ROMA (ITALPRESS) – Quasi un italiano su due (46%) vorrebbe che il presidente del Consiglio Mario Draghi continuasse il suo mandato fino al 2023, ritendosi soddisfatto del suo operato, mentre il 27% lo vedrebbe bene quale successore di Mattarella come capo dello Stato. E’ quanto sottolinea Antonio Noto, direttore di Noto sondaggi, in un articolo sul Quotidiano Nazionale, stilando anche una lista di possibili candidati alla carica di presidente della Repubblica. Alle spalle di Draghi figura con il 13% delle preferenze dei cittadini la ministra della Giustizia Marta Cartabia. Terzo classificato Romano Prodi, seguito da Silvio Berlusconi e dagli ex presidenti del Senato Schifani e Grasso.
Secondo Noto è interessante notare come chi chiede a Draghi di restare ancora seduto sulla poltrona di primo ministro è soprattutto parte degli elettori del Pd e di Fi, rispettivamente il 66% e il 65%. I leghisti invece, per il 44%, lo vorrebbero al Quirinale, con un 54% a favore di una riconferma di Mattarella.
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In pole per Quirinale Draghi, Cartabia, Prodi, Berlusconi e Schifani
Draghi “Italia favorevole a sospendere i brevetti sui vaccini”
ROMA (ITALPRESS) – “Purtroppo in molte aree del mondo, la pandemia non accenna a diminuire. Le differenze nei tassi di vaccinazione sono sconvolgenti. Sono state somministrate quasi 1,5 miliardi di dosi di vaccini, in oltre 180 paesi in tutto il mondo. Solo lo 0,3% di queste si trova in paesi a basso reddito, mentre i paesi più ricchi ne hanno somministrate quasi l’85%”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento di apertura al Global Health Summit.
“Queste disparità non sono solo inaccettabili. Sono anche una minaccia – ha proseguito Draghi -. Finchè il virus continua a circolare liberamente in tutto il mondo, può mutare pericolosamente e compromettere persino la campagna di vaccinazione di maggior successo. Dobbiamo assicurarci che i vaccini siano più disponibili per i paesi più poveri.
E’ essenziale consentire la libera circolazione di materie prime e vaccini oltre i confini. L’UE ha esportato circa 200 milioni di dosi di vaccini Covid-19 in 90 paesi, circa la metà della sua produzione totale. Tutti gli stati devono fare lo stesso. Dobbiamo revocare i divieti generalizzati di esportazione, soprattutto nei paesi più poveri. Purtroppo, molti paesi non possono permettersi di pagare questi vaccini. Questo è il motivo per cui iniziative come ACT Accelerator sono così importanti.
Finora l’Italia ha donato 86 milioni di euro a COVAX e altri 30 milioni a progetti multilaterali collegati”.
“Oggi sono molto lieto di annunciare che, questa settimana, intendiamo aumentare in modo significativo questo contributo e incrementarlo almeno di 300 milioni di euro. Dobbiamo anche aiutare i paesi a basso reddito, compresa l’Africa, a produrre i propri vaccini – ha sottolineato il premier -. Probabilmente avremo bisogno di più cicli di vaccinazione in futuro, e aumentare la produzione è essenziale. Una proposta è quella di introdurre una sospensione dei brevetti sui vaccini Covid-19.
L’Italia è aperta a questa idea, in modo mirato, limitato nel tempo e che non metta a repentaglio l’incentivo ad innovare per le aziende farmaceutiche. Ma questa proposta non garantisce che i paesi a basso reddito siano effettivamente in grado di produrre i propri vaccini. Dobbiamo sostenerli finanziariamente e con competenze specializzate. L’Italia accoglie con favore l’iniziativa della Commissione Europea volta a produrre vaccini e prodotti sanitari nei paesi a basso e medio reddito. Vogliamo coinvolgere le nostre aziende farmaceutiche e i nostri centri di ricerca per sostenere la produzione, in particolare in Africa.
E lo faremo insieme ad altri paesi partner, tra cui Francia e Germania”.
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Draghi “Rimbalzo del Pil già in questo trimestre”
“E’ un decreto che vuole un’Italia che guardi al futuro e che non lasci indietro a nessuno”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa sul decreto Sostegni bis.
