ROMA (ITALPRESS) – “Oggi è successo un fatto gravissimo. Il Movimento 5 Stelle la scorsa settimana ha ordinato, in conformità a legge, all’Associazione Rousseau, responsabile del trattamento dei dati, di restituire al M5S i dati relativi agli iscritti del Movimento, diffidandola dal continuare ad utilizzarli, indicando il termine di 5 giorni per organizzarsi e provvedere alla restituzione. Oggi, decorso tale termine e previa ulteriore comunicazione di conferma, i nostri esperti informatici e periti forensi si sono recati presso gli uffici dell’associazione Rousseau per ricevere i dati in consegna”. Lo scrive su Facebook il MoVimento 5 Stelle.
“Purtroppo, l’Associazione Rousseau, non ha provveduto alla consegna e ciò è oggettivamente grave e palesemente illegittimo – prosegue il M5S -. In tale modo l’Associazione Rousseau cerca di ostacolare e di rinviare, come già da tempo, la possibilità per gli iscritti del movimento di esercitare i propri diritti associativi e di esprimersi sul nuovo progetto politico. Non comprendiamo come un compagno di viaggio con cui si è fatto un percorso insieme stia macchiando una così nobile storia con atti che la legge non ammette”.
“E’ inaccettabile che un soggetto privato possa tentare di ostacolare l’attività di una forza politica del Parlamento e di governo, accampando pretestuose e incomprensibili motivazioni, anche di natura economica. I dati degli iscritti, nei prossimi giorni, torneranno nella disponibilità del Movimento 5 Stelle, questo è certo! I dati degli iscritti sono essenziali per consentire l’esercizio della partecipazione e della democrazia diretta, che oggi è impedito da questo grave ostruzionismo – conclude il M5S -. Chi ha rallentato questo processo si assumerà tutte le responsabilità nelle sedi giudiziali penali, civili e amministrative per il danno che sta causando al Movimento 5 Stelle”.
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M5S “Rousseau non consegna i dati degli iscritti, inaccettabile”
Covid, Mattarella “E’ il tempo del rilancio comune”
BRESCIA (ITALPRESS) – “Questo è il tempo del rilancio comune”. Con queste parole il capo dello Stato Sergio Mattarella ha inaugurato l’anno accademico 2020-2021 dell’Università degli Studi a Brescia, una delle città più colpite dalla pandemia.
“Dipendiamo l’uno dall’altro, abbiamo bisogno l’uno dell’altro – ha detto il presidente Mattarella -. Ciascuno deve fare la propria parte”.
“Essere qui è importante perchè desidero continuare a visitare gli atenei” con la consapevolezza e l’importanza del “loro ruolo nel nostro Paese”, ha proseguito il capo dello Stato, puntualizzando come “debba aumentare il numero di laureati nel nostro Paese”.
“Abbiamo affrontato e tuttora affrontiamo una terribile pandemia, che ha sconvolto il mondo intero ed è entrata minacciosamente nella vita di ciascuno di noi. La città e la provincia di Brescia sono state tra le realtà più colpite dell’intera Europa, pagando un prezzo molto alto in termini di vite umane e di sofferenze”, ha inoltre scritto Mattarella, in una lettera inviata al Giornale di Brescia.
“La solidarietà – ha aggiunto – costituisce una forte risorsa e ha consentito di resistere, di combattere, di recare aiuto, e ci consente oggi di alzare lo sguardo per progettare il domani. Brescia detiene questi valori nel proprio Dna. Lo ha testimoniato nei momenti più difficili, quando la disperazione minacciava di soffocare la speranza che, fortunatamente, è irriducibile nell’animo delle persone e nella vita delle comunità”.
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Giorgetti “Il decreto Riaperture un passo avanti, ma volevamo di più”
MILANO (ITALPRESS) – “E’ un passo in avanti verso le riaperture”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera Giancarlo Giorgetti, ministro per lo Sviluppo economico, in merito al decreto varato dal Governo per l’allentamento delle misure anti-Covid.
“Noi abbiamo spinto in tutto questo periodo per ottenere qualcosa in più. I numeri dell’epidemia sono confortanti, e dunque il senso di questo decreto è “stiamo per riaprire”. Da questo punto di vista, è una buona notizia – aggiunge -. Perchè noi avevamo posto anche altre questioni. Siamo rimasti un pò da soli a fare questa parte, ma quello che ha stabilito il presidente Draghi va bene”. Forza Italia “non pervenuta. Francamente, mi sarei atteso qualche sostegno in più, coerentemente con le posizioni che leggo sui giornali”, spiega il ministro, che sul coprifuoco sottolinea: “In ogni caso abbiamo chiesto, e la cosa sarà ribadita nel decreto, che quando una regione ha acquisito lo status di zona bianca, il coprifuoco non c’è più. Questo significa che, già oggi, per diverse regioni c’è la possibilità di guardare al futuro con altri occhi. E il coprifuoco, dunque, in parecchi casi finirà prima di quanto non dica la regola generale. E’ la paura che viene sconfitta dalla realtà”.
