ROMA (ITALPRESS) – L’aula della Camera ha approvato con 396 voti favorevoli, 57 contrari e 3 astenuti il ddl delega di riforma del processo penale. Il testo passa all’esame del Senato.
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Giustizia, via libera della Camera con 396 sì e 57 no
Dalla Camera ok ad entrambi i voti di fiducia su riforma giustizia
ROMA (ITALPRESS) – La Camera dei deputati ha dato l’ok d entrambi i voti di fiducia posti dal governo sul disegno di legge di riforma del processo penale. Ha prima approvato l’articolo 1 con 462 sì, 55 no e un astenuto. Positivo anche l’esito del secondo voto sulla riforma Cartabia, con 458 deputati favorevoli, 46 che hanno detto no ed un astenuto. Oggi, dopo l’esame degli ordini del giorno, dovrebbe arrivare l’approvazione definitiva.
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Libri, Napoletano racconta Mario Draghi, l’asso calato da Mattarella
Il “Titanic Italia” che ha portato Mattarella a giocare la carta estrema Draghi; quella volta che Draghi fermò Schauble e difese la Grecia. Queste e altre rivelazioni inedite sono nel libro “Mario Draghi. Il ritorno del Cavaliere bianco”, edizione La Nave di Teseo, di Roberto Napoletano, direttore del Quotidiano del Sud. “Il governo avrà adempiuto alla sua ragione sociale, e Draghi avrà sprovincializzato l’Italia, che diventerà giorno dopo giorno un interlocutore importante a livello europeo – spiega Napoletano – Se Draghi resta su piazza per un po’, diventerà un riferimento internazionale per l’Italia come lo è stato per l’Europa con la battaglia vinta dell’euro. Ogni italiano in buona fede non può che augurarselo e metterci del suo perché ciò avvenga”. “Prima vi dirò qualcosina in più su chi è il Cavaliere Bianco – scrive Napoletano – Alla fine della lettura, almeno spero, vi sarà anche chiaro perché la carta estrema messa sul tavolo con intelligenza politica dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, non può fallire, e quanto sia interesse di tutti che ciò non avvenga. Perché è necessario che scatti la mobilitazione delle persone intorno alla ‘Nuova Ricostruzione’ e al nuovo De Gasperi. Si chiama Mario Draghi ed è l’asso calato da Mattarella. Appunto, la carta estrema. Che, per definizione, è anche l’ultima carta”. (ITALPRESS).
Sindacati a Draghi, per green pass e obbligo vaccino serve legge
ROMA (ITALPRESS) – Si è concluso a Palazzo Chigi l’incontro tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, per discutere delle misure di contenimento del Covid nei luoghi di lavoro. “Abbiamo rappresentato la volontà del sindacato di aprire un confronto con datori di lavoro e governo per migliorare e rafforzare i contenuti degli accordi sottoscritti per contrastare il Covid nei luoghi di lavoro e sostenere la vaccinazione nei luoghi di lavoro – ha detto Luigi Sbarra uscendo da Palazzo Chigi – Nell’ultimo anno e mezzo grazie ai protocolli sottoscritti non abbiamo registrato focolai nelle aziende. Se poi il governo, sulla base dei dati scientifici, ritiene che ci possa essere una ripartenza del Covid, allora può adottare una norma che valga non solo per i lavoratori ma per l’insieme dei cittadini. Sull’obbligo vaccinale, il governo si è riservato di adottare proprie decisioni. Noi abbiamo ragionato sull’ipotesi di rafforare i protocolli e sostenere la campagna vaccinazle. In questi mesi si è fatto poco, si potrebbero allargare i poli di vaccinazione a tutti i luoghi di lavoro”.
