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Landini “Non siamo contro il green pass ma bisogna garantire il lavoro”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo perché i lavoratori si vaccinino, ma deve decidere il governo”. Lo ha detto, in un’intervista al Corriere della Sera, il leader della Cgil Maurizio Landini. “Non abbiamo contrarietà di principio. Noi abbiamo scioperato per avere i protocolli di sicurezza in azienda. Siamo a favore del fatto che le persone si vaccinino e come sindacato stiamo raccomandando ai lavoratori di farlo. Siamo per garantire i migliori standard di sicurezza nelle imprese. Ma c’è un discrimine: non è possibile pensare a licenziamenti o demansionamenti, perché eventualmente un dipendente sceglie di non vaccinarsi…”. “Qui si sta parlando di rendere obbligatorio un trattamento sanitario: è qualcosa che si può decidere solo per legge. Se il governo valuta che sia necessario, può varare una norma. E’ già successo nel settore sanitario dove per alcuni dipendenti – non per tutti – è stato stabilito l’obbligo di vaccinazione”. Confindustria ha parlato di sospensione dallo stipendio per chi rifiuta. “Inaccettabile per noi, naturalmente. Non se ne parla neanche. Nè di questo, nè di demansionamenti. Ci sono esperienze in diverse aziende che utilizzano lo smart working per certi dipendenti o fanno un uso molto diffuso dei tamponi. In ogni caso un provvedimento obbligatorio ha bisogno di una legge. La responsabilità è del governo e non può essere scaricata su un accordo fra le parti sociali. Se il governo matura questo orientamento e saremo consultati siamo pronti ad esprimere il nostro punto di vista e a dare il nostro contributo”.
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Centrodestra, Salvini “io e Berlusconi faremo la federazione”

MILANO MARITTIMA (RAVENNA) (ITALPRESS) – “Insieme contiamo di più: ma noi la federazione del centrodestra, io e Berlusconi, prima la facciamo e poi la raccontiamo”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, intervistato da Bruno Vespa alla festa del partito a Milano Marittima.
“La Lega al governo è un argine democratico, assicura che le tasse non aumentano. Senza di noi passavano lo Ius soli, il ddl Zan, la patrimoniale. Senza la Lega al governo Fi sarebbe sola su giustizia e aumenti tasse”, ha aggiunto Salvini.
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Giustizia, Cartabia “Nessuna impunità, riforma di tutti”

ROMA (ITALPRESS) – “Il timore che si arrivasse in fondo senza l’accordo di tutti c’è stato in vari momenti. Sicuramente la tensione era altissima, su un tema su cui tutte le forze politiche hanno convinzioni radicate e punti da difendere molto forti. La posta in gioco era molta alta, e questo si avvertiva in ogni richiesta di modifica, anche di una virgola: la partita politica si preoccupava delle proprie bandierine, ignorando i contenuti della legge”. Così la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, in un forum con la Repubblica sul tema della riforma della giustizia, spiegando che “è stato del tutto naturale prevedere da subito regole diverse” e con la magistratura “il confronto c’è stato prima ed è continuato e non ho avuto alcuna difficoltà ad accogliere i loro suggerimenti”. Secondo Cartabia “per la prima volta abbiamo posto in primo piano il problema dei tempi della giustizia. Perchè una giustizia che impiega troppo tempo non è giustizia”. Poi ribadisce che “il nostro obiettivo è sempre stato solo quello di permettere alla giustizia di fare adeguatamente il suo corso”, sottolineando come “all’interno del dibattito pubblico e mediatico, le voci critiche hanno fatto più scalpore, come spesso accade, di quelle che hanno espresso apprezzamenti, che pure non sono mancate”. La ministra poi sottolinea come non ci sia “nessuna zona di impunità. Assolutamente nessuna. Tra le correzioni apportate da ultimo, ascoltando le richieste dei magistrati, c’è quella di prevedere un regime transitorio che ci consente di arrivare gradualmente agli obiettivi da raggiungere, che sono quelli fissati dalla legge Pinto per la ragionevole durata del processo. Quindi la nostra legge non produce alcuna zona di impunità. Ma vorrei anche far notare che la prima forma di impunità sono i processi che non terminano mai”. Cartabia chiosa dicendo che “la determinazione del presidente Draghi di andare fino in fondo per me è stato un fattore decisivo. E questa riforma è stata veramente voluta da tutti, per cui non chiamatela ‘riforma Cartabià”.
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Giustizia, Bonafede “Grazie a noi blindati i processi di mafia”

