ROMA (ITALPRESS) – “Sono referendum per stimolare il Parlamento a fare la riforma in tempi rapidi. Se non lo farà il Parlamento ci penseranno i cittadini. Sarà un aiuto al ministro Cartabia e al Governo per chiedere di accelerare”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini a 24 Mattino su Radio24, in merito alla raccolta firme per i referendum sulla giustizia, che parte oggi.
“Sono referendum per chiedere tempi rapidi per i processi, certezza della pena e responsabilità per chi sbaglia – prosegue Salvini -. E’ uno strumento per liberare magistratura dalle correnti e dalla politica”.
“Separare le carriere di chi indaga e di chi giudica mi sembra un fatto di democrazia”, afferma ancora Salvini, per il quale sulla giustizia “il centrodestra sarà unito, la federazione la facciamo nei fatti”.
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Salvini “I referendum sulla giustizia sono un aiuto al Governo”
Mattarella “Parità di genere è obiettivo della Repubblica”
ROMA (ITALPRESS) – “Uno degli obiettivi fondamentali della Repubblica è l’affermazione dell’effettiva parità di genere, il valore del principio di uguaglianza è sancito dall’articolo 3 della Costituzione non per mera enunciazione ma nella convinzione che costituisca una delle condizioni indispensabili per la realizzazione degli ideali della Repubblica, per il suo sviluppo sotto ogni profilo”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella durante la visita della Fondazione Marisa Bellisario al Quirinale. “L’impegno della Fondazione Marisa Bellisario rafforza l’esigenza di parità delle donne, si fa promotrice di questo messaggio importante nel nostro Paese per la concreta realizzazione di nuovi spazi conquistati e da conquistare. Auspico che non vi sia resistenza a questo ma che al contrario, le Istituzioni garantiscano percorsi sempre più ampi per arrivare a questo obiettivo” ha aggiunto il presidente Mattarella.
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Draghi “Fiducia per il futuro, ma la pandemia non è finita”
ROMA (ITALPRESS) – “Per l’Italia, questo è un momento favorevole.
Le certezze fornite dall’Europa e dalle scelte del governo, la capacità di superare alcune di quelle che erano considerate barriere identitarie, l’abbondanza di mezzi finanziari pubblici e privati sono circostanze eccezionali per le imprese e le famiglie che investiranno capitali e risparmi in tecnologia, formazione, modernizzazione”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenuto all’Adunanza solenne di chiusura dell’Anno accademico dell’Accademia nazionale dei Lincei.
“Ma è anche il momento favorevole per coniugare efficienza con equità, crescita con sostenibilità, tecnologia con occupazione. E’ un momento in cui torna a prevalere il gusto del futuro.
Viviamolo appieno, con determinazione e con solidarietà”, ha aggiunto.
“A più di un anno dall’esplosione della crisi sanitaria, possiamo finalmente pensare al futuro con maggiore fiducia. La campagna di vaccinazione procede spedita, in Italia e in Europa – ha detto ancora Draghi -. Dopo mesi di isolamento e lontananza, abbiamo ripreso gran parte delle nostre interazioni sociali. L’economia e l’istruzione sono ripartite. Dobbiamo però essere realistici. La pandemia non è finita. Anche quando lo sarà, avremo a lungo a che fare con le sue conseguenze. Una di queste è il debito”.
“Il debito può rafforzarci, se ci permette di migliorare il benessere del nostro Paese, come è avvenuto durante la pandemia. Ci può rendere più fragili se, come troppo spesso è accaduto in passato, le risorse vengono sprecate – ha sottolineato il premier -. Il debito può unirci, se ci aiuta a raggiungere il nostro obiettivo di prosperità sostenibile, nel nostro Paese e in Europa. Ma il debito ci può anche dividere, se solleva lo spettro dell’azzardo morale e dei trasferimenti di bilancio, come ha fatto dopo la crisi finanziaria”.
“Si pensi, ad esempio, al debito comune che finanzia il Next Generation EU – ha aggiunto -. Il nostro Paese è il principale beneficiario di questo programma e ha dunque un’enorme responsabilità per la sua riuscita. Se sapremo utilizzare queste risorse in maniera produttiva e con onestà non aiuteremo soltanto l’economia italiana. Rafforzeremo anche la fiducia all’interno dell’Unione Europea, contribuendo in maniera decisiva al processo di integrazione”.
