“I vaccini sono la chiave per aprire una fase nuova”. A parlare, in un’intervista a La Stampa, è il ministro della Salute Roberto Speranza che spera di non rinnovare lo stato d’emergenza in scadenza il 31 luglio, “per dare un segnale positivo al Paese”. “Avere due terzi del Paese in zona bianca e’ il frutto delle misure rigorose adottate e della campagna vaccinale che procede con numeri molto buoni”. “Nell’ultima settimana abbiamo registrato 11mila nuovi casi, che prima contavamo in un giorno, e i ricoveri in terapia intensiva sono un sesto rispetto a poche settimane fa. Ma e’ necessario continuare sulla strada della prudenza e della gradualità, su questo punto c’è un’ampia condivisione anche tra i cittadini”.
“Sul concetto di immunita’ di gregge c’e’ dibattito tra gli scienziati, io dico che vorrei arrivare a settembre al punto che tutti gli italiani che vogliono vaccinarsi avranno avuto la possibilita’ di farlo – prosegue Speranza – e con le dosi in arrivo nelle prossime settimane siamo in condizione di continuare con il ritmo prestabilito”. Con i dati che attendiamo per venerdi’ “quasi tutto il Paese sara’ in zona bianca, in pratica il 99% degli italiani”. Riguardo al cosiddetto “crossing vaccinale” sottolinea: “e’ una cosa che la Germania fa da due mesi, che anche la Francia e la Spagna fanno da tempo: e’ una procedura che ha dato buoni risultati, non sono invenzioni, ma evidenze e studi scientifici”.
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Speranza “Stop stato di emergenza a fine luglio sarebbe bel segnale”
Berlusconi “Al Governo per tagliare le tasse, poi la flat tax”
MILANO (ITALPRESS) – “Nella nostra visione liberale i cittadini non sono sudditi, sono persone titolari di diritti, fra i quali quello di disporre liberamente dei frutti del proprio lavoro. L’obbligo di versarne una quota allo Stato è una limitazione della libertà e dei diritti di proprietà, che è inevitabile, ma che va contenuta al massimo. Ne deriva che promuovere la riforma fiscale è anche uno degli obbiettivi con i quali partecipiamo al governo Draghi. Un governo che non è il nostro e che tuttavia sosteniamo con forza e convinzione”. A scriverlo in una lettera a “Il Giornale” è il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, secondo cui “la riforma fiscale – insieme ad un uso accorto delle risorse del Recovery Plan (che non esisterebbe, o almeno non in questa misura senza il nostro intervento in sede europea) e ad altre riforme essenziali come quelle della pubblica amministrazione e della giustizia – è la condizione assolutamente necessaria perchè le aziende possano tornare a fare utili e a creare occupazione, perchè le famiglie possano riprendere a consumare e a risparmiare”.
“La nostra proposta finale – sottolinea il Cavaliere – rimane quella della flat tax, la realizzerà il futuro governo di centrodestra, ma fin d’ora è indispensabile un robusto taglio delle imposte”. Una proposta che si fonda su “una no tax area per i primi 12.000 euro di reddito e solo tre aliquote, molto più basse (non oltre il 23%) per i successivi scaglioni di reddito, che abbiamo rivisto e razionalizzato. Senza entrare in tecnicismi, chi guadagna meno di mille euro al mese non pagherà alcuna tassa, i redditi medio bassi sopra quella cifra avranno con la nostra riforma dai 100 ai 400 euro mensili di maggiore reddito disponibile. A questo naturalmente – evidenzia – si accompagna il nostro no assoluto a qualsiasi forma di patrimoniale o di tassa di successione, la richiesta di un ‘anno bianco fiscalè con il blocco delle cartelle esattoriali fino al 31 dicembre 2021 e di misure per chiudere il contenzioso pregresso senza soffocare cittadini e imprese in difficoltà (‘pace fiscalè)”.
“Infine, per eliminare una volta per tutte la tentazione del governo di turno di usare la leva delle tasse in modo eccessivo, chiediamo di introdurre in Costituzione, così da non poterlo più mutare, un tetto massimo alla imposizione fiscale”, conclude.
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Mattarella “Impegno per eliminare piaga del lavoro minorile”
ROMA (ITALPRESS) – “In occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, che coincide con l’Anno proclamato dalle Nazioni Unite per l’eliminazione del lavoro minorile, desidero sottolineare la necessità di un impegno concreto e solidale da parte degli Stati contro una piaga intollerabile che coinvolge ancor oggi, secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, oltre 150 milioni di bambini. L’ambizioso obiettivo è di porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme (compreso il turpe reclutamento e uso di bambini soldato), entro il 2025”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Si calcola che oltre 70 milioni di ragazze e ragazzi siano costretti nel mondo a svolgere attività di lavoro pericolose che mettono a rischio la salute, la sicurezza e la loro integrità”, osserva il capo dello Stato.
