ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, si legge in una nota, ringrazia “le forze armate per le operazioni che stanno permettendo di riportare in Italia i nostri concittadini di base in Afghanistan. L’impegno dell’Italia è proteggere i cittadini afghani che hanno collaborato con la nostra missione. Il Presidente è in continuo contatto con il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. L’Italia è al lavoro con i partner europei per una soluzione della crisi, che tuteli i diritti umani, e in particolare quelli delle donne”.
(ITALPRESS).
Afghanistan, Draghi “Italia al lavoro con Ue per soluzione crisi”
Afghanistan, Letta “La democrazia non si può esportare con la guerra”
ROMA (ITALPRESS) – “Non basta il vertice dei ministri degli Esteri, va convocato subito un Consiglio europeo che cerchi di raddrizzare il possibile. Serve una Ue unita e decisa, ora ogni distinguo è una diserzione. Questa è una guerra persa e bisogna limitarne gli effetti disastrosi». Lo dice il segretario del Pd Enrico Letta, in un’intervista a Repubblica, a proposito della situazione in Afghanistan.
Letta si dice convinto che la democrazia non si esporti con la guerra: “È stato uno degli abbagli successivi alla caduta del muro di Berlino, insieme alla teoria della fine della storia». «La questione dei diritti delle donne negati è centrale – prosegue -. Noi non dobbiamo lasciare nessuno solo davanti al ritorno del Medioevo, è un imperativo morale e politico».
Una guerra “disseminata di tanti, troppi errori, a cominciare dall’unilateralismo con cui è stata aperta e chiusa dagli Stati Uniti. Non si può infatti leggere la vicenda afghana slegandola dalla guerra in Iraq del 2003 e dalla over-reaction americana dopo l’attentato dell’11 settembre».
«Pur con tutti i suoi limiti – aggiunge – l’Occidente è l’unica parte del mondo che spende soldi e vite umane per cercare di migliorare le condizioni di vita anche in altre parti. Ma alla crescista della soceità civile afghana non si è accompagnato il nation building , la costruzione della nazione. Quello che è accaduto a Kabul dimostra che si possono avere le migliori tecnologie, i soldi, le truppe, i droni, ma alla fine ci sono Paesi nei quali questo non basta a impiantare i valori democratici».
(ITALPRESS)
Tornati da Kabul i diplomatici italiani. Guerini “Prosegue rientro collaboratori afghani”
E’ atterrato a Fiumicino il KC 767 dell’Aeronautica Militare che riporta in Italia personale diplomatico che era stanziato nella capitale afghana e alcuni ex collaboratori afghani. Il volo è decollato ieri sera dall’aeroporto di Kabul. Intanto, proseguono le operazioni per far rientrare i collaboratori afghani del contingente italiano. “Nonostante il rapido deterioramento delle condizioni di sicurezza, sono pienamente in corso le attività per il trasporto umanitario del personale afghano che ha collaborato con l’Italia. Stiamo seguendo con grande attenzione e apprensione la situazione in Afghanistan. La Difesa italiana, come sempre, è operativa h24”, ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, in contatto con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e con il Capo del Governo Mario Draghi. Con quest’ultimo si è svolta oggi una telefonata per un approfondito punto di situazione, con particolare riferimento all’attività in corso per il trasferimento dei collaboratori afghani in Italia e alla sicurezza della nostra ambasciata. Intanto questa mattina – fa sapere il ministero della Difesa – a causa della rapida evoluzione delle condizioni nel Paese, è stata convocata una nuova riunione tra gli staff del ministero della Difesa, ministero degli Esteri e ministero degli Interni, in coordinamento strettissimo su tutte le attività. Per gli interpreti afghani che saranno trasferiti in Italia, insieme al governo afghano, si stanno svolgendo nella massima celerità tutte le necessarie operazioni di verifica ai fini della sicurezza nazionale. L’operazione è gestita in stretta sinergia tra il ministero degli Esteri, che ha predisposto presso l’Ambasciata di Kabul un team dedicato, il ministero della Difesa, responsabile della pianificazione e della direzione dell’operazione e il ministero degli Interni, che dopo il periodo di quarantena, svolto presso strutture della Difesa, prenderà in carico gli afghani in arrivo per il successivo inserimento nella rete di accoglienza ed integrazione. Le operazioni vengono seguite con la massima attenzione, nonostante il rapido deterioramento delle condizioni di sicurezza del paese e l’attuale indisponibilità dell’aeroporto di Herat rendano ancora più complesse le operazioni, che però procedono con il massimo impegno e con l’obiettivo di procedere al più presto col trasferimento in Italia dei collaboratori afghani e delle loro famiglie. Con l’operazione Aquila 1 dello scorso giugno 228 interpreti afghani sono stati già inseriti nel programma di accoglienza.
