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Via libera dal Cdm al decreto Recovery

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Via libera dal Consiglio dei Ministri al decreto legge Recovery, che contiene norme sulla governance per il Pnrr e le semplificazioni.
“Abbiamo raggiunto un importante e innovativo punto di equilibrio tra le esigenze di accelerare i tempi di esecuzione delle opere pubbliche e quelle di tutela del paesaggio e del patrimonio culturale. E ciò è avvenuto nel pieno rispetto dell’articolo 9 della Costituzione”, commenta il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Il provvedimento introduce una nuova soprintendenza speciale per il Pnrr e nuove procedure autorizzative per la realizzazione delle opere. “Sempre nell’ottica di rendere più veloce l’attuazione del Pnrr senza allentare la tutela del paesaggio – ha aggiunto Franceschini – il decreto introduce nuove procedure autorizzative”.
La Soprintendenza speciale per il PNRR sarà un ufficio di livello dirigenziale generale straordinario, operativo fino al 31 dicembre 2026 e finalizzato ad assicurare la più efficace e tempestiva attuazione degli interventi di importanza strategica stabiliti dal PNRR.
“Grazie all’intesa di oggi tra governo, Regioni, Comuni e Province, gli enti locali avranno un ruolo di primo piano nella decisiva fase di attuazione e implementazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Con il governo Draghi emerge una chiara discontinuità, rispetto allo scorso esecutivo, nei rapporti tra i diversi livelli di governo”, afferma Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie.
“Le norme sulla Governance del Pnrr – sottolinea dal canto suo il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà (M5S) – rispecchiano l’impianto che aveva messo in campo il precedente Governo: una cabina di regia a Chigi, l’opportunità di prevedere meccanismi di sostituzione nei confronti dei soggetti attuatori e strutture tecniche di supporto con l’inserimento di personale specializzato proveniente dai Ministeri”.
(ITALPRESS).

Draghi e Merkel “Affrontare insieme i problemi globali”

ROMA (ITALPRESS) – La pandemia ha insegnato che i problemi globali si affrontano insieme, serve unione, lavoro comune, coesione tra gli Stati. La pensano così i leader di Italia e Germania a confronto in occasione della seconda giornata del Global Solution Summit 2021. “La pandemia di Covid-19 ha colpito un mondo sempre più diviso. Mentre i governi lottavano con la loro stessa mancanza di preparazione, la tentazione è stata quella di incolpare gli altri e cercare protezione dentro di sè”, ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi. “Tuttavia, il multilateralismo sta ritornando, la crisi sanitaria ci ha insegnato che è impossibile affrontare i problemi globali con soluzioni interne”, ha aggiunto. Per il premier italiano la priorità è “sconfiggere la pandemia. Questo significa farlo ovunque e non soltanto nei Paesi sviluppati. Garantire che i paesi più poveri abbiano accesso a vaccini efficaci è un imperativo morale. Ma c’è anche una ragione pratica e, se vogliamo, egoistica: finchè la pandemia infuria, il virus può subire mutazioni pericolose che possono minare anche la campagna di vaccinazione di maggior successo”. Draghi ha ricordato che “il Global Health Summit tenuto a Roma la scorsa settimana ha fornito una serie di risposte molto concrete a questa crisi”.
Per la cacelliera tedesca Angela Merkel, “questa crisi ha cambiato la nostra visione della globalizzazione e i problemi globali possono essere risolti solo a livello globale, coinvolgendo tutti i paesi. Il multilateralismo non si può dare per scontato e servono soluzioni comuni. Importante è la condivisione, la pandemia ci ha dimostrato come le soluzioni dei singoli stati non hanno aiutato, l’emergenza si affronta insieme”.
(ITALPRESS).

