro, sanzioni per chi eluderà la norma ma anche per i datori di lavoro che non effettueranno i controlli, tamponi gratis solo per chi non potrà effettuare la vaccinazione. E’ quanto ha stabilito oggi il Consiglio dei ministri. Il via libera è arrivato dopo l’incontro di ieri con sindacati e dopo la cabina di regia e l’incontro con Regioni, Anci e Upi. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, tira dritto sull’estensione del certificato verde nonostante le frizioni all’interno della propria maggioranza, l’obiettivo è quello di indurre alla vaccinazione il più alto numero possibile di cittadini entro poche settimane. “Questo decreto è per continuare ad aprire”, ha detto Draghi durante il Cdm. Mentre iniziano le somministrazioni delle terze dosi per le categorie fragili, infatti, sono ancora 10 milioni gli over 12 che non si sono ancora immunizzati, ma si cerca di convincere soprattutto i 3 milioni di over 50 senza vaccino. Il decreto, che ha ottenuto il via libera dal Cdm all’unanimità, estende l’obbligo di green pass in tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati, ma anche a partite Iva e lavoratori che offrono servizi occasionalmente. Obbligo del certificato anche per chi opera nelle associazioni di volontariato, per i parlamentari e i componenti di tutti gli organi amministrativi ed eletti. La norma per i lavoratori della P.A. è valida a partire dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, data di cessazione dello stato di emergenza e si estende a tutti i soggetti che svolgono la propria attività lavorativa o formativa presso le amministrazioni, anche sulla base di contratti esterni. Stesse regole anche per i dipendenti privati. I lavoratori sprovvisti di green pass saranno sospesi dall’attività, dopo 5 giorni di assenza ingiustificata, ma avranno diritto alla conservazione del posto di lavoro e durante la sospensione non sarà dovuta la retribuzione. La sospensione sarà efficace fino alla presentazione della certificazione verde e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021. Per chi viola il divieto di entrare in azienda o fabbrica senza green pass possibili multe da 600 a 1.500 euro. I tamponi saranno gratis solo per chi potrà essere sottoposto al vaccino sulla base di idonea certificazione medica, mentre per tutti gli altri ci saranno prezzi calmierati, 8 euro per gli under 18 e 15 euro per gli altri, fino al 31 dicembre. Quindi sì alle sanzioni ma non si arriverà mai al licenziamento come chiarirà nel tardo pomeriggio il ministro del Lavoro Andrea Orlando in conferenza stampa. “Non ci può essere come sanzione il licenziamento, ci sarà la sospensione e finita la stagione ognuno riprenderà il proprio posto di lavoro”. Nel corso della conferenza stampa, oltre ad Orlando sono intervenuti pure i ministri Brunetta, Gelmini e Speranza. Tutti uniti nel difendere la bontà del provvedimento.
“Con questo decreto vogliamo portare avanti una strategia universalistica, andiamo a toccare tutto il mondo del lavoro: 23 milioni di lavoratori, tutto il capitale umano del Paese, che in gran parte è già vaccinato” spiegherà Renato Brunetta che sottolinea come il certificato verde “ci pone all’avanguardia nel mondo”. Il ministro rivendica il chiaro obiettivo del governo: “Vogliamo accelerare la dinamica fisiologica delle vaccinazioni”. “Abbiamo deciso l’estensione dell’uso del green pass a tutti i posti di lavoro per due ragioni fondamentali: la prima è rendere questi luoghi più sicuri, il secondo rendere ancora più forte la campagna di vaccinazione” chiarisce Roberto Speranza. Il ministro della Salute, dopo avere smentito attriti con il collega Dario Franceschini in merito alle scelte sul settore dell’intrattenimento, fornisce una precisazione sui test: “Il decreto prevede che i tamponi saranno gratuiti solo per le persone esenti. Siamo convinti che questo decreto possa dare un’ulteriore spinta alla ripartenza”. Mentre sulla cosiddetta vigenza dei tamponi molecolari Speranza specifica che “verrà estesa a 72 ore”. Un provvedimento che avrebbe trovato la totale adesione dell’esecutivo, come puntualizza la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini: “Questo provvedimento ha un ampio consenso, è stato votato all’unanimità in Consiglio dei ministri. Come sta accedendo da mesi il presidente Draghi riesce a fare sintesi delle diverse sensibilità. Un provvedimento che ha il consenso di tutti i partiti”.