(ITALPRESS)
Lamorgese “Più impegno contro mafie, su migranti sì a incontro Salvini”
PALERMO (ITALPRESS) – Immigrazione, lotta alla criminalità organizzata, emergenza incendi. Questi i punti principali affrontati dal Comitato nazionale per l’Ordine e la Sicurezza, che si è svolto a Ferragosto a Palermo, presieduto dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.
“Ho scelto di venire a Palermo anche per dare un segnale di vicinanza alla città con il Comitato nazionale ordine e sicurezza. Questo è il periodo più intenso dei flussi migratori. Non mi sono voluta nascondere, ho voluto metterci la faccia, ho ritenuto di essere vicina a una terra che come primo approdo dei flussi merita rispetto e un ringraziamento particolare per le attività che i sindaci si trovano ad affrontare”, ha detto Lamorgese nel corso della conferenza stampa dopo la riunione.
Il primo argomento affrontato è stato la crisi in Afghanistan: “Ci sarà certamente un’accelerazione nel piano di evacuazione non soltanto degli italiani, ma anche di coloro che hanno operato con le forze armate in questo periodo. Faremo di tutto per raggiungere in tempi rapidi il risultato di farli giungere in Italia in tutta sicurezza. Già 228 collaboratori delle truppe italiane sono stati accolti. L’accelerazione avrà delle conseguenze sull’accoglienza”.
Sul tavolo del Comitato anche il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia, soprattutto in relazione al Pnrr: “Siamo sempre attenti – ha sottolineato Lamorgese -. L’azione di contrasto alle mafie va perseguita e per quanto riguarda il ministero dell’Interno è stata rafforzata. Abbiamo parlato anche dell’attività di prevenzione dei prefetti sul fronte della lotta alla mafia: negli ultimi sette mesi sono state emesse 1.326 interdittive. Nel 2020 erano state 2130, l’anno precedente erano state 1.541. È un’attività importante contro l’infiltrazione delle mafie nell’economia”.
“L’indice della delittuosità segna un meno 2,4 per cento, diminuiscono le rapine in banca e negli uffici postali. Diminuiscono i furti in abitazione, ma aumentano i reati sul web”, ha detto ancora il ministro.
Sul fronte delle mafie, “c’è una loro capacità di adattamento, una capacità di sostituire la violenza con l’azione corruttiva e di intimidazione per tentare di penetrare i sistemi affaristici e produttivi”, ha evidenziato Lamorgese.
Argomento di grande attualità, gli incendi boschivi. Dal 15 giugno sono stati 202 mila gli interventi dei vigili del fuoco, con un aumento del 9 per cento rispetto all’anno scorso. “Non ci sono evidenze di una regia occulta che lega i roghi scoppiati in varie regioni. La filiera del bosco va rivista, certamente occorre una cultura volta a preservare l’ambiente e il territorio. Gli incendi sono sicuramente dolosi, ma non sono stati ravvisati collegamenti tra diversi territori, e ci sono stati degli arresti in flagranza, ma non sempre si arriva a una condanna”, ha spiegato il ministro dell’Interno.