Sulla stessa linea Maurizio Landini. “Non abbiamo nulla in contrario all’estensione del green pass come strumento che certifica l’uso del vaccino, ma allo stesso tempo abbiamo ribadito che questo non può diventare uno strumento che le imprese usano per licenziare o demansionare i lavoratori – ha detto – Abbiamo ribadito che in ogni caso, anche se vaccinati, anche se con green pass, occorre mantenere tutte le norme di sicurezza previste dai protocolli, tra cui dispositivi di protezione individuali e distanziamento. Siamo disponibili a migliorare i protocolli di sicurezza ma per noi non esiste nessun accordo sindacale per l’obbligo di green pass o di vaccinazione, che va fatto per via legislativa. E’ una scelta e una valutazione che deve fare il governo”. Da parte sua, ha detto Landini, “il Governo su vaccino e green pass si è riservato di fare le sue valutazioni”.
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Strage Bologna, Cartabia “La polvere si sta diradando”
BOLOGNA (ITALPRESS) – “Quarantuno anni dopo quel 2 agosto 1980, la polvere che rivestiva i corpi martoriati di chi si trovava in stazione; quella polvere, che avvolse Bologna in un’unica nube
soffocante e che troppo a lungo ha coperto molteplici responsabilità, oggi, quella polvere piano piano si sta diradando, lasciando intravedere nuovi contorni e nuovi profili”. Così la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, intervenendo questa mattina a Bologna nel cortile d’onore di Palazzo d’Accursio incontrando i parenti delle vittime della strage alla stazione del 2 agosto 1980. “Dopo molti processi – sottolinea la ministra – si sta celebrando ora quello ai mandanti. E di questo, ripeto, va dato merito alla tenace determinazione dei familiari delle vittime e all’impegno della Procura generale di Bologna e di tutti i magistrati. La mia presenza, qui, oggi, in rappresentanza del Governo, vuole testimoniare la vicinanza dell’intero Governo e l’impegno di fare concretamente la nostra parte, la mia parte per ciò che mi compete, nell’offrire tutto il sostegno necessario nel lavoro di accertamento delle responsabilità”. Poi, ricorda come “85 persone uccise e 200 ferite furono le vittime della più grave strage in tempo di pace mai avvenuta in Italia. Erano bambine e bambini, madri, padri, lavoratori o viaggiatori. Davanti alla lapide che reca i loro nomi si inginocchiò San Giovanni Paolo II. Davanti a quella lapide, lo Stato rinnova il più solenne e concreto impegno, per
giungere a una più completa ricostruzione dei fatti che hanno segnato una stagione di violenza cieca e distruttiva, di trame occulte e depistaggi. Non ci può essere giustizia senza l’accertamento pieno di ogni responsabilità. Per questo il lavoro dell’autorità giudiziaria prosegue e per questo ringraziamo l’associazione che ha voluto che questa attività proseguisse”, conclude Cartabia.
In un messaggio il Capo dello Stato ha sottolineato: “Quarantuno anni fa la città di Bologna e con
essa la Repubblica vennero colpite al cuore. Un attentato dinamitardo, ad opera di menti ciniche che puntavano alla destabilizzazione della democrazia italiana, provocò una terribile strage in cui morirono donne e uomini inermi, bambini innocenti”. Per Mattarella “l’impegno di uomini dello Stato, sostenuti dall’esigente e meritoria iniziativa dell’Associazione tra i Familiari delle vittime ha portato a conclusioni giudiziarie che hanno messo in luce la matrice neofascista della bomba esplosa la
mattina del 2 agosto 1980. Non tutte le ombre sono state dissipate e forte è, ancora, l’impegno di ricerca di una completa verità”.
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Mattarella “Non tutte le ombre dissipate sulla strage del 2 agosto””
ROMA (ITALPRESS) – “Quarantuno anni fa la città di Bologna e con essa la Repubblica vennero colpite al cuore. Un attentato dinamitardo, ad opera di menti ciniche che puntavano alla destabilizzazione della democrazia italiana, provocò una terribile strage in cui morirono donne e uomini inermi, bambini innocenti”. Lo afferma, in una dichiarazione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 41° anniversario della strage di Bologna.