Dl Semplificazioni, appalti più rapidi ma senza il massimo ribasso

ROMA (ITALPRESS) – Nel corso dell’incontro del 27 maggio con i sindacati, il premier Mario Draghi ha illustrato alcuni aspetti dei primi due provvedimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: la governance e le semplificazioni.
L’accordo con la Commissione Europea è di approvare in Consiglio dei Ministri questi due decreti entro la fine di maggio. Questo è fondamentale per poter accedere al più presto alla prima tranche dei fondi. Per Palazzo Chigi il confronto con i sindacati resta costante, e continuerà sui vari provvedimenti che compongono il PNRR.
La governance prevede infatti la costituzione di un tavolo permanente a Palazzo Chigi per il partenariato economico-sociale. I sindacati possono essere coinvolti nella Cabina di Regia.
I fondi del PNRR vanno spesi necessariamente entro il 2026. Il Governo vuole semplificare per andare avanti il più rapidamente possibile con gli appalti e la realizzazione dei progetti, per spendere i fondi in bilancio, rafforzando le cautele e la tutela del lavoro. Non è previsto alcun allargamento della pratica del massimo ribasso. Per quanto riguarda il decreto che dovrebbe approdare il 28 maggio in Consiglio dei Ministri, si prevede di permettere l’uso dell’appalto integrato.
Sul tema del sub-appalto, la normativa europea ha di fatto liberalizzato quest’area, facendo cadere i limiti imposti nell’ordinamento italiano. Per la Presidenza del Consiglio c’è la necessità quindi di tenere insieme il rispetto del diritto Ue che prevede il superamento dei limiti al subappalto con la massima tutela del lavoro e della legalità. Il Governo intende ridurre le stazioni appaltanti a un numero molto più basso, migliorando la qualità del processo di investimento.
(ITALPRESS).

Mattarella ricorda strage di piazza Loggia “Repubblica seppe reagire”

ROMA (ITALPRESS) – “La Repubblica mai dimenticherà le vittime innocenti di Piazza della Loggia, l’incancellabile dolore dei familiari, la ferita profonda inflitta non soltanto alla città di Brescia ma a tutta la comunità nazionale. La strage del 28 maggio 1974 di matrice neofascista, accertata dai procedimenti giudiziari, era parte di un’azione eversiva che aveva lo scopo di indebolire la democrazia, colpire le libertà costituzionali, seminare paura e, in questo modo, ostacolare la partecipazione civile, sindacale, politica. Una catena di attentati terroristici minacciò in quegli anni le conquiste di civiltà, che gli italiani avevano con sacrificio raggiunto dopo il fascismo e la guerra”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 47° anniversario della strage di Piazza della Loggia, che causò 8 morti e 102 feriti.
“La Repubblica seppe reagire alla disumanità dei terroristi e ai miti autoritari che li ispiravano con l’unità del popolo che è rimasta presidio del bene comune in tutti i momenti più difficili della storia nazionale. Grazie all’unità degli italiani la democrazia, le libertà, i diritti sono riusciti a prevalere – prosegue il capo dello Stato -. Nel giorno dell’anniversario, la memoria dell’attentato e della ferma risposta della Repubblica si unisce al sentimento più intenso di solidarietà verso le persone che hanno sofferto per la scomparsa dei loro cari, dei loro amici, dei loro compagni di lavoro. Alla vicinanza nei loro confronti si aggiunge la riconoscenza per l’impegno civile profuso da tanti in nome della verità e della giustizia”.
(ITALPRESS).

Crollo funivia, Giovannini “Grande ferita per il Paese”

ROMA (ITALPRESS) – “Una grande ferita per il Paese”. Così il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, nel corso delll’informativa alla Camera sull’incidente della funivia del Mottarone. “Dalla disamina dei fatti illustrati da tutti i presenti è emersa la prontezza nella risposta del sistema di soccorso che si è caratterizzata per la tempestività e la totale collaborazione di tutti gli enti”, ha aggiunto. “Nel corso dell’attività di indagine, a carico dei predetti sarebbero emersi gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, dal quale sarebbe derivato il disastro”, ha spiegato il ministro. Giovannini ha quindi sottolineato come “la commissione del ministero svolgerà approfondimenti specifici, che si aggiungono agli accertamenti della Direzione Generale per le Investigazioni Ferroviarie e Marittime, che ha già avviato un’inchiesta finalizzata ad accertare le cause dirette e indirette dell’incidente e a individuare le azioni più opportune per evitare il ripetersi di eventi analoghi, fermo restando l’accertamento delle eventuali responsabilità, di esclusiva competenza della magistratura”.
(ITALPRESS).