Sul tema dell’immigrazione, Lamorgese ha sottolineato: “Certamente gli arrivi sono aumentati, non c’è dubbio. Ma i problemi vanno sempre contestualizzati, ed evolvono, come sta avvenendo in Afghanistan. Stiamo proseguendo con i rimpatri, soprattutto verso la Tunisia. Con la Libia è in via di definizione un accordo per il controllo della frontiera sud. Si può risollevare la vita di paesi come la Tunisia o la Libia, che affrontano una grave crisi strutturale, solo con robusti interventi da parte dell’Europa. Presto arriverà la notizia sull’esito delle richieste che personalmente ho fatto da tempo, così come il presidente Draghi ha fatto al Consiglio Europeo, di destinare delle risorse a quei Paesi per risollevare la loro situazione politica, sociale ed economica”.
“I problemi vanno sempre contestualizzati – ha aggiunto -. È da prevedere che ci sarà un ulteriore flusso di afghani sulla rotta balcanica, ma non solo, in passato sono arrivati anche via mare. Stiamo monitorando la situazione”. Poi rispondendo a una domanda sulle critiche che le ha rivolto il leader della Lega Matteo Salvini e sulla possibilità di un incontro, Lamorgese ha spiegato: “Ma pensate che tutto quello che avviene a livello di immigrazione è solo un problema del ministro dell’Interno, o dell’intero governo con cui mi confronto, soprattutto il presidente del Consiglio segue personalmente tutto il dossier? Sono ben disponibile a qualunque tipo di incontro, io non ho mai avuto alcuna preclusione su questo. Anzi, ben volentieri”.
Al termine dei lavori del Cnosp il ministro Lamorgese, insieme all’intero Comitato, ha incontrato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo Franceso Lo Voi.
(ITALPRESS).
Scuola, via libera a protocollo d’intesa per ripresa in sicurezza
ROMA (ITALPRESS) – Il ministero dell’Istruzione e le Organizzazioni sindacali hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa per l’avvio in sicurezza dell’anno scolastico 2021/2022 nel rispetto delle norme per il contenimento della diffusione del Covid-19. Seguirà anche una nota tecnica alle scuole che farà riferimento, in particolare, all’utilizzo del green pass.
Il Protocollo fa parte degli strumenti messi a disposizione per programmare al meglio il rientro di studentesse e studenti, tiene conto degli ultimi pareri del Comitato tecnico-scientifico per l’emergenza, delle disposizioni del ministero della Salute, della normativa vigente. Sono previsti un Help Desk per le scuole, che partirà a fine agosto, e tavoli territoriali di confronto presso gli Uffici Scolastici Regionali per una gestione capillare dell’emergenza. Proseguirà la collaborazione con il Commissario straordinario per la fornitura di gel e mascherine, comprese quelle che servono a favorire l’inclusione di alunne e alunni non udenti, così come sarà portata avanti la collaborazione con il ministero della Salute e i Dipartimenti territoriali di prevenzione per supportare le scuole. Il ministero dell’Istruzione continuerà a lavorare con quello della Salute anche per garantire una corsia preferenziale per ampliare la platea del personale vaccinato. Confermata la permanenza a casa in caso di temperatura sopra i 37,5° o di altri sintomi influenzali. Sono previste modalità di gestione di ingressi e uscite, in modo da evitare assembramenti, e specifiche indicazioni per la pulizia giornaliera degli spazi.
Il Protocollo individua le disposizioni per: aerazione degli spazi (va garantito costantemente il ricambio d’aria, anche attraverso strumenti meccanici), gestione della mensa, svolgimento dei Percorsi per le competenze e per l’orientamento (PCTO), delle attività nei Convitti, nei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA), uso dei locali scolastici da parte di soggetti esterni, gestione dei casi sintomatici. Confermato il supporto psicologico e pedagogico-educativo al personale, a studentesse e studenti.