“E’ un decreto che vuole un’Italia che guardi al futuro e che non lasci indietro a nessuno”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa sul decreto Sostegni bis.
“Ci aspettiamo che l’economia abbia un rimbalzo già da questo trimestre, le stime per fine anno saranno al rialzo – ha sottolineato Draghi -. E’ presto però per potere parlare di crescita sostenuta, ci sarà un rimbalzo ma perché ci sia crescita sostenuta ci sarà bisogno del Pnrr”.
“Credo che il miglioramento della situazione sanitaria il progresso della campagna vaccinale, possa permettere alle imprese di guardare con ottimismo al futuro, ottimismo confermato dai fatti. Ci aspettiamo anche una forte ripartenza del turismo e della ristorazione”, ha detto ancora il premier. “Mi pare che il terreno per le imprese sia pronto”, ha aggiunto.
“Il decreto prevede circa 40 miliardi, 17 per sostegni alle imprese e professioni , 9 miliardi per aiuti su crediti e liquidità, 4 per i lavoratori e le fasce in difficoltà”, ha spiegato Draghi, che ha proseguito: “Per la prima volta accanto al criterio del fatturato si usa anche il criterio dell’utile. Vengono incluse nuove partite Iva nel sostegno. C’è un’ampia parte del decreto che riguarda i giovani: si vuol rendere più facile comprare una casa, costruirsi una famiglia e dare quell’elemento di futuro che manca oggi”.
Poi ha frenato sulla proposta di tassa di successione per aiutare i giovani, avanzata dal leader del Pd Enrico Letta: “Non ne abbiamo mai parlato, ho sempre detto che non è il momento di prendere i soldi dei cittadini ma di darli, l’economia è ancora in un momento di recessione, di disoccupazione. L’importante ora è fare una legge delega per la riforma fiscale – ha aggiunto – e poi nominare una commissione che lavorerà su questa riforma”.
“I mesi che verranno saranno migliori del passato, ma saranno mesi complessi, anche per lo sblocco dei licenziamenti in alcuni settori. Servirà uno Stato presente”, ha spiegato il presidente del Consiglio, che ha espresso “soddisfazione per le aperture graduali con il rischio calcolato, in gran parte frutto della campagna vaccinale. Vi sono successi logistici, con l’aumento dei punti di vaccinazione e la percentuale di dosi somministrate; c’è anche una decisione di cui il governo è fiero: la sterzata sulle classi d’età delle vaccinazioni”.
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Via libera dal Governo al decreto Sostegni bis
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge Sostegni bis da oltre 40 miliardi. Il testo contiene 77 articoli. Tra le novità del provvedimento una misura anti-licenziamenti, per le aziende che chiedono la cassa Covid entro fine giugno. In questo caso, il blocco dei licenziamenti è prorogato al 28 agosto. Inoltre dal primo luglio le aziende che usano la cassa ordinaria non dovranno pagare le addizionali a condizione che non licenzino, riferiscono fonti di governo.
“La parola d’ordine è ripartenza – scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio – Abbiamo appena approvato in Consiglio dei Ministri un decreto da oltre 40 miliardi per continuare a sostenere le imprese, gli autonomi, i lavoratori, le famiglie. Stiamo eliminando totalmente il coprifuoco, ci stiamo avviando verso la riapertura totale e bisogna continuare a sostenere chi si trova in difficoltà. Tra le misure approvate poco fa, previste dal Sostegni Bis, ci sono: ristori a fondo perduto e copertura per i costi fissi per le imprese che ammontano complessivamente a 15,4 miliardi; 1,6 miliardi che andranno a rifinanziare gli strumenti di sostegno all’internazionalizzazione delle nostre imprese per renderle ancora più competitive nel mondo: esportare Made in Italy all’estero significa creare nuova occupazione in Italia;
100 milioni sono stati destinati alle attività chiuse e fondi a favore di agriturismi e aziende vitivinicole. Il decreto prevede inoltre: la proroga fino al 30 giugno del termine di sospensione delle cartelle fiscali; il rifinanziamento del Reddito di emergenza fino a settembre. Per quanto riguarda i comuni, soprattutto per quelli che riversano in uno stato di dissesto o pre dissesto, è stato previsto uno stanziamento di 500 milioni e durante la conversione del decreto in Parlamento la norma potrà essere ulteriormente rafforzata”.
