SPEZZANO DI FIORANO (MODENA) (ITALPRESS) – “E’ la prima volta che esco da Roma da quando la pandemia ha cominciato ad attenuarsi e quello che si percepisce è un sollievo, un entusiasmo, una voglia di sprigionare le proprie energie produttive, la propria visione del mondo che dà conforto, e questo avviene in un territorio che era un’eccellenza anche prima della pandemia”. Lo dice il premier Mario Draghi intervenendo a Spezzano di Fiorano (Mo), a conclusione della visita agli impianti industriali di un complesso produttivo del distretto ceramico.
“Gli indici di fiducia delle imprese sono ai massimi da oltre tre anni. Gli imprenditori pianificano investimenti, segno che sono tornati a essere ottimisti. Le famiglie sono per ora un pò più caute, ma anche qui ci sono forti segnali di miglioramento – ha sottolineato Draghi -. L’OCSE ha appena rivisto al rialzo le sue previsioni per l’Italia. Il merito è dei tanti distretti produttivi nazionali come il vostro, che in questi mesi difficili hanno sostenuto l’economia e oggi sono protagonisti della ripresa. Qui si produce circa il 90% della ceramica italiana”.
“Nel primo trimestre di quest’anno, – aggiunge – questa industria è cresciuta di quasi il 9%, molto di più della produzione manifatturiera. Il segreto di distretti come questo sta nella stretta collaborazione tra le imprese, nell’internazionalizzazione, nell’innovazione”.
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Draghi “Si percepisce entusiasmo e voglia di sprigionare energie”
Meloni “Basta limitazioni alla libertà, accelerare con le riaperture”
ROMA (ITALPRESS) – “Il risultato non lo cerco per me, ma per gli italiani. Ho detto che avremmo fatto un’opposizione patriottica e responsabile, non cambio idea. Quindi solleverò il tema delle limitazioni della libertà personale che non può più essere sottaciuto, insisterò perchè si acceleri quanto più possibile sulle riaperture interrompendo la continuità di azione – su questo piano – con il governo Conte”. Lo dice il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un’intervista al Corriere della Sera, in merito all’incontro in programma giovedì 3 giugno con il premier Mario Draghi.
“Purtroppo non basta bloccare i licenziamenti per salvare posti di lavoro, bastasse un editto del governo sarebbe tutto più facile. Il vero problema da affrontare è che il 40% delle aziende rischia la chiusura, con il risultato che milioni di italiani finirebbero per strada in ogni caso”, sottolinea Meloni, per la quale “bisogna concentrarsi sula tenuta delle imprese, sulla loro continuità. Per paradosso, imponendo il blocco dei licenziamenti si favoriscono i più spregiudicati, quelli che non si fanno scrupolo a chiudere l’attività, licenziando tutti e magari non pagando tasse e fornitori, per poi riaprire una nuova attività con una diversa ragione sociale. Dovremmo invece aiutare gli imprenditori che assicurano la continuità di impresa”.
Nel centrodestra “personalmente non ho velleità di fusione, credo l’esperienza del Pdl abbia dimostrato quanto sia difficile quel percorso. Ma escludo che una eventuale federazione o unione tra Lega e FI possa nascere per isolare FdI, perchè senza di noi si perde, lo dicono i numeri – afferma ancora Meloni -. Semmai, un maggior coordinamento delle forze del centrodestra di governo serve per opporsi all’aggressività della sinistra. Sul partito di Brugnaro, considero naturale che la politica si adatti alla realtà del momento. Io ho fondato un partito che va bene, la diversità è ricchezza, non è un problema se ne nascono altri. L’importante è sapere per fare cosa”.
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Letta “La tassa di successione non è uno scandalo”
ROMA (ITALPRESS) – “In Italia la tassa di successione ha un gettito minimale, è un regalo che si fa ai ricchi del nostro Paese. Non c’è nessun sudore a ereditare patrimoni milionari, uno dei capisaldi dello Stato liberale è partire dallo stesso punto”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, ospite di Rtl 102.5.
“In Italia non deve essere uno scandalo reintrodurre una tassa di successione sui patrimoni plurimilionari – ha aggiunto -. Riguarda l’1% della popolazione e mi sono stupito nel vedere l’altro 99% scandalizzarsi”.