(ITALPRESS).
Afghanistan, Di Maio “Pronti a evacuare ma non li abbandoniamo”
ROMA (ITALPRESS) – “Alla Farnesina stiamo monitorando la situazione 24 ore al giorno, in stretta sinergia con la nostra ambasciata a Kabul, con i ministeri della Difesa e dell’Interno e con la nostra intelligence. La priorità è mettere in sicurezza i nostri connazionali”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sulla situazione in Afghanistan. “Non ci sarà un nuovo impegno militare, ma non possiamo pensare di abbandonare dopo 20 anni il popolo afghano”, sottolinea. “Adesso dovremo lavorare con tutte le forze affinchè i talebani diano le dovute garanzie sul rispetto dei diritti acquisiti. La comunità internazionale dovrà riflettere sul futuro dell’Afghanistan anche in un’ottica regionale, facendo leva su un maggiore coinvolgimento dei Paesi della regione che possono influire per riportare stabilità e pace”, spiega Di Maio. Secondo il ministro “in questi 20 anni si è provato a mettere un argine al potere e all’ideologia dei talebani, ma se l’avanzata di questi giorni è stata così veloce e rapida dobbiamo almeno interrogarci sulle ragioni” e le responsabilità “non sono degli Usa, ma di tutto l’Occidente”. Quanto alla presenza italiana “ci stiamo preparando a ogni evenienza, anche quella dell’evacuazione. Dobbiamo pensare alla sicurezza del personale della nostra ambasciata e dei nostri connazionali. Se sarà necessario, con l’importante aiuto della Difesa, porteremo tutti in sicurezza in Italia, in tempi rapidi”. Infine, per il ministro “c’è il problema dei flussi migratori irregolari e c’è anche il rischio di infiltrazioni terroristiche. La strada è quella della cooperazione con altri Paesi per gestire i flussi e prevenire i rischi per la sicurezza”.
(ITALPRESS).
Berlusconi “Bipolarismo imperfetto ma passo avanti, FI determinante”
ROMA (ITALPRESS) – “Il bipolarismo in Italia è certamente imperfetto, ma è un grande passo avanti verso la democrazia compiuta”. Lo dice il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una lettera al Corriere della Sera. “Bipolarismo naturalmente non significa, nella mia visione, una guerra tribale nella quale l’avversario sia delegittimato, demonizzato e se possibile distrutto. Significa al contrario un sistema maturo nel quale il senso dello Stato e della comune responsabilità istituzionale unisce i due schieramenti. Questo è precisamente il ruolo che Forza Italia ambisce a esercitare nell’ambito dello schieramento che noi abbiamo fondato, il centro-destra. Un centro-destra al quale rivendico come merito di essere sempre stato leale, fino al punto di sacrificare spesso, quando guidavo il governo, le ragioni di partito a quelle della coalizione. Ciò non ha mai limitato la nostra capacità di iniziativa politica. Proprio la nascita del governo Draghi, che sono stato il primo a chiedere e a promuovere, sta a dimostrarlo. Forza Italia – ribadisce – rappresenta l’unica forza politica che possa definirsi coerentemente liberale, cristiana, europeista e garantista”. Berlusconi osserva come si tratti di “una coalizione che naturalmente comprende forze molto diverse da noi, ma ciò non è affatto in contraddizione con il bipolarismo nè lo sarebbe con il bipartitismo, se un giorno arriveremo – come auspico – al partito unico del centro-destra. Ogni richiamo a consolidare la vocazione e l’identità di Forza Italia va esattamente nella direzione in cui sto lavorando. Non per realizzare un’improbabile politica dei ‘due fornì, ma per rafforzare il profilo liberale ed europeista di un centro-destra di governo, destinato a guidare il Paese dal 2023, che sarà possibile soltanto a queste condizioni”, conclude.
(ITALPRESS).