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M5S, Grillo “Non sono padre padrone, Conte non è persona adatta”
ROMA (ITALPRESS) – Sei minuti e 30 secondi di video per raccontare al popolo della rete la sua verità sullo strappo con l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Beppe Grillo ha deciso di postare un video in cui ricostruisce i giorni più tumultuosi del Movimento. Prima una premessa per allontanare su di sè tutte le accuse. “Sento delle dichiarazioni che mi fanno male e che non merito” osserva. “Ci siamo visti tutti insieme con Conte e gli abbiamo dato l’incarico: rifai il movimento, vai nei territori, è in crisi. Avevamo bisogno di lui, siamo un movimento che può mutare, può cambiare, è giusto che ci sia una persona che lo cambi. Questa era una cosa concordata. Gli dico prendi lo statuto, vedi se ti va bene, cambialo. Da quel giorno non ho sentito più nessuno, lo chiamo, non si fa trovare, comincio a sentire il peso. Se non ti fidi di me fai vedere lo statuto ai parlamentari, a qualcuno. Poi mi è arrivata la bozza, ed era una roba dove si metteva al centro lui, forse aveva frainteso”. Grillo rivendica le sue richieste: “Ho solo chiesto di avere la mia garanzia di avere la struttura del garante identica allo statuto che c’è adesso. Quando mi è arrivato il primo statuto fino all’ultimo abbiamo fatto una trattativa e quando sono venuto a parlare in Parlamento ho visto questa ambiente di paura, non sentivo l’ambiente del M5S di abbracci e affetto. Ho sentito una paura latente. Sono venuto a fare qualche battuta, ma lui si è offeso. Ma sono battute”. Grillo racconta quindi nel dettaglio il momento dello strappo. “Il giorno dopo mi fece una telefonata tempestosa, mi disse io non ti rispondo più, gli dico rispondimi e facciamolo vedere questo statuto e lui mi disse ti rispondo in conferenza stampa. Ed è successo quello che è successo”. Beppe Grillo si difende dalle accuse di essere una sorta di despota. “Ho agito come dovevo agire, con il mio cuore, la mia anima, la mia intelligenza; non sono il padre padrone del Movimento, sono il papà del Movimento, sono il papà con il cuore e ho fatto delle cose straordinarie con chi oggi mi sta disprezzando che non rinnego”. Amaro il giudizio su Conte. “Il Movimento doveva cambiare con lui, pensavo fosse la persona più adatta, ma forse non è la persona più adatta di quello che serve al Movimento”. Infine l’appello all’unità anche se mette in conto una possibile scissione: “Stiano uniti se possiamo, ma se qualcuno vuole fare una scelta diversa la farà in tutta coscienza”.
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Napoletano “Draghi soluzione per implosione politica”
Un premier che vuole essere trattato alla pari, che ascolta tutti, che sa prendere le decisioni importanti al momento giusto. E’ il presidente del Consiglio Mario Draghi, raccontato nel nuovo libro di Roberto Napoletano, “Mario Draghi. Il ritorno del cavaliere bianco”. Alla presentazione, alla Casa del Cinema, sono intervenuti esponenti della maggioranza e dell’opposizione. “E’ stato Berlusconi a volere fortemente Mario Draghi come presidente della Bce. La storia di Draghi si incrocia spesso con il resto della storia politica italiana”, ha detto il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. “La mia parte politica ha avuto il pregio di valorizzarlo, promuoverlo, pensando fosse una risorsa per l’Italia. Berlusconi fu uno dei primi a individuare in Draghi la soluzione dei problemi che si erano venuti a creare a causa della pandemia”. Per il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, “tutti stanno mettendo molta attesa nell’Italia e i fatti ci sono”. Carla Ruocco, presidente della commissione Banche, parlando del libro del direttore del Quotidiano del Sud, ha ricordato che “introduce alcuni punti di vista importanti che riguardano le regole bacarie, noi come commissione abbiamo puntato molto l’attenzione sulle regole bancarie e su tutto il tema degli aiuti di Stato, proprio questa e’ la vera sfida. Abbiamo una situazione politica con alcuni importanti provvedimenti del Governo Conte per fronteggiare l’emergenza, poi la situazione si è modificata con il Governo Draghi che ha preso le redini di quelle che erano già state le mosse del precedente. Questo Governo sta lavorando in continuità con quello precedente”. Adolfo Urso, presidente del Copasir, rappresentante dell’opposizione “patriottica”, riconosce in Draghi il “personaggio dell’anno, in Italia, in