“Io credo che noi abbiamo rappresentato un sentimento diffuso tra gli italiani, che peraltro era partito già da varie settimane. Io credo che la nostra posizione abbia effettivamente cominciato a fare breccia: dare qualche sicurezza sul ritorno alla vita per tutti, in considerazione di numeri che migliorano e che vanno confermati”, aggiunge Giorgetti.
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Covid, Gelmini “Entro fine mese un altro tagliando sulle misure”
ROMA (ITALPRESS) – “Non mi piace nè l’attività di issare bandierine nè quella opposta, di indicare vincitori e vinti. Abbiamo tutti convenuto sul fatto che la gradualità sia la strada più giusta e di buon senso. I dati molto positivi ci consentono di andare spediti per non chiudere più. La logica non è solo riaprire, ma evitare fughe in avanti e passi indietro. Io sono soddisfatta, è stato trovato un punto di equilibrio”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, in merito al decreto Riaperture,
“Abbiamo condiviso la scelta di abolire il coprifuoco dal 21 giugno, accorciandolo da subito alle 23 e poi, dal 7 giugno, alla mezzanotte – aggiunge -. In questo decreto ci sono scelte importanti, molte delle quali chieste dal centrodestra. I centri commerciali aperti dal prossimo weekend, l’anticipo dei parchi tematici, i matrimoni col green pass, il via ai ristoranti anche al chiuso”.
“In Consiglio dei ministri è stato ribadito che alla fine del mese ci sarà un check delle misure e sarà valutato l’andamento dei contagi e delle vaccinazioni. Se i dati lo consentiranno ci saranno ulteriori misure di allentamento”, sottolinea Gelmini.
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Da Cdm via libera al coprifuoco alle 23, stop dal 21 giugno
ROMA (ITALPRESS) – Il coprifuoco ha le ore contate. “Grazie alle misure adottate, alla cautela della stragrande maggioranza delle persone e all’impatto della campagna di vaccinazione possiamo proseguire il percorso graduale di riaperture. Iniziamo da subito portando il coprifuoco alle 23 già da domani e definendo un percorso di ritorno all’attività per diversi settori vitali per il nostro Paese”. L’annuncio del ministro della Salute, Roberto Speranza, al termine del consiglio dei Ministri. La cabina di regia, guidata dal presidente del Consiglio Mario Draghi, ha dato l’ok, all’unanimità, allo slittamento alle 23 del coprifuoco, a partire da domani. I dati su contagi e vaccinazioni degli ultimi giorni parlano chiaro: l’epidemia sta rallentando, aumentano le persone immunizzate e si possono programmare le riaperture e le riprese delle attività ferme. Sono allo studio anche ipotesi di deroga al coprifuoco per tifosi e spettatori di manifestazioni sportive.
Secondo quanto deciso al tavolo di Governo e Regioni, dal 7 giugno si potrà rientrare alle 24 e dal 21 è prevista l’abolizione del coprifuoco. Regole che valgono per le regioni in zona gialla, tutte in questa settimana, ma se i numeri confermeranno questo trend positivo, da lunedì molte regioni potranno entrare in zona bianca, dove a valere saranno solo le regole di comportamento, mascherina indossata anche all’aperto, distanziamento e divieto di assembramenti. Dal primo giugno ristoranti e bar potranno aprire a pranzo e a cena anche al chiuso, dal 22 maggio riapriranno i centri commerciali anche nei weekend e nei prefestivi e festivi, ricevimenti di matrimonio a partire dal 15, probabilmente con il ‘green pass’ degli ospiti: tampone negativo, certificato di avvenuta guarigione dal Covid o vaccinazione.
Soddisfazione per le nuove regole arriva dalle forze di centrodestra: “Il coprifuoco si sposta avanti di un’ora, poi sarà eliminato. Ci sono regole e date per i matrimoni e la riapertura delle strutture sportive come chiesto da Forza Italia. Per garantire la sicurezza sanitaria non servono inutili eccessi, ma regole proporzionate ai rischi”, dice Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato.
Per il capogruppo in Senato di Italia Viva, Davide Faraone, “bene la road map con date precise che da certezze alle attivita’. Bene in particolare che sia stata accolta la nostra richiesta sui centri commerciali aperti nel fine settimana, sulla ristorazione e gli eventi e la spinta per il Green pass. Il coprifuoco zero nelle regioni bianche spingerà ancora di più le regioni a vaccinare a tappeto: la strada verso la riapertura è ormai tracciata”.