“I bolognesi e gli italiani seppero reagire con sofferto coraggio, offrendo solidarietà a chi aveva bisogno di aiuto, di cure, di conforto. Affermando un forte spirito di unità di fronte al gesto eversivo diretto contro il popolo italiano. Sostenendo nel tempo le domande di verità e di giustizia, che, a partire dai familiari, hanno reso la memoria di questo evento disumano un motore di riscatto civile e un monito da trasmettere alle generazioni più giovani”. “L’impegno di uomini dello Stato, sostenuti dall’esigente e meritoria iniziativa dell’Associazione tra i Familiari delle vittime – prosegue – ha portato a conclusioni giudiziarie che hanno messo in luce la matrice neofascista della bomba esplosa la mattina del 2 agosto 1980. Non tutte le ombre sono state dissipate e forte è, ancora, l’impegno di ricerca di una completa verità. La Repubblica ha saputo respingere la strategia di questi criminali, difendendo i principi di civiltà conquistati con la lotta di Liberazione.
La vicinanza, che rinnoviamo a quanti sono stati colpiti negli affetti più preziosi da tanta ferocia, costituisce anche pegno per il futuro, affinchè il patrimonio di valori e di umanità, che sta alle fondamenta della nostra società, sia percepito sempre più come un bene comune indivisibile”.
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Conte “Mai pensato a crisi di governo, fiducia M5s è assicurata”
ROMA (ITALPRESS) – “Mai pensato a causare una crisi di governo”. Lo dice l’ex premier Giuseppe Conte in un’intervista al quotidiano La Stampa. Sulla fiducia alla riforma della Giustizia Conte assicura: “Nel nuovo corso del M5S la presenza compatta sarà la cifra della nostra forza politica. Sulle assenze mi sono espresso ieri: non mi piacciono. Ma la fiducia è assicurata”.
Di fronte “a un blocco di forze politiche che ha fortemente contrastato i nostri interventi migliorativi, a partire dalla Lega che pubblicamente sostiene la lotta alla mafia e poi ha tentato di boicottarci in tutti i modi, abbiamo ottenuto importanti modifiche: un regime transitorio che introduce tempi più lunghi per i processi fino a fine 2024, un comitato tecnico-scientifico che monitora l’impatto delle norme e degli investimenti, da qui al 2024 e sollecita al ministro della Giustizia eventuali correttivi. Infine: la possibilità di portare al limite della durata massima tutti i processi su semplice iniziativa del collegio giudicante”.
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Casellati “La riforma della giustizia aiuta l’Italia”
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo un obiettivo prioritario da raggiungere che ora ci viene chiesto anche da Bruxelles per finanziare la ripresa: ricondurre la durata del processo penale e civile a tempi ragionevoli, in linea con gli standard dei Paesi Europei più avanzati. Una giustizia lenta è una giustizia denegata. Una risposta di giustizia che sia certa e fornita in tempi rapidi costituisce inoltre uno dei maggiori incentivi per gli investimenti, una delle condizioni essenziali per attrarre nuove risorse e nuovi capitali”. Lo ha detto, in un’intervista al quotidiano Libero, il presidente del Senato Elisabetta Casellati. E’ questa la strada per fare uscire la magistratura dalla sua crisi di credibilità? “Certamente sì. Ma non basta.
Perchè la crisi di credibilità – ha aggiunto – è stata alimentata da recenti episodi che hanno inciso fortemente sul rapporto tra la magistratura e i cittadini. Su tali episodi è necessario fare chiarezza, senza sconti di responsabilità. Ma attenzione, non si può fare di tutta l’erba un fascio. Non è questo il vero ritratto della magistratura italiana. L’ho vissuto personalmente nella mia esperienza di Avvocato, di sottosegretario alla Giustizia e di Consigliere del CSM, che mi ha consentito di incontrare e conoscere tanti magistrati di straordinario valore morale e professionale”. E’ favorevole a una riforma anche del CSM? E in che termini? “Nel 2015, da componente del CSM, ho sostenuto che il peso delle correnti potesse essere limitato attraverso una riforma del sistema elettorale dei consiglieri togati e ho proposto, senza fortuna, il sorteggio…”.
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