Riguardo al blocco dei licenziamenti, “il confronto si fa, si farà, con la Lega e con gli altri partiti di maggioranza, su come far sì che i lavoratori italiani vivano la ripartenza della nostra economia in una situazione nella quale sono stati protetti dal blocco dei licenziamenti. Un blocco che ha protetto una parte dei lavoratori, ma tantissimi altri hanno perso il loro posto di lavoro nonostante queste norme, per un mercato ormai troppo precario. L’apertura di Salvini si riferisce al blocco dei licenziamenti che noi volevamo prorogare, nel confronto interno al governo abbiamo chiesto di prorogarlo, soprattutto per i settori più colpiti – ha spiegato Letta -. Su questo Salvini ci ha lasciato soli e ora interviene, per questo c’è scetticismo, noi siamo per la linearità”.
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Salvini “Confronto con Letta sulla proroga del blocco dei licenziamenti”
ROMA (ITALPRESS) – “Sto lavorando a un asse tra Europa e Africa, un’alleanza tra i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Incontro ambasciatori e mi confronto con primi ministri, l’obiettivo è evitare che nei prossimi mesi gli arrivi siano nell’ordine delle centinaia di migliaia…”. Lo dice Matteo Salvini, leader della Lega, in un’intervista al Corriere della Sera, che in merito alle recenti dichiarazioni di Enrico Letta («Ho trovato un volto vero in Salvini. Con lui ho rapporti franchi, sappiamo che rappresentiamo due Italie diverse ma tutti e due sappiamo che abbiamo una grande responsabilità») sottolinea: “E’ lo spirito con cui io sono entrato nel governo Draghi. Probabilmente ha capito che andare avanti a insultare la Lega quotidianamente non è quello che serve all’Italia. Se la finiamo con Ius soli e felpe pro sbarchi, potremo dedicarci, anzichè al litigio, al grande problema di questo momento: il lavoro”. Un tema di confronto potrebbe essere “la possibilità di prorogare il blocco dei licenziamenti – spiega -. Noi siamo convinti che si possa fare. Io incontro domani il presidente di Confindustria e peraltro gli imprenditori li sento quotidianamente. Loro chiedono di poter tornare a lavorare a parità di condizioni con una concorrenza spesso straniera. Se lo Stato aiuta i lavoratori prolungando le casse integrazione e mette finalmente regole al commercio online e fa pagare le tasse ad Amazon, Google, e a tutte le altre multinazionali, credo che la possibilità di evitare i licenziamenti ci sia”.
Poi in merito alla politica europea Salvini afferma: “Nella Ue i gruppi del cosiddetto centrodestra sono divisi in tre. Mettendo insieme le migliori energie, possiamo diventare molto più forti. In caso contrario, continueranno a decidere i socialisti. E lo stesso vale in Italia. Non penso a partiti unici o forzature. Però, in Parlamento nasce un gruppetto alla settimana. Non è utile”.
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Gelmini “Il Governo non ha scadenza”
ROMA (ITALPRESS) – “Regioni e Comuni saranno protagonisti. Questo governo non si limita a “sentire”, ma ascolta e coinvolge gli enti territoriali, senza i quali non si possono mettere a terra le risorse del Pnrr. E con il decreto governance e semplificazioni abbiamo creato le condizioni per mettere il turbo a riforme e investimenti. Così andremo alla velocità dei vaccini e con le semplificazioni preparate da Renato Brunetta, torneremo a far correre la macchina amministrativa, ricostruendo la fiducia dei cittadini nello Stato”. Lo afferma Mariastella Gelmini, ministro degli Affari regionali, in un’intervista al Corriere della Sera.
Alla domanda su quale sia l’orizzonte di questo esecutivo, Gelmini risponde: “I governi non hanno scadenza: questo esecutivo nasce per portare fuori il Paese dall’emergenza sanitaria e da quella economica. Stiamo uscendo dall’incubo della pandemia e c’è ancora molto da fare per mettere in sicurezza le risorse del Next Generation Eu. Fatto questo la politica potrà tornare alla sua fisiologia. Ma è prematuro indicare una data”.
Toti e Brugnaro lanciano Coraggio Italia: è a rischio la tenuta del partito? “Forza Italia è stata la levatrice di questo governo, grazie all’idea lungimirante del Presidente Berlusconi che ne ha anticipato la nascita quando ancora nessuno ci pensava – sottolinea Gelmini -. E la Lega ci ha seguito. Siamo noi il naturale contenitore liberale, riformista, europeista e popolare e quindi dobbiamo accentuare il nostro ruolo e rivendicarlo con più forza. Detto questo non va sottovalutata la portata di quello che è accaduto: per ora abbiamo messo al centro della nostra azione il futuro dell’Italia, ma, messo in sicurezza il Paese, sarà utile ricominciare a parlare del partito. Ma c’è un tempo per ogni cosa, e la discussione su nuovi partitini, ai cittadini provati dalla crisi, rischia di apparire lunare”.