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Green Pass, Bombardieri “Costi non possono ricadere sui lavoratori”
“In tutto il mondo la sicurezza sul posto del lavoro è a carico del datore di lavoro e comunque non ricade sui lavoratori. Se questa del green pass obbligatorio è una misura utile, ci sembra giusto però che i lavoratori non paghino”. Queste le parole del segretario generale UIL, Pierpaolo Bombardieri, ad Agorà su Rai Tre sul tema del green pass obbligatorio dal 15 ottobre sul posto di lavoro: “Sarebbe interessante sapere il costo azienda di un tampone veloce. Credo sia sui 30 centesimi, poi noi lo paghiamo 22 euro. Il costo di un molecolare è di 10 euro, noi poi lo paghiamo 80 euro. Il Governo fa la voce grossa coi deboli e miagola con Big Pharma e i grandi portatori di interesse”. Bombardieri ha ricordato come le aziende abbiano avuto aiuti e sgravi sul tema della sicurezza anti-Covid sul lavoro: “Molte aziende quando si è tornati dalle ferie hanno pagato tamponi a dipendenti o per scelta o per accordo sindacale. In questi mesi sono stati dati alle aziende 170 miliardi di aiuti senza nessuna condizionalità. Molti dei costi sostenuti dalle aziende per la sicurezza – ha concluso – poi sono stati recuperati con gli sgravi”.
“Abbiamo detto che saremmo d’accordo con l’obbligo vaccinale. Se il Governo ci dice che abbiamo quattro settimane di tempo perché poi le temperature cambiano, mi chiedo allora perché non l’obbligo. Mi pare chiaro che la difficoltà di tenere in piedi la coalizione governativa ha fatto sì che venisse scaricata sul lavoro l’incapacità di prendere una decisione” ha aggiunto. “Siamo per l’obbligo, ma la politica deve sciogliere il nodo. Siccome non sono in grado di scioglierlo vivono in questa contraddizione tra quel che succede in Governo e tra una coalizione che non riesce a stare in piedi”.
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Governo, Salvini “Subito la rottamazione delle cartelle”
“E’ nei fatti. Sono l’unico politico che viene processato per quello che ha fatto da ministro, non per aver rubato, ma semplicemente per aver fatto il suo lavoro al governo. Un processo politico. Senza dimenticare numerose inchieste totalmente prive di fondamento come sulla Russia e su soldi in giro per il mondo. Zero, niente. Poi ricordo decine di servizi giornalistici della Rai e non solo finiti nel nulla. In più minacce quotidiane e continue. Detto questo, come diceva Vasco, siamo ancora qua. Anzi, questi attacchi mi danno ancora più convinzione e più energia. Siamo al governo, restiamo al governo e ci torneremo presto con una coalizione, quella del Centrodestra, più omogenea e soprattutto senza Letta e Conte che ogni giorno si inventano una tassa e uno sbarco”. Così Matteo Salvini, leader della Lega in una intervista ad “Affariitaliani.it”- “La Lega è l’unico granello di sabbia che i poteri forti temono. Lo dimostra il caso Mps, tranne Affaritaliani.it e pochi altri quasi nessuno parla del voto nel collegio di Siena con Enrico Letta candidato e con il tentativo di svendere la storica banca senese a Unicredit licenziando 6-7 mila lavoratori. E’ evidente che la Lega è scomoda al sistema”.
“La mia posizione è nota a tutti. E con tutti i problemi che ci sono, compresi i confini colabrodo non lascio il Paese a Pd e M5S. La Lega è un argine e al governo resta. Poi certo che mi aspetto un cambio di passo su molti altre temi, come ad esempio le cartelle esattoriali. Sono quattro mesi che sto aspettando la rottamazione, è ora di decidere e andare avanti” conclude Salvini.