Europa e non solo. Noi siamo all’opposizione pur riconoscendo in Draghi un punto di riferimento importante. Ci auguriamo che riesca a far cogliere al Paese tutte le opportunità che ci sono per una ripresa. Il nostro augurio e’ che riesca nell’obiettivo. Fratelli d’Italia non è alternativa a Draghi, e’ alternativa a questa maggioranza, con lui ci ritroviamo molto bene sul piano internazionale, un Governo europeista. Draghi non ha bisogno di dire chi è, lo dicono le sue azioni. Perché di fronte a questo Giorgia Meloni ha scelto l’opposizione? Perchè per noi il Governo deve essere espressione della volontà popolare”. Napoletano ha concluso sottolineando come “usciamo da un periodo lunghissimo di dibattito pubblico malato. Quello che sta succedendo nel M5S e’ importante, ma meno importante dei 5 milioni di posti di lavoro a rischio. E’ possibile che dobbiamo occuparci di tutti i restroscena della politica senza parlare mai di asili nido, di scuola, di lavoro? Oggi si è abbassato il vento della narrazione e della contro-narrazione, perché Draghi va bene? La su reputazione non è legata alla narrazione, ma ai fatti. Dietro la parola c’e’ il capitale della persona. La carta Mario Draghi nasce dall’implosione della politica italiana, dall’implosione del dibattito malato”.
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Cartabia “Violenze in carcere oltraggio alla persona e alla divisa”
ROMA (ITALPRESS) – «Un’offesa e un oltraggio alla dignità della persona dei detenuti e anche a quella divisa che ogni donna e ogni uomo della Polizia Penitenziaria deve portare con onore, per il difficile, fondamentale e delicato compito che è chiamato a svolgere». Davanti ai video pubblicati di quanto accaduto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere l’anno scorso, il 6 aprile 2020 – fatti salvi gli ulteriori accertamenti dell’Autorità Giudiziaria e tutte le garanzie per gli indagati – la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, parla di «un tradimento della Costituzione: l’art.27 esplicitamente richiama il “senso di umanità”, che deve connotare ogni momento di vita in ogni istituto penitenziario. Si tratta di un tradimento – aggiunge la Ministra – anche dell’alta funzione assegnata al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre in prima fila nella fondamentale missione – svolta ogni giorno con dedizione da migliaia di agenti – di contribuire alla rieducazione del condannato».
«Di fronte a fatti di una tale gravità non basta una condanna a parole. Occorre attivarsi – aggiunge la Guardasigilli – per comprenderne e rimuoverne le cause. Occorre attivarsi perchè fatti così non si ripetano».
«Ho chiesto un rapporto completo su ogni passaggio di informazione e sull’intera catena di responsabilità», annuncia la Guardasigilli, secondo cui questa vicenda – «che ci auguriamo isolata» – richiede «una verifica a più ampio raggio, in sinergia con il Capo del Dap, con il Garante nazionale delle persone private della libertà e con tutte le articolazioni istituzionali, specie dopo quest’ultimo difficilissimo anno, vissuto negli istituti penitenziari con un altissimo livello di tensione».
«Oltre quegli alti muri di cinta delle carceri – avverte la Ministra Cartabia – c’è un pezzo della nostra Repubblica, dove la persona è persona, e dove i diritti costituzionali non possono essere calpestati. E questo a tutela anche delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria, che sono i primi ad essere sconcertati dai fatti accaduti».
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Centrodestra, Meloni “No al partito unico, dibattito fuori tema”
ROMA (ITALPRESS) – “Non sono favorevole all’ipotesi di partito unico. L’identità dei partiti di centrodestra è un valore e questa identità ci porta oggi ad avere la maggioranza e il consenso dei cittadini, pur continuare a credere nell’unita del centrodestra. Noi dobbiamo stare insieme perchè la pensiamo in maniera molto simile ma con sfumature diverse. Non credo sarebbe un vantaggio per nessuno un partito unico, abbiamo tentato in passato e non mi pare che andò benissimo”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa di presentazione del II congresso nazionale di Azione Universitaria, il movimento universitario di FdI. “Oggi non vedo quindi la ragione è questo dibattito mi sembra fuori tema in un momento come questo. Poi la federazione la considero normale per i partiti che sostengono la maggioranza, ma noi siamo all’opposizione”, ha aggiunto.