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Vaccino, Speranza “Probabile terza dose dai medici di base”
ROMA (ITALPRESS) – “Vaccinare dai 12 anni in su è molto importante. Aifa nelle prossime ore darà seguito a disposizioni Ema sul vaccino tra i 12 e i 15 anni, sarà importante per la ripresa della scuola a settembre”. Lo ha detto il Ministro della Salute, Roberto Speranza, a “Che Tempo Che Fa” su Rai3.
“Dove farlo? Per me è importante farlo dai pediatri di fiducia. Sempre nel coordinamento lo farei fare ai pediatri di libera scelta. Dobbiamo aspettare che le analisi dei nuovi dati poi ci forniscano elementi anche su fasce più piccole. A settembre dobbiamo arrivare avendo vaccinato la stragrande maggioranza dei 12-15enni”. La terza dose di vaccino? “In questo momento non abbiamo certezze ma i nostri ricercatori ci dicono che sarà molto probabile dover ricorrere a una terza dose come richiamo necessario ed eventualmente ci potranno essere anche modifiche dei vaccini per coprire le varianti. Dobbiamo passare da una fase di straordinarietà a una di ordinarietà nell’affrontare questa epidemia: va bene vaccinare in tutti gli spazi possibili e immaginabili, come le palestre, ma se penso a un tempo più lungo i luoghi preposti alla vaccinazione devono tornare ai loro scopi originari. I 40.000 medici di medicina generale possono essere la leva essenziale per gestire la fase ordinaria”.
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Covid, Costa “Così immunità di gregge già a settembre”
ROMA (ITALPRESS) – “Guardo i numeri. A giugno arriveranno 20 milioni di dosi, oggi avanziamo al ritmo di 500 mila somministrazioni al giorno, ma presto grazie a questa concentrazione di vaccini riusciremo a toccare quota 700 mila. Dodici milioni di italiani sono già vaccinati, cioè oltre il 15% della popolazione, che in proporzione vuol dire meglio di Francia e Germania. A fine giugno i vaccinati saranno poco meno di 20 milioni. E non solo. Ora siamo a 33 milioni di dosi somministrate, a fine luglio taglieremo il traguardo dei 70 milioni. Così, ad agosto, potremo cominciare a toglierci la mascherina all’aperto. E a settembre ecco l’immunità».
E’ il pensiero del sottosegretario alla Salute Andrea Costa intervistato dal Corriere della Sera.
“Addio pandemia. No, piano. Col virus non si scherza. Ci sono le varianti, bisognerà comunque continuare a fare attenzione».
«Si parla tanto dei vaccini in vacanza. Ma noi non possiamo rincorrere chi passa 3 giorni a Rimini. E neppure possiamo pensare ai turisti stranieri – spiega Costa – Troppo complicato. Possiamo però provare a garantire il vaccino a chi fa un soggiorno lungo: penso ai nonni che stanno un mese nella casa al mare con i nipoti. Per loro potremmo studiare una residenza sanitaria temporanea che oggi già esiste per un minimo di tre mesi. Ma servirà comunque un accordo condiviso tra tutte le Regioni, non possiamo muoverci a macchia di leopardo. E poi, perchè i vaccini sono gratis e i tamponi no? Finchè i vaccini non saranno disponibili per tutti, non dovremmo far pagare i tamponi o almeno dobbiamo cercare di ridurne il costo. Si chiama equità sociale».
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Uggetti “Contento per scuse Di Maio, aspetto gesto Salvini”
ROMA (ITALPRESS) – «Sono contento delle scuse di Di Maio, non me le aspettavo. Voglio credere e sperare che il suo ravvedimento sia sincero. Adesso vorrei che dal mio minuscolo caso potesse scaturire una riflessione più generale». Così l’ex sindaco di Lodi, assolto in appello dall’accusa di turbativa d’asta, comenta in una intervista a La Repubblica le scuse di Luigi Di Maio. Ora però si aspetta altre scuse: «Quando sono stato assolto, Salvini mi ha mandato la sua solidarietà. Lo ringrazio, ma non dimentico che, quando venne in campagna elettorale a Lodi dopo le mie dimissioni, mimò il gesto, barbaro, delle manette».
Cosa può insegnare il mio caso? Un’attenzione maggiore sulla custodia cautelare preventiva. Purtroppo, il mio fu un caso di scuola al contrario: non dovevo essere arrestato. Poi, servirebbe una riflessione sul sistema mediatico”.
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