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I componenti della Lega si dimettono dal Copasir
ROMA (ITALPRESS) – I componenti della Lega nel Comitato parlamentare per sicurezza della Repubblica, il senatore Paolo Arrigoni e il deputato Raffaele Volpi hanno rassegnato le loro dimissioni. Volpi (nella foto) si è inoltre dimesso da presidente del Copasir.
La Lega da ora “pretende l’immediata, integrale applicazione della legge 124 del 2007 che prevede l’assegnazione all’opposizione di 5 (cinque) componenti su 10 (dieci) tra cui poter scegliere l’eventuale Presidente – si legge in una nota -. I Componenti della Lega nel Copasir non parteciperanno alla votazione di nessun Presidente fino alla completa applicazione della legge e si attendono istantanee dimissioni di tutti gli altri componenti del Comitato al fine di consentire ai Presidenti di Senato e Camera le conseguenti valutazioni, riconfermando che gli stessi Presidenti avevano dichiarato completamente legittima sia la composizione del Comitato sia la sua presidenza.
I presidenti richiamando l’unico precedente riguardante il governo Monti e la presidenza D’Alema, nel quale veniva negato la presidenza del Copasir alla Lega nonostante fosse l’unica forza di opposizione”.
“La Lega non ritiene di dover inficiare organi istituzionali per questioni politiche o ancor di più per dispute interne a dei “non partiti” di cui non si capisce nemmeno chi sia il capo politico – prosegue la nota -. I componenti della Lega sono anche certi che il Comitato con l’attuale presidenza abbia svolto un ottimo lavoro al servizio del Paese, fatto per altro riconosciuto a tutti i livelli istituzionali. Nella certezza di questo dato di fatto e del contributo dato all’Italia in uno degli anni più difficili della sua storia sorge persino il dubbio che la presidenza di Raffaele Volpi abbia infastidito e disturbato qualcuno. Attendiamo quindi immediate determinazioni politiche da parte di chi negli ultimi mesi ha cercato di delegittimare il prezioso lavoro del Copasir”.
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Mattarella spegne l’ipotesi secondo mandato “Tra 8 mesi mi riposo”
ROMA (ITALPRESS) – “Quando mi è stato chiesto se ero disposto ad essere eletto Presidente della Repubblica mi sono preoccupato, conoscevo quanto fosse impegnativo e faticoso questo compito, però vi sono due cose che aiutano: ho chiamato dei collaboratori molto bravi, l’altra è che in Italia in base alla nostra Costituzione non c’è un solo organo che decide ma tanti organi diversi, le decisioni sono distribuite tra tante persone, molte decisioni di vita quotidiana le prende il Governo, molte le prende il Parlamento. Il Presidente della Repubblica deve seguire tutto per potere intervenire con dei suggerimenti. L’attività è molto impegnativa ma tra 8 mesi il mio incarico termina, io sono vecchio e tra qualche mese potrò riposarmi”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando con alcuni alunni di una scuola primaria di Roma.
“La legge più importante in Italia è la Costituzione, contiene molte indicazioni che sono distribuite nei suoi articoli. All’inizio la Costituzione all’articolo 2 dichiara i diritti inviolabili di ogni cittadino, subito dopo l’articolo 3 indica il valore dell’uguaglianza, questo è il principale diritto su cui si basa anche una quantità di altri diritti – ha spiegato Mattarella agli alunni -. Siamo tutti uguali di fronte alla legge, bambini, grandi, vecchi, femmine, maschi, qualunque sia la nostra opinione, condizione economica e sociale, qualunque sia il colore della pelle, l’etnia siamo tutti uguali”. “C’è una cosa che ce l’ha ricordato nell’ultimo anno, quella cosa triste che è la pandemia – ha aggiunto il capo dello Stato -. Portiamo tutti la mascherina e questa malattia così grave ci ha ricordato che siamo tutti uguali. Questo è il fondamento di ogni diritto: l’uguaglianza tra i cittadini. Dobbiamo rispettarci tutti nella stessa maniera e misura”.