ROMA (ITALPRESS) – “Continuo ad avere la ferma convinzione che dopo la sentenza di primo grado ci debba essere la certezza che arriverà la risposta di giustizia. E’ evidente a tutti che in questa maggioranza ci sono tante altre forze politiche che combattono contro questo principio. E che vorrebbero riempire di tagliole l’intero percorso della giustizia…”. Lo dice, in una intervista a Repubblica, l’ex ministro della Giustizia Alfondo Bonafede autore della precedente riforma della giustizia. “Senza girarci intorno – aggiunge – quello che abbiamo fatto oggi è stato blindare i processi di mafia, di terrorismo e di violenza sessuale, e di mettere in maggiore sicurezza tutti gli altri che rischiavano di andare in fumo. Questo risultato ha un solo nome, ed è il Movimento 5 stelle, e una sola firma, quella di Giuseppe Conte”. Riguardo al mantenimento della prescrizione per tutto il primo grado Bonafede afferma: “prendo semplicemente atto che ci sono parti importanti della mia riforma che sono rimaste. Le mie critiche le ho già espresse pubblicamente e sono note a tutti”.
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Raggiunto in Cdm l’accordo sulla riforma della giustizia

ROMA (ITALPRESS) – E’ stato raggiunto in Consiglio dei ministri l’accordo tra i partiti della maggioranza sulla sulla riforma della Giustizia predisposta dalla ministra Cartabia. Dopo unlunga trattativa, sono state superate dunque le perplessità del M5s circa l’improcedibilità sul reato di aggravante mafiosa nel processo penale. Rispetto al testo approvato due volte all’unanimita’ dal governo, si introducono alcune novita’ tra cui: rispetto al testo approvato
due volte all’unanimita’ dal governo, si introducono alcune novita’ tra cui: si prevede che per i primi tre anni di applicazione della riforma, la durata del processo d’Appello si estende per un ulteriore anno e quella del processo per cassazione di ulteriori sei mesi; si prevede che per taluni reati, in particolare per i reati di associazione mafiosa, scambio politico mafioso, associazione finalizzata allo spaccio, violenza sessuale e reati con finalita’ di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico, i giudici di Appello e di Cassazione possano con ordinanza, motivata e ricorribile in Cassazione, disporre l’ulteriore proroga del periodo processuale in presenza di alcune condizioni riguardanti la complessita’ del processo, il numero delle parti e delle imputazioni o per la complessita’ delle questioni di fatto e di diritto. Per i reati aggravati di cui all’articolo 416 bis, primo comma, la proroga puo’ essere disposta per non oltre due anni.
La riforma, ha commentato il segretario PD Enrico Letta, “ci avvicina all’Europa e fa compiere grandi avanzamenti in termini di modernità ed efficacia”. “Cartabia ha trovato il giusto equilibrio per superare la riforma precedente senza scadere nell’impunità. Ci siamo spesi per l’accordo. Ne siamo contenti”, ha aggiunto Franceschini. “La riforma del processo penale approvata oggi in Cdm nonostante le minacce dei grillini è un primo passo, le firme per i Referendum di Lega e Partito Radicale diventano ancora più importanti, garanzia che il Parlamento non perderà altro tempo. Anche questo weekend più di 1.000 gazebo in tutta Italia”, ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini. “Il caro estinto è la riforma Bonafede che da stasera non c’è più. Non si può essere più imputati a vita. La riforma è una piccola parte, c’è ancora un lavoro lunghissimo da fare, ma ora abbiamo archiviato la Bonafede”, ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
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Bagarre sul Green pass alla Camera, seduta sospesa dopo protesta Fdi