“Oltre 100 milioni di bambini, negli ultimi vent’anni, sono stati affrancati dal lavoro minorile, un rischio che si è, invece, accentuato durante la pandemia, specie nei Paesi più fragili, ove si è manifestato un rapporto tra aumento della povertà, chiusura delle scuole e spinta all’ingresso di minori nel mercato informale del lavoro. L’Italia – sottolinea – non è esente, purtroppo, dal fenomeno del lavoro infantile, incluso lo sfruttamento da parte della malavita organizzata, situazione che compromette il futuro di nostri giovani e della intera società.
Occorre uno sforzo corale di tutta la società e delle sue istituzioni, per porre fine a questa grave violazione dei diritti dell’infanzia e rendere effettivamente vigente il diritto dei bambini a un avvenire da loro liberamente scelto. In questo senso, le iniziative di sensibilizzazione previste in questi giorni in Italia sono particolarmente meritevoli”, conclude Mattarella.
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Covid, Speranza “Non vanificare i sacrifici fatti”
ROMA (ITALPRESS) – “Da lunedì oltre 40 milioni di italiani saranno in zona bianca. L’Italia ha, attualmente, uno dei migliori dati europei sull’incidenza. E’ un risultato incoraggiante che ci consente di guardare avanti con più fiducia. Dobbiamo insistere su questa strada con prudenza e gradualità. Oggi più che mai occorre conservare le corrette abitudini per non vanificare i tanti sacrifici fatti”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine di un incontro al ministero sul tema del rafforzamento della sanità territoriale.
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AstraZeneca, Zaia “Il Veneto rispetta il limite di età da aprile”
ROMA (ITALPRESS) – “Ad aprile abbiamo visto la circolare dell’Aifa che raccomandava di utilizzare i vaccini a vettore virale sopra i 60 anni. Prima erano stati raccomandati sotto i 55, poi sotto i 60 e infine sopra i 60. Si parlava di trombosi profonde soprattutto nelle donne giovani. Quel giorno abbiamo preso una decisione: quel vaccino si sarebbe fatto solo a chi ha più di 60 anni, salvo diversa anamnesi del medico. Lo dissi al generale Figliuolo quando venne lo scorso 13 maggio: se resta questa l’indicazione, finiti gli over 60, i vaccini a vettore virale rischiano di finire su un binario morto. E quindi non abbiamo mai utilizzato l’open day”. Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in un’intervista al Corriere della Sera, in merito agli open day con i vaccini a vettore virale AstraZeneca e Johnson&Johnson, premettendo però “ogni scelta che una Regione fa è legittima, non c’è il primo della classe, non mi permetto di discutere le scelte degli altri colleghi”.
Quanto alla possibilità di vaccinare i turisti, Zaia osserva: “Un autonomista impenitente come me dice che serve una regia nazionale visto il tema di reciprocità fra regioni. Il cittadino di un’altra regione si può fare la seconda dose in Veneto durante le vacanze, riceverà un certificato cartaceo con tanto di lotto della fiala e servirà poi un’indicazione nazionale, che Figliuolo saprà coordinare, per l’obbligo di registrazione della vaccinazione all’anagrafe vaccinale della regione d’origine. Questo è lo schema, altrimenti se aspettiamo di mettere in rete tutte le anagrafi, faremo l’iniezione ai turisti nel 2050”.
Quanto devono soggiornare i turisti in Veneto per avere la seconda dose? “Sopra i 15 giorni, così ha senso. Così come li curiamo nel caso avessero un problema di salute, anche per i vaccini la possibilità ci sarà. Non mi aspetto certo un fiume in piena. La permanenza media è tre giorni e mezzo. Però è un atto di assoluta raffinatezza e attenzione per il nostro ospite, che per noi è sacro”.
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Comunali, appello di Decaro ai “non candidati” “Sindaco è mestiere più bello”
ROMA (ITALPRESS) – “In Italia sta avvenendo un fenomeno strano. In tanti comuni, piccoli e grandi, i cittadini, le associazioni, i partiti sono alla disperata ricerca di qualcuno che voglia candidarsi a sindaco. Il candidato sindaco, esemplare un tempo molto diffuso, pare sia a rischio estinzione. Però, se consideriamo gli ultimi fatti di cronaca, come quello che ha riguardato la collega sindaca di Crema Stefania Bonaldi, come potremmo biasimare chi, in questi giorni, rifugge anche alla idea di una possibile candidatura? Io, però, non voglio arrendermi e, da rappresentante di tutti i sindaci italiani, ho pensato di scrivere ai non-candidati”. Lo scrive il presidente dell’Anci Antonio Decaro, in una lettera al Corriere della Sera.