L’opposizione, con Fratelli d’Italia, continua a chiedere l’abolizione del coprifuoco subito: “per ogni di chiusure insensate migliaia di aziende hanno pagato e pagano costi elevatissimi. Fratelli d’Italia chiede l’abolizione immediata del coprifuoco e il rimborso dei danni subiti a causa di provvedimenti palesemente inutili”, commenta il capogruppo di alla Camera, Francesco Lollobrigida. “Apprezziamo il lavoro svolto da governo e Regioni che ha portato alla definizione di nuovi parametri, più idonei al quadro attuale e soprattutto in linea con i nuovi risultati che stiamo raggiungendo di contenimento della pandemia grazie alla campagna vaccinale. Sulle riaperture condividiamo l’impianto illustrato dai ministri Gelmini e Speranza, ma in particolare sulla riapertura delle piscine al chiuso speriamo si possa fare di più”, ha detto Luca Menesini, presidente della Provincia di Lucca al termine della cabina di regia coordinata dalla ministra degli Affari Regionali e delle autonomie locali Maria Stella Gelmini.
Sarà anticipata al 24 maggio la riapertura delle palestre, mentre resta la data del primo giugno la riapertura di centri termali e piscine al chiuso. Buone notizie anche per i tifosi: autorizzata la presenza di pubblico, dal primo giugno all’aperto e dal primo luglio al chiuso, con capienza fissata al 25%. Devono aspettare ancora i gestori delle discoteche, non è stata fissata nessuna data di apertura, mentre casinò, sale giochi e bingo potranno aprire dal primo luglio. Riaprono anche, dal 22 maggio, gli impianti di risalita in montagna, e i parchi tematici e di divertimenti potranno apire a piccoli e grandi dal 15 giugno, due settimane prima della data prevista.
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Omofobia, Mattarella “La violenza spinge verso il fanatismo”
ROMA (ITALPRESS) – “La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia è l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“Le attitudini personali e l’orientamento sessuale non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perchè laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica – aggiunge -. La società viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sè, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili. La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti”.
“E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza”, conclude il capo dello Stato.
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Orlando “Salvini non vuole le riforme? Scherza col fuoco”
MILANO (ITALPRESS) – “Ci eravamo spiegati male, io avevo capito che questo governo serviva a fare le riforme”. Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, incontrando la stampa a Milano, riguardo all’affermazione del leader della Lega Matteo Salvini per il quale il governo Draghi non deve riformare giustizia e fisco. “L’Europa – ha continuato – ci ha dato delle risorse per farle e probabilmente dobbiamo un pò chiarirci, perchè mettere a repentaglio 200 miliardi che sono arrivati perchè oggi si dice che non si vogliono più fare le riforme, credo che sia scherzare con il fuoco e con il destino degli italiani”. Alla domanda dei cronisti se
Salvini debba ritirare i propri ministri dall’esecutivo, Orlando ha risposto: “Questo non sta a me dirlo. Dovrebbe chiarirsi le idee”.
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Carfagna “Nessuno farà cadere il Governo, le riforme sono necessarie”
ROMA (ITALPRESS) – Le riforme sono “indispensabili” e gli scontri nella maggioranza non metteranno a rischio la tenuta del governo, perchè nessuno avrà “il coraggio” di fare cadere Mario Draghi. Lo afferma Mara Carfagna, ministra per il Sud e la Coesione territoriale, in un’intervista al Corriere della Sera.
“Senza riforme il Recovery plan semplicemente non esisterebbe: l’Europa condiziona l’erogazione dei soldi al rispetto di un cronoprogramma rigoroso e alla realizzazione di riforme – sottolinea Carfagna -. Senza riforme non avremo nè finanziamenti europei, nè nuove infrastrutture, nè ripresa, nè posti di lavoro. Questo governo nasce per fare tutto questo”. Alla domanda su quali riforme siano imprescindibili per Forza Italia, la ministra risponde così: “Il fisco e la giustizia, in primis, insieme alla semplificazione di ogni processo pubblico, dalla più banale pratica, ai concorsi, ai grandi appalti. Ma nel Pnrr c’è anche una riforma sociale per cui mi sono spesa e ritengo irrinunciabile: l’individuazione dei Livelli essenziali di prestazione, i Lep, che cancellino finalmente il divario di cittadinanza tra Nord e Sud, tra metropoli e aree interne”.
Riguardo al ddl Zan, Carfagna sottolinea: “Una legge contro l’omofobia e la transfobia ci serve. Io stessa ne fui promotrice da ministro, ma scelsi una strada diversa, meno divisiva e ambigua. Queste leggi non possono essere bandierine per marcare il campo”. E sulle tensioni nella maggioranza spiega: “La conflittualità, al momento, è più fumo che arrosto. Voglio vedere chi avrà il coraggio di dire agli italiani: scusate, mando a casa Draghi perchè penso che io governerei meglio”.
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