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ROMA (ITALPRESS) – Bagarre alla Camera dei deputati dove la seduta e’ stata sospesa dal vicepresidente Fabio Rampelli, di turno alla guida dell’aula. A protestare i suoi colleghi di Fratelli d’Italia per il respingimento della pregiudiziale sul Dl Covid che prevede disposizioni sull’obbligo del Green Pass per lo svolgimento di alcune attivita’. Fdi chiedeva il voto segreto, che non e’ stato pero’ “concesso” dalla presidenza per il “principio di prevalenza”. Il primo a protestare, con un cartello con la scritta “No green pass” e’ stato Federico Mollicone, che inseguito dai commessi e’ poi uscito dall’aula mentre Rampelli lo richiamava
all’ordine. Appena dopo altri cartelli con la stessa scritta sono stati esposti dagli altri deputati di Fdi.

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Covid, Mattarella “Vaccinazione dovere morale e civico”

ROMA (ITALPRESS) – “La pandemia non è ancora alle nostre spalle. Il virus è mutato e si sta rivelando ancora più contagioso. Più si prolunga il tempo della sua ampia circolazione più frequenti e pericolose possono essere le sue mutazioni. Soltanto grazie ai vaccini siamo in grado di contenerlo. Il vaccino non ci rende invulnerabili, ma riduce grandemente la possibilità di contrarre il virus, la sua circolazione e la sua pericolosità. Per queste ragioni la vaccinazione è un dovere morale e civico”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia del Ventaglio. “Abbiamo vissuto un anno difficile, mesi drammatici. Lentamente e non senza contraddizioni – dovute all’eccezionalità della situazione del tutto ignota da affrontare – grazie a uno sforzo straordinario di collaborazione scientifica a livello globale, e anche economica, sono stati individuati due filoni che ci hanno permesso di incamminarci sulla via dell’uscita dalla crisi: la campagna di vaccinazione e la scelta di mettere in campo ingenti sostegni pubblici per contenere le conseguenze delle chiusure e dei distanziamenti a livello economico, produttivo, occupazionale. Due strade che hanno consentito speranza e fiducia”, ha aggiunto. “Auspico fortemente che prevalga il senso di comunità, un senso di responsabilità collettiva. La libertà è condizione irrinunciabile, ma chi limita oggi la nostra libertà è il virus non gli strumenti e le regole per sconfiggerlo. Se la legge non dispone diversamente si può dire ‘in casa mia il vaccino non entrà. Ma questo non si può dire per ambienti comuni, non si può dire per gli spazi condivisi, dove le altre persone hanno il diritto che nessuno vi porti un alto pericolo di contagio”, ha concluso il capo dello Stato.
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Scuola, Bianchi “A settembre tutti in presenza”

ROMA (ITALPRESS) – “Ne usciamo come abbiamo stabilito, cioè tornando a settembre tutti in presenza. E’ questo l’indirizzo chiaro del Governo”. Lo dice il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi intervenendo a “Radio Anch’io” su Radio1. “Sono ottimista – aggiunge – perchè vedo che noi tutti stiamo lavorando moltissimo”. Per quanto riguarda insegnanti e personale “siamo già all’85%” di vaccinati “su base nazionale. Ci sono differenze – aggiunge Bianchi – su base regionale ma contiamo comunque di arrivare a settembre a 85%-90% su tutto il Paese”. Il governo “nelle prossime settimane vedrà se c’è un bisogno di omogeneizzazione in tutto il Paese, se servirà un altro passo. Ma la scuola è quella che ha risposto meglio”.
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