È morto il fondatore di Emergency Gino Strada
ROMA (ITALPRESS) – Ha dedicato la sua vita a chi aveva più bisogno, contro la guerra e per la salute, la cura e i diritti di tutti. Gino Strada, medico, chirurgo e fondatore di Emergency, è morto all’età di 73 anni. Nella sua carriera ha svolto attività in diversi paesi nel mondo, dove ha contribuito alla costruzione di ospedali e centri, e si è dedicato alla cura delle persone.
Strada nasce a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, il 21 aprile 1948, frequenta il liceo classico e successivamente si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano, specializzandosi, poi, in chirurgia d’urgenza. In seguito si specializza in chirurgia cardiopolmonare lavorando negli Stati Uniti. Si sposta poi nel Regno Unito e in Sudafrica. Nel 1988 decide di applicare la sua esperienza in chirurgia di urgenza all’assistenza dei feriti di guerra. Successivamente, fino al 1994, è attivo con il Comitato internazionale della Croce Rossa in diversi paesi, come Afghanistan, Perù, Pakistan, Somalia, Etiopia e Bosnia.
Nel 1994, Strada, insieme alla moglie Teresa Sarti e ad alcuni colleghi e amici, fonda Emergency, associazione nata per portare cure medico-chirurgiche alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà e che dalla sua nascita a oggi ha curato oltre 11 milioni di persone in 19 Paesi, secondo i dati resi noti dalla stessa associazione. Il primo progetto di Emergency, che porta Strada in prima linea, è durante il genocidio in Ruanda. Poi il chirurgo si sposta, tra l’altro, in Cambogia, Afghanistan, Sudan e Sierra Leone. Nel corso della sua carriera, partecipa al dibattito pubblico, esprimendo le sue posizioni, riceve riconoscimenti e scrive libri, come “Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra” e “Buskashì. Viaggio dentro la guerra”.
“Quel che facciamo per loro, noi e altri, quel che possiamo fare con le nostre forze, è forse meno di una gocciolina nell’oceano”, si legge nel libro “Pappagalli Verdi”. “Resto dell’idea – prosegue il testo – che è meglio che ci sia, quella gocciolina, perché se non ci fosse sarebbe peggio”.
Medico, chirurgo, attivista ma spesso definito anche “filantropo”. “Mai come nell’ultimo anno è stato chiaro: con la salute non si scherza”, è scritto in un post sulla sua pagina Facebook. “E non è – prosegue – solo un modo di dire: per noi di Emergency, è un modo di agire”.
Dopo la sua morte, sono tanti i messaggi che lo ricordano. “Amici, come avrete visto – ha scritto su Facebook la figlia, Cecilia Strada – il mio papà non c’è più. Non posso rispondere ai vostri tanti messaggi che vedo arrivare, perché sono in mezzo al mare e abbiamo appena fatto un salvataggio. Non ero con lui – ha aggiunto -, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere…beh, ero qui con la ResQ – People saving people a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre”.
“Gino Strada ha recato le ragioni della vita dove la guerra voleva imporre violenza e morte. Ha invocato le ragioni dell’umanità dove lo scontro cancellava ogni rispetto per le persone. La sua testimonianza, resa sino alla fine della sua vita, ha contribuito ad arricchire il patrimonio comune di valori quali la solidarietà e l’altruismo, espressi, in maniera talvolta ruvida ma sempre generosa, nel servizio alla salvaguardia delle persone più deboli esposte alle conseguenze dei conflitti che insanguinano il mondo”, afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“In coerenza con la nostra Costituzione che ripudia la guerra, Gino Strada ha fatto di questa indicazione l’ispirazione delle azioni umanitarie sviluppate in Italia e all’estero, esprimendo, con coraggio, una linea alternativa allo scontro tra i popoli e al loro interno – aggiunge il capo dello Stato -. Nell’esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia e a quanti gli sono stati vicini, rendo onore alla sua figura”.
(ITALPRESS).