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M5S, scontro Crimi-Grillo sul voto e il garante lancia l’ultimatum
Da Conte-Grillo a Crimi-Grillo. Nuovo duello a distanza in queste giornate tormentate per il MoVimento 5 Stelle. Stavolta ad aprire le danze è il reggente del M5S, Vito Crimi, che in un post su Facebook annuncia che non autorizzerà la votazione sulla piattaforma Rousseau per il nuovo consiglio direttivo. “Beppe Grillo ha indetto la votazione del comitato direttivo impedendo una discussione e una valutazione della proposta di riorganizzazione e di rilancio del MoVimento 5 Stelle alla quale Giuseppe Conte ha lavorato negli ultimi mesi, su richiesta dello stesso Beppe. Pur rientrando fra le sue facoltà indire la votazione, non concordo con la sua decisione – scrive Crimi -. Il voto, tuttavia, non potrà avvenire sulla piattaforma Rousseau, poiché questa è inibita al trattamento dei dati degli iscritti al MoVimento. Inoltre, consentire ciò violerebbe quanto disposto dal Garante della Privacy”.
“Gli avvenimenti di questi giorni, in particolare delle ultime ore, mi inducono ad una profonda riflessione sul mio ruolo nel Comitato di Garanzia e sulla mia permanenza nel MoVimento – aggiunge -. Manterrò le mie funzioni per il tempo utile a consentire gli adempimenti necessari allo svolgimento delle prossime consultazioni”.
Sempre su Facebook la lunga risposta di Grillo. “Vito, ti ho già risposto ieri in privato con il seguente messaggio: “Credo che tu non abbia ben interpretato il provvedimento del garante della privacy che ti rimetto. La parte cerchiata in rosso specifica bene che Rousseau può trattare i dati in caso di esplicite e specifiche richieste del movimento. Oltretutto il titolare dei dati può sempre decidere a chi farli trattare. Nessuna galera, dunque – scrive il garante -. Al contrario sarebbe proprio il votare su una piattaforma diversa che esporrebbe il movimento, e te in prima persona, ad azioni anche risarcitorie da parte di tutti gli iscritti”.
“Come ti ho sempre detto prima di poter votare su un’altra piattaforma è, infatti, necessario modificare lo statuto con una votazione su Rousseau. Inoltre nella mancanza dell’organo direttivo l’unico autorizzato ad indire le elezioni dello stesso è il garante, e in quanto tale l’ho fatto secondo le sole modalità possibili previste dallo statuto vigente (art. 4 lettera b) – prosegue -Inoltre il garante della privacy non ha mai identificato in te il titolare dei dati degli iscritti, essendosi limitato a indicarlo genericamente nel movimento, probabilmente a causa della tua controversa reggenza. Il voto dovrà, dunque, essere effettuato su Rousseau”. Non posso che ribadirti che l’unico modo per rispettare lo statuto attualmente vigente ed evitare più che probabili ricorsi per l’annullamento del voto, rimane fare questa consultazione sulla Piattaforma Rousseau – spiega Grillo -. Ho chiesto a Rousseau di poter effettuare sulla piattaforma solo due votazioni, quella per l’elezione del Comitato direttivo e quella per la modifica dello statuto, che comunque sarà gestita dal neo eletto Comitato direttivo. Come ti ho già detto, infatti, solo dopo aver modificato lo statuto attraverso una votazione su Rousseau saremo liberi di usare una nuova piattaforma. Ti invito, pertanto, ad autorizzare, entro e non oltre le prossime 24 ore, la Piattaforma Rousseau al trattamento dei dati, come espressamente consentito dal provvedimento del garante della privacy e come rientrante nei poteri del titolare del trattamento. Nel caso, invece, in cui decidessi di utilizzare subito la nuova piattaforma, sarai ritenuto direttamente e personalmente responsabile per ogni conseguenza dannosa dovesse occorrere al MoVimento (azioni di annullamento voto, azioni risarcitorie…) per le scelte contrarie allo statuto che dovessi operare”.
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