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Bombardieri “Se c’è emergenza rendere il vaccino obbligatorio”
“Da quello che il governo ci ha detto sarà necessario avere il Green pass per andare al lavoro -ha affermato Bombardieri-. Noi abbiamo chiesto di dare la possibilità di fare il tampone gratuitamente. Noi abbiamo sempre detto che il vaccino è lo strumento per combattere la pandemia e abbiamo detto anche che siamo favorevoli al Green pass nei luoghi di assembramento come concerti e grandi eventi. Non capiamo perché, se c’è un’emergenza sanitaria, non venga messo un obbligo vaccinale”. Così Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus. “Il governo dice che è più difficile da controllare e per questo preferisce che si arrivi al vaccino attraverso al green pass, perché non possono verificare che uno sia vaccinato per strada, ma possono farlo nei luoghi di lavoro. Abbiamo quindi chiesto i tamponi gratuiti perché se esiste un tema riguardo alla sicurezza sul lavoro pensiamo che i lavoratori non debbano pagare. Soprattutto perché questo apre una serie di contenziosi sui quali non mi pare vi sia una risposta chiara. Noi chiediamo che chi non fa il tampone non può essere licenziato. Se c’è una situazione di emergenza sanitaria si deve decidere che alcune categorie devono vaccinarsi”. “Se c’è una situazione di emergenza siamo tutti uguali, anche i politici, quindi chi sta all’interno del Parlamento deve avere il green pass. Noi abbiamo chiesto questo, qualcuno mi ha dato del populista ma non mi interessa. Siccome la politica non riesce a sciogliere i nodi di una coalizione così ampia scarica sul lavoro, sui sindacati, sui datori di lavoro, le responsabilità. Pensate ad un’azienda di 1500 persone, la mattina chi controlla chi ha fatto il tampone? Il costo dei tamponi dicono sia calmierato, ma io che per andare da Draghi ho dovuto fare il tampone ho speso 22 euro. Io sono vaccinato, ma mi hanno imposto di fare il tampone sia per incontrare Draghi sia per l’incontro con i ministri al G20. Se c’è questa necessità di fare il tampone forse è il caso di renderlo più accessibile. Sui trasporti c’è una grande contraddizione. Se prendo un Intercity da Roma a Napoli devo avere il green pass, se prendo un treno interregionale invece no. Queste incongruenze devono essere risolte”. Quindi sui lavoratori della Pubblica Amministrazione, aggiunge: “Noi abbiamo sfidato il governo dicendo di far rientrare tutto il personale della PA sul posto del lavoro affrontando però i temi della sicurezza. Lo smart working è una grande opportunità che purtroppo è stata non utilizzata dal precedente ministro che ha deciso di fissare una percentuale anziché ragionare sui servizi. In questo caso lo smart working potrebbe essere utilizzato per chi non vuole fare il vaccino”.
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Green Pass, Toti “La libertà è evitare il lockdown”
“Vedremo cosa faranno gli esponenti della Lega in Consiglio dei ministri. Questo è quello che conta. Se le esternazioni di Salvini fossero il risultato di un calcolo politico, sarebbero a mio avviso un calcolo sbagliato. Gli italiani, lo confermano anche i sondaggi, vorrebbero l’obbligo vaccinale, figuriamoci se non sono favorevoli a un uso più largo del green pass. La priorità, in questo momento, è la sicurezza che passa dalla sicurezza nei luoghi di lavoro e ovunque sia possibile”. Così Giovanni Toti, presidente della Liguria e leader della formazione di centrodestra Coraggio Italia in una intervista pubblicata dal Corriere.it che considera “una minoranza” quelli che temono il vaccino e sentono l’estensione del green pass come una compressione della propria libertà. “Certamente rumorosa, ma sempre una minoranza. Gruppi antisistema, espressione di una cultura antimodernista e complottista che non riconosce le istituzioni di base: dall’Aifa all’Istituto superiore di sanità. Che ritiene lo Stato imbrogli i cittadini. Una formazione politica che vuole candidarsi a guidare il Paese, può essere interlocutrice benevola di questa minoranza?”