“So bene il perché non volete candidarvi – aggiunge -. Non volete farlo perché qualsiasi cosa accada nel vostro Comune sarà vostra responsabilità. Ogni volta che proverete a pedonalizzare anche solo un isolato stradale, vi troverete a lottare contro la burocrazia dell’adempimento formale che vi farà perdere tempo, pazienza e buon umore”.
“Non volete candidarvi perché vi hanno detto che ogni firma che metterete in calce a un provvedimento è un potenziale avviso di garanzia per il reato di abuso, così come le firme non messe potrebbero avere lo stesso effetto per il reato di omissione. E si sa, un avviso di garanzia, con la conseguente gogna mediatica, fa perdere la serenità per mesi, spesso anni – prosegue il sindaco di Bari -. Non volete candidarvi perché vi hanno detto che per i cittadini se un ospedale non funziona, se aumentano gli scippi, se la gente getta i rifiuti per strada, se piove, se fa troppo caldo, se la squadra cittadina retrocede è sempre e solo colpa del sindaco. Bene, tutto quello che vi hanno detto è vero. Tragicamente vero. Ma io che faccio il sindaco della mia città da sette anni posso dirvi che a questo racconto a senso unico, manca qualcosa. Qualcosa che non è scritto nel testo unico sugli enti locali, né nei i trattati di politica o di pubblica amministrazione. Manca quello che si prova indossando la fascia tricolore. Quello che si prova quando un bambino, durante la recita di Natale, si avvicinerà per chiedervi di parlare con Babbo Natale per avere una giostrina nel parco sotto casa sua, quando una ragazza si rifugerà nell’ufficio del sindaco per chiedergli di intercedere con i suoi genitori che l’hanno allontanata perché lei ama una donna”.
“È quello che si prova quando si fa la cosa più bella del mondo: cambiare in meglio la vita dei cittadini. Nessuno più del sindaco può farlo. Non c’è nulla che dia più soddisfazione”, spiega Decaro.
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Centrodestra, ticket Michetti-Matone a Roma e Damilano a Torino
ROMA (ITALPRESS) – “Piena sintonia nel centrodestra che ha scelto Enrico Michetti candidato sindaco per Roma Capitale, in ticket con Simonetta Matone che sarà prosindaco. Paolo Damilano è il candidato sindaco a Torino. Entro la settimana sarà ufficializzata la candidatura per la Regione Calabria”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dal centrodestra al termine del vertice che si è tenuto a Roma.
“Piena sintonia, il centrodestra ha scelto Enrico Michetti candidato sindaco per Roma Capitale, in ticket con Simonetta Matone che sarà prosindaco. Paolo Damilano è il candidato sindaco a Torino”, sottolinea il leader della Lega Matteo Salvini al termine del vertice. E aggiunge: “La prossima settimana presenteremo la squadra per Roma e non vedo l’ora. Enrico Michetti sarà il candidato sindaco, Simonetta Matone il pro sindaco, ci ho parlato io. Su Vittorio Sgarbi assessore alla Cultura vedremo. Stiamo formando una squadra su Roma”.
“Grandi passi avanti, centrodestra compatto che lavora per vincere. Abbiamo deciso di sbloccare la candidatura per la carica di sindaco di Roma, con due straordinari professionisti, Michetti e Matone, che hanno un curriculum di tutto rispetto”, sottolinea Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.
“Il ticket Michetti-Matone è la migliore soluzione possibile per allargare i confini del centrodestra e per vincere a Roma. Abbiamo visto che cosa è successo ieri con il maltempo. Ribadisco che il centrodestra va unito, mentre il centrosinistra ha tre diversi candidati”, ha affermato il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani.
Non un vice sindaco bensì un prosindaco che affiancherà Enrico Michetti nella sfida per Roma. È il magistrato Simonetta Matone che dopo una lunga riflessione ha accettato di scendere in campo in prima persona a Roma. “Non avremo un candidato ma due”, ha ribadito più volte il leader della Lega Matteo Salvini. Fonti vicine alla Matone fanno sapere che la decisione è stata presa proprio per la scelta del centrodestra di avere due candidati che lavoreranno sullo stesso piano.
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Copasir, Adolfo Urso eletto presidente
ROMA (ITALPRESS) – Con 7 voti a favore e una scheda bianca, Adolfo Urso, senatore di Fratelli d’Italia, è stato eletto presidente del Copasir. Alla votazione assenti i due componenti dimissionari della Lega Volpi e Arrigoni.
“Congratulazioni e buon lavoro da me e da Fratelli d’Italia ad Adolfo Urso, neo presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. E il nostro ringraziamento al presidente uscente Raffaele Volpi per il lavoro svolto – afferma in una nota il presidente di FdI, Giorgia Meloni -. Già da vicepresidente del Copasir, il senatore Urso aveva dimostrato capacità e competenza e siamo certi che saprà ricoprire questo importante e delicato incarico allo stesso modo, sempre nell’interesse della Nazione e degli italiani”.
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