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Meloni “Abolire subito il coprifuoco o non recuperiamo il turismo”
ROMA (ITALPRESS) – “Se continuiamo con il coprifuoco il turismo non lo recuperiamo più. E’ una misura illegittima, in una democrazia lo Stato non ha la libertà di dirti quando uscire di casa, noi lo abbiamo accettato all’inizio ma dopo un anno e mezzo va abolito, e va abolito oggi. Inoltre è una misura inutile perchè significa comprimere gli orari e questo porta agli assembramenti e non li toglie”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a Mattino Cinque.
Organizzare le vaccinazioni anche nei luoghi di vacanza “non era chiedere troppo – ha proseguito Meloni -. Il turismo è un altro grandissimo malato, non si può considerarla una attività secondaria e sacrificabile. Credo che serva uno sforzo di organizzazione non solo per consentire agli italiani di andare in vacanza, ma per consentire anche ai turisti stranieri di venire in Italia”.
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Si accende lo scontro M5S-Rousseau sui dati degli iscritti
ROMA (ITALPRESS) – E’ sempre più scontro tra il MoVimento 5 Stelle e l’Associazione Rousseau sui dati degli iscritti. In un post su Facebook, il M5S denuncia “un fatto gravissimo. Il Movimento 5 Stelle la scorsa settimana ha ordinato, in conformità a legge, all’Associazione Rousseau, responsabile del trattamento dei dati, di restituire al M5S i dati relativi agli iscritti del Movimento, diffidandola dal continuare ad utilizzarli, indicando il termine di 5 giorni per organizzarsi e provvedere alla restituzione. Decorso tale termine e previa ulteriore comunicazione di conferma, i nostri esperti informatici e periti forensi si sono recati presso gli uffici dell’associazione Rousseau per ricevere i dati in consegna. Purtroppo, l’Associazione Rousseau, non ha provveduto alla consegna e ciò è oggettivamente grave e palesemente illegittimo – prosegue il M5S -. In tale modo l’Associazione Rousseau cerca di ostacolare e di rinviare, come già da tempo, la possibilità per gli iscritti del movimento di esercitare i propri diritti associativi e di esprimersi sul nuovo progetto politico. Non comprendiamo come un compagno di viaggio con cui si è fatto un percorso insieme stia macchiando una così nobile storia con atti che la legge non ammette”. Per il M5S “è inaccettabile che un soggetto privato possa tentare di ostacolare l’attività di una forza politica del Parlamento e di governo, accampando pretestuose e incomprensibili motivazioni, anche di natura economica”.
In una lunga nota, l’Associazione Rousseau replica: “Dare vita a un “blitz”, dalla sera alla mattina, per ottenere a forza la proprietà dei dati degli iscritti senza il loro consenso rappresenta per noi una forzatura inaccettabile da qualunque punto di vista tanto giuridico quanto etico”. “L’operazione che gli asseriti rappresentanti del Movimento 5 stelle vogliono porre in essere è un vero e proprio atto di forza che non tiene conto della volontà degli iscritti ai quali non viene chiesta alcuna autorizzazione e dai quali non si dice chi sia il destinatario dei dati, nè quali saranno le politiche di gestione di tali dati”, prosegue l’associazione.
“Se si consegnassero i dati con le modalità richieste dall’ex reggente Vito Crimi – prosegue l’Associazione Rousseau – gli iscritti non potrebbero rinnovare la loro iscrizione annuale e ciò determinerebbe la possibile decadenza dell’iscrizione e la perdita del loro diritto di voto; sarebbe impedito a chi ha avviato un’iscrizione 6 mesi fa di poter caricare la documentazione per ottenere la certificazione e sarebbe impedita la possibilità di votare, come previsto dallo Statuto”.
“Ancora una volta, siamo costretti a ribadire la nostra piena disponibilità, ma solo nel perimetro del rispetto della legge, della democrazia interna e della tutela degli iscritti – conclude -. Prepotenze amministrative o giuridiche non sono la strada per risolvere i problemi, ma solo per crearli”.
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