Recovery, Fedriga “Governo ci coinvolga per fare bene”

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Il dossier più urgente sul tavolo della Conferenza delle Regioni è “certamente il Pnrr. Ora stiamo impostando le modalità di collaborazione con il Governo: è fondamentale che ci sia una regia che metta insieme i diversi progetti. Perché ovviamente il Piano dovrà integrarsi con gli altri progetti già esistenti, della Regione, dello Stato e dell’Unione. Il che non è semplicissimo”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano Fedriga. Ma “la preoccupazione che ho è il non vedere coinvolte le Regioni in modo sufficiente. Però, devo dire che mi pare che il Governo sia consapevole della necessità di decidere le cose insieme. Non per nostre smanie di protagonismo, ma per poter fare bene. Altrimenti, rischiamo che ci sfugga la ripresa dopo un anno e mezzo di pandemia”, osserva Fedriga.
La pandemia ha rimesso in qualche modo in discussione le autonomie. C’è chi dice a chiare lettere che la sanità debba ritornare statale. “Penso che questa sia una visione lontana dalla realtà. Le Regioni, al contrario, in questa prova difficilissima hanno dato una risposta importante. Quando ancora del Covid non si sapeva niente e fioccavano facili giudizi, le Regioni hanno garantito la risposta ospedaliera. Con tutti i limiti e i problemi che ci sono stati, e che abbiamo visto ovunque nel mondo, non credo che la risposta sarebbe stata migliore con un sistema centralizzato. Del resto, un esempio chiaro sono le Regioni commissariate, in cui le scelte vengono prese direttamente dallo Stato”, conclude Fedriga. (ITALPRESS).

Intesa con le Regioni, no coprifuoco in zona bianca

ROMA (ITALPRESS) – Si è tenuto oggi un incontro fra il ministro della Salute Roberto Speranza e il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a cui hanno partecipato anche Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute e Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. Nel corso del confronto è stata discussa e condivisa una linea di azione per le zone bianche che sarà poi recepita in una prossima ordinanza del ministro. La proposta condivisa prevede che – fermi restando i criteri base della prevenzione, mascherine, distanziamento, areazione e sanificazione luoghi chiusi -, una volta che una Regione entri nella zona bianca, sia superato il cosiddetto ‘coprifuocò e si possano anticipare al momento del passaggio le riaperture delle attività economiche e sociali per le quali la normativa vigente dispone già la ripresa delle attività in un momento successivo. Il riferimento per lo svolgimento delle attività è quello delle “Linee guida per la riapertura delle attività economiche e sociali”, adottate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e degli altri protocolli, ai sensi dell’art. 12 del d.l. 65/2021.
“Aboliamo il coprifuoco e anticipiamo le riaperture in zona bianca. Piscine al chiuso, spogliatoi delle palestre, matrimoni e fiere, parchi tematici, casinò e sale bingo: nelle Regioni ‘bianchè devono ripartire subito. E anche le discoteche da luglio devono poter riaprire, con il green pass. I numeri del Covid continuano a scendere, la campagna vaccinale procede a pieno ritmo, usciamo dall’estetica dell’emergenza e permettiamo al Paese e a tanti lavoratori di ripartire”, ha scritto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, sulla sua pagina Facebook.
(ITALPRESS).

Speranza “Guardiamo con fiducia alle prossime settimane”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo in una fase molto significativa nella lotta contro il Covid. La campagna di vaccinazione ci ha fatto fare un salto in avanti decisivo e guardiamo con fiducia alle prossime settimane, pur mantenendo ancora un approccio di gradualità e di cautela. Dobbiamo, però, in questa fase guardare al dopo, a quello che il Covid ci ha insegnato, alla lezione drammatica degli ultimi mesi che ci resterà per sempre sulla pelle. Nel disegno, nella discussione, nella riflessione sulla sanità del futuro, in una fase che si sta di fatto già aprendo, penso che le materie di cui si occupa la vostra società scientifica siano particolarmente significative. L’attenzione ai più piccoli, ai nostri figli, a chi è in una situazione di maggiore fragilità per l’età in cui è”. Lo dice il ministro della Salute Roberto Speranza in un videomessaggio al Congresso della Società Italiana di Pediatria.
“Penso che nella costruzione del Servizio sanitario nazionale del futuro ci sia uno spazio enorme per la pediatria e per tutti i temi che ponete anche in questi giorni anche al centro della vostra riflessione. Questa è la sfida delle prossime settimane. Abbiamo finalmente le condizioni per guardare con più fiducia al futuro e poi disegnare il Servizio sanitario nazionale del futuro e, in questo Servizio sanitario nazionale del futuro, credo che la parola chiave debba essere “prossimità”, cioè un servizio sanitario vicino ai problemi di ciascuno, vicino ai problemi delle persone – prosegue -. E dobbiamo far questo con grandissima attenzione, soprattutto, sui nostri territori oltre che sui nostri ospedali e dovremmo farlo con nuova consapevolezza. I temi della pediatria sono i temi centrali su cui concentrare ogni nostra attenzione”.
(ITALPRESS).