. “Che in vista delle scadenze elettorali si inneschi una competizione tra partiti vicini, è fisiologico ed è comprensibile. Ma dubito che competere sull’estensione del green pass sia una tattica vincente sotto il profilo del consenso. E in ogni caso Lega e Fratelli d’Italia sono l’architrave di un centrodestra che si candida a governare il Paese dopo Draghi” dice il Presidente della Liguria sulle posizioni di Salvini, in competizione con Fratelli d’Italia, che ha un bacino elettorale simile a quello della Lega, ma all’opposizione del governo Draghi. “Le rispettive classi dirigenti devono dimostrare di averla una cultura di governo, non possono farsi determinare dagli umori dei social. Va detto che sul green pass si sono create posizioni trasversali non solo nella Lega, ma anche in altre culture politiche: Cacciari è contrario in nome di un principio di libertà”. Quindi alle obiezioni di Cacciari sullìobbligo del green pass, risponde: “L’idea che si difenda la libertà non estendendo l’obbligo di green pass è frutto di un grande equivoco: l’alternativa non è tra l’obbligo di esibirlo o la libera circolazione, ma tra l’obbligo di esibirlo e un nuovo lockdown con le relative limitazioni. Limitazioni che per alcuni, penso alle attività economiche che hanno patito mesi di chiusure, significa non lavorare e non guadagnare. E per tutti si traduce in una nuova battuta d’arresto per l’economia del Paese, che non ci possiamo permettere. La ripresa ha bisogno di stabilità. Non facciamo le cicale con i dati di oggi per poi pentircene domani. È già capitato”. Sulla richiesta di tamponi gratis da parte del leader del Carroccio, Toti, dice: “I tamponi sono come il termometro: servono perché misurano la febbre. I vaccini sono come l’antipiretico: la curano, cioè, nel caso del Covid, fermano il diffondersi dell’infezione. Non c’è nesso, non facciamo salti logici. Spero il governo estenda il più possibile l’obbligo di green pass, senza contropartite”. Infine su leghisti di razza, come Zaia e Fedriga, che non seguono la linea di Salvini, conclude: “I governatori vedono nelle corsie degli ospedali che effetto ha il virus sui non vaccinati”.
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Ue, Mattarella “Completare i cantieri aperti dell’integrazione”
ROMA (ITALPRESS) – “La pandemia ci ha condizionato fortemente, tra lutti e sofferenze, e ha reso evidente la nostra comune vulnerabilità; paradigma dei tanti problemi globali che nessuno dei nostri Paesi è in condizione di affrontare in solitudine.
Non possiamo, inoltre, ignorare che il mondo – e il nostro vicinato – è attraversato da gravi tensioni. Nelle ultime settimane abbiamo assistito al precipitare della situazione in Afghanistan. Ancor più vicino a noi le crisi non si placano: dalla Siria al Mediterraneo Orientale; dall’irrisolta questione ucraina alla allarmante situazione in Bielorussia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento al XVI incontro dei Capi di Stato del “Gruppo Arraiolos” o “Uniti per l’Europa” che si tiene a Roma. La sintesi dell’intervento è stata diffusa dall’ufficio stampa del Quirinale.
“Tutto ciò ci pone di fronte a scelte che riguardano tanto la dimensione interna quanto quella esterna dell’Unione Europea.
Da un lato è necessario riflettere su quali sono gli interessi condivisi dell’Unione e cosa occorre per tutelarli, per conseguire una effettiva autonomia strategica – ha aggiunto Mattarella -. Dall’altro dobbiamo definire il ruolo che l’Unione deve esercitare nella comunità internazionale: in che modo possiamo essere incisivi nell’affermazione del multilateralismo efficace che da anni indichiamo nella nostra azione esterna; come proiettare, anche al di fuori dei nostri confini, i valori e i principi su cui si fonda l’Europa”.
“Si tratta di costruire il nostro futuro. Next Generation è la strategia – ha sottolineato il capo dello Stato -. Il percorso per realizzarlo è l’autonomia dell’Unione. Per dar vita a questa prospettiva vi sarà bisogno di investimenti considerevoli, sia nel settore industriale sia nella riqualificazione della forza lavoro; investimenti che nessun Paese da solo può porre in campo. Basterebbe la doppia transizione, verde e digitale, per comprendere che si tratta di un’impresa dalla quale scaturirà una Unione alla cui base sarà la sovranità condivisa”.
“Questa è, del resto – a me sembra – l’unica strada per salvare e mantenere le nostre sovranità senza che divengano, se isolate, illusorie. La Conferenza sul futuro dell’Unione rappresenta una grande storica occasione. Non dobbiamo ridurla a uno scialbo momento di ordinaria amministrazione – ha proseguito Mattarella -. Dovremo impegnarci – senza remore e senza temi intoccabili – per completare i tanti “cantieri aperti” della nostra integrazione. L’Unione Economica e Monetaria, l’effettiva capacità fiscale, un vero pilastro sociale. Nessuna costruzione può sopravvivere mantenendo a lungo strutture edificate parzialmente con grandi lacune: queste ultime trascinerebbero nel vuoto anche